Pietro il Grande (miniserie televisiva)

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Pietro il Grande
Titolo originale Peter the Great
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1986
Formato miniserie TV
Genere biografico, drammatico
Puntate 4
Durata 371 min
Lingua originale Inglese
Caratteristiche tecniche
Aspect ratio 4:3
Colore colore
Audio mono
Crediti
Regia Marvin J. Chomsky, Lawrence Schiller
Soggetto Robert K. Massie (biografia)
Sceneggiatura Edward Anhalt
Interpreti e personaggi
Doppiatori e personaggi
Fotografia Vittorio Storaro
Montaggio Bill Parker
Musiche Laurence Rosenthal
Scenografia John Blezard, Aleksandr Popov
Costumi Ella Maklakova, Sibylle Ulsamer
Produttore Marvin J. Chomsky
Casa di produzione NBC Productions
Prima visione
Prima TV Stati Uniti d'America
Dal 2 febbraio 1986
Al 5 febbraio 1986
Rete televisiva NBC
Prima TV in italiano (gratuita)
Dal 9 ottobre 1986
Al 30 ottobre 1986
Rete televisiva Rai 2

Pietro il Grande (Peter the Great) è una miniserie televisiva in quattro puntate del 1986 diretta da Marvin J. Chomsky e Lawrence Schiller. Tratta dal saggio storico Pietro il Grande, scritto nel 1980 da Robert K. Massie, narra la storia dello zar Pietro I di Russia, interpretato da Maximilian Schell.

Prodotta dalla NBC e costata oltre 50 milioni di dollari, la miniserie è stata interamente girata in location in Russia, tra Mosca e San Pietroburgo.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La miniserie si apre con lo Zar nell'ultima parte della sua vita che ricorda le varie vicende storiche caratterizzanti il suo regno e la sua famiglia (saranno ricorrenti flashback di questa fase che scandiranno i vari episodi), partendo dall'anno 1682 per poi concludersi alla fine dell'ultimo episodio, con la figura dell'ultima consorte Caterina in vesti imperiali dopo la sua incoronazione.

Parte I - La lotta per il potere[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1682 gli strelzi, aizzati dalla zarevna Sofjia, assaltano il Cremlino per uccidere il piccolo Pietro I e la madre Nataljia, seconda moglie del defunto zar Alessio. Ma grazie al mozzo di stalla Aleksandr Menšikov, intrufolatosi a palazzo per depredare i cadaveri dei soldati uccisi, il tentativo di assassinare Pietro viene sventato, e i rivoltosi riescono ad uccidere solo due congiunti della famiglia imperiale. Con il suo gesto il rozzo e scaltro stalliere si guadagna il ruolo di braccio destro e confidente di Pietro, e diviene un prezioso alleato. Dopo l'attentato, il Principe Romodanovski e Nataljia, appoggiati dal Patriarca, stabiliscono una doppia incoronazione (due Zar), mai avvenuta fino ad allora in Russia, al fine di ovviare alle malferme condizioni di salute di Ivan V, fratellastro di Pietro, ma anche per impedire future congiure da parte di Sofjia, che viene nominata nuova reggente e ottiene il potere tanto ambito.

