Ettore Roesler Franz

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« Per riuscire nella vita occorre saper pazientare, prendersi i fastidi, disfare e rifare, ricominciare e continuare senza che il moto della collera o lo slancio dell’immaginazione vengano ad arrestare o a sviare lo sforzo quotidiano. »
(Ettore Roesler Franz nel retro di un suo acquerello)
Ettore Roesler Franz

Ettore Roesler Franz (Roma, 11 maggio 1845Roma, 26 marzo 1907) è stato un pittore italiano. Autore della collezione di 120 acquarelli poi denominata Roma Sparita, è tra i pittori vedutisti dell'Ottocento che più ha esposto in Italia e all'estero. Noto per l'uso della tecnica dell'acquerello, fa parte del filone dei Realisti del tardo Ottocento.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Roma l'11 maggio 1845 da Luigi e Teresa Biondi. La sua famiglia di origine tedesca, di provenienza dai Sudeti, si era trapiantata a Roma all'inizio del Settecento, fondando nel secolo successivo il celebre Hotel d'Allemagne, tra via Condotti e Piazza di Spagna (vi furono ospitati, tra gli altri, Stendhal, Luciano Bonaparte, Thackeray, Wagner, Winckelmann, de Lesseps e Goethe).

Inizia la sua attività artistica a 18 anni, dopo il ritratto eseguito a pastello nel 1863 da Ettore Ferrari (amico fraterno e compagno di studi all'Accademia di San Luca, noto poi per il monumento a Giordano Bruno in piazza Campo de' Fiori a Roma e, successivamente, deputato e Gran Maestro della Massoneria italiana). Fin da giovane, il Franz ha un forte legame con gli ambienti anglosassoni: comincia infatti a lavorare presso il consolato inglese dover conosce il console Joseph Severn, un valido acquarellista ed amico intimo di Keats.

In questi anni, Ettore Roesler Franz perfeziona la tecnica dell'acquerello (carta, pennelli e colori, da lui personalmente scelti con cura meticolosa, e il relativo raccoglitore erano tutti di provenienza inglese) perché ritenuto da lui il mezzo migliore per riprodurre le vedute campestri e specialmente la trasparenza dei cieli e delle acque.

Di tutte le opere realizzate, quella che più gli ha dato notorietà nel mondo è la "Roma Sparita"[1], o meglio, per dirla con le sue stesse parole, “Roma pittoresca/Memorie di un'era che passa”. Si tratta di 120 acquerelli (ognuno di dimensione di circa 53×75 cm), suddivisi in tre serie da 40 l'una, tutti realizzati tra il 1878 e il 1896. In questo periodo, infatti, Ettore Roesler Franz si aggira con pennelli, cavalletti e macchina fotografica (fu uno dei primi pittori a servirsi di questo nuovo mezzo per focalizzare meglio tutti i particolari delle sue vedute e ritrarre i suoi personaggi) per vicoli, cortili, strade e piazze della capitale, prima che Roma venisse in gran parte spazzata a raso dai demolitori e costruita a misura dalle immobiliari piemontesi.

Via dell’Arco di S. Marco

In parallelo all'attività romana, l'artista si muove con costanza in tutta Europa, come dimostrano le 23 esposizioni all'estero (Parigi, Londra, San Pietroburgo, Berlino, Dresda, Stoccarda, Monaco di Baviera, Vienna, Belgio ed Olanda) e le 46 in Italia (concentrate principalmente a Milano, Torino, Roma, Firenze, Trieste, Venezia e Roma).

Nel pieno della sua maturità artistica, fonda la Società degli acquerellisti in Roma, di cui sarà più volte presidente negli anni successivi. Nel 1879, quando morì Severn, Ettore e suo fratello Alessandro – nel frattempo diventato console di Inghilterra a Roma – contribuiscono, insieme ad altri intellettuali inglesi, all'erezione della stele sepolcrale nel cimitero acattolico di Roma alla Piramide.

