Appropriazione culturale

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Oggetto fenicio che riprende motivi egizi a scopo decorativo. I geroglifici del cartiglio non hanno alcun significato. (VIII o IX secolo a.C., British Museum).

L'appropriazione culturale è un concetto accademico originario degli Stati Uniti secondo il quale l'adozione o l'utilizzazione di elementi di una cultura da parte dei membri di una cultura "dominante"[1][2] sarebbe irrispettosa e costituirebbe una forma di oppressione e di spoliazione. La cultura "minoritaria" si troverebbe così spogliata della sua identità, o ridotta a una semplice caricatura razzista[3][4][5][6][7].

Dalla fine degli anni 2000, questo concetto suscita controversie e dibattiti sempre più frequenti tra i suoi fautori e i suoi oppositori; questi ultimi vi vedono una manifestazione del politicamente corretto che ostacola la libertà di espressione e di creazione, sottolineano i casi di censura e perorano un meticciato delle culture piuttosto che un multiculturalismo[8][9][10]. L'8 settembre 2016, la romanziera Lionel Shriver prende così pubblicamente posizione contro il concetto di appropriazione culturale durante un discorso che provoca la polemica tra i fautori del concetto[11][12].

È interessante notare che, negli ultimi anni, il dibattito su questi temi è uscito dai confini ristretti del mondo accademico per approdare sui mezzi di comunicazione di massa e quindi tra il grande pubblico, assumendo sempre maggiore rilevanza soprattutto nell'ambito delle industrie creative[13]. Come già detto, il confronto tra fautori e oppositori del concetto di appropriazione culturale è quanto mai acceso, anche se è evidente la difficoltà di stabilire criteri o soluzioni di carattere generale. Anche alcune iniziative recentemente assunte dalle Nazioni Unite nell'ambito dell'Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale non sembrano finora aver sortito risultati: al di là delle disquisizioni teoriche, infatti, nella varietà dei casi che possono presentarsi concretamente, risulta sempre estremamente difficile decidere "dove tratteggiare la complessa linea di demarcazione tra influenza, ispirazione e plagio vero e proprio"[14].

Visione generale[modifica | modifica wikitesto]

Fotografia di una modella che indossa attributi di vestiario nativi americani.

L'appropriazione culturale integra nella sua definizione l'appropriazione di elementi materiali e immateriali quali simboli, oggetti, idee e/o aspetti diversi di una o molteplici culture da parte di un terzo. L'antropologia studia i diversi processi di prestito culturale, ossia "l'appropriazione" e lo scambio culturale, come una tappa a pieno titolo dell'evoluzione culturale e del contatto tra le diverse culture.

Nella sua applicazione, il concetto di appropriazione culturale è soggetto a controversie. I fautori del concetto di appropriazione culturale ritengono che in un certo numero di circostanze, il prestito è insensibile, malintenzionato o ignorante quando la cultura che subisce il prestito è quella di una minoranza culturale, sottomessa o no a una cultura dominante su un piano economico, sociale, politico o militare. L'appropriazione culturale può anche fare eco ad altri tipi di lamentale quali la reminiscenza di conflitti storici a carattere razzista. Questa diffidenza nei confronti del prestito culturale si illustra generalmente nel contesto nord-americano e più ampiamente nel mondo occidentale anglofono[15]. Si potranno prendere ad esempio i diversi casi detti di appropriazione della cultura afro-americana e della cultura dei Nativi americani da parte della cultura dominante ereditata dalla colonizzazione europea. La distinzione diventa più chiara tra lo scambio culturale che si costruisce su un "terreno comune" e l'appropriazione che implica il prestito fuori luogo, non autorizzato o indesirabile di elementi della cultura di una minoranza detta oppressa; si parla anche di "saccheggio culturale"[16].

Uno degli esempi più comuni di appropriazione culturale è il prestito dell'iconografia, dell'arte o dei simboli di una cultura senza reale profondità. Di conseguenza, il prestito diventa offensivo per la cultura in questione. È possibile osservare molteplici esempi nell'ambiente sportivo nord-americano: i loghi, le mascottes e i nomi di certe squadre sono tratti direttamente dalla cultura nativa americana. Su scala individuale, l'esplosione dell'industria del tatuaggio ha comportato molteplici tendenze nell'utilizzazione di elementi culturalmente carichi di significato: i simboli tribali polimesiani, l'arte celtica, i simboli cinesi o ancora l'iconografia cristiana. L'iconografia in questione è talvolta svuotata del suo significato culturale e appropriata per ragioni puramente cosmetiche.

