Acri (Israele)

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Acri
autorità locale
Akkô
in ebraico: עַכּוֹ‎[?]
arabo: عكّا
Acri – Veduta
Dati amministrativi
Stato Israele Israele
Distretto Nord
Sottodistretto Acri
Sindaco Shimon Lankry
Territorio
Coordinate 32°55′N 35°04′E / 32.916667°N 35.066667°E32.916667; 35.066667 (Acri)Coordinate: 32°55′N 35°04′E / 32.916667°N 35.066667°E32.916667; 35.066667 (Acri)
Superficie 13,533 km²
Abitanti 46 000 (2007)
Densità 3 399,1 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orario UTC+2
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Israele
Acri
Sito istituzionale
La Città Vecchia di San Giovanni d'Acri fra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX. Lo spazio antistante la moschea di al-Jazzār (che è sullo sfondo) è ora un parcheggio.

Acri, (nota in italiano anche come San Giovanni d'Acri o Tolemaide, in ebraico עַכּוֹ ‘Akkô, in arabo: عكّا, ʿAkkā) è una città che dal 1948 fa parte dello Stato d'Israele.

Altri nomi della città nei secoli, nei vari idiomi dei popoli che l'abitarono, sono: Accho, Acco, Aak, Ake, Akre, Akke, Ocina, Antiochia Ptolemais (greco: Αντιόχεια της Πτολεμαΐδος), Antiochenes, Ptolemais Antiochenes, Ptolemais o Ptolemaïs e Colonia Claudii Caesaris. La cittadina si trova nello Stato di Israele, nella Galilea occidentale, nel Distretto Nord dello Stato ebraico.

Secondo l'Ufficio Centrale di Statistiche israeliano, alla fine del 2003 la città aveva una popolazione complessiva di 45.600 persone. Si estende su un basso promontorio all'estremità settentrionale della Baia di Acri, 152 km a NNO di Gerusalemme.

Fu a lungo considerata la "Chiave della Palestina", per essere la sua posizione dominante sul litorale che congiunge la pianura interna di Esdraelon (Valle di Jezrael), così da consentire il più agevole degli ingressi nell'interno della regione.

Centro di Acri.

Siti e località di Acri[modifica | modifica sorgente]

Il porto di Acri nel 2005

La Città Vecchia di S. Giovanni d'Acri (Acri) è stata inclusa dall'UNESCO fra i siti definiti "patrimonio mondiale dell'umanità", fra cui un tunnel che è pertinente alla fortezza del XIII secolo dei Cavalieri Templari.

Dal 1990 sono stati avviati ampi lavori archeologici e di conservazione delle antiche strutture monumentali. I lavori si svolgono sotto l'egida della Old Acre Development Company (OADC).

Le mura[modifica | modifica sorgente]

La prima cosa notevole che salta agli occhi quando si giunge ad Acri è il possente muro difensivo, costruito a nord e a est della città. Le mura furono edificate nel 1800-1814 da Jazzār Pascià (chiamato dai locali al-Jazzār) e dal suo consigliere ebreo Haim Farhi. Esso è una moderna fortificazione di controbatteria che comprende un compatto muro difensivo, un fossato asciutto, varchi per i cannoni e tre Burj (grosse torri di difesa).

Nel 1750, Ẓāhir al-ʿOmar, il governatore di Acri, utilizzò ciò che rimaneva delle mura crociate per erigervi al di sopra le sue mura. Esse furono rinforzate tra il 1775 e il 1799 da Jazzār Pascià e sopravvissero all'assedio di Napoleone. Le mura sono poco spesse, la loro altezza era di 10-13 metri e lo spessore di solo 1 metro.

Le mura dalla parte del mare, che sopravvive pressoché completo, è l'originario muro di al-Omar, rinforzato da al-Jazzār. Tuttavia le mura che guardano verso terra e che resistette all'assedio di Napoleone è stato rimpiazzato nel 1800 da mura moderne per volere di al-Jazzār.[1]

La Grande Moschea[modifica | modifica sorgente]

La moschea di al-Jazzār fu costruita da Jazzār Pashā (m. 1804) con materiali prelevati da Caesarea Palaestina: la sua tomba è all'interno.

Hammam al-Basha[modifica | modifica sorgente]

Il Hammām è un bagno turco. Il "Hammām del Pascià" di Acri è meritevole di ricordo perché l'Irgun lo usò per irrompere all'interno della prigione della cittadella.

La cittadella[modifica | modifica sorgente]

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Città vecchia di Acri
(EN) Old City of Acre
Acre - Akko Tower.jpg
Tipo Culturali
Criterio (ii) (iii) (v)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 2001
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

La cittadella di Acri è una fortificazione ottomana, edificata sulla cittadella costruita a suo tempo dall'Ordine degli Ospitalieri. La cittadella faceva parte del complesso difensivo della città, rafforzando il muro settentrionale.

Nel corso del XX secolo, la cittadella fu per lo più usata come prigione e luogo d'impiccagione. Nel corso del Mandato britannico, attivisti sionisti ebraici furono imprigionati qui e alcuni giustiziati. Nel 1947, membri dell'Irgun irruppero nella cittadella e liberarono numerosi prigionieri.

