Haifa

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Haifa
autorità locale
in ebraico: חיפה‎[?]
arabo: حَيْفَا
Haifa – Stemma Haifa – Bandiera
Haifa – Veduta
Dati amministrativi
Stato Israele Israele
Distretto Haifa
Sottodistretto Non presente
Sindaco Yona Yahav
Territorio
Coordinate 32°49′N 34°59′E / 32.816667°N 34.983333°E32.816667; 34.983333 (Haifa)Coordinate: 32°49′N 34°59′E / 32.816667°N 34.983333°E32.816667; 34.983333 (Haifa)
Altitudine 0-475 m s.l.m.
Superficie 60 km²
Abitanti 271 000 (2011)
Densità 4 516,67 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 33000
Fuso orario UTC+2
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Israele
Haifa
Sito istituzionale

Haifa in ebraico: חיפה‎[?] (arabo حَيْفَا Ḥayfā[?·info]; in italiano: Caifa) è una città di 268.200[1] abitanti di Israele, capoluogo del distretto omonimo e posta sulla baia omonima. È un importante porto e centro industriale.

In Israele, c'è un detto che dice:

(HE)
« .בירושלים מתפללים, בתל אביב נהנים, ובחיפה עובדים »
(IT)
« A Gerusalemme si prega, a Tel Aviv ci si diverte e ad Haifa si lavora[senza fonte] »

Primo porto israeliano in ordine di tempo, fu creato negli anni del Mandato britannico. Oggi è il secondo scalo marittimo per attività dopo Ashdod.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Costruita ai piedi del monte Carmelo, in una baia naturale, fu fondata nell'antichità. Ai piedi del Carmelo, in una zona ormai inglobata nella città, vi è una grotta nella quale, secondo tradizione, dimorò il profeta Elia.

La città di Haifa è citata nel Talmud come una piccola città contadina. Nel VII secolo vi sono insediati i Bizantini fino alla conquista dei Persiani e poi degli Arabi. Intorno al 1100 Haifa, allora luogo di importanza minore (la città principale era San Giovanni d'Acri, o Acco), passò per breve periodo sotto il controllo dei crociati divenendo la sede della Signoria di Haifa. Nel 1265 la città venne conquistata dai Mamelucchi musulmani; malgrado la città avesse le caratteristiche di porto naturale, la totale incuria delle amministrazioni arabe prima e ottomane dopo lasciò la città desolata fino al XVIII secolo.

Nel 1761 Ẓāhir al-ʿUmar al-Zaydānī, governatore dell'area della Galilea, distrusse e ricostruì la città in una nuova posizione, circondata da murature sottili. Questo evento è ricordato come l'inizio dell'era moderna della città. Dal 1775 la città venne amministrata dagli Ottomani fino al 1918, tranne due brevi periodi; la campagna di Napoleone Bonaparte del 1799 e, fra il 1831 e il 1840, l'amministrazione egiziana di Ibrahim Pasha, il figlio di Mehmet Ali.

Panorama dal monte Carmelo. Si nota la cupola dorata del sacrario Bahai

All'inizio del XX secolo, gli abitanti di Haifa erano circa 100.000, formati per l'82% da arabi musulmani, per il 14% da arabi cristiani e per il 4% da ebrei.

Dopo la conquista della Palestina da parte delle truppe britanniche del generale Allenby, e la costituzione del Mandato britannico da parte della Società delle Nazioni, Haifa fu scelta come sito del nuovo porto; in precedenza l'unico porto praticabile era Giaffa, che però non aveva fondale sufficiente allo sbarco di natanti più grandi delle chiatte.

Lo sviluppo della città aumentò in modo rapido, e si rinforzò la presenza ebraica, che nel 1947, alla data della risoluzione ONU di spartizione (che assegnava Haifa alla componente ebraica), era paragonabile per quantità a quella araba. A seguito della risoluzione ONU, anche a Haifa si creò una condizione di guerra civile, con attentati terroristici da ambo le parti in lotta.

Veduta di Haifa, si notino sullo sfondo le torri di raffreddamento della raffineria BZN

Nel 1947, presumibilmente in risposta a numerosi attentati arabi contro la popolazione civile, il gruppo di militanti ebraici dell'Irgun lanciò due bombe in mezzo alla folla di palestinesi che stavano aspettando i lavori della costruzione di una raffineria a Haifa, causando la morte di 6 persone ed il ferimento di altri 42. Come reazione a tale episodio 2.000 impiegati arabi insorsero e uccisero 39 impiegati ebrei. Tale episodio è conosciuto come il "Massacro della raffineria di petrolio di Haifa".

Il 23 aprile 1948 una forza di 5.000 soldati israeliani, condotti dalla Brigata Karmeli, forzò all'evacuazione circa 80.000 palestinesi[2].

Popolazione e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Veduta del porto di Haifa dalla cima del monte Carmelo
Entrata del monastero carmelitano
  • Attualmente Haifa ha popolazione multietnica e multireligiosa, in prevalenza ebraica, ma con presenza musulmana, cristiana e drusa. Secondo il censimento del 2003, la popolazione era al 91.1 % ebraica, al 4.8 % arabo-cristiana, al 3.8 % arabo-musulmana, e all'1 % drusa.

È la sede mondiale amministrativa e spirituale della religione Bahai.

  • Negli anni si è espansa sulle pendici del monte e si sono costituite così la città bassa (תחתית, tahtit), costruita a livello del mare, la città media (הדר, hadar o הדר הכרמל, hadar haCarmel), di mezza costa, e la città alta (כרמל, Carmel).
  • Haifa contiene parecchi ed importanti sacrari religiosi, come la caverna di Elia, il Mausoleo del Báb, tomba di due figure importanti nella fede dei Baha'i: il Bab (Mirza Ali Muhammad), sepolto sul Monte Carmelo e Abbas Efendi, il figlio e successore del fondatore della fede, Bahá'u'lláh oltre ai giardini bahai che circondano il Mausoleo del Báb.
La cupola del santuario della fede Bahai

Arte e cultura[modifica | modifica sorgente]

Nonostante nell'immaginario sia una città industriale, Haifa è il centro culturale del nord di Israele. Negli anni cinquanta, si fece uno sforzo particolare per incoraggiare gli autori e poeti di trasferirsi in città, si fondò il Teatro Haifa, il primo teatro comunale fondato nel paese. Il teatro principale arabo è Al-Midan Theater. Altri teatri sono il Centro Krieger per le arti dello spettacolo e il Rappaport Art and Culture Center. Il Centro Congressi ospita mostre, concerti ed eventi. La New Haifa Symphony Orchestra, fondata nel 1950, ha oltre 5.000 abbonati. Nel 2004, 49.000 persone hanno partecipato ai suoi concerti. La cineteca di Haifa, fondata nel 1975, ospita l'annuale Film Festival. Haifa dispone di 29 sale cinematografiche. La città pubblica un giornale locale, Yediot Haifa, ed ha una propria stazione radio, Radio Haifa. Durante gli anni novanta, Haifa ha ospitato il Rock & Blues Festival che ha caratterizzato molti musicisti come Bob Dylan, Nick Cave, PJ Harvey e Blur.

L'hinterland[modifica | modifica sorgente]

Le attività industriali della zona di Haifa si svolgono soprattutto nella cosiddetta zona delle Krayot, in ebraico קריות, villaggi, di cui fanno parte le cittadine di Kiryat Bialik, Kiryat Ata, Kiryat Motzkin, Kiryat Tivon, e che è compresa tra Haifa ed Acco/Acri, ed occupa quindi il golfo di Haifa. Per tale ragione la zona è anche detta Mifratz Heifa, מפרץ חיפה ossia Golfo di Haifa.

Tamar-1[modifica | modifica sorgente]

La compagnia Noble Energy ha scoperto nel gennaio 2009 più di tre miliardi di piedi cubici (1 piede= 0.3048 m) di gas naturale al largo delle coste settentrionali di Israele. Il sito è chiamato Tamar-1 e si trova 56 miglia a ovest del porto di Haifa. Il Ministero libanese dell'energia e delle risorse idriche ha espresso interesse per il deposito di gas naturale. Il Ministero sostiene che il deposito potrebbe essere situato nelle acque territoriali libanesi. Il ministero dell'energie libanese intende fare pressione affinché il sito venga registrato sotto l'autorità delle Nazioni Unite, in quanto vi è la possibilità che Tamar-1 si trovi effettivamente in acque territoriali libanesi[3].

Haifaiti illustri[modifica | modifica sorgente]

Musicisti[modifica | modifica sorgente]

Politici[modifica | modifica sorgente]

Sportivi[modifica | modifica sorgente]

Architetti[modifica | modifica sorgente]

Personaggi del mondo dello spettacolo[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Le squadre principali della città sono il Moadon Kaduregel Hapoel Haifa e il Maccabi Haifa.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www1.cbs.gov.il/shnaton62/st02_16.pdf
  2. ^ Benny Morris, 1948 and after; Israel and the Palestinians, Oxford, Clarendon Press, 1994.
  3. ^ Libano potrebbe reclamare il deposito di gas trovato al largo della costa di Israele, Doron Peskin, Infoprod 21.01.09

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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