Certi casi di scambi culturali possono comportare una comprensione distorta dell'apporto di una cultura da parte di elementi falsamente attribuiti o rivendicati. Per esempio, alcuni specialisti dell'Impero Ottomano e dell'Antico Egitto rifiutano certe tradizioni architettoniche a lungo considerate come persiane o arabe mentre erano di origine ottomana ed egiziana[17].

Conservatorismo[modifica | modifica wikitesto]

Un'altra visione dell'appropriazione culturale si disegna intorno a una certa forma di conservatorismo il cui obiettivo iniziale è di opporsi a ogni forma di interazione, di scambio e di condivisione culturali presumibilmente per preservare la cultura in questione. L'associazione studentesca dell'Università di Ottawa ha in questo senso bandito la pratica dello yoga in seno alla sua organizzazione, argomentando che essa costituiva un attentato alla sacralità di questa disciplina[18].

Interculturalità[modifica | modifica wikitesto]

Questo concetto entra direttamente in conflitto con la propensione delle culture a nutrirsi le une dalle altre, facendo di queste ultime materie cedevoli e malleabili nel tempo. Si parla allora di interculturalità[19]. A mo' di esempio, la saga americana di Guerre stellari si è ispirata a elementi de La fortezza nascosta di Akira Kurosawa, essa stessa ispirata a elementi dell'opera di Shakespeare.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, la nozione di appropriazione culturale resta ancora marginale e praticamente sconosciuta al grande pubblico[12].

Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti, queste rivendicazioni legate a un'ipersensibilità identitaria e culturale si sono normalizzate da alcuni anni. Le controversie che coinvolgono artisti, personaggi pubblici e marchi sono quotidiane e largamente intensificate dalle reti sociali. Gli ambienti artistici e creativi si vedono profondamente divisi quando le rivendicazioni privilegiano la censura al dialogo.

Polemiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel luglio 2015, il Museo delle belle arti di Boston annulla un'esposizione dedicata al kimono dopo essere stato accusato di "razzismo" e di "appropriazione culturale" sulle reti sociali e da manifestanti che protestavano nel museo. L'evento era descritto dai protestatari come un

«insulto (...) per le nostre identità, esperienze e storie in qualità di asiatico-americani in America » che « colpisce il modo in cui tutta la società continua a rinchiuderci in stereotipi e a ignorare le nostre voci[20][21]

  • Nel novembre 2015, un'università canadese annulla un corso di yoga dopo alcune lamentele che accusavano il corso di "insensibilità culturale". Certi studenti erano preoccupati per il fatto che lo yoga era originario di una cultura

«che ha vissuto l'oppressione, un genocidio culturale e diaspore causate dal colonialismo e dalla supremazia occidentale[22]

  • Nel marzo 2016, due studenti incorrono in una procedura di esclusione dall'Università di Bowdoin per avere assistito a una festa di compleanno dopo certi partecipanti portavano dei sombreri e per avere utilizzato la parola "fiesta" nei loro biglietti d'invito. Il consiglio studentesco dell'università pubblica una "dichiarazione di solidarietà" per sostenere tutti gli studenti che sono stati urtati e colpiti dall'incidente della festa, e che precisa che la festa era un atto di

«appropriazione culturale che crea un ambiente dove gli studenti di colore, particolarmente i Latinos, e specialmente i messicani, non si sentono in sicurezza[23]