Oggi la cittadella di Acri ospita:

  • Le fortificazioni ottomane (inclusi la torre e il fossato).
  • I Centri Visitatori della Vecchia Città di Acri.
  • Il "giardino incantato": un nuovo giardino piantato in base alle descrizioni storiche del giardino esistente in età crociata.
  • La prigione e il patibolo britannici di Acri.
  • Monumento ai combattenti della resistenza ebraica giustiziati durante il Mandato britannico.
  • Museo sui prigionieri della resistenza ebraica, מוזיאון אסירי המחתרות.
  • La cella di Bahá'u'lláh, fondatore della fede Bahá'í.
  • Le sale dei Cavalieri (vedere sotto).

Dall'agosto 2004 la cittadella è parzialmente chiusa per lavori di restauro.

Le sale dei Cavalieri[modifica | modifica sorgente]

Sotto la cittadella e la prigione di Acri, scavi archeologici hanno rivelato un complesso di sale costruite dai Cavalieri dell'Ordine dell'Ospedale. Questo complesso faceva parte della cittadella degli Ospitalieri, connessa alle mura settentrionali di Acri.

Il complesso comprende:

  • Sei sale semi-comunicanti.
  • Un ampio salone, recentemente riportato alla luce.
  • Segrete.
  • Sala da pranzo (con un tunnel).
  • Posta e Cripta (resti di un'antica chiesa gotica).

Siti Bahai[modifica | modifica sorgente]

Tomba di Bahá'u'lláh

Nella città e nei suoi dintorni si trovano diversi monumenti e siti santi per i Bahai, che risalgono alla prigionia subita da Bahá'u'lláh nella Cittadella durante il periodo ottomano.

Bahá'u'lláh' trascorse gli ultimi anni della propria vita nella villa di Bahjí, appena fuori della città..

Bahá'u'lláh morì il 29 maggio 1892 e la sua tomba è considerata dai Bahai il sito più santo verso cui dovrebbero rivolgersi durante la recita di alcune preghiere.

Altri siti bahai sono costituiti dalla casa dove Bahá'u'lláh e la sua famiglia risiedettero, dalla casa dove soggiornò 'Abdu'l-Bahá e dal Giardino di Ridván dove Bahá'u'lláh amava trascorrere parte del suo tempo e dove avrebbe rivelato di essere stato incaricato da Dio di assolvere la sua missione nel mondo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Poche città hanno avuto una storia più complessa e agitata di Acri. Di antica origine, Acri può essere probabilmente identificata con la Aak citata fra le città tributarie di Thutmose III (c. 1500 a.C.), mentre è certo che essa sia la Akka delle lettere di Amarna. Dagli Ebrei fu conosciuta col nome già ricordato, ma è menzionata solo una volta nell'Antico Testamento, più precisamente nei Giudici 1:31, come uno dei siti da cui gli Israeliti non espulsero gli abitanti Cananei. Teoricamente fu il territorio della tribù di Aser, e Flavio Giuseppe assegnò il suo nome al distretto di uno dei governatori provinciali di Salomone. Nel corso della dominazione ebraica, tuttavia, le sue relazioni politiche furono sempre intrattenute con la Siria piuttosto che con i Filistei: così, nel 725 a.C. circa si unì a Sidone e Tiro in una rivolta contro Salmanassar V. Ebbe un'esperienza travagliata durante i tre secoli che precedettero l'era cristiana.

Periodi greco e romano[modifica | modifica sorgente]

Gli storici greci la chiamarono Ake (Giuseppe Flavio la chiama anche Akre); ma il nome fu cambiato in Antiochia Ptolemais poco dopo la conquista da parte di Alessandro Magno, e quindi in Ptolemais, probabilmente ad opera di Tolomeo Sotere, dopo la spartizione dei domini di Alessandro Magno.[2]

Strabone si riferisce alla città parlando di un raduno persiano nella loro spedizione contro l'Egitto. Verso il 165 a.C. Simone Maccabeo sconfisse i Siriani in varie battaglie in Galilea e li sospinse verso Ptolemais. Nel 153 a.C. circa, Alessandro Balas, figlio di Antioco IV Epiphanes, disputando la corona siriana a Demetrio, s'impadronì della città, che gli spalancò le porte. Demetrio offrì numerose donativi ai Maccabei per ottenere il sostegno ebraico contro il suo rivale, inclusi gli introiti di Ptolemais a beneficio del Tempio di Gerusalemme, ma invano. Gionata Maccabeo si associò ad Alessandro e nel 150 a.C. fu da lui ricevuto con grandi onori a Tolemaide. Qualche anno più tardi, tuttavia, Trifone, un ufficiale dei Siriani, che aveva pesanti sospetti sui Maccabei, attirò Jonathan a Tolemaide e qui lo prese prigioniero a tradimento.

