Sferisterio di Macerata

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Sferisterio di Macerata
Sferisterio by night 1.jpg
Informazioni
Stato Italia Italia
Ubicazione Piazza Mazzini, 10
I-62100 Macerata
Tel. +39 0733 230735
Inizio lavori 1823
Inaugurazione 1829
Dim. del terreno 18x88 m
Progetto Ireneo Aleandri
Uso e beneficiari
Pallamano
Calcio Robur Macerata (1905-1910)
Capienza
Posti a sedere 3 000
Sferisterio
Sferisterio Macerata.jpg
L'ingresso dello Sferisterio
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Macerata
Indirizzo Piazza Mazzini, 10 - 62100 Macerata
Dati tecnici
Tipo all'aperto, pianta a segmento di cerchio, due ordini di palchi
Fossa presente
Capienza 3000 posti
Realizzazione
Costruzione 1829
Architetto Ireneo Aleandri
Sito ufficiale

Coordinate: 43°17′57″N 13°27′23″E / 43.299167°N 13.456389°E43.299167; 13.456389

Lo Sferisterio di Macerata è un'arena all'aperto situata nel centro storico di Macerata. Originariamente un'arena semicircolare destinata al gioco del Pallone col bracciale, successivamente riadattata ad arena teatrale e d'opera di acustica apprezzabile e sede di diversi festival culturali.[1]

L'edificio è stato progettato nel 1823 dall'architetto neoclassico Ireneo Aleandri (progettista, tra l'altro, del viadotto dell'Ariccia e del Teatro Nuovo "Gian Carlo Menotti" di Spoleto).

Ha una capienza massima di circa 2800 posti ed è noto dal 1921 per la stagione lirica estiva chiamata prima "Macerata Opera" e, dal 2006, trasformato in "Sferisterio Opera Festival" dall'allora direttore artistico Pier Luigi Pizzi. Dal 2012 il Festival, diretto da Francesco Micheli, si chiama "Macerata Opera Festival".

Nel 2005, dopo anni che la manifestazione si svolgeva a Recanati, per la prima volta si sono svolte qui le finali del concorso Musicultura, vinto da Simone Cristicchi con la canzone Studentessa universitaria.

Il 19 giugno 2015 la cantante italiana Chiara ha partecipato all'evento Musicultura, in occasione dello Straordinario Tour.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lo Sferisterio di Macerata fu edificato, come gran parte dei teatri storici marchigiani del Sette-Ottocento, grazie all'iniziativa di un gruppo di privati benestanti cittadini con a capo Guarnieri Pacifico e il Gonfaloniere Nicola Ranaldi, che, desiderosi di donare alla città una nuova struttura per il pubblico spettacolo, si auto-tassarono per finanziarne la realizzazione. Come ricorda l'iscrizione sulla facciata:

« Ad ornamento della città, a diletto pubblico. La generosità di cento consorti edificò. MDCCCXXIX »

Se il sistema di finanziamento fu analogo a quello utilizzato per l'edificazione dei teatri, differente era il genere di spettacolo che la struttura avrebbe ospitato. Nello Sferisterio, infatti, si disputavano competizioni di pallone a bracciale, attività atletica largamente diffusa e considerata principale gioco nazionale italiano in quel periodo, nonché talvolta vi furono esibizioni di tauromachia.

Il 9 maggio 1819 la Congregazione Pallonaria il Circo bandì un concorso di progetto per l'ideazione dell'opera, eleggendo a giudici l'Accademia di belle arti di Bologna e l'Accademia nazionale di San Luca. Lo svolgimento della fase progettuale e quello della realizzazione dell'edificio furono piuttosto travagliati. L'incarico fu affidato in un primo momento all'ingegnere maceratese Salvatore Innocenzi che iniziò i lavori di edificazione nel 1820. Sospesi i lavori per tre anni, nel 1823 si chiamò a completare l'opera, sulla base di un nuovo progetto, il ventottenne architetto Ireneo Aleandri (1795-1885), impegnato nello stesso periodo alla costruzione del Teatro Feronia di San Severino Marche.

Inaugurato nel 1829 con una grande festa, durante 91 anni ospitò eventi sportivi di vario genere e spettacoli circensi. Per i tornei di pallone a bracciale, la squadra locale era molto seguita quindi, nei primi anni del secolo scorso, aggiungendo tribune mobili l'impianto ospitava circa 10.000 tifosi che incitavano gli atleti durante le gare. Difatti qui gareggiarono i migliori pallonisti di più generazioni compreso il celeberrimo Carlo Didimi immortalato da Giacomo Leopardi nella nota ode A un vincitore nel pallone.