Ettore Roesler Franz è, tra le altre cose, fra i primi pittori a dipingere il ghetto di Roma e nelle pubblicazioni odierne della comunità ebraica di Roma sono riprodotti i suoi acquarelli come testimonianza dei suoi legami.

Nel 1890 viene nominato Cavaliere della Corona d'Italia da Umberto I di Savoia e successivamente Commendatore.

Diciannove delle sue opere in questo periodo vengono acquistate da clienti “eccellenti”: l'imperatrice Maria Fedorovna di Danimarca, vedova dello zar di Russia Alessandro III, e suo figlio il Granduca Giorgio, tre re d'Italia (Vittorio Emanuele II, Umberto I e Vittorio Emanuele III di Savoia), la regina Margherita, il Granduca d’Assia, lo statista Quintino Sella. Tra i suoi maggiori estimatori, Ettore Roesler Franz ha anche lo storico tedesco e cittadino onorario di Roma Ferdinand Gregorovius. Sei acquerelli furono, invece, comprati dall'allora Ministro delle finanze e statista Quintino Sella (1827-1884).

Un'altra conoscenza di spessore è quella con Giacomo Balla, che segnò il suo esordio internazionale proprio con un ritratto ad olio di Ettore a Villa d’Este nel 1902, con il quale fu ammesso alla Biennale di Venezia nel 1903.

Ettore Roesler Franz muore poi il 26 marzo 1907, nella sua abitazione di piazza S. Claudio, all'età di 62 anni ed è sepolto presso il Cimitero del Verano di Roma.

"La sincerità fa l'artista grande" era la scritta che figurava all'ingresso dello studio romano di Ettore Roesler Franz a piazza San Claudio 96 (che nel 1876 aveva sostituito quello precedente di via del Bufalo 133), e a questa massima il Pittore si è sempre attenuto. Un altro suo motto lo troviamo in francese sul retro di un suo quadro: “Per riuscire nella vita occorre saper pazientare, prendersi i fastidi, disfare e rifare, ricominciare e continuare senza che il moto della collera o lo slancio dell'immaginazione vengano ad arrestare o a sviare lo sforzo quotidiano”.

L'opera di Ettore Roesler Franz[modifica | modifica wikitesto]

Ettore Roesler Franz, poliglotta (parlava correntemente francese, inglese e tedesco), è stato un antesignano dei moderni ambientalisti.

I quadri di Ettore Roesler Franz sono una rara testimonianza a colori del mutamento della società alla fine del XIX secolo, rendendoci oggi l'immagine della città prima degli sventramenti. Le zone colpite dalla nuova struttura urbanistica della città sono state molte, a cominciare dalla demolizione di tutte le case sulla sponda sinistra del Tevere e su quella destra nella zona di Trastevere per proseguire con Villa Ludovisi, considerata il più bel giardino d'Europa, e continuare con la completa distruzione del Ghetto di Roma, per finire con la perdita del Porto di Ripetta e di quello di Ripa Grande. I successivi sventramenti della città durante il fascismo hanno poi portato ad ulteriori distruzioni di altre zone di Roma come la "Spina di Borgo" di fronte alla basilica di San Pietro e tutta la zona compresa tra piazza Venezia e il teatro di Marcello, da un lato, e la via Alessandrina, dall'altro, con l'abbattimento della casa di Giulio Romano.

