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Samarcanda

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Samarcanda
località
Samarqand
Samarcanda – Stemma
Localizzazione
Stato Uzbekistan Uzbekistan
Regione Samarcanda
Distretto Samarcanda
Territorio
Coordinate 39°39′N 66°57′E / 39.65°N 66.95°E39.65; 66.95 (Samarcanda)Coordinate: 39°39′N 66°57′E / 39.65°N 66.95°E39.65; 66.95 (Samarcanda)
Altitudine 702 m s.l.m.
Superficie 108 km²
Abitanti 509 000 (2014)
Densità 4 712,96 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 140100
Prefisso 662
Fuso orario UTC+5
Targa 30 A (030-039)AA
Cartografia
Mappa di localizzazione: Uzbekistan
Samarcanda
Samarcanda
Sito istituzionale
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Samarcanda - crocevia di culture
(EN) Samarkand – Crossroads of Cultures
Registan square 2014.JPG
Tipo Culturali
Criterio (i) (ii) (iv)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 2001
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Samarcanda (AFI: /samarˈkanda/[1]; in uzbeco Samarqand; in tagico Самарқанд; in russo: Самарканд?, traslitterato: Samarkand, persiano: سمرقند‎, Samarqand; 352 047 ab. nel 2010) è una città dell'Uzbekistan, capoluogo della regione omonima e terza città del Paese per popolazione.

La città, il cui etimo significa "fortezza di pietra" si trova lungo la via della seta nel percorso tra la Cina e l'Europa, praticamente al centro dell'Eurafrasia.

Situata al centro delle principali rotte commerciali asiatiche Samarcanda, nel corso della sua storia lunga circa 2 700 anni fu parte dell'Impero persiano, successivamente fu sotto influenza araba, poi timuride, uzbeka e, in epoche più moderne, fu dapprima sotto l'impero russo e infine parte dell'Unione Sovietica fino al 1991.

Si trova a 702 metri s.l.m. e, nonostante si trovi in Uzbekistan, la maggior parte degli abitanti è di lingua tagica.

Dal 2001 la città figura nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO sotto il titolo di Samarcanda - Crocevia di culture.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Samarcanda è una delle più antiche città del mondo, che ha prosperato per la sua posizione lungo la Via della seta, la maggiore via commerciale di terra tra Cina ed Europa. Un tempo Samarcanda fu la città più ricca dell'Asia centrale e per la maggior parte della sua storia fece parte dell'Impero persiano. Fondata tra il VII e il V secolo a.C.,[2] Samarcanda era già capitale della satrapia della Sogdiana sotto gli Achemenidi di Persia quando Alessandro Magno (nella cultura persiana noto come come Iskander Khan) la conquistò nel 329 a.C. Sotto i Sasanidi, Samarcanda rifiorì e diventò una delle città maggiori del loro Impero.

Dal VI al XIII secolo la popolazione si espanse e divenne più popolosa anche della moderna Samarcanda. In quegli anni la città conobbe l'invasione araba (che portò il suo alfabeto e convertì all'Islam la sua popolazione), quella dei Persiani e di diverse successive dinastie turche, che ne fecero una delle città più ricche di tutto il mondo islamico. Fu saccheggiata nell'anno 1220 dai Mongoli e sopravvisse solo una minima parte della popolazione, che dovette affrontare anche un sacco successivo, condotto da un altro condottiero mongolo: Barak Khan. La città impiegò decenni per ristabilirsi da quei disastri.

Qui passò anche Marco Polo che così descrisse la città:

« Samarcan è una nobile cittade, e sonvi cristiani e saracini »
(Marco Polo, Il Milione)

Nel 1370, Tamerlano decise di rendere Samarcanda una città stupenda e usarla come capitale dell'impero che avrebbe costruito e che si sarebbe esteso dall'India alla Turchia. Per 35 anni la città fu ricostruita e fu piena di cantieri con artigiani e architetti provenienti dalle parti più disparate dell'Impero timuride. Tamerlano fece così sviluppare la città, che divenne il centro della regione chiamata in Occidente Transoxiana e, similmente, dagli Arabi, per i quali era Mā warāʾ al-Nahr, «Ciò che è al di là del Fiume Oxus».

Suo nipote Ulugh Beg governò il paese e la sua capitale per 40 anni. Creò varie scuole attente allo studio delle scienze e quello studio della matematica e dell'astronomia. Ordinò anche la costruzione di un grande osservatorio, di cui restano imponenti tracce.

Nel XVI secolo gli Uzbeki spostarono la capitale a Bukhara e Samarcanda iniziò un lento declino. Dopo l'assalto dei Persiani guidati da Nadir Shah, la città fu abbandonata nel XVIII secolo. L'emiro di Bukhara tentò di ripopolare la città alla fine di quel secolo.