Nel 1920, dopo che per un paio d'anni era diventato il campo da gioco pure della locale squadra di calcio, fu oggetto di restauro e sistemazione, che trasformarono l'edificio in struttura adatta ad accogliere rappresentazioni liriche.

Opera Festival[modifica | modifica wikitesto]

Lo sferisterio di notte.
Sferisterio di Macerata - Vista dalla balconata

L'Aida di Giuseppe Verdi fu la prima opera rappresentata nel 1921, sotto gli auspici della Società Cittadina, guidata dal conte Pieralberto Conti. L'arena venne trasformata in un vero e proprio teatro all'aperto. Si costruì un vastissimo palcoscenico parabolico, con l'orchestra disposta subito a ridosso, e attorno vennero collocate poltrone e sedie numerate. Nel mezzo del muro si aprì una grande porta per consentire il trionfo del conquistatore egiziano. Plinio Codognato, cartellonista dell'Aida di Verona, e il pittore Emilio Lazzari fecero i manifesti. Con la marcia trionfale salirono sulla scena oltre mille comparse, insieme a cammelli, cavalli e buoi. Aida venne interpretata da Francisca Solari e nelle vesti di Radames cantò il grande tenore Alessandro Dolci. Si accrebbero al massimo le capacità ricettive ed ospitaliere e vennero inventati mille accorgimenti per alleviare e prolungare il soggiorno in città. L'Aida venne replicata per 17 serate. Si ebbero sopra le 70.000 presenze; un record mai eguagliato a Macerata. L'anno successivo si allestì La Gioconda, poi un lungo silenzio interrotto soltanto nel 1927, quando il grande tenore recanatese Beniamino Gigli tenne un concerto per i mutilati e gli invalidi della Grande Guerra.

Dopo la guerra e fino a metà degli anni '60, rarissime erano state le occasioni per ascoltare il ‘bel canto' nelle Marche.

Nel 1967 Carlo Perucci, marchigiano di San Benedetto del Tronto costituisce il primo «Circuito lirico delle Marche» e spera di fare di tutto ciò un ente stabile. Quando arriva a Macerata propone un allestimento dentro lo Sferisterio e gli amministratori dell'epoca accettarono entusiasti. In poco tempo si realizzò un nuovo palcoscenico, l'illuminazione teatrale e vennero aperti tre archi sulla parete di fondo. Perucci ritornò con contratti straordinari: l'Otello di Giuseppe Verdi con Del Monaco e Protti; Madama Butterfly di Giacomo Puccini, con Antonietta Stella e Nicola Ruggeri. Il 3 agosto si spensero le luci e partirono le note verdiane. Da allora ogni estate si organizza una stagione operistica di rilevanza internazionale che si affianca a Verona e a Caracalla. Carlo Perucci rimase direttore artistico per 28 anni. Il fascino particolare dello Sferisterio divenne parte della scenografia. Questo contesto e l'ottima acustica hanno reso possibile l'ascolto delle migliori voci del ‘bel canto' mondiale. Arriva in quegli anni allo Sferisterio anche il grande balletto della Fracci e di Nureyev. Tra i tanti allestimenti memorabili, nel 1984, troviamo la Bohème per la regia di Ken Russell, il Don Giovanni con le scene di Enrico Job; della Traviata e della Lucia di Lammermoor con le scene del boemo Josef Svoboda, della Turandot di Hugo De Ana; della Tosca e del Faust di De Flò. Indimenticabile anche l'Oberto, Conte di San Bonifacio, rappresentato nel 1999 al teatro "Lauro Rossi". Sono gli anni di Orazi direttore artistico ed ormai allo Sferisterio hanno cantato tutte le migliori voci mondiali; tra gli altri, Luciano Pavarotti, Plácido Domingo, Montserrat Caballé, Marilyn Horne, Fiorenza Cossotto, Ruggero Raimondi, Mariella Devia, Josè Carreras, Katia Ricciarelli, Renato Bruson, Raina Kabaivanska. La misura del successo delle Stagioni di Macerata Opera è data dalla vincita (per tre volte) dal 1992 del Premio Franco Abbiati della Critica Musicale Italiana; dal fatto che ben tre enti lirici (l'Opera di Roma, il Teatro Comunale di Bologna e La Scala di Milano) abbiano utilizzato nelle loro Stagioni delle produzioni dello Sferisterio.

Il 2006 è l'anno della trasformazione: la rassegna estiva diviene un ‘Festival'. Il cambiamento arriva con la direzione artistica di Pier Luigi Pizzi; milanese di nascita ma veneziano di adozione, è regista, scenografo e costumista di fama internazionale. Una carriera artistica ultra cinquantennale ricca di numerosi e prestigiosi riconoscimenti: Legion d'honneur e Officier des arts et des Lettres in Francia, i più recenti ‘Una vita nella musica 2005' dall'Associazione culturale Arthur Rubinstein e l'onorificenza di ‘Gran Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana’. La stagione da lui pensata e realizzata si sviluppa intorno ad un unico tema dominante che attraversa la scelta dei titoli in cartellone ed il loro allestimento. Viene per l'occasione ripristinato il palcoscenico parabolico e torna la suggestione della grande parete ‘metafisica' dell'antico muro in cotto del pallone al bracciale. Nel 2006, a duecentocinquanta anni dalla nascita di Mozart, lo Sferisterio Opera Festival non poteva non aprirsi che con una sua opera: Il flauto magico), in un originalissimo e coraggioso allestimento massonico. Il tema conduttore del neonato Festival diviene allora "Il Viaggio Iniziatico". Da quel momento in ogni stagione la scelta delle opere in cartellone è attraversata da un fil rouge tematico, a dimostrazione della grande vitalità intellettuale del melodramma: "Il gioco dei potenti" nel 2007 con Macbeth, Maria Stuarda, Norma e il Gala di ballo con Roberto Bolle e Alessandra Ferri, "La seduzione" nel 2008 con "Carmen", da segnalare per il debutto alla regia del due volte premio Oscar, Dante Ferretti, maceratese di nascita, "Tosca" e l'esecuzione della "Cleopatra" di Lauro Rossi nel Teatro dedicato al compositore maceratese; "L'inganno" è il tema del 2009 che vede l'allestimento del Don Giovanni al Teatro Lauro Rossi, Madama Butterfly e "La Traviata" oltre alla prima mondiale dell'opera "Le malentendu" di Matteo D'Amico tratta dall'opera di Albert Camus; nel 2010 il tema è "A maggior gloria di Dio"; in programma "Attila", "Juditha triumphans", "I Lombardi alla prima crociata", "La forza del destino", " Faust". La stagione 2011, dal tema "Libertà e destino" prevede l'allestimento di "Un ballo in maschera", "Rigoletto" e, al Teatro Lauro Rossi, "Così fan tutte".

Nel gennaio 2012 viene nominato direttore artistico del festival il regista Francesco Micheli e la manifestazione assume il titolo di Macerata Opera Festival. Viene mantenuta la struttura tematica del festival: l'edizione 2012, intitolata "Allievi e Maestri" viene dedicata a Josef Svoboda, nel decennale della morte. Viene riproposta, venti anni dopo la prima messa in scena, la celebre La Traviata degli specchi, seguita dalle nuove produzioni de La Bohème (regia di Leo Muscato, che anche per questo spettacolo viene premiato con il Premio Abbiati come miglior regista) e Carmen (regia di Serena Sinigallia. Tra gli eventi collaterali viene programmata "La notte dell'opera", una festa che prevede spettacoli in vari luoghi della città, collegati al tema della stagione. Il 2013 celebra il centenario verdiano con Nabucco e Il trovatore, e quello di Britten con Il piccolo spazzacamino al Teatro Lauro Rossi, declinando il tema "Mura e divisioni". L'edizione 2014, dal tema "L'opera è donna", prevede nuovi allestimenti di Aida e Tosca oltre alla ripresa de La traviata di Svoboda; le tre opere saranno dirette da tre direttori donne (Julia Jones, Eun Sun Kim, Speranza Scappucci).

Presidenti associazione Arena Sferisterio di Macerata[modifica | modifica wikitesto]

N. Presidente Inizio mandato Fine mandato
1. Romano Carancini 2014 in carica

DVD[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le belle parole sullo Sferisterio | Cronache Maceratesi

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • E.H. Ercoli, Sferisterio, Macerata, Associazione Arena Sferisterio, 2007.
  • A. Adversi - D. Cecchi - L. Paci (a cura di), Storia di Macerata, Macerata, 1972.
  • G. Capici (a cura di), Sphaeristerium, Pilaedit, Roma, 1989.
  • F. Torresi (a cura di), La città sul palcoscenico, Il labirinto, Macerata, 1997.
  • E. Balelli - N. di Monte - G. Trivellini (a cura di), Aida 1921. La prima stagione lirica allo Sferisterio di Macerata nelle foto Balelli, Centro Studi Balelli, Macerata, 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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