Quale fosse il grande amore dell'artista per l'acquerello è anche testimoniato da una sua lettera, pubblicata nella primavera del 1880 su "il Popolo Romano", giornale diretto dallo stesso Bellinzoni. Vi si legge: "Mio caro Bellinzoni, ho letto con piacere nella Tua Rivista artistica di stamane le giuste osservazioni per la poca o niuna considerazione nella quale si tiene l'acquerello nell'esposizione di piazza del Popolo. È veramente deplorevole che, dopo lo sviluppo che ha preso in Roma questo ramo della pittura, si debba ancora considerarlo come un ninnolo dell'arte ed assegnargli in tutte le esposizioni l'ultimo posto. Quanto a quella di piazza del Popolo è poi doppiamente doloroso che per rispondere alle premure del benemerito presidente uno s'induca a mandarvi i propri lavori per vederli poi esposti in una luce che non è luce e in un ambiente nel quale la miglior cosa che possa farsi è di fuggir via per non prendere un reuma od altro malanno e per la mancanza di quegli allettamenti di cui tu hai già fatto parola che si risolvono poi anche in sagrifici maggiori per gli esponenti che si vedono svanita ogni probabilità di vendita. Nella tua rivista hai trovato ben poco di apprezzabile fra gli acquerelli. Il tuo compito era però difficile! Giacché se quei lavori piuttosto che attaccati fossero esposti, chi sa che non vi avresti trovato anche degli altri meritevoli delle tue osservazioni? Tu sai quanto io abbia fatto e faccia affinché l'acquerello prenda un posto notevole fra noi, come lo ha di già altrove. Ti sarò perciò sempre più grato ogni qualvolta ti adopererai per togliere certi pregiudizi, che pur troppo dominano ancora il campo. Ti stringe la mano il tuo amico Ettore R. Franz".

Roma Sparita[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1883 il sindaco di Roma Leopoldo Torlonia acquistò dall'artista i 40 acquerelli che componevano la prima serie di Roma sparita e che furono inizialmente conservati nel Palazzo Senatorio in Campidoglio.

Il 4 maggio 1908, un anno dopo la morte del pittore, il Comune di Roma comprò i rimanenti 80 acquerelli, che compongono la seconda e terza serie di Roma Sparita, da suo fratello e suo erede universale Adolfo Roesler Franz (fondatore dell'omonima Banca privata che operò dal 1869 fino al 1936, con sede prima a Palazzo Torlonia e poi più avanti sempre su via Condotti, adiacente all'Antico Caffè Greco).

Attualmente il Comune ne possiede 119, perché un acquerello (quello raffigurante "palazzo Mattei alla Lungaretta") è andato smarrito a Colonia (Germania) nel 1966, durante una mostra itinerante e da allora non è stato più ritrovato. Tutte le 119 opere sono custodite al Museo di Roma in Trastevere.

Case medievali a Santa Cecilia

In un suo scritto in inglese del 29 marzo 1894, Ettore Roesler Franz auspicava che "la collezione dovrebbe essere posta in una sala speciale con una grande carta topografica della vecchia Roma in cui io darei indicazioni dei luoghi dove sono stati ripresi i quadri e questo faciliterebbe gli studiosi delle future generazioni nel capire quale era l'aspetto di Roma prima dei presenti mutamenti".

Altre opere di proprietà pubblica[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla collezione Roma Sparita, altri due acquerelli di Ettore Roesler Franz sono di proprietà del Comune di Roma e conservati al Museo di Roma a Palazzo Braschi.

Ci sono altri due acquerelli di proprietà pubblica: il primo ritrae "Re Vittorio Emanuele II di Savoia durante la sua prima visita ufficiale a Roma del 31 dicembre 1870 dopo l'inondazione del Tevere" e testimonia la venuta nella capitale del re sabaudo 100 giorni dopo la presa di Porta Pia; appartiene al Museo Centrale del Risorgimento al Vittoriano di Roma, mentre il secondo raffigura "Ponte Lupo - Poli 1898" ed appartiene al Comune di Tivoli. Questo secondo quadro fu donato da Ettore Roesler Franz l'8 dicembre 1903 per ricambiare la Giunta comunale di Tivoli per la consegna della pergamena della cittadinanza onoraria tiburtina, miniata da Giuseppe Cellini, conferitagli all'unanimità circa 6 mesi prima, il 6 febbraio 1903.