Nei primi dieci anni è proprio Sofjia a regnare da sovrana indiscussa, ma con la Russia sempre in preda delle scorrerie tartare, la zarevna decide di invalidare il trattato di pace stipulato con la Turchia, alleata dei Tartari, ed affida al Principe Vasilj Golicyn, suo amante, il compito di conquistare la base turca di Azov. Nell'occasione Pietro annuncia il suo trasferimento dal Cremlino al palazzo di legno di Preobrazhenskoe, scatenando il disappunto dei boiari presenti: il trasferimento ha lo scopo preventivo di creare un proprio esercito personale grazie all'assistenza del mercenario inglese Patrick Gordon, conosciuto durante una disastrosa visita intrapresa da Pietro verso la vicina colonia di europei in Russia. Le sue azioni scatenano nuovamente il timore della sorellastra, e Sofjia incarica Padre Teodoso, collaboratore del Patriarca, di sorvegliare Pietro e di tenerla costantemente aggiornata sulle sue intenzioni e soprattutto sul suo rapporto con la colonia straniera di Gordon, i cui componenti venivano tradizionalmente visti con diffidenza ed ostilità dal popolo, dai boiari e dalla Chiesa. Al ritorno a Mosca, a Pietro viene presentata la futura moglie, Evdokija Lopuchina, scelta dalla madre Natalia per dare un erede alla Russia e garantire a Pietro la definitiva successione. Ma Evdokija si dimostra sin dall'inizio estremamente difficile da trattare: la stessa prima notte di nozze, i suoi scrupoli e la sua bigotteria esasperano Pietro fino a spingerlo a tornare precipitosamente alla colonia straniera per consolarsi tra le braccia della figlia dell'oste del villaggio, Anna Mons. Rientrato di soppiatto, allontana gli ospiti con uno stratagemma, facendo loro credere di avere regolarmente "consumato" il matrimonio, per poi prendere Evdokija con la forza, costringendolo contro la sua volontà all'adempimento del "dovere" coniugale.

Parte II - Il potere assoluto[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'addestramento del suo esercito personale nei pressi del palazzo di Preobrazenkoe da parte del generale Gordon, il giovane Pietro conosce un altro prezioso alleato, il trafficante ebreo Dmytri Shafirov, che lo informa della disfatta subita dall'esercito russo di Golicyn, caduto in un agguato dei turchi causando la morte di 45.000 uomini. Inoltre Shafirov informa Pietro delle intenzioni della sorellastra Sofjia di far passare agli occhi dei boiari e dalla corte la sconfitta come una vittoria, così da mantenere il potere. Grazie all'informazione, Pietro manda a monte il piano di Sofjia, interrompendo la cerimonia di premiazione del Principe Golicyn e rivelando a tutti i presenti i particolari della clamorosa disfatta dell'esercito russo. Poco tempo dopo avviene l'evento tanto atteso: la nascita dell'erede alla corona, lo zarevič Alessio. Nel frattempo il Principe Golicyn, umiliato dopo essere stato sbugiardato davanti a tutta la corte, riprende i contatti con gli strelzi e progetta un nuovo colpo di Stato. Un nuovo attentato alla vita di Pietro fallisce miseramente: il tentativo di assassinio fallito, organizzato da Yakovitj, culmina nella morte del fratello minore di Menšikov, Michael, che recatosi presso Yakovitj con un dispaccio di Pietro, viene catturato e ucciso. Aleksandr, furioso, si reca in segreto dal mandante dell'attentato durante la notte e lo uccide con un colpo di pistola in fronte. Ai funerali del fratello, Menšikov conferma tutta la sua lealtà a Pietro, nonostante la palesata ostilità verso lo zar del vecchio e reazionario padre Danilo, sostenitore di Sofjia ed acerrimo nemico di Pietro a causa di tutte le innovazioni e cambiamenti che vuole portare in Russia.

Sofjia, sempre più ansiosa di impedire a Pietro la piena ascesa al trono, progetta l'ultimo e definitivo colpo alle sue spalle con l'aiuto del Principe Golicyn e dei pochi strelzi rimasti: ma la rivolta viene sventata dal generale Neciayev, fedele allo zar. Ormai definitivamente sconfitta, la zarevna viene allontanata dal Cremlino e confinata nel monastero di Novodevicij, mentre il suo amante Golicyn privato del suo titolo e delle sue proprietà e condannato all'esilio nel villaggio di Ostrov, all'estremo nord dell'Impero. Poco dopo la madre di Pietro, la zarina Nataljia, gravemente ammalata, muore: durante i funerali, alla quale Pietro partecipa senza la moglie, da sempre avversa alla suocera, Pietro anticipa al Patriarca una svolta nei rapporti futuri tra la Chiesa e la Corona, e della sua intenzione di ridurre i privilegi finora detenuti dal Patriarcato. In una sortita dalle mura del Cremlino per fare fronte ad una manifestazione di mugik guidata dal padre di Menšikov, Pietro promette al popolo duri sacrifici per far emergere la Russia tra le grandi potenze del mondo.

