Spedizione di Ferdinando Magellano

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La Spedizione di Magellano

La spedizione di Magellano ed Elcano fu la prima circumnavigazione del globo terrestre intrapresa tra il 10 agosto 1519 e il 6 settembre 1522 da una flotta di cinque navi capitanate dall'esploratore portoghese Ferdinando Magellano al servizio della Corona spagnola. Dopo la morte di Magellano nelle Filippine, nell'aprile 1521 il comando della spedizione venne preso dall'esploratore spagnolo Juan Sebastián Elcano.

Il viaggio si concluse con gravi perdite: ritornarono solo due navi, la prima (Victoria) nel 1522 e la seconda (Trinidad), che seguì una rotta diversa senza riuscire a circumnavigare il globo, solo nel 1525. Dei 234 tra soldati e marinai che formavano l'equipaggio iniziale soltanto 36 si salvarono: 18 sulla Victoria e 5 sulla Trinidad; 13 finirono nelle carceri portoghesi nelle Isole di Capo Verde. La storia del viaggio è nota grazie agli appunti dell'uomo di fiducia (criado) di Magellano, il vicentino Antonio Pigafetta.

Preparazione del viaggio[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni dieci del XVI secolo, Magellano entrò in possesso di una carta geografica che ipotizzava un passaggio verso l'Oceano Pacifico al Río de la Plata. Si convinse di poter in questo modo trovare una via per l'Asia più breve di quella intorno all'Africa.

Una scoperta del genere sarebbe tornata utile alla Spagna, che era stata esclusa dalla corsa per le pregiate spezie del lontano oriente dopo il Trattato di Tordesillas. Il trattato aveva assegnato il controllo sull'emisfero orientale al Portogallo, che in questo modo rivendicava anche il possesso delle Molucche, le leggendarie Isole delle Spezie. L'occidente sapeva che lì si trovava la fonte delle più pregiate spezie, come la noce moscata o i chiodi di garofano. Tuttavia, solo il limite atlantico tra i due emisferi controllati da Spagna e Portogallo cominciava all'epoca a concretizzarsi dopo le sempre nuove scoperte nel Nuovo Mondo. Non essendo noto il perimetro del globo terrestre, nessuno sapeva dire se le Molucche rientravano ancora nei territori spettanti ai portoghesi. Se possibile, si sarebbe quindi dovuto stabilire se le Molucche si trovassero effettivamente a ovest dell'antimeridiano della linea di demarcazione che, secondo i trattati, divideva le zone di influenza e possesso coloniale. La nuova via navale avrebbe anche permesso di evitare l'aggiramento dell'Africa, i cui porti occidentali e meridionali erano tutti in mano al Portogallo. Naturalmente, non meno importante sarebbe stata l'eventuale scoperta di nuove terre da annettere al già immenso impero del re di Spagna.

Magellano, il quale era stato licenziato con disonore dalla corona portoghese, si disse convinto del fatto che le Molucche si trovassero nell'area spettante alla Spagna e, con il sostegno dell'astronomo Ruy Faleiro, anch'egli portoghese caduto in disgrazia in patria, si recò in Spagna per offrire i suoi servizi a re Carlo I (noto anche come imperatore Carlo V del Sacro Romano Impero). Cambiò anche il suo nome da Fernão de Magalhães in Fernando de Magallanes.

In Spagna, Magellano riuscì a guadagnarsi la fiducia di uomini d'affari influenti che promossero i suoi piani. Il 22 marzo 1518, a Valladolid, siglò un contratto con Carlo I, che gli mise a disposizione cinque navi per trovare le Isole delle Spezie: a Magellano e a Ruy Faleiro sarebbe spettata la quinta parte dei proventi della spedizione, mentre i loro eredi sarebbero stati nominati governatori nelle terre scoperte. Inoltre il re garantì di non avallare un altro viaggio con lo stesso scopo per dieci anni a venire.

L'inizio del viaggio[modifica | modifica wikitesto]

La circumnavigazione del globo

Il 10 agosto 1519 il viaggio ebbe inizio da Siviglia. La flotta di Magellano era composta da cinque navi:

  • Trinidad, 130 tonnellate, 55 uomini, capitano: Ferdinando Magellano
  • San Antonio, 130 tonnellate, 60 uomini, capitano: Juan de Cartagena
  • Concepción, 90 tonnellate, 45 uomini, capitano: Gaspar de Quesada
  • Victoria, 90 tonnellate, 42 uomini, capitano: Luis de Mendoza
  • Santiago, 60 tonnellate, 32 uomini capitano: Giovanni Serrano

Tra i 234 uomini della spedizione figurarono 170 spagnoli, 40 portoghesi, 20 italiani e quattro interpreti africani ed asiatici. Le provviste erano formate da 7240 kg di pane biscottato, 194 kg di carne essiccata, 163 kg di olio, 381 kg di formaggio, 200 barili di sarde salate e 2856 pesci essiccati.

I registri della spedizione sono conservati presso l'Archivo General de las Indias a Siviglia.

Da Siviglia le navi seguirono il corso del Guadalquivir fino a Sanlúcar de Barrameda, dove furono costretti a fermarsi per cinque settimane, per le riluttanze delle locali autorità spagnole a far partire la spedizione sotto il comando di un ammiraglio portoghese. Solo il 20 settembre 1519 Magellano poté affrontare l'oceano. Ben presto si trovò inseguito da un gruppo di navi mandate da re Manuele I del Portogallo, deciso a sventare il tentativo spagnolo di trovare una via alternativa in Oriente.

Atlantico e Sud America[modifica | modifica wikitesto]

Magellano riuscì a raggiungere le Isole Canarie, appartenenti alla Spagna, senza farsi prendere dagli inseguitori. Dopo aver preso a bordo nuove provviste, prese la rotta del Brasile. Il 20 novembre la sua flotta attraversò l'equatore. Sull'Atlantico si trovò sfidato da un ammutinamento dei suoi ufficiali spagnoli, al quale pose fine mettendo in catena il primo ufficiale della San Antonio, capo degli ammutinati. Il 6 dicembre venne raggiunta la costa del Sud America, dove la flotta mise l'ancora nella baia di Rio de Janeiro. Gli indigeni credevano i bianchi degli dei, poiché avevano portato la prima pioggia da lungo tempo. Il trattamento riservato ai marinai fu di conseguenza oltre ogni aspettativa, un fatto che avrebbe ritardato la continuazione del viaggio. Ormai si stava avvicinando l'inverno australe e quando Magellano dopo settimane di ricerche dovette ammettere che il Rio de la Plata non nascondeva nessun passaggio verso il Pacifico, decise di svernare in una baia in Patagonia.

A San Julián le provviste cominciarono a scarseggiare e si rese necessario un taglio delle razioni. Scoppiò un nuovo ammutinamento su tre delle cinque navi. La rivolta fu debellata e i capitani Luis de Mendoza della Victoria e Gaspare de Quesada della Concepción furono giustiziati; il capitano Juan de Cartagena della San Antonio e un clerico che aveva capeggiato l'ammutinamento vennero abbandonati sulla costa.

A maggio la Santiago venne spedita in avanscoperta, ma naufragò dopo poco tempo. Quasi tutto l'equipaggio riuscì a trarsi in salvo e a tornare via terra a Puerto San Julián. L'ammiraglio si rassegnò ad aspettare la fine dell'inverno nella baia di San Julián, che le quattro navi superstiti lasciarono ad ottobre.

Tutte le baie e le bocche dei fiumi vennero esaminati, fino a raggiungere Cabo Vírgenes (Capo delle Vergini) il 21 ottobre. La Concepcion e la San Antonio furono mandate avanti e tornarono infine con l'agognata notizia di aver trovato il passaggio ad ovest.

Prima di partire Magellano concedette agli altri capitani la scelta di seguirlo ancora o di far rotta per la Spagna. Inizialmente tutti declinarono l'offerta di tornare indietro, ma alcuni giorni dopo la San Antonio sotto il comando di Esteban Gómez lasciò la spedizione ed invertì la rotta dopo un nuovo ammutinamento a bordo.

Tre navi attraversarono il passaggio che oggi è noto come Stretto di Magellano e raggiunsero l'Oceano Pacifico il 28 novembre 1520.

Il Pacifico e la morte di Magellano[modifica | modifica wikitesto]

Magellano a questo punto credette di poter arrivare alle Isole delle Spezie in non più di un mese. Ma passarono tre mesi e venti giorni in alto mare durante i quali si avvistarono solo due isolotti disabitati. La maggior parte degli uomini si ammalò di scorbuto: non erano rimasti altri viveri che pane biscottato pregno di salsedine, vermi ed escrementi di topi. Diciannove uomini morirono durante la traversata.

Il 6 marzo 1521 la flottiglia raggiunse le Isole Marianne. Magellano le battezzò Islas de los Ladrones, quando su una isola (forse Guam) gli indigeni cercarono di impossessarsi di una delle scialuppe e di alcuni suppellettili delle navi. L'ammiraglio ne fece giustiziare alcuni e bruciò le loro case.

Dopo essersi rifornite di nuove provviste, le navi di Magellano continuarono il viaggio fino alle Filippine, dove il 16 marzo raggiunsero Homonhon. In quel momento 150 dei 234 marinai erano ancora in vita. La lingua degli abitanti era nota all'interprete di Magellano, Enrique di Molucca. Così si arrivò ad uno scambio di doni con il re di Limasawa, Rajah Kolambu. Questi accompagnò gli Spagnoli fino all'isola di Cebu, dove riuscirono nell'intento di convertire il re, Raja Humabon e molti dei suoi sudditi al Cristianesimo. Quando Cebu si sottomise alla corona spagnola, scoppiò una rivolta sulla vicina isola di Mactan. Magellano decise di usare la forza per conquistare Mactan alla Spagna e al Cristianesimo. Quando sbarcò la mattina del 27 aprile 1521 a Mactan, venne ucciso dagli uomini del capo dell'isola Lapu-Lapu nella battaglia di Mactan.

Dopo la morte di Magellano[modifica | modifica wikitesto]

Poco dopo il Raja Humabon, re di Cebu rinnegò il Cristianesimo e ordinò un attacco agli Spagnoli. Quasi trenta fra questi persero la vita. Gli Spagnoli, ormai in numero troppo esiguo per governare tre navi, decisero di affondare la Concepción ed elessero Juan Sebastián Elcano capitano della Victoria. Con le due navi rimaste fuggirono verso il Borneo, rimanendo per 35 giorni nel Brunei.

Il 6 novembre la spedizione raggiunse finalmente le Molucche. Sull'isola di Tidore il sultano locale si disse disposto a vendere loro finalmente le agognate spezie.

A questo punto le sorti delle due navi superstiti si divisero definitivamente. La Victoria, al comando di Elcano, proseguì verso ovest. La Trinidad, invece, rimase bloccata per un'avaria. Imbarcava acqua e rimase ferma a Tidore con quasi metà degli uomini. Questi scelsero, in seguito, la strada del ritorno attraverso il Pacifico, ma furono intercettati da una flottiglia portoghese. La nave fu catturata e il prezioso carico finì nelle mani dei Portoghesi. Il marinaio italiano Leon Pancaldo, fu condotto prigioniero a Malacca e poi in India a Cochin, ed infine in prigione a Lisbona. Con solo cinque uomini ancora in vita e dopo un'odissea durata più di quattro anni, la Trinidad sarebbe tornata in Spagna nel 1525, i quattro superstiti furono liberati, Leon Pancaldo rientrò a Savona sua città di origine solo nel 1527.

Il viaggio della Victoria, al comando di Juan Sebastián Elcano, invece, si concluse il 6 settembre 1522 quando rientrò al porto di partenza dopo aver completato la prima circumnavigazione del globo in due anni, 11 mesi e 17 giorni. A bordo della piccola nave (solo 85 tonnellate di stazza), che ormai imbarcava acqua e aveva una velatura di fortuna, vi erano soltanto 18 uomini malmessi, ammalati e denutriti. Tra essi due italiani, Antonio Lombardo, detto il Pigafetta, colui che scriverà la storia della spedizione, e Martino de Judicibus.

L'incredibile vicenda di Ginés de Mafra[modifica | modifica wikitesto]

Ginés De Mafra era uno dei marinai imbarcati sulla Trinidad durante la spedizione di Magellano. Riuscì a tornare in Spagna nel 1527, dopo aver trascorso diversi anni nelle prigioni portoghesi. Una volta liberato tornò a navigare e, aggregato a varie spedizioni, visitò l'America centrale e meridionale. Nel 1543 partecipò all'impresa di Ruy Lopez de Villalobos, tesa a raggiungere le Isole delle spezie dalle coste del Messico con sei navi. De Mafra si trovava al comando del galeone San Cristobal, quando una tremenda tempesta scompaginò la piccola flotta di Villalobos. De Mafra, perso il contatto con le altre cinque navi, si ritrovò fuori rotta nel bel mezzo dell'oceano Pacifico e dopo settimane di navigazione si ritrovò, incredibilmente, ad approdare a Limasawa, dove era già stato ventidue anni prima al seguito di Magellano. De Mafra e i suoi uomini furono i primi europei a tornare in quei luoghi dopo la morte di Magellano a Mactan.

L'isola misteriosa[modifica | modifica wikitesto]

De Mafra nelle proprie memorie parla di un'isola di circa settecento ettari e di 9 - 12 miglia nautiche di circonferenza, situata a 9° nord, non distante da Limasawa. In seguito, tale isola non verrà mai identificata. Per anni si è pensato che si fosse trattato di una grossolana svista geografica del navigatore spagnolo. Tuttavia, oggi alcuni studiosi hanno ipotizzato che una parte della penisola a nord di Butuan, nell'estremo settentrione dell'isola di Mindanao, Filippine, fosse un tempo un'isola. Nella zona sono ancora in corso ricerche e scavi da parte di geologi e archeologi.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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