Film biografico

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Chapaev, un film biografico del 1934 dell'eroe di guerra russo Vasily Chapayev.

Un film biografico è un film in cui si rievoca la biografia, più o meno rielaborata, di un determinato personaggio realmente esistito. In gergo cinematografico questo genere di pellicola è chiamato anche biopic, termine di lingua inglese ricavato dalla contrazione dei lemmi biographic (motion) picture, "film biografico".

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Lo statuto di genere del film biografico è stato spesso oggetto di discussione, in quanto tali film si sviluppano spesso in combinazione con il film storico, il film di guerra, il film d'avventura, il film di gangster, il film sportivo, il musical, il western, eccetera, a seconda del personaggio oggetto del film e a seconda del taglio narrativo adottato. Si identificano comunque tre tipi fondamentali di film biografici[1]:

  • Film che rievocano sovrani, condottieri o grandi uomini politici. Tali film di solito rispecchiano le convenzioni del film storico;
  • Film che rievocano scienziati, artisti, criminali, sportivi o altri esponenti della società civile. Tali film poggiano sulla ricostruzione d'epoca e sull'interpretazione di grandi attori;
  • Film che rievocano la vita di personalità legate al mondo dello spettacolo, come musicisti, ballerini, cantanti, attori, registi, eccetera. In tali film spesso la ricostruzione biografica costituisce lo spunto per riproporre brani dei loro spettacoli, rimandando, per esempio, al musical, al cinema sul cinema o al metacinema.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

È un genere cinematografico di importanza avvicinabile a quella del genere drammatico, poiché spesso vengono rappresentate le vite di personaggi di importanza storica. Non a caso attori brillanti hanno ottenuto i loro primi riconoscimenti di attori drammatici recitando in biopic. Ad esempio è il caso di Ben Kingsley (Mohandas Karamchand Gandhi in Gandhi), Jamie Foxx (Ray Charles in Ray), Sandra Bullock (Leigh Anne Tuohy in The Blind Side), Meryl Streep (Margaret Thatcher in The Iron Lady), Benedict Cumberbatch (Alan Turing in The Imitation Game) o Rami Malek (Freddie Mercury in Bohemian Rhapsody).

Rari invece sono i casi in cui l'oggetto del film biografico è anche il protagonista del film come in un documentario-intervista; possiamo ricordare Howard Stern, protagonista del film sulla sua vita Private Parts.

Film autobiografici[modifica | modifica wikitesto]

Alejandro Jodorowsky

A differenza di numerosi biopic sulla vita e le opere di celebri registi, girati da altri registi[2], i film autobiografici sono quelli di cui il regista è anche autore del soggetto e della sceneggiatura che racconta una pagina della sua stessa vita. Come regista e psicoanalista, Ottavio Rosati [3] ha proposto una distinzione tra i film in cui il regista compare anche come attore nel ruolo di se stesso poiché i tempi della storia coincidono con quelli della produzione, come Psicomagia (2020) di Alejandro Jodorowsky e i film sull'infanzia o la gioventù dell'autore, come La danza della realtà (2013) o Poesia senza fine (2016), dove il regista deve affidare il ruolo di sé stesso a un attore più giovane. Nel caso dei primi due film, Jodorowsky fa recitare i suoi tre figli Brontis, Adan e Christòbal in una specie di psicodramma cinematografico.

Nella prima sottocategoria di film variamente auto-biografici a tempo reale rientrano Charlot sulla scena (1914) di Charlie Chaplin, I clowns (1970)[4], e Intervista (1987) di Federico Fellini[5], Io e Annie (1977) e Manhattan (1979) di Woody Allen [6], I pugni in tasca (1965) di Marco Bellocchio, i film di Nanni Moretti: Ecce Bombo (1978), Aprile (1988), Palombella rossa (1989) e Caro diario (1993) [7][8][9].

Tre importanti film autobiografici con un protagonista gay sono J'ai tué ma mère (2009) di Xavier Dolan,Tutto sua madre (2013) capolavoro di Guillamme Gallienne tratto da un'opera teatrale dove Gallienne interpretava tutti i ruoli e Dolor y gloria (2019) di Pedro Almodóvar dove la storia mostra il regista sia da bambino che da adulto. Secondo il suo autore il "tasso di autobiografia in Dolor y gloria [...] sul fronte dei fatti è il 40 per cento, ma per quello che riguarda un livello più profondo, si tratta del 100 per cento" [10].

Della seconda sottocategoria fanno parte la maggior parte dei film autobiografici che l'autore ambienta nella sua infanzia o gioventù: I 400 colpi (1959) di Truffaut con i sequel cinematografici del ciclo di Antoine Doinel, il doppio del regista interpretato dal suo attore Jean-Pierre Léaud[11], (1963) e Amarcord (1973) di Fellini, fino a Belfast (2021) di Kenneth Branagh[12], Tutto su mia madre (1999) di Pedro Almodovar, fino a È stata la mano di Dio (2021) di Paolo Sorrentino.

Naturalmente in alcuni di questi film, come Il Grande Sogno (2009) di Michele Placido la componente autobiografica del regista può essere più o meno alterata nella sceneggiatura e in certi casi rivelata/nascosta come in Pranzo di Ferragosto (2008), scritto, diretto e recitato da Gianni di Gregorio che lo ha definito come una storia che stava per succedergli. Il più drammatico e borderline è Blue film (1993) dove il regista britannico Derek Jarman, quasi cieco, mostra un solo fotogramma fisso di colore blu mentre la sua voce descrive la sua infezione da citomegalovirus, che gli consentiva di vedere esclusivamente nei toni del blu.

Falling - storia di un padre (2020) scritto, diretto e interpretato da Viggo Mortensen, al suo debutto nella regia, ha per protagonista un pilota gay e non un regista che ama le donne. Potrebbe essere considerato un film autobiografico visto che il suo autore dichiara di averlo immaginato la sera della morte del padre tornando ai suoi ricordi di infanzia?

Nel 2021 Steven Spielberg annuncia un suo film autobiografico di cui curerà anche la sceneggiatura insieme a Tony Kushner l'autore di Angels in America[13].

Documentari, serie e cortometraggi autobiografici[modifica | modifica wikitesto]

Nel film/documentario, esplicitamente auto-terapeutico Marx può aspettare (2021) Marco Bellocchio racconta con l'intervento dei suoi parenti la tragica storia del fratello gemello, con un disturbo grave della personalità, che si tolse la vita dopo avergli chiesto più volte di farlo lavorare nel mondo del cinema ma senza aver mai manifestato nessuna vocazione specifica[14]. In ambito gay analoghi intenti auto-terapeutici spingono il regista anglosassone Terence Davies (nato nel 1945) a raccontare le disfunzioni e l'alessitimia di una famiglia cattolica della classe operaia nel corso degli anni Quaranta e Cinquanta a Liverpool in Children (1976) il primo di tre cortometraggi considerati pietre miliari del cinema inglese e GLBT [15] alla base del suo primo lungometraggio del 1988 Voci lontane... sempre presenti (Distant Voices, Still Lives)[16].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Catarsi.
Marcello Mastroianni

Tra i più significativi corti autobiografici, in chiave di commedia anziché di tragedia, figura Block notes di un regista (1999)[17] dove Fellini racconta in prima persona, tra amici attori come Mastroianni (suo doppio in 8½) e le macerie delle scenografie costruite a Cinecittà, il progetto mai realizzato del suo Il Viaggio di G. Mastorna, detto Fernet che secondo Vincenzo Mollica è il film non realizzato più famoso della storia del cinema[18].

Nel 2021 Amazon Prime presenta Vita da Carlo di Carlo Verdone [19], una serie in dieci episodi scritta, diretta e interpretata dal regista e attore tra storia e fiction nello spirito autobiografico dei suoi libri La casa sopra i portici (2012) e La carezza della memoria (2021).

