Xanadu

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Coordinate: 42°21′35″N 116°10′45″E / 42.359722°N 116.179167°E42.359722; 116.179167

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Xanadu su una mappa

Xanadu è un'antica città, conosciuta anche coi nomi di Shangdu, Shang-tu, To-lun, Doloon Nuur, Dolon Nor, Dolonnur o Pinyin Duolun, situata nell’attuale distretto di Zhenglan, parte della regione autonoma cinese chiamata Mongolia interna, che fu fatta edificare da Kublai Khan (1215 - 1294) dopo essere diventato imperatore della Cina unificata nel 1271. Nella città fu eretto un fastoso palazzo imperiale, visitato da Marco Polo durante il suo incontro con l’imperatore e descritto in queste righe:

"si truova una cittade ch'è chiamata Giandu, la quale fee fare lo Grande Kane che regna, Coblai Kane. E àe fatto fare in questa città uno palagio di marmo e d'altre ricche pietre; le sale e le camere sono tutte dorate e è molto bellissimo marivigliosamente."

Il palazzo reale era circondato dalla città imperiale e dalla città esterna. La città fu abbandonata nel XV secolo sotto il regno di Yongle.

Il mito di Xanadu riemerge nella letteratura inglese ottocentesca per opera di Samuel Taylor Coleridge, che lo utilizza in uno dei suoi più famosi poemi, Kubla Khan, descrivendo la città come un luogo incantato, esotico e mistico:

« Nel Xanadu alza Kubla Khan, dimora di delizie, un duomo

dove Alph, il fiume sacro scorre, per caverne vietate all'uomo, a un mare senza sole. »

(S. T. Coleridge, Kubla Khan)

Riferimenti nella cultura[modifica | modifica sorgente]

Nel 2004 è stata battezzata "Xanadu" una grande zona luminosa individuata dalla sonda spaziale Cassini sulla superficie di Titano, il più grande satellite naturale di Saturno.

Orson Welles, nelle scene iniziali del film "Quarto potere", paragona la dimora fatta erigere dal magnate protagonista al castello fatto costruire da Kublai Khan a Xanadu. Nella versione italiana del film (ridoppiaggio del 1965) il nome della città viene mutato in Candalù.

Nelle prime avventure del fumetto Mandrake si immagina che Mandrake, il suo aiutante Lothar e la sua fidanzata Narda abbiano la propria residenza in una villa fantastica che si chiama appunto "Xanadu".

Riferimenti nella musica[modifica | modifica sorgente]

  • Xanadu è una canzone del gruppo progressive-rock canadese Rush, contenuta nell'album A Farewell to Kings del 1977. Neil Peart, traendo ispirazione dalla poesia del poeta romantico inglese Coleridge sovracitata, decanta la "sacra città" come un luogo immortale dove ciascun essere umano può trovare la vita eterna. La ricerca dell'immortalità e, infine, la sua conquista renderanno il protagonista della lirica pazzo, portandolo a distruggere l'idolo per il quale ha consumato tutta la sua vita.
  • Anche un disco del gruppo giapponese Moi dix Mois contiene il nome della città nel suo titolo (Dixanadu).

Xanadu è anche una canzone della Electric Light Orchestra cantata da Olivia Newton-John, pubblicata nel 1980 come colonna sonora dell'omonimo film in cui partecipò anche la cantante.
La canzone Welcome to the Pleasuredome dei Frankie Goes to Hollywood contiene la strofa «In Xanadu did Kublai Khan a pleasuredome erect».

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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