La città fu anche presa d'assalto e conquistata da Alessandro Ianneo, da Cleopatra VII d'Egitto e annessa al Regno tolemaico d'Egitto e da Tigrane II d'Armenia. Qui Erode costruì un ginnasio e qui gli ebrei incontrarono Petronio, inviato per erigere statue dell'Imperatore nel Tempio, persuadendolo a tornare sui suoi passi. San Paolo trascorse una giornata a Tolemaide (Atti 21:7). La città fu costituita in colonia romana: la Colonia Claudii Caesaris. [1]

Domini degli Arabi e dei Crociati[modifica | modifica sorgente]

Gli Arabi presero la città nel 638 e la tennero fin quando la persero nel 1104, ad opera dei Crociati. Costoro la costituirono nel loro porto principale in Palestina. Fu riconquistata da Saladino nel 1187, assediata da Guido di Lusignano nel 1189 che avviò l'Assedio di Acri, e conquistata ancora da Riccardo I d'Inghilterra nel 1191. Divenne quindi la capitale di ciò che rimaneva del Regno di Gerusalemme. Nel 1229 fu posta sotto il loro controllo dai cavalieri Ospitalieri (da cui derivarono uno dei tanti nomi dell'Ordine). Fu il caposaldo finale dello Stato crociato (Outremer) e cadde al termine di un sanguinoso assedio nel 1291 condotto dai Mamelucchi del Sultano al-Malik al-Ashraf Khalīl. Gli Ottomani, sotto il Sultano Selim I conquistarono la città nel 1517, avviando una fase di pressoché totale decadenza per la città. Maundrell nel 1697 la trovò in completa rovina, salvo per un caravanserraglio occupato da alcuni mercanti francesi, una moschea e poche povere ville.

Governo ottomano[modifica | modifica sorgente]

Verso la fine del XVIII secolo la città tornò a nuova vita sotto il governo di Ẓāhir al-ʿOmar, uno shaykh locale: il suo successore, Jazzār Pascià, governatore di Damasco, la sistemò e la fortificò a costo di pesanti imposte che gli assicurarono tutti i benefici connessi alle sue migliorie. Verso il 1780 Jazzār mise al bando in modo perentorio la colonia commerciale francese, malgrado le proteste del governo di Parigi e rifiutò di ricevere un console.

Nel 1799 Napoleone, coerentemente col suo progetto di attizzare una rivolta siriana contro i dominatori turchi, comparve davanti ad Acri ma, dopo un assedio di due mesi (marzo-maggio), fu respinto dai Turchi, aiutati dall'ammiraglio britannico Sir Sidney Smith e da una forza di marinai di Sua Maestà. Avendo perso i suoi cannoni d'assedio ad opera di Smith, Napoleone provò ad assediare il 20 marzo 1799 la città murata, difesa da truppe ottomane, usando solo la propria fanteria e cannoni di piccolo calibro: una strategia che si rivelò fallimentare e che portò al suo ritiro il 21 maggio.

A Jazzār succedette alla sua morte il figlio Sulaymān, sotto il cui mite governo la città prosperò fino al 1831, quando Ibrāhīm Pashā, figlio del wali d'Egitto Mehmet Ali, assediò e devastò la città distruggendone gli edifici. Il 4 novembre 1840 essa fu bombardata dalle squadre navali alleate britanniche, austriache e francesi e l'anno successivo fu ristabilito il governo turco.

Il Mandato britannico[modifica | modifica sorgente]

La cittadella di Acri fu usata dai britannici come prigione e luogo d'impiccagione, per lo più per i prigionieri politici. Gli attivisti dei movimenti clandestini ebraici, come quello di Zeev Jabotinskij e di Shlomo Ben-Yosef (attivisti dell'Irgun) furono incarcerati nella cittadella-prigione di Acri. Ben-Yosef fu il primo ebreo ad esservi giustiziato sotto il Mandato britannico.

Il 4 maggio 1947, l'Irgun irruppe nella cittadella-prigione di Acri per liberare gli attivisti ebraici rinchiusi colà dalle autorità britanniche. Ventisette reclusi riuscirono ad evadere (20 dell'Irgun e 7 della Banda Stern). Nove furono uccisi e 5 catturati durante l'incursione.

Malgrado il pesante costo in vite umane, l'azione fu descritta con retorico trionfalismo da giornalisti stranieri come "la più grande evasione nella storia". Il corrispondente londinese del giornale Ha'aretz scrisse il 5 maggio:

« L'attacco alla prigione di Acri è stato considerato una seria ferita inferta al prestigio britannico... Circoli militari descrivono l'attacco come un capolavoro strategico.[3] »

Lo Stato d'Israele[modifica | modifica sorgente]

Acri era compresa nel territorio assegnato dal Piano di partizione della Palestina, elaborato dall'ONU nel 1947, allo Stato arabo palestinese. Fu occupata da Ebrei dell'Haganah il 17 maggio 1948. Circa tre quarti della sua popolazione araba (stimata nel 1944 a 13.000 persone) fu espulsa dalla città durante l'occupazione ebraica. Israele ha esercitato la propria sovranità su Acri fin dal 1948.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La squadra principale della città è l'Amutat Kaduregel Hapoel Akko.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mura di Acri
  2. ^ Acco (BiblePlaces.com)
  3. ^ Irruzione nel carcere

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]