Nel 1868, la città divenne parte dell'Impero russo, essendo stata conquistata dal colonnello A.K. Abramov, nonostante il contrattacco da parte di forze guidate da Abdul Malik Tura, figlio dell'Emiro di Bukhara, e dal Bek di Shahrisabz. Abramov divenne il primo governatore militare della città di Okrug che i Russi scelsero come capitale amministrativa della zona. La città divenne successivamente capitale del Turkestan russo e venne raggiunta dalla ferrovia transcaspica nel 1888. Divenne capitale della Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka dal 1925 fino al 1930.

Attualmente la città è reclamata dai nazionalisti tagiki che, oltre a essere maggioranza nel luogo, vorrebbero che essa tornasse a far parte del Tagikistan al quale dicono essa apparterrebbe storicamente[3].

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

A Samarcanda si trovano alcune fra le più notevoli costruzioni dell'architettura islamica. Nel 2001 la città è stata dichiarata Patrimonio dell'umanità da parte dell'UNESCO.

Registan[modifica | modifica wikitesto]

Timpano della madrasa Sherdar, completata nel 1660, nel Registan di Samarcanda
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Registan (Samarcanda).

Uno dei più rilevanti siti d'Asia Centrale, se non uno dei più importanti del mondo intero, è il Registan, che fu il centro della Samarcanda medievale. Consiste di tre grandi corpi di fabbrica (madrasa), che formano tre lati di una vasta piazza.

Moschee[modifica | modifica wikitesto]

Gran Bazar[modifica | modifica wikitesto]

Il Grande bazar detto bazar Siyob si estende nell'area retrostante la moschea di Bibi Khanum ed è rimasto invariato nei secoli. Vi è inoltre il Chorsu.

Le rovine di Afrasiab[modifica | modifica wikitesto]

A nord-est del Gran Bazar c'è il sito archeologico dell'antica Samarcanda (Maracanda) o Afrasiab, esteso per 2,2 km² e per lo più esposta alle intemperie. Il Museo di Afrasiab contiene alcuni affreschi sogdiani del VII secolo. Degna di nota e la presunta tomba di Daniele, il profeta dell'Antico Testamento, noto nell'Islam come Danyāl. L'edificio restaurato è una lunga e bassa struttura con cinque cupole, contenente un immenso sarcofago lungo 18 metri. Secondo la leggenda, il corpo di Daniele cresce di mezzo pollice all'anno, e questo giustificherebbe la lunghezza della tomba.

L'osservatorio astronomico di Ulugh Beg a Samarcanda, costruito nel 1420.

L'osservatorio di Uluğ Beg[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Osservatorio di Ulugh Beg.

Uluğ Beg fu probabilmente più famoso come astronomo che come sovrano e la sua fama raggiunse persino la lontana Europa. Negli anni 1420 costruì un immenso astrolabio, uno dei più grandi mai eretti, per misurare le posizioni delle stelle con grande accuratezza. Le rovine furono dissepolte nel 1908.

Museo statale[modifica | modifica wikitesto]

Questo museo cadente e in gran parte trascurato contiene importanti reperti archeologici del posto, nonché diverse testimonianze di storia e mestieri tipici locali.

Mausolei[modifica | modifica wikitesto]

Altri edifici[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La città è fortemente influenzata da un'economia legata al turismo.

Seguendo un'antica tradizione in città si produce ancora la carta attraverso dei processi di produzione strettamente tradizionali.[4]

La città nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Nelle letterature e dibattiti nel mondo islamico, Samarcanda ha raggiunto uno status quasi mitico ed è spesso citata come un ideale della filosofia e della società islamica, un luogo di giustizia, equità e retta moderazione.
  • La città di Zanarkand nel videogioco Final Fantasy X potrebbe essere stata ispirata da Samarcanda, sia nel nome che nel suo status di faro di civiltà.
  • Nel fumetto di genere fantascientifico Chrononauts, pubblicato dalla Image Comics per l'etichetta Millarworld, la Samarcanda del 1504 viene scelta come base operativa dal viaggiatore nel tempo Corbin Quinn. Riesce a prenderne il controllo grazie ad una tecnologia avanzata e presumibilmente la toglie al controllo di Shayboni Khan.

Personalità legate a Samarcanda[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luciano Canepari, Samarcanda, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  2. ^ Cfr. C. Ritter, Erdkunde, VII, 2, pp. 657 e segg.
  3. ^ Riccardo Affinati, Città fatali I, Soldiershop Publishing, 27 novembre 2015, ISBN 9788899158965. URL consultato il 07 settembre 2016.
  4. ^ La fabbricazione della carta a Samarcanda, su euronews, 12 settembre 2016. URL consultato il 17 febbraio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carl Ritter, Die Erdkunde im Verhältniss zur Natur und zur Geschichte des Menschen (Geography in Relation to Nature and the History of Mankind), scritto tra il 1816 e il 1859, uscito postumo nel 1861 a Berlino per i tipi di D. Reimer.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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