L'ennesimo saccheggio ed eccidio da parte dei Tartari in un villaggio convince Pietro ad intraprendere una nuova campagna contro i Turchi, questa volta via mare. Pur essendo tradizionalmente la Russia priva di vere tradizioni marinare, lo Zar arma una flotta di chiatte con cui martella la città-fortezza di Azov fino alla conquista, uccidendo barbaramente i colpevoli delle torture inflitte al popolo russo per farne un esempio. Durante le manovre di guerra, Pietro non si separa mai dallo zarevič Alessio, coinvolgendolo anche nei momenti più crudi e drammatici della campagna con la convinzione di temprarne il carattere. Durante le celebrazioni della vittoria, a Pietro viene comunicata la morte del cagionevole fratellastro Ivan: adesso è l'unico sovrano di tutte le Russie. Durante i festeggiamenti, Pietro conosce Caterina Skevronskaya, una lavandaia della Livonia vedova di un militare svedese. Inizialmente corteggiata da Menšikov, Caterina diviene la nuova amante di Pietro.

Ma se da una parte la vittoria di Azov appiana momentaneamente le ostilità fomentate dai boiari guidati dal Principe Sukhorukov, e spinge Pietro a decidere di costituire una vera flotta per fronteggiare i rivali svedesi nel commercio marittimo, i rapporti tra Pietro e la moglie arrivano ad un punto di rottura: saputo della tresca con Caterina, Evdokija ritorna al Cremlino con lo zarevič Alessio, in modo da rendere palese la situazione coniugale anche fuori dalla corte, e si incontra in gran segreto con il Patriarca e i boiari ostili per sabotare la nuova politica di Pietro, progettando di chiedere l'intervento di Sofjia. Anche il rapporto con il figlio diviene difficile: l'ambizione di Pietro a fare di Alessio un provetto marinaio, animato dai suoi stessi grandi sogni di espansione, fallisce miseramente, allontanandoli ancora di più e fomentando la loro ostilità.

Parte III - La grande ambasceria[modifica | modifica wikitesto]

Sono passati alcuni anni. Pietro è sempre più deciso a tassare la Chiesa. Per cercare di fargli cambiare idea, il Principe Romodanovskij e il Principe Sukhorukov gli mostrano il tesoro dello zar Michele chiedendogli di usare quello piuttosto che imporre nuove tasse alla Chiesa. Pietro comunica loro che userà il tesoro, ma che tasserà ugualmente la Chiesa.

Recatosi da Shafirov, Pietro scopre che egli è follemente innamorato della figlia di Sukhorukov e poi lo infoma del suo piano di costruire una flotta di navi.

Parte IV - La grande guerra del Nord[modifica | modifica wikitesto]

Inesattezze storiche[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le inesattezze storiche presenti nella miniserie non sono giustamente presenti nel libro di Robert K. Massie da cui essa è tratta.

