Royal Bank of Scotland

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The Royal Bank of Scotland Group PLC
Logo
Stato Regno Unito Regno Unito
   Scozia Scozia
Tipo public company
Fondazione 1727
Sede principale Edimburgo
Persone chiave
Settore Finanza
Prodotti servizi finanziari
Dipendenti 120.000
Slogan «Make it happen
Fallo accadere»
Sito web www.rbs.com

The Royal Bank of Scotland Group PLC (Reale Banca di Scozia Gruppo SpA) è una delle tre banche di clearing e una delle più antiche del Regno Unito, fondata ad Edimburgo nel 1727 per mandato reale e da non confondere con la Bank of Scotland.

Oggi è la maggiore banca in Scozia, la seconda del Regno Unito e d'Europa e la quinta al mondo, con una capitalizzazione di 120 miliardi di dollari[1] pari a 113 miliardi di euro (cambio EUR/USD 1.06). Le sue azioni hanno un listing primario al London Stock Exchange.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Le origini della Royal Bank of Scotland vengono fatte risalire alla Society of the Subscribed Equivalent Debt, che era stata costituita dagli investitori della fallita Company of Scotland per tutelare l'indennità che essi avevano ricevuto in base all'accordo transattivo contenuto nell'Acts of Union del 1707. Nel 1724 l' Equivalent Society divenne la Equivalent Company, e questa nuovo soggetto chiese di diventare una banca. Il nuovo governo britannico accolse favorevolmente la richiesta poiché la banca già esistente, la Bank of Scotland era sospetta di simpatie giacobite. Conseguentemente la nuova banca ricevette le lettere patenti nel 1727 con il nome di Royal Bank of Scotland e primo governatore fu nominato Archibald Campbell, III duca di Argyll.

Rivalità con la Bank of Scotland[modifica | modifica wikitesto]

Dundas House

La rivalità fra la vecchia e la nuova banca fu aspra e centrata sull'emissione delle banconote. La politica della Royal Bank fu o di far uscire la rivale dall'attività di emissione, oppure di incorporarla a condizioni vantaggiose.

La Royal Bank si procurava ampie disponibilità di banconote della Bank of Scotland, che comprava in cambio delle propri biglietti di banca, e che immediatamente presentava alla Bank of Scotland per il pagamento. Per pagare queste banconote la Bank of Scotland era costretta a chiedere il pagamento dei prestiti ai propri clienti e, nel marzo 1728, dovette sospendere i pagamenti. La sospensione diede respiro alla Bank of Scotland, ma al costo di un grave danno alla propria reputazione, e diede alla Royal Bank uno spazio per espandere il suo giro d'affari. Tuttavia, l'aumento di emissine di banconote da parte della Royal bank of Scotland rese anche questo istituto vulnerabile allo stesso tipo di attacchi.

Nel settembre 1728 la Bank of Scotland fu in grado di ricominciare a rimborsare le proprie banconote e nel marzo successivo ricominciò a conceere prestiti. Per evitare ulteriori attacchi in futuro, la Bank of Scotland inserì una clausola di "option" sulle proprie banconote, che le dava il diritto di renderle fruttifere di interessi in cambio di una sopsensione del pagamento per sei mesi. La Royal Bank la imitò. Alla fine le due banche compresero che questa strategia era distruttiva per entrambe e fu trovato un accordo, ma bisognò arrivare al 1751 perché le due banche accettassero ognuna le banconote dell'altra.

Espansione in Scozia[modifica | modifica wikitesto]

La Royal Bank of Scotland aprì la sua prima agenzia fuori di Edimburgo nel 1783, a Glasgow. All'inizio dell'Ottocento furono aperte le filiali di Dundee, Rothesay, Dalkeith, Greenock, Port Glasgow e Leith.

Nel 1821 la sede della Banca fu spostata dalla città vecchia di Edimburgo a Dundas House, su St. Andrew Square, nella città nuova. La sala degli sportelli è tuttora una filiale della Banca e Dundas House rimane tuttora la sede legale della Royal Bank of Scotland.

Durante il XIX secolo continuarono le acquisizioni di banche scozzesi, generalmente di quelle in crisi: la Western Bank nel 1857; la Dundee Banking Company nel 1864. Nel 1910 la Royal Bank of Scotland aveva 158 agenzie e circa 900 dipendenti.

Nel 1969 la Banca incorporò la National Commercial Bank of Scotland e divenne la più grande banca scozzese.

Espansione in Inghilterra[modifica | modifica wikitesto]

Un furgone che funge da filiale mobile

L'affermazione di Londra come più importante piazza finanziaria del mondo, spinse le banche scozzesi ad espandersi verso sud, in Inghilterra. La prima agenzia londinese della Royal Bank of Scotland aprì nel 1874. Tuttavia le banche inglesi reagirono per evitare un'ulteriore espansione delle banche scozzesi in Inghilterra. Fu raggiunto un accordo secondo il quale le banche inglesi non avrebbero aperto filiali in Scozia e quelle scozzesi non avrebbero aperto filiali in Inghilterra fuori di Londra. L'accordo durò fino agli anni sessanta, benché fossero state permesse alcune acquisizioni oltrefrontiera.

I progetti di espansione della Royal Bank in Inghilterra furono ripresi dopo la prima Guerra mondiale, quando essa acquisì varie piccole banche inglesi.

Espansione mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1985 la RBS fondò la compagnia assicurativa Direct Line.

Nel 2000 acquisì il controllo della National Westminster Bank dopo una battaglia borsistica contro l'eterna rivale Bank of Scotland.

Nel 2007 la RBS comprò la banca olandese ABN AMRO, in consorizio insieme a Fortis et Santander,.

Crisi del 2008 e nazionalizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Un anno dopo, tuttavia, la Banca si trovava sull'orlo del fallimento. Il 28 novembre 2008 il Governo del Regno Unito,a seguito del dissesto finanziario conseguente alla crisi economica, ha acquistato il 57,90% di RBS, diventando il primo azionista della banca[2].

Dopo un secondo intervento, nel novembre 2009 il Governo britannico ha aumentato la sua partecipazione in RBS all'84%. La Financial Services Authority (FSA) pubblicò un rapporto sul fallimento della Banca, in cui la principale responsabilità veniva attribuita al direttore Fred Goodwin e ai suoi collaboratori, che avevano comprato la ABN AMRO a un prezzo troppo elevato quando la crisi bancaria stava già iniziando. La FSA ha rimproverato anche il proprio lassismo nell'aver autorizzato l'operazione che la RBS aveva difficoltà a finanziare. Ha infine criticato l'allora primo ministro britannico Gordon Brown, per aver adottato una regolamentazione dei mercati troppo debole[3].

Nel 2015 è iniziata la privatizzazione della RBS con il collocamento di un pacchetto del 5,4%[4][5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ tabella-banche
  2. ^ Rbs, il Governo britannico è azionista di maggioranza - Il Sole 24 ORE
  3. ^ « Dirigeants, régulateur et État britannique, tous coupables de la chute de Royal Bank of Scotland », Le Monde, 12 dicembre 2011
  4. ^ Londres lance la privatisation de la banque RBS, Le Monde, 4 agosto 2015
  5. ^