Gino Negri

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Gino Negri

Gino Negri (Perledo, 25 maggio 1919Montevecchia, 19 luglio 1991) è stato un compositore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Allievo del Conservatorio di Milano, studiò il pianoforte con E. Calace e composizione con Giulio Cesare Paribeni e Renzo Bossi, diplomandosi nel 1941. Fu tra i protagonisti del panorama musicale milanese del secondo dopoguerra. Con Fiorenzo Carpi e Ennio Gerelli studiò la teoria dell'armonia di gravitazione messa a punto da Roberto Lupi (fondatore della Giovane Scuola), che applicherà spesso nelle sue composizioni.

Oltre all'attività di compositore esercitò per alcuni anni quella di critico musicale per la rivista Panorama e di insegnante, presso la Nuova Accademia di Milano e la scuola del Piccolo Teatro di Milano. Fu anche attore e conduttore televisivo, con il programma "Spazio musicale" e "Invito alla Musica", entrambi per la Rai. Tradusse e curò la versione ritmica di diversi libretti di teatro musicale, fra i quali "L'opera da tre soldi" di Kurt Weill e "Die Fledermaus" di Johann Strauss. Lavorò intensamente per tutta la vita nel campo della musiche di scena, scrivendo innumerevoli commenti musicali per spettacoli delle principali compagnie italiane di prosa come collaboratore dei più importanti registi. Nel 1967 vinse il "Premio Italia" con l'opera radiofonica "Giovanni Sebastiano".

È stato anche autore di canzoni, partecipando al Festival di Sanremo 1961 con Una goccia di cielo (cantata da Nadia Liani e Jolanda Rossin).

Intorno al 1968-71 fu dirigente pubblictario alla Motta e scrisse parecchi jingles, alcuni dei quali passati alla storia del genere: "Ho preso una cotta per Motta" e "Cin-cin, cin-cin, Cinzano".

Colpito da un ictus nella seconda metà degli anni ottanta, rallentò l'attività musicale, intensificando però quella letteraria. Alla sua morte, avvenuta il 19 luglio 1991,[1] lasciò numerosi scritti di carattere musicale.

La musica[modifica | modifica wikitesto]

Lo stile di Gino Negri, quasi sempre caratterizzato dall'uso di piccoli organici strumentali e con una costante presenza del canto, di volta in volta creato "su misura" per le caratteristiche e le capacità degli interpreti (spesso non cantanti lirici ma attori di teatro), risente di molte influenze della musica del Novecento, pur conservando in ogni caso una spiccata personalità. Assolutamente privo di remore, sia per la citazione e l'inserimento nella sua musica di elementi spesso beffardamente richiamanti celeberrimi autori del passato, sia per l'uso, a volte, di stilemi derivati da forme musicali cosiddette "basse" (come la canzonetta degli anni sessanta), nella sua musica riesce sempre a mantenere un carattere di arguta nobiltà di tono, senza mai scadere nell'intellettualismo, ma allo stesso tempo senza grandi profondità formali. Passando dalla mordace ironia a una malinconia sottile, lo stile di Gino Negri dimostra soprattutto una componente di distaccato divertimento.

Principali composizioni[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Balletti[modifica | modifica wikitesto]

Musica vocale[modifica | modifica wikitesto]

Musica strumentale[modifica | modifica wikitesto]

Colonne sonore[modifica | modifica wikitesto]

Canzoni[modifica | modifica wikitesto]

Gino Negri coltivò costantemente la passione per la forma canzone e vi sidedicò intensamente dalla fine degli anni Cinquanta. Ne scrisse moltissime, sia musiche che testi, così come fece per le opere teratrali di cui fu autore di musica, soggetto e libretto. A volte ne introduceva alcune anche all'interno delle opere stesse. Oltre alla già citata Una goccia di cielo è da ricordare la raccolta Costretto dagli eventi, incisa su disco dallo stesso Negri. Altre furono interpretate spesso da cantanti-attori come Laura Betti, Liliana Zoboli, Sandro Massimini, I Gufi, Milva.

Per Milva realizzò gli LP Le canzoni del Tabarin - Canzoni da cortile (1963), e Canti della libertà (1965), di cui curò gli arrangiamenti.

Le canzoni della mala[modifica | modifica wikitesto]

Insieme a Giorgio Strehler, Fiorenzo Carpi e Dario Fo, contribuì a creare quel repertorio popolare di invenzione che andò sotto il nome di canzoni della mala, portato al successo al Teatro Gerolamo di Milano nel 1958 dalla allora esordiente Ornella Vanoni, il cui talento canoro fu scoperto da Negri, che era suo insegnante di storia della musica alla Scuola del Piccolo Tearo di Milano, verso la metà degli anni Cinquanta. Per questo repertorio scrisse Canto di carcerati calabresi.

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

  • Guida alla musica vivente (Milano, 1974)
  • Casa sonora (Pordenone, 1978)
  • Tutti i libretti di Verdi (introduzione e commenti di Luigi Baldacci - postfazione di Gino Negri) (Garzanti, 1978)
  • Il suono del delitto - Gino Negri – Mirka Martini - Gialli Garzanti n. 151 (1978)
  • La Scala si è rotta (Milano, 1984)
  • L'Opera italiana - Storia, costume, repertorio (Mondadori, 1985)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Cognazzo su "Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti" UTET, 1988
  • Massimo Mila, "A scandalous musician", in "The Score", 1956
  • Massimo Mila, "Cronache musicali 1955-1959", Torino 1959
  • Carla Cuomo in Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 78 (2013)

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN49650103 · ISNI (EN0000 0001 1999 041X · SBN IT\ICCU\FERV\060103 · LCCN (ENn84020307 · GND (DE1021104124 · BNF (FRcb138062437 (data) · NLA (EN35683172 · WorldCat Identities (ENlccn-n84020307