  • Nel settembre 2016, la Disney è accusata di "appropriazione culturale" e di "irrispettosità" per aver commercializzato un travestimento con l'effigie dell'eroe maui del film Oceania, riprendendo tatuaggi polinesiani. Davanti alla polemica, la Disney ritira il costume dalla vendita[24].
  • Nell'ottobre 2016, una rappresentazione dell'opera Aida di Verdi all'Université di Bristol è stata annullata, in seguito a lamentele di studenti che accusavano l'opera di appropriazione culturale, per il motivo che attori bianchi dovevano interpretare personaggi egiziani ed etiopi[25].
  • Nel dicembre 2016, il comico Rob Schneider è stato accusato di "appropriazione culturale" e di "irrispettosità" per aver cucinato una paella in un piatto di vetro[26].
  • Nel gennaio 2017, un imprenditore indipendente che pettinava persone bianche con i dreadlocks è stato il bersaglio su internet di migliaia di attacchi provenienti da internauti che l'accusavano di appropriazione culturale, argomentando che

«i dreadlocks fanno parte della cultura nera e non dovrebbero essere portari da persone non nere[27][28]

  • La cantante Katy Perry incontra vivaci critiche nel 2014 a causa della tenuta da geisha che sfoggia durante un concerto[29], poi nell'aprile 2017 per aver postato un'immagine della dea Kali sul suo account Instagram[30] e anche in ragione della sua nuova pettinatura[31]. La cantante Demi Lovato si vede anche lei accusata di appropriazione culturale per essersi pettinata con i dreadlocks[32].
  • Nel maggio 2017, un redattore della rivista The Writers' Union of Canada è costretto a dimettersi dopo aver firmato una rubrica nella quale dichiara di "non credere all'appropriazione culturale", incoraggia gli scrittori a scrivere su argomenti che non sono loro familiari e a creare personaggi che non assomigliano a loro. Questa rubrica ha scatenato una polemica, spingendo la rivista a presentare le sue scuse[33][34].
  • Lo stesso mese, Chanel suscita un dibattito intorno al suo boomerang di lusso, accusato di mancare di rispetto alla cultura aborigena[35].
  • Un fast-food specializzato nei burritos, i cui proprietari erano bianchi, è costretto a chiudere dopo essere stato accusato di derubare la cultura messicana[36].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) James O. Young, Cultural Appropriation and the Arts, John Wiley & Sons, 1º febbraio 2010, p. 5, ISBN 9781444332711. URL consultato il 22 luglio 2015.
  2. ^ (FR) Tous coupables d'appropriation culturelle?, su Next.Libération, 22 dicembre 2016.
  3. ^ (EN) What’s Wrong with Cultural Appropriation? These 9 Answers Reveal Its Harm, su Everyday Feminism. URL consultato il 1º aprile 2016.
  4. ^ (FR) Morgane Giuliani, Justin Bieber, Kylie Jenner, Iggy Azalea... Ces stars accusées d'appropriation culturelle, su RTL.fr, 7 aprile 2016.
  5. ^ (EN) Declaration on the Rights of Indigenous Peoples, su daccess-dds-ny.un.org, 19 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 19 ottobre 2014).
  6. ^ (EN) Rainforest Aboriginal Network (1993) Julayinbul: Aboriginal Intellectual and Cultural Property Definitions, Ownership and Strategies for Protection. Rainforest Aboriginal Network. Cairns. Page 65
  7. ^ (EN) Jessica Metcalfe, Native Americans know that cultural misappropriation is a land of darkness, in The Guardian, 18 maggio 2012. URL consultato il 24 novembre 2015.
  8. ^ (FR) Les Stones n'ont pas "volé le blues" aux Noirs américains, su France Culture, 9 dicembre 2016.
  9. ^ (FR) Dans les universités américaines, le combat antiraciste vire à la censure, su Slate.fr, 18 dicembre 2015.
  10. ^ (FR) Aida interdite à Bristol, jusqu'où ira le politiquement correct ?, su forumopera.com, 6 ottobre 2016.
  11. ^ (EN) As Lionel Shriver made light of identity, I had no choice but to walk out on her, su Theguardian.com, 10 settembre 2016. URL consultato il 5 maggio 2017.