La Pivano con Bernardo Bertolucci

Con l'avvento dei social nasce un corto autobiografico di denuncia di avvenimenti problematici e nascosti. Ottavio Rosati nel 2018 realizza i primi bricconaggi video ispirati allo Psicocinema di J. L. Moreno[20]. I cani dell'acqua marcia narra un caso dello psicoanalista Mario Trevi[21], responsabile della seduzione di un paziente). Perdo/Nanda Pivano [22] rivela i segreti del docufilm Generazioni d'amore salvato col sostegno di Bernardo Bertolucci[23] ) e il trauma di una damnatio memoriae. Si tratta di due racconti autobiografici in chiave di Faction, cioè narrazione di fatti reali ma nascosti, e non di Fiction cioè di narrazione inventata[24].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Outing.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Renato Venturelli, Film biografico. In: Enciclopedia del Cinema
  2. ^ Ad esempio Hitchcock (2003) di Sacha Gervasi sul making di Psycho
  3. ^ A proposito del suo docufilm Generazioni d'amore (2020) sull'americanista Fernanda Pivano dove è anche un personaggio DVD Istituto Luce
  4. ^ Il film non è un semplice documentario ma il racconto di come e perché Fellini gira il documentario sul mondo del circo che lo affascina sin da bambino. Un film in parte autobiografico di Fellini sulla sua vita a Rimini prima di trasferirsi a Roma è I vitelloni (1950)
  5. ^ Dove Fellini interpreta se stesso nel presente; Sergio Rubini lo interpreta nel passato
  6. ^ Che il pubblico sente come autobiografici anche se Allen interpreta se stesso come un personaggio con altro nome
  7. ^ Il primo film in cui Moretti si racconta senza lo schermo dell'alter ego Michele Apicella (o don Giulio)
  8. ^ Callisto Cosulich nell'articolo Caro diario ovvero Moretti 7 e ½, Paese Sera, 13 novembre 1993, scrive: Moretti finisce per realizzare alcuni sogni di Zavattini che non erano mai riusciti a superare la fase scritta: il pollice verso la terza persona e ogni mediazione, inaugurando con le autobiografie una nuova globale responsabilità. Cfr. Cesare Zavattini, Straparole
  9. ^ Nel film del 2015 Mia madre (2015) Moretti fa parte del cast nel ruolo di Giovanni ma affida a Margherita Buy il ruolo della psicoanalista che è protagonista del film. In questo e altri film più o meno autobiografici, il regista può ricorrere a meccanismi di difesa come la scissione o lo spostamento di una parte di sé su un altro personaggio o su un sub-plot
  10. ^ Cannes, Almodóvar e 'Dolor y Gloria': "Il mio film una dichiarazione d'amore per il cinema. E per me stesso", su Repubblica.it, 15 maggio 2019. URL consultato il 16 maggio 2019.
  11. ^ Leaud è stato per Fellini un doppio cinematografico autobiografico come Marcello Mastroianni lo è stato per Fellini e Banderas per Almodovar
  12. ^ Che ne è anche il produttore
  13. ^ Veronica Orciari, Un film autobiografico per Steven Spielberg Sentieri Selvaggi
  14. ^ Il film fa luce sugli spunti autobiografici presenti nel cinema di Bellocchio sin dalle prime opere come I pugni in tasca (1965) e La Cina è vicina (1967)
  15. ^ Della Therence Davies Trilogy (British Film Institut) fanno parte anche Madonna and child (1980) e Death and trasfiguration (1983)
  16. ^ Terence Davies Cinema gay
  17. ^ Nei contenuti speciali del DVD de I Clowns
  18. ^ Vincenzo Mollica, Prefazione, in Ermanno Cavazzoni (a cura di), Il viaggio di G. Mastorna, Compagnia extra, vol. 1, Quodlibet, 2008, ISBN 9788874621897. URL consultato il 13 ottobre 2019.
  19. ^ Vita da Carlo Cinematografo
  20. ^ Realizzato la prima volta nel1965 da Roberto Rossellini per la RTF a Parigi col filmato Psychodrame, mai trasmesso e restaurato ed edito in DVD dall'Istituto Luce solo nel 2019
  21. ^ I Cani dell'Acqua Marcia, un bricconaggio Filmitalia Cinecittà
  22. ^ Perdo/Nanda Pivano, un bricconaggio Filmitalia Cinecittà
  23. ^ Oltre a partecipare come attore al documentario, Bertolucci aveva convinto la Pivano a non bloccare la presentazione al Torino Cinema Festival del 2001; la scrittrice temeva che il ritratto sembrasse un madrigale d'amore incompatibile col suo personaggio pubblico di americanista fedele al marito Ettore Sottsass anche dopo la separazione. ipod scritti
  24. ^ Il passaggio dallo psicodramma al cortometraggio autobiografico, in cui l'autore della storia è anche regista e attore, inizia nel 1991 con Storia del treno e del passaggio a livello , una puntata della serie di Ottavio Rosati Da Storia nasce Storia (1991) prodotto da Rai3 (IMDb). Il paragrafo Sincronicità e psicodramma della pagina wiki Sincronicità analizza il legame di questa puntata col filmato di Rossellini del 1956

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Renato Venturelli, «BIOGRAFICO, film». In: Enciclopedia del Cinema, Vol. I, Roma: Istituto della Enciclopedia italiana, 2003, BNI 2003-12805

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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