Squallor

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Squallor
Paese d'origineItalia Italia
GenereRock demenziale
Pop rock[1]
Periodo di attività musicale1969 – 1994[2]
EtichettaCBS, CGD, Dischi Ricordi
Album pubblicati35
Studio14
Raccolte21

Gli Squallor sono stati un gruppo musicale italiano, formato nel 1969[2] (altre fonti riferiscono come data di formazione il 1971[3]) e attivo fino al 1994. La loro notorietà è legata soprattutto ai testi particolarmente espliciti, satirici e spesso grotteschi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo si forma nel 1969[2] attorno alle figure dei parolieri, compositori e discografici Daniele Pace, Totò Savio, Giancarlo Bigazzi (principale paroliere del gruppo), Alfredo Cerruti (la "voce narrante") ed Elio Gariboldi, che abbandonò il progetto nel 1974, cui in seguito si uniranno temporaneamente altri membri esterni come Gianni Boncompagni (voce tra l'altro nel brano Vacca), e Gigi Sabani che ha collaborato per l'ultimo album Cambiamento, sostituendo alla voce Savio, che a seguito di un intervento chirurgico nel 1990 aveva compromesso l'uso delle corde vocali.[4]

Il fattore determinante alla formazione del gruppo è la visione del film Il mio amico il diavolo (Bedazzled) del 1967, diretto da Stanley Donen e scritto e interpretato da Peter Cook e Dudley Moore.[2] In particolare è una canzone cantata dal fantomatico gruppo Drimble Wedge and the Vegetation a ispirare Alfredo Cerruti, poiché la canzone non era cantata, ma recitata con tono distaccato da parte di Peter Cook, stile che poi caratterizzerà l'intera produzione degli Squallor.[2]

Gli Squallor hanno raccolto un notevole riscontro di pubblico, nonostante l'iniziale mancanza di promozione diretta, il non esser mai apparsi pubblicamente per esibirsi in una loro canzone e una inevitabile censura da parte delle radio (escluse poche emittenti locali)[5]. Nella seconda metà della loro carriera, hanno girato alcuni spot pubblicitari. Il maggior successo commerciale degli Squallor è l'album del 1985 Tocca l'albicocca[6], dovuto alla presenza del singolo USA for Italy (parodia del progetto USA for Africa e della famosa We Are the World), con un testo che, rinunciando per una volta al consueto turpiloquio, ottiene il lasciapassare per essere diffuso via etere.

Tra i temi ricorrenti della loro produzione va menzionato quello legato a Pierpaolo, un soggetto sul quale è stata costruita una vera e propria serie. Personaggio dalla voce querula, rappresenta un figlio viziato che gira il mondo sperperando i soldi che il padre, pur avendolo rinnegato, è costretto a inviargli dietro ricatto del figlio stesso per i suoi loschi affari. Apparso inizialmente nel brano Famiglia Cristiana presente all'interno dell'album Pompa, si vedrà dedicare negli album successivi una traccia fissa con una telefonata a suo padre proveniente dalle più disparate località del mondo. Il personaggio sarà utilizzato da Cerruti anche come concorrente dei quiz telefonici di Indietro tutta!. Nella stessa trasmissione televisiva, Cerruti aveva caratterizzato una serie di gag interagendo con Renzo Arbore e Nino Frassica, interpretando il personaggio del Professor Pisapia e, assieme ad Arnaldo Santoro, facendo il verso alle comunicazioni via radio delle pattuglie della Polizia nello sketch Volante 1 a Volante 2, anticipato già nel brano Abat-jour (dall'album Vacca del 1977) e successivamente rivisitato nel brano Processo a Miami (dall'album Cielo duro del 1988).

Nel 1994 esce l'ultimo album ufficiale degli Squallor, Cambiamento, mentre tutti gli altri dischi sono stati pubblicati anche su vinile, questo è il primo pubblicato nel solo formato CD. Approfittando della voce di Gigi Sabani, all'interno dell'album viene inserito il brano Albachiava (di Giancarlo Bigazzi, Gaetano Savio, Alfredo Cerruti), parodia di Albachiara di Vasco Rossi (nella canzone "Vasco Bossi, quel cantante coi capelli grassi" che nella parte finale del brano viene bistrattato da un manager taccagno dopo un concerto in uno stadio in cui la canzone è coralmente cantata da migliaia di fan).[7][8] Seguiranno solamente raccolte e, nel 2000, (S)hit Squallor Remix, che contiene anche l'inedita Uh Playboy's, un album di remix, prodotto e realizzato da DJ N-Joy (alias Leonardo Stella), da un'idea di Giancarlo Bigazzi.

Nel novembre 2007, Alfredo Cerruti è protagonista insieme a Nino Frassica di uno spot televisivo della Wind in cui si distingue chiaramente la sua tipica "voce fuori campo". Alla fine del 2008, Cerruti partecipa agli spot radiofonici della Wind, interpretando il personaggio di Pierpaolo, e in seguito i due registrano il brano S'M'S, contenuto nella compilation Wind Winter Collection 4. Si tratta di un'operazione che rievoca in modo plateale lo stile tipico della canzoni degli Squallor, seppure "ammorbidito" e ripulito da ogni possibile turpiloquio. Alfredo Cerruti viene a mancare il 18 ottobre 2020, all'età di 78 anni.[9]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Partecipanti occasionali[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

Remix[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Squallor, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 23 aprile 2018. Modifica su Wikidata
  2. ^ a b c d e f Documentario Gli Squallor (2013) di Carla Rinaldi e Michele Rossi, e libretto allegato al DVD
  3. ^ Jacqueline Schweitzer, 2014.
  4. ^ Enrico Deregibus, 2010.
  5. ^ Luca "Luke" Morettini Paracucchi, Chiedi chi erano gli Squallor: gli iconoclasti dall’estro dissacrante, su Orrore a 33 giri, 10 luglio 2020. URL consultato il 13 luglio 2020.
  6. ^ Angelo Forgione, Quando gli Squallor cantarono l’Africa italiana, su il Blog di Angelo Forgione, 2 dicembre 2014.
  7. ^ Salvatore Martorana, 2014.
  8. ^ Albachiava, su Tutto Vasco. URL consultato il 26 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
  9. ^ È morto Alfredo Cerruti, fondatore degli Squallor e autore tv, su la Repubblica, 18 ottobre 2020. URL consultato il 19 ottobre 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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