Nella miniserie Nella realtà
Gli strelzi giungono al Cremlino e compiono un massacro uccidendo, tra gli altri lo zio Pietro. Sofjia li calma mostrando loro che lo zarevič Ivan è vivo ed annunciando le dimissioni della zarina Nataljia da reggente. Gli strelzi giunsero al Cremlino furiosi e furono inizialmente calmati Nataljia, che si presentò in pubblicò insieme ai figli. Gli strelzi, poi, iniziarono a compiere un massacro uccidendo anche numerosi parenti di Nataljia e Pietro.
Il Principe Romodanovski suggerisce a Sofjia un doppio governo con Ivan e Pietro come zar. Furono gli strelzi, dietro ordine di Sofjia, a pretendere che anche Ivan divenisse zar insieme a Pietro.
Aleksandr Menšikov è più anziano di Pietro Aleksandr Menšikov era coetaneo di Pietro.
Pietro e Menšikov si incontrano per la prima volta durante la rivolta degli strelzi. Pietro e Menšikov si incontrarono per la prima volta presso la dimora dello svizzero François Lefort.
Pietro e il generale Patrick Gordon si incontrano per la prima volta quando Gordon salva Pietro dall'annegamento dopo che questi è caduto dalla barchetta del padre. Pietro e il generale Patrick Gordon si incontrarono per la prima volta nel Quartiere Tedesco di Mosca.
Pietro conosce Anna Mons prima di sposarsi. Pietro conobbe Anna Mons dopo il matrimonio.
Pietro violenta la moglie Evdokija, la quale non vuole avere rapporti sessuali con lui. Pietro non violentò mai la moglie Evdokija.
Nella miniserie è presente sempre e solo un Patriarca. Durante la vita di Pietro si sono succeduti due patriarchi: Gioacchino e Adriano. Dopo la morte del patriarca Adriano, Pietro impedì che venisse eletto un nuovo patriarca ed affidò a Stefano di Rjazan' il compito di amministrare la Chiesa.
Pietro sbugiarda in pubblico il Principe Golicyn circa l'esito della Campagnia in Crimea. Pietro non sbugiardò mai in pubblico il Principe Golicyn, si limitò solo a non partecipare ai festeggiamenti per la sua falsa vittoria.
La nascita dello zarevic avviene prima del 1689. Lo zarevic Alessio nacque nel 1690.
La zarina Nataljia muore dopo una lunga malattia. La zarina Nataljia morì di una malattia durata solo due giorni.
Pietro è insieme ad Anna Mons quando riceve da Menšikov la notizia che la madre Natalia è in fin di vita. Pietro si trovava ad un banchetto quando ricevette la notizia che la madre Natalia era in fin di vita.
Pietro è mostrato accanto alla madre fino alla sua morte. Pietro, dopo un litigio con il Patriarca, lasciò il Cremlino e fece ritorno a Preobraženskoe: fu lì che ricevette la notizia della morte della madre.
Pietro partecipa ai funerali della madre e dopo di essi tiene un discorso davanti al popolo russo. Pietro non partecipò ai funerali della madre.
Durante la presa della Fortezza di Azov insieme a Pietro è presente il figlio Alessio. Lo zarevic Alessio non era presente alla presa di Azov.
Lo zar Ivan, fratellastro di Pietro, muore nell'immediatezza dopo la presa di Azov. Ivan morì poco tempo prima della presa di Azov.
Pietro incontra Caterina ad Azov. Pietro incontrò Caterina in casa di Menšikov diversi anni dopo la presa di Azov.
Nella miniserie il nome completo di Caterina è Caterina Skavronskaya. Caterina assunse il nome di "Caterina Alekseevna Mikhailova" dopo la sua conversione alla fede ortodossa. Il suo nome di battesimo era Marta Elena Skowronska.
Al tempo della Grande Ambasceria lo zarevič è un giovane adulto. Al tempo dell'Ambasceria lo zarevič era solamente un bambino di pochi anni.
Pietro porta con sé Caterina durante la Grande Ambasceria. Al tempo dell'Ambasceria Pietro non conosceva ancora Caterina.
Nella miniserie la Grande Ambasceria viene creata molti anni dopo la data effettiva in cui ebbe luogo. La Grande Ambasceria venne creata nel 1697.
Il generale Gordon viene ucciso durante la battaglia di Narva del 1700. Il generale Gordon morì di malattia nel 1699 nella sua casa di Mosca.
Evdokija viene chiusa nel convento di Novodevičij. Evdokija venne inizialmente chiusa nel convento dell'Intercessione di Suzdal' prima di essere condotta nel convento di Novodevičij.
Pietro ed Evdokija hanno un solo figlio, Alessio. Pietro ed Evdokija ebbero tre figli, ma solo Alessio superò l'infanzia.
Pietro e Caterina hanno una sola figlia, Elisabetta. Pietro e Caterina ebbero dodici figli, ma solo due superarono l'infanzia.
Dmytri Shafirov è il capo della polizia dello zar. Dmytri Shafirov non è mai esistito.
Il personaggio è parzialmente ispirato a Peter Shafirov, vicepresidente del dipartimento degli Affari esteri sotto il regno di Pietro il Grande.
All'inizio e alla fine della miniserie ci viene mostrato un anziano Pietro che racconta la sua storia. Quando morì Pietro non era anziano, avendo avuto solo 52 anni.
Alla fine della serie ci viene mostrata brevemente l'incoronazione di Caterina. Alla cerimonia non sembra essere presente Pietro. Fu Pietro in persona ad incoronare Caterina imperatrice di Russia.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Trasmessa negli Stati Uniti il 2, 3, 4 e 5 febbraio 1986 sulla rete NBC con grande successo, in Italia la miniserie è andata in onda il 9, 16, 23 e 30 ottobre dello stesso anno in prima visione su Rai 2. Replicata l'1, 2, 8 e 9 agosto 1990 sempre in prima serata su Rai 2,[2] non è più stata trasmessa dalla televisione italiana.