Gli acquerelli di Roesler Franz nei Musei e nelle collezioni private[modifica | modifica wikitesto]

Begins the day by flattery - Art Gallery of South West (Sidney)

Altre sue cinque opere sono in musei privati: un acquerello nel Museum of Fine Arts di Boston, due al Southampton City Art Gallery (Gran Bretagna), un altro alla Art Gallery of New South Wales di Sydney (Australia) e un olio al Colchester & Ipswich Museum (Regno Unito).

Tre acquerelli fanno infine parte della collezione d'arte della Banca di Roma - Gruppo Capitalia e altri tre della collezione d'arte del Gruppo bancario Intesa Sanpaolo.

Le esposizioni di Ettore Roesler Franz in Italia, in Europa e nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Numerose furono le mostre dei suoi quadri in Italia, in particolare a Roma (Esposizioni annuali della Associazione degli Acquerellisti e della Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti) dal 1873 al 1895, nel 1897, dal 1899 al 1900, dal 1902 al 1905 e nel 1907). In pratica, l'artista fu assente solo 4 volte in 35 anni di mostre nella capitale.

A Torino (Società promotrice di Belle Arti) espose dal 1874 al 1880, nel 1884 e nel 1902, a Milano (Esposizione straordinaria nazionale ed internazionale di acquerelli) nel 1893, a Firenze (Esposizioni solenni e Festa dell'Arte e dei Fiori) nel 1874, nel 1876 e nel 1896, a Trieste nel 1876 e a Venezia (Sesta Esposizione Internazionale d'Arte) organizzata dalla Biennale di Venezia nel 1905.

Ettore Roesler Franz espose anche in Europa: a Parigi (nel 1878 e nel 1900), a Londra (nel 1876, nel 1885, nel 1888 e nel 1904), a San Pietroburgo (nel 1876, nel 1898, nel 1902 e nel 1904), a Berlino (nel 1888 e nel 1895), a Dresda (nel 1890), a Stoccarda (nel 1891), a Monaco di Baviera (nel 1883, nel 1893, nel 1898, nel 1902 e nel 1903) e a Vienna (nel 1890), nonché nei Paesi Bassi e in Belgio.

Il suo rapporto con Tivoli[modifica | modifica wikitesto]

Ettore Roesler Franz ha avuto come città di adozione Tivoli, frequentata sin dalla sua gioventù e dove nel 1900 acquistò la casa del pittore Onorato Carlandi.

Tivoli Ponte Lupo – Poli. 1898

Il 25 settembre 2004, il sindaco Marco Vincenzi ha inaugurato la "Scalinata Ettore Roesler Franz", rampa di piazza Campitelli, adiacente all'ingresso laterale di Villa d'Este, intitolata dalla Giunta comunale all'Artista a ricordo del 1º Centenario della cittadinanza onoraria della città latina. Il luogo, recentemente restaurato dal Comune e divenuto in parte isola pedonale, è stato scelto anche perché il pittore nel 1895 ha raffigurato la via Campitelli, una delle zone per eccellenza della Tivoli medioevale. Nel quadro di Ettore Roesler Franz del 1895 si nota sulla sinistra una parte della facciata e l'intera torre campanaria della Chiesa di San Pietro alla Carità, uno degli edifici sacri più antichi e importanti della città latina. Sempre nello stesso anno, a Tivoli, è stata intitolata a Ettore anche l'ex chiesa di San Michele Arcangelo in piazza Palatina – piazza delle Erbe destinandola a mostre, esposizioni o ad Incontri o spazi culturali.

In precedenza vi era solo una piccola lapide lungo la strada di Pomata, nei pressi di Villa Adriana, in cui si legge: "In questo luogo di pace Ettore Roesler Franz, acquerellista insigne, desiderava ricordare Alessandro fratello suo, console d'Inghilterra. I voti del chiaro maestro reverente adempiva il suo unico allievo Adolfo Scalpelli - 1908". Essa venne posta, appunto, un anno dopo la sua morte (nel 1908), dal suo unico allievo Adolfo Scalpelli (giovane e valente pittore tiburtino che per testamento ereditò da Ettore Roesler Franz tutti i bozzetti, gli schizzi, i disegni, gli acquerelli non finiti dell'artista e le sue foto) che morì poi nel 1917, a 29 anni, combattendo sull'Altopiano della Bainsizza durante la prima guerra mondiale.

Altre pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

In occasione del 150º anniversario della sua nascita, l'11 maggio 1995 le Poste italiane hanno predisposto uno speciale annullo.

Nel 1970 Edizioni Verdesi ha realizzato tre serie di 20 cartoline artistiche in quattricromia dedicate agli acquerelli di Ettore Roesler Franz. Anche la PLURIGRAF nell'ottobre 1983 ha realizzato una serie di 20 cartoline dedicate all'artista.

Calendario Ettore Roesler Franz

Nel 2006 il Consiglio regionale del Lazio (coordinamento editoriale Jakala Promoplan spa) ha realizzato un calendario cartaceo interamente dedicato all'opera di Ettore Roesler Franz, con la riproduzione di numerosi suoi acquerelli. Un altro calendario rilevante è stato quello di Rodolfo DE MATTEI, Roma Sparita di Ettore Roesler Franz. Edizioni Le Assicurazioni d'Italia – Istituto Italiano d'Arti Grafiche – Bergamo, pagg. 12.

Fu ritratto da Giacomo Balla nel 1902, e questa sua effigie è stata esposta alla Biennale di Venezia aprendo all'autore le porte per il riconoscimento della sua qualità artistica. Da Balla imparò molto nell'arte dell'acquerello tra cui la tecnica del chiaro scuro. Ebbe una grande discendenza sia tedesca che italiana, tra cui Matteo Roesler Franz, famoso architetto romano.

