Xanadu

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Coordinate: 42°21′35″N 116°10′45″E / 42.359722°N 116.179167°E42.359722; 116.179167

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Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall’UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Sito di Xanadu
(EN) Site of Xanadu
Tipo Culturali
Criterio (ii)(iii)(iv)(vi)
Pericolo No
Riconosciuto dal 2012
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda
Xanadu su una mappa

Xanadu è un'antica città, conosciuta anche coi nomi di Shangdu, Shang-tu, To-lun, Doloon Nuur, Dolon Nor, Dolonnur o Pinyin Duolun, situata nell'attuale distretto di Zhenglan, parte della regione autonoma cinese chiamata Mongolia interna.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La città fu fatta edificare da Kublai Khan (1215 - 1294) dopo essere diventato imperatore della Cina unificata nel 1271. Nella città fu eretto un fastoso palazzo imperiale, visitato da Marco Polo durante il suo incontro con l'imperatore e descritto in queste righe tratte dal Milione:

« si truova una cittade ch'è chiamata Giandu, la quale fee fare lo Grande Kane che regna, Coblai Kane. E àe fatto fare in questa città uno palagio di marmo e d'altre ricche pietre; le sale e le camere sono tutte dorate e è molto bellissimo marivigliosamente.[1] »

Il palazzo reale era circondato dalla città imperiale e dalla città esterna. La città fu abbandonata nel XV secolo sotto il regno di Yongle.

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Il mito di Xanadu riemerge nella letteratura inglese ottocentesca per opera di Samuel Taylor Coleridge, che lo utilizza in uno dei suoi più famosi poemi, Kubla Khan, descrivendo la città come un luogo incantato, esotico e mistico:

« A Xanadu Kubla Khan volle / un'imponente dimora di piacere, / dove Alfeo, il sacro fiume, trascorre / caverne all'occhio umano smisurate / e s'immerge in un mare senza sole »
(S. T. Coleridge, Kubla Khan[2])

Nel 2004 è stata battezzata Xanadu una grande zona luminosa individuata dalla sonda spaziale Cassini sulla superficie di Titano, il più grande satellite naturale di Saturno.

Le seguenti canzoni sono dedicate a Xanadu:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ da Il Milione di Marco Polo, verso 74.
  2. ^ Traduzione italiana di Ale4ssandro Ceni in: S. T. Coleridge, La ballata del vecchio marinaio Kubla Khan, Feltrinelli Editore, 2002 (p. 58)

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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