Dopo la sua trasmissione televisiva, la miniserie integrale è stata pubblicata in Italia in un cofanetto a doppia VHS su etichetta Ricordi Video.

Premi e nomination[modifica | modifica wikitesto]


Anno Premio Categoria Ricevente Risultato
1986 Golden Reel Award Miniserie televisive: Miglior montaggio sonoro Greg Stacy e Sync-Pop Candidatura
Premio Emmy Migliore miniserie televisiva Lawrence Schiller, Marvin J. Chomsky e Konstantin Thoeren Vinto
Outstanding Achievement in Music Composition for a Miniseries or a Special Laurence Rosenthal Vinto
Outstanding Costume Design for a Miniseries or a Special Ella Maklakova e Sibylle Ulsamer Vinto
Miglior attrice non protagonista in una miniserie o film Vanessa Redgrave Candidatura
Outstanding Sound Editing for a Miniseries or a Special James Troutman, David D. Caldwell, Terry Chambers,
Brian Courcier, Dan Finnerty, James Koford, Linda Moss,
Richard Raderman, Greg Stacy, Marty Stein, Mike Virnig, Paul B. Clay e Dan Carlin Sr.
Candidatura
Outstanding Cinematography for a Miniseries or a Special Vittorio Storaro Candidatura
Outstanding Art Direction for a Miniseries or a Special Aleksandr Popov, John Blezard e Freddi Dobsak Candidatura
1987 Writers Guild of America Award Adapted Long Form Edward Anhalt Vinto
Golden Camera Miglior attrice tedesca Hanna Schygulla Vinto
Premio Golden Globe Miglior mini-serie o film per la televisione N.D. Candidatura
Miglior attore in una mini-serie o film per la televisione Jan Niklas Candidatura
Miglior attrice in una mini-serie o film per la televisione Lilli Palmer Candidatura

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nell'agosto 1984, il quotidiano La Stampa riportò alcune false notizie sulla miniserie, tra cui la partecipazione di Franco Nero nel cast e la durata della miniserie di 10 ore.[1]
  • Nell'agosto 1986, nel corso di un'intervista al quotidiano La Stampa, Maximilian Schell dichiarò:[3]
« Da ragazzo i miei due eroi erano Alessandro Magno e Pietro il Grande. E ancora oggi, nell'interpretare il ruolo di Pietro, lo vedo come una figura eroica, un eroe che ha saputo portare la Russia nel mondo moderno. Certo, egli aveva un potere assoluto. La vita e la morte erano nelle sue mani, ma la sua grande ambizione era quella di modernizzare la Russia, di migliorarla. »

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b "Pietro il grande zar russo-americano", La Stampa, 8 agosto 1984. URL consultato il 30 giugno 2014.
  2. ^ "L'avventura di Pietro il Grande", La Stampa, 2 agosto 1990. URL consultato il 30 giugno 2014.
  3. ^ "È in arrivo lo zar Pietro", La Stampa, 11 agosto 1986. URL consultato il 30 giugno 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]