  12. ^ a b Giulia Blasi, Derubare l'altro. L'appropriazione culturale è un fenomeno diffuso e stigmatizzato nel mondo anglosassone. Perché in Italia lo è meno?, su Il Tascabile, 7 novembre 2016. URL consultato il 28 ottobre 2017.
  13. ^ Fabio Sindici, "Appropriazione culturale", l'ultimo tabù, in La Stampa, 1º febnbraiio 2017. URL consultato il 28 ottobre 2017.
  14. ^ Stefano Basilico, Adesso l'Onu si preoccupa pure dell'appropriazione culturale indebita, in Il Foglio, 8 luglio 2017. URL consultato il 28 ottobre 2017.
  15. ^ (FR) Tous coupables d’appropriation culturelle?, in Libération.fr, 22 dicembre 2016. URL consultato il 27 dicembre 2016.
  16. ^ (FR) Appropriation culturelle: quand emprunter devient exploiter, in Le Point Afrique, 13 luglio 2016. URL consultato il 5 maggio 2017.
  17. ^ Robert Ousterhout, Ethnic Identity and Cultural Appropriation in Early Ottoman Architecture, Muqarnas Volume XII: An Annual on Islamic Art and Architecture, Leiden, E.J. Brill, 1995. URL consultato il 3 gennaio 2010 (archiviato dall'originale il 13 giugno 2006).
  18. ^ (EN) Michael Koziol, University of Ottawa bans yoga classes over 'cultural genocide' concerns, in The Sydney Morning Herald, 24 novembre 2015. URL consultato il 27 dicembre 2016.
  19. ^ (FR) Quelques définitions des notions de culture et d’interculturalité
  20. ^ (EN) Boston art museum cancels kimono event after claims of racism, su latimes.com, luglio 2015.
  21. ^ (EN) Boston kimono exhibit in race row, su bbc.com, 8 luglio 2015.
  22. ^ (EN) University yoga class canceled because of ‘oppression, cultural genocide’, su washingtonpost.com, 23 novembre 2015.
  23. ^ (EN) Political correctness devours yet another college, fighting over mini-sombreros, su washingtonpost.com, 3 marzo 2016.
  24. ^ (EN) 'Brown skin is not a costume': Disney accused of cultural appropriation after ‘Moana’ outfit based on a Polynesian demigod goes on sale, su dailymail.co.uk, 20 settembre 2016.
  25. ^ (EN) Race-row zealots force Verdi's opera Aida to be CANCELLED because having white Bristol University students play its Ethiopian characters is 'cultural appropriation', su dailymail, ottobre 2016.
  26. ^ (EN) Comedian Rob Schneider Under Fire for Making Paella in a ‘Disrespectful’ Glass Pan, su heatstreet.com, 30 dicembre 2016.
  27. ^ (EN) Thousands Attack White Man for Owning Successful Dreadlocks Business, su heatstreet, 11 gennaio 2017. URL consultato il 5 maggio 2017.
  28. ^ (EN) White Hastings businessman with dreadlocks attacked online, su hastingsoberserver.co.uk, gennaio 2017. URL consultato il 5 maggio 2017.
  29. ^ (EN) Nolan Feeney, Katy Perry's 'Geisha-Style' Performance Needs to Be Called Out, in The Atlantic, 25 novembre 2013. URL consultato il 18 maggio 2017.
  30. ^ (EN) Neha Prakash, Fans Are NOT Happy With Katy Perry's Latest Instagram, in Teen Vogue, 20 aprile 2017. URL consultato il 18 maggio 2017.
  31. ^ (FR) Pourquoi la chanteuse Katy Perry est une nouvelle fois accusée d'appropriation culturelle, in 20minutes.fr, 24 aprile 2017. URL consultato il 18 maggio 2017.
  32. ^ (EN) Demi Lovato blasted for wearing locs, in Cosmopolitan, 17 maggio 2017. URL consultato il 18 maggio 2017.
  33. ^ (EN) ‘Write What You Don’t Know’: Write Magazine Editor Resigns after Cultural Appropriation Article, su indiancountrymedianetwork.com, 10 maggio 2017.
  34. ^ (EN) Editor quits amid outrage after call for ‘Appropriation Prize’ in writers’ magazine, su TheStar.com, 10 maggio 2017.
  35. ^ (FR) BUSINESS BFM, Chanel subit un retour de boomerang sur les réseaux sociaux, su BFM BUSINESS. URL consultato il 18 maggio 2017.
  36. ^ (EN) Burrito shop shuts after being accused of stealing Mexican culture, in Mail Online, 24 maggio 2017. URL consultato il 24 maggio 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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