Il volo della fenice (film 1965)

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Il volo della fenice
Il volo della fenice 1965.png
Una scena del film
Titolo originale The Flight of the Phoenix
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1965
Durata 142 min
Genere azione, avventura
Regia Robert Aldrich
Soggetto Trevor Dudley Smith
Fotografia Joseph F. Biroc
Montaggio Michael Luciano
Musiche Frank De Vol, Gino Paoli
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il volo della fenice (The Flight of the Phoenix) è un film del 1965 diretto da Robert Aldrich.

Interpretato da un cast interamente maschile (l'unica donna in tutta la pellicola, la ballerina Farida, appare come "miraggio") il film riunisce un gruppo di persone normali che vengono poste in situazioni critiche straordinarie. Questo ne fa emergere il carattere ed i difetti. Della colonna sonora fa parte la canzone di Gino Paoli Senza fine, cantata (solo nella versione italiana) da Ornella Vanoni.

Nel 2004 ne è stato realizzato un remake che porta lo stesso titolo.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il Fairchild C-82A N53228 dipinto coi contrassegni della compagnia fittizia Arabco Oil Company per il film "Il volo della Fenice"

Durante un volo di trasferimento l'aereo di una compagnia petrolifera statunitense, un bimotore da trasporto Fairchild C-82 Packet, condotto da Frank Towns, un pilota veterano di guerra ormai in declino e afflitto dai rimorsi, e dal suo ufficiale di rotta alcolizzato Lew Moran, parte sulla rotta che lo conduce da una stazione estrattiva in pieno deserto del Sahara verso la costa del Mediterraneo. A seguito di una violenta tempesta di sabbia, le cui raffiche intasano i filtri ingolfando i motori dell'aereo, il capitano Towns è costretto a un atterraggio di fortuna.

Lo schianto sulla sabbia causa la morte di due passeggeri ed il grave ferimento di un terzo, il giovane italiano Gabriele, lasciando illesi i due membri dell'equipaggio e gli altri passeggeri: il dottor Renaud, un medico francese; l'operaio petrolifero Trucker Cobb, appena licenziato perché affetto da turbe psichiche; il capitano Harris, un rigido militare dell'esercito britannico, e la sua "vittima" prediletta, il sergente Watson, Mike Bellamy, un prospettore petrolifero; Standish, un timido e devoto ragioniere; Ratbags Crow, un irriverente giornalista scozzese; Heinrich Dorfmann, tedesco che ha fatto visita al fratello, un lavorante messicano e la sua scimmietta.

La riserva d'acqua è sufficiente per le due settimane, mentre ci sono quintali di datteri in scatola da mangiare. Per evitare la tempesta però Towns è stato costretto a deviare di quasi duecento chilometri dalla rotta dichiarata: dopo i primi giorni il gruppo si rassegna all'idea che i soccorritori devono avere ormai abbandonato le ricerche. Un primo tentativo di coprire a piedi la distanza che li separa dall'oasi più vicina si conclude con la morte del messicano e di Trucker Cobb, mentre le condizioni del ferito si fanno sempre più disperate, tanto che morirà pochi giorni più tardi. A questo punto Dorfmann, il passeggero tedesco, propone un'idea a prima vista pazzesca: smantellare il relitto dell'aeroplano, utilizzandone i componenti per realizzare un velivolo più piccolo, in grado di portare in salvo i superstiti.

Dapprima oggetto di scherno e incredulità, la proposta appare via via l'unica speranza di salvezza, soprattutto alla luce delle misurazioni e dei calcoli elaborati dal suo ideatore, la cui professione è quella di ingegnere aeronautico. Dorfmann, con ingegnosi stratagemmi, riesce ad ovviare alla mancanza di utensili e componenti. Colui che nel gruppo si dimostra più ostile al piano è proprio il pilota Frank Towns: egli, reduce dell'età "eroica" dell'aviazione, vede in cattiva luce la sicurezza e la rigidità del tedesco. Tuttavia, anche su insistenza del medico, il gruppo si impegna a fondo nella difficile opera.

L'ala di tribordo viene smontata, mentre viene inventato un sistema con cui il velivolo dovrà scivolare sulla sabbia prima del decollo. A quel punto l'ufficiale britannico scorge un gruppo di arabi che avanzano nel deserto con i loro cammelli; sono predoni fuorilegge, molto pericolosi. Il capitano inglese ed il medico decidono di tentare un approccio, mentre Towns viene dissuaso: egli è l'unico del gruppo in grado di pilotare l'aereo ormai quasi completato. I peggiori sospetti si rivelano fondati quando i nomadi assassinano sia il medico che il capitano.

Rimasti in sette, i superstiti infondono le loro ultime energie nel completamento dell'aereo, e alla fine Towns riesce a decollare, portando in salvo tutti ed atterrando in un'oasi dove avviene l'estrazione del petrolio.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Location[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese principali iniziarono il 26 aprile 1965 presso i 20th Century Fox Studios ed il 20th Century Fox Ranch, in California. Le azioni svoltesi nel deserto furono riprese nella Buttercup Valley, Contea di Yuma, in Arizona e Pilot Knob Mesa, Winterhaven, in California. Le sequenze di volo vennero tutte girate a Pilot Knob Mesa vicino Winterhaven, che si trova nell'Imperial Valley, California, a nord di Yuma.

Velivoli utilizzati[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005, lo storico dell'aviazione Hollywoodiana Simon Beck riuscì ad individuare gli esemplari utilizzati nelle sequenze del film:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Di questo remake il figlio di Robert Aldrich, William, è stato co-produttore.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]