La famiglia Roesler Franz è stata citata in alcuni sonetti di Giuseppe Gioachino Belli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Roma Sparita" - "Vanished Rome" | Ettore Roesler Franz, su Ettore. URL consultato il 02 maggio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bruno LEONI, Roma sparita. La capitale com'era e com'è. 120 anni dopo gli acquerelli di Ettore Roesler Franz. (Ediz. italiana e inglese). Intra Moenia 2015.
  • Paola FORNASIERO, Itinerari nella Roma pittoresca di Ettore Roesler FranzJourney into picturesque Rome of Ettore Roesler Franz. Palombi Editore – Zetema Progetto Cultura, Roma 2012, pagg. 111 (Testo in italiano e inglese).
  • Pier Andrea DE ROSA e Paolo Emilio TRASTULLI, Roma Sparita e Dintorni negli acquarelli di Ettore Roesler Franz, Newton Compton Editori, Roma. Prima edizione Ottobre 1994, pagg. 262 delle quali 38 dedicate alla ricostruzione della vita dell'Artista e 7 alla bibliografia.
  • Maria Cristina BIAGI e Silvana BONFILI, Gli Acquarelli di Ettore Roesler Franz nelle collezioni del Museo del Folklore. Fratelli Palombi Editori, Roma, 1989, pagg. 36.
  • Carlo BERNONI e Bruno BRIZZI, Roma, paesaggi e figure negli acquarelli inediti di Ettore Roesler Franz, Editore Colombo, Roma, 1986, pagg. 277.
  • Savo RASKOVIC, Pier Andrea DE ROSA e Paolo Emilio TRASTULLI, Roma e la Campagna negli acquarelli inediti di Ettore Roesler Franz. Catalogo della mostra tenutasi presso la Galleria Romana dell'Ottocento in via Sardegna 14, Roma dal 22 dicembre 1984 al 22 gennaio 1985, pagg. 90.
  • Livio JANNATTONI, Roma Sparita negli acquarelli di Ettore Roesler Franz: un racconto affascinante di immagini e di parole ritrova gli angoli più suggestivi della città scomparsa attraverso la raccolta completa dei dipinti del suo ultimo testimone. Newton Compton, Roma, 2013, pagg. 295
  • Livio JANNATTONI, Roma Sparita negli acquarelli di Ettore Roesler Franz. Newton Compton Editori, Roma 1981, pagg. 296.
  • Leonardo B. DAL MASO e Antonio VENDITTI, Roma Pittoresca. Immagini fine Ottocento negli acquerelli di Ettore Roesler Franz. Editrice Plurigraf, Narni (Terni), 1980, Bross., cm 29×21,5. pagg. 112.
  • Disponibile anche in inglese (Rome the pictoresque. Pictorial Images in the late nineteenth century water-colours of Ettore Roesler Franz), francese e tedesco. (Malerisches Rom. Malerische Bilder in den Aquarellen vom Ende des XIX. Jh. von Ettore Roesler Franz).
  • Sergio CARTOCCI, Roma Sparita negli acquerelli di E. Roesler Franz al Museo di Roma, Oto Editore, Roma, 1972, pagg. 60.
  • Disponibile anche in inglese (Rome as it was, a century ago: E. Roesler Franz and his water-colours), francese (Rome disparue dans les aquarelles de E. Roesler Franz au Musée de Rome)‎, tedesco om von Einst in Wasserfarben von E. Roesler Franz. Rom Museum) e spagnolo (Roma desaparecida en las acuarelas de E. Roesler Franz).
  • Maria Margarita SEGARRA, Il Tevere e Roma – Storia di una simbiosi, Lagunes, pag. 432, Gangemi Editore, Roma, 2004.
  • Anna COLIVA, La collezione d'arte del SanPaolo, Anna Coliva, San Paolo, Torino, 2003. A pag. 250 del volume “La Collezione d'arte del Sanpaolo” sono riportati i tre acquerelli di proprietà della Collezione di proprietà del Gruppo Bancario “Intesa – Sanpaolo”. Maggiori dettagli nella sezione Musei e Collezioni.
  • Eleonora DRIKES, Tesi di laurea discussa il 23 luglio 2008: “La Roma di Ettore Roesler Franz tra realtà sociale e visione artistica”, Università degli Studi Roma Tre – Facoltà di Lettere e Filosofia, Corso di Studi in Storia e Conservazione del Patrimonio Artistico. Relatore: Chiar.mo Prof. Enzo Borsellino.
  • Ursula SALWA e Concetta CELOTTO (a cura di), Roma ieri e oggi, le trasformazioni della città dall'Ottocento ai giorni nostri, Roma trough time, the transformation of the city from the 19th century to the present day, Edizioni Intar Moenia, Roma, 2012, pagg. 167.
  • Carlo BERNONI e Renato MAMMUCARI, Roma scomparsa nelle fotografie di Ettore Roesler Franz, Newton & Compton Editori, Roma, 2007, pagg. 239.
