Pompa (album)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Pompa
ArtistaSquallor
Tipo albumStudio
Pubblicazione1977
Dischi1
Tracce10
GenereMusica demenziale
EtichettaCGD
RegistrazioneSala centrale del Museo di Sourdes
Squallor - cronologia
Album precedente
(1977)
Album successivo
(1978)

Pompa è il quarto album degli Squallor, pubblicato nel 1977 dalla CGD.

Distribuzione e accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

È l'album che porta definitivamente al successo il gruppo grazie a una maggior diffusione, rispetto ai precedenti, soprattutto grazie alle radio libere che cominciavano in quel periodo a diffondersi capillarmente in Italia. Il disco fu anche oggetto di censura per il linguaggio ritenuto all'epoca triviale ed anche - o soprattutto - per riferimenti più o meno velati a personaggi politici ed ecclesiastici.[senza fonte]

L'album è presente nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre secondo Rolling Stone Italia alla posizione numero 87.[1]

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

L'album si apre con Introdurso e Pompa surreale presentazione di un concerto all'aperto trasmesso da "Radio Pompa", parodia delle stesse radio Libere e delle classifiche musicali curate da improbabili dj. Ancora una volta non mancano gli indiani rappresentati dal grande capo Sioux Piedeneroscorzevelluto in classifica con un brano il cui solo titolo dura circa un minuto e quaranta.

La Scarognata prende invece di mira la sceneggiata in stile Mario Merola, dove un amante ridotto sul lastrico dalla sua donna la maledice, disseminando il lamento di parolacce dette con estrema naturalezza; Nottingam ruota intorno ad allusioni a sfondo para-omosessuale. I love my disco baby fa il verso al quasi omonimo successo di Donna Summer Love to love you baby: qui la popstar americana aveva inserito una serie di simulazioni di orgasmo, e per gli Squallor è stato un gioco da ragazzi emularla, creando una base disco e facendo più o meno altrettanto, compresa la lunga durata del brano che rimandava alle lunghe versioni per discoteche. Qui si sente per la prima volta la voce camuffata che sarà negli album seguenti quella del bambino Pierpaolo, ottenuta attraverso una semplice modulazione della voce.

La seconda parte (che era il lato B) si apre con Sfogo, canzone dedicata ai cantautori con molti riferimenti a personaggi e fatti dell'epoca; Berta ebbe più degli altri la maggior diffusione radiofonica. Narra di una serenata "urlata" fra un settentrionale spaccone ed una donna partenopea che - respingendone le avance - lo riempie di improperi di ogni genere.

Unisex ha destato l'attenzione dei censori; il protagonista è esplicitamente omosessuale e alla fine del brano, dopo aver circuito un uomo «bello e alto», si presenta come «cardinale Alfonso Fava». Con Famiglia cristiana inizia il ciclo di Pierpaolo, pestifero ragazzino che gira il mondo a spese del padre, da lui ricattato ferocemente. In questo esordio, la voce è ancora più stridula rispetto a quella che poi diventerà un vero marchio di fabbrica del gruppo; già impostato invece il cliché delle telefonate a lunga distanza, (con una base adeguata per il luogo dove egli si trova) dove il padre è costretto a umiliarsi di fronte al figlio, salvo poi sfogarsi una volta abbassata la cornetta, rivolgendosi alla moglie che non parla mai e che spesso riceve numerose offese indirette dal figlio degenere.

Chiude l'album Marcia dell'equo canone, un'allegra marcetta del filone delle telecronache impossibili con la voce di Cerruti che racconta di case più o meno assurde che sfilano nel paese di Zeppolone.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Introdurso/Pompa
  2. La scarognata
  3. Nottingam
  4. I love my disco baby
  5. Sfogo
  6. Berta
  7. Unisex
  8. Famiglia cristiana
  9. Marcia dell'equo canone

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Musica Portale Musica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica