Cesarea Marittima

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Cesarea Marittima
Caesarea Keisarya Israel Theater Datafox.jpg
Teatro romano di Cesarea Marittima
CiviltàCiviltà romana
UtilizzoCittà e porto
EpocaI secolo a.C.
Localizzazione
StatoIsraele Israele
DistrettoHaifa
Mappa di localizzazione

Coordinate: 32°30′00″N 34°53′59″E / 32.5°N 34.899722°E32.5; 34.899722

Foto aerea delle attuali rovine della città di Cesarea. Sullo sfondo, la moderna città di Caesarea in Israele

Cesarea Marittima (in greco antico: Καισάρεια, Kaisáreia, in latino Caesarea ad mare) fu una città portuale fondata da Erode il Grande tra il 25 e il 13 a.C. sulla costa mediterranea nel regno di Giudea sotto protettorato romano. Fu chiamata Cesarea in onore di Cesare Ottaviano Augusto.[1][2] La città è conosciuta con molti nomi, tra cui, oltre a Cesarea Marittima, anche Cesarea di Palestina, Colonia Prima Flavia Augusta Caesariensis, Cesarea di Erode, Horvat Qesari, Kaisariyeh, Kessaria, Metropoli della provincia di Siria e Palestina, Migdal Shorshon, Qaisariya, Qaisariyeh, Qaysariyah, Qesari, Qisri, Qisrin. Essa porta lo stesso nome di molte altre città dell'era romana, tra cui Cesarea di Filippo sulle alture del Golan e Cesarea Mazaca in Cappadocia. La città era un emporio commerciale già all'epoca dei Fenici (IV secolo a.C.).

Nel 6 d.C. divenne la capitale politica e militare della provincia romana di Giudea (rinominata Syria Palaestina nel 135 d.C.) e vi risiedeva il procuratore e governatore romano.[1]

La città possedeva un porto molto grande con un molo che proteggeva gli attracchi da sud e da ovest. Sul porto si ergeva il tempio di Augusto e Roma, in posizione sopraelevata. Un doppio acquedotto portava l'acqua in città dalle sorgenti del monte Carmelo. I ruderi di un imponente anfiteatro sono ancora visibili oggi come resti del citato acquedotto. La città era fiorente e abitata da popolazioni di varia etnia, ebrei, greci, romani, samaritani. Fu molto ben descritta da Flavio Giuseppe nei suoi libri Guerra giudaica e Antichità giudaiche.

Secondo la tradizione cristiana degli Atti degli Apostoli, Pietro apostolo vi battezzò il centurione Cornelio, mentre Paolo di Tarso vi soggiornò sovente e vi fu imprigionato per due anni prima di essere trasferito a Roma.

Dopo la rivolta di Simon Bar Kokheba, Gerusalemme fu completamente distrutta e Cesarea divenne il centro della cristianità in Israele.

Nel III secolo Origene vi soggiornò a lungo fondandovi la scuola di teologia e annessa biblioteca, il cui testo più importante è la Storia Ecclesiastica, in 10 volumi. Vi scrisse la sua opera più famosa la Exapla. Eusebio vi fu arcivescovo tra il 315 e 318. Con il sostegno finanziario di Panfilo di Cesarea presbitero in Cesarea, la biblioteca divenne una delle più rinomate dei suoi tempi, conteneva più di 30.000 manoscritti. Gregorio Nazianzeno, Basilio Magno e Sofronio Eusebio Girolamo vennero a Cesarea per approfondire i propri studi. A Cesarea nacque Procopio, lo storico dell'imperatore Giustiniano. L'importanza del teatro è testimoniata da numerose citazioni di Flavio Giuseppe e degli Atti degli Apostoli; anche una fonte tarda(Descriptio Orbis Terrae IV sec. d.C.) cita Cesarea per i suoi attori.

Quando la provincia bizantina di Syria Palaestina venne divisa in tre parti alla fine del quarto secolo, Cesarea continuò ad essere capitale della Palaestina Prima.[1] La città cominciò a decadere dopo essere stata conquistata dagli arabi,[1] che spostarono la capitale del distretto di Palestina (Filastin) da Cesarea a Lydda.

Nel teatro cittadino venne rinvenuta negli anni '60 del Novecento la famosa iscrizione di Pilato, che era stata reimpiegata come scalino.

Nei pressi delle antiche rovine di Cesarea Marittima è stata fondata la moderna città di Caesarea in Israele.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d CESAREA di Palestina, in Treccani.
  2. ^ Caesarea, in Encyclopaedia Britannica.

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