  • Carlo BERNONI e Renato MAMMUCARI, Roma Sparita nelle fotografie di Ettore Roesler Franz, Newton & Compton Editori, Roma, 2001, pagg. 239.
  • Carlo BERNONI e Bruno BRIZZI, Roma: paesaggi, figure, nelle fotografie inedite di Ettore Roesler Franz, Editore Colombo, Roma, 1987, pagg. 237.
  • Bruno BRIZZI, Roma fine secolo nelle fotografie di Ettore Roesler Franz, Editore Quasar, Roma, 1978, pagg. 247.
  • Maria Elisa TITTONI, Federica PIRANI e Maria Paola FORNASIERO), Paesaggi della memoria: gli acquerelli romani di Ettore Roesler Franz dal 1876 al 1896 / Landscapes of memory : the roman watercolours of Ettore Roesler Franz 1876-95.
  • Contributi di Maria Cristina BIAGI, Paolo Emilio TRASTULLI, Donatella OCCHIUZZI, Marcella CORSI e Pierluigi ROESLER FRANZ, Catalogo della Mostra tenuta a Roma dal 19 dicembre 2007 al 30 marzo 2008 nel Museo di Roma in Trastevere in occasione del 1° Centenario della morte dell'artista, Mandragora, Firenze, 2007, pagg. 286 (Testo in italiano e inglese).
  • Alessio PONTI, Ettore Roesler Franz e Adolfo Scalpelli. Studi dal Vero. Catalogo della mostra nella galleria d'arte di Alessio Ponti, 19 novembre – 23 dicembre 2004. Roma, 2004, pagg. 50.
  • Marco TESTI, Ettore Roesler Franz un vedutista di fine Ottocento a Tivoli e nel Lazio.
  • Contributi di Raffaele Monti, Pierluigi Roesler Franz, Renato Mammucari e Carlo Bernoni, e interventi di Costantino Centroni, Isabella Pasquini Barisi e Marco Vincenzi, catalogo della mostra tenutasi nell'Appartamento del Cardinale a Villa d'Este – Tivoli dal 13 maggio al 26 settembre 2004 per il 1° Centenario della cittadinanza onoraria di Tivoli concessa all'Artista, De Luca Editori d'Arte, Roma, 2004, pagg. 156.
  • Pier Andrea DE ROSA e Paolo Emilio TRASTULLI, Ettore Roesler Franz – Roma Sparita e Campagna Romana. Catalogo della mostra, tenutasi a Roma presso la Sala Margana dal 19 aprile al 23 maggio 1995, in occasione dei 150 anni dalla nascita dell'Artista (la pubblicazione contiene anche 12 pagine relative alle Esposizioni ufficiali di opere dell'Artista durante la sua vita, ndr), Studio Ottocento, Roma, 1995, pagg. 122.
  • Giovanna BONASEGALE e Maria Cristina BIAGI, Riletture dal vero: gli acquarelli di Ettore Roesler Franz. Catalogo della mostra tenutasi al Museo del Folklore, Piazza S.Egidio, Roma da dicembre 1993 a gennaio 1994, Fratelli Palombi Editori, Roma, 1993, pagg. 120.
  • Marco TESTI, Tivoli negli acquarelli di Ettore Roesler Franz. Catalogo della mostra tenutasi a Tivoli nella Sala del Trono di Villa d'Este dall'11 al 23 dicembre 1982 per il 75° anniversario della morte dell'Artista, Tipografia Monotipia Ferrante, Tivoli, pagg. 78.
  • Antonio MUNOZ. Roma Sparita (dai quadri di Ettore Roesler Franz). Copertine editoriali con titoli e immagine fotografica applicata ai piatti anteriori. M. Danesi editore 1931-1936. In-folio, 30 fascicoli (cm. 36) con 40 pp. di testo e complessive 120 tavole di illustrazioni. In fine, 4 pp. di Indice con il piano dell'opera, mezza pergamena con fregi e titolo in oro.
  • Dizionario Enciclopedico Bolaffi dei pittori e degli incisori italiani dall'XI al XX secolo, Torino 1972
  • A. M. Comanducci, Dizionario illustrato dei pittori e incisori italiani moderni, Milano 1962
  • F. Hermanin, Articoli vari.
  • F. Hermanin, Artisti contemporanei: Ettore Roesler Franz, in" Emporium", vol XXIX, 1909.
  • Roma sparita e dintorni negli acquerelli di Ettore Roesler Franz: il fascino antico della città eterna e la bellezza incontaminata dei suoi dintorni in cento evocative immagini di struggente seduzione / Pier Andrea De Rosa, Paolo Emilio Trastulli. Ed.: Newton Compton, 1994,Roma.
  • Ettore Roesler Franz: Roma sparita e campagna romana Sala Margana: Roma, 19 aprile - 23 maggio 1995 / a cura di Pier Andrea De Rosa e Paolo Emilio Trastulli. Ed.: Studio ottocento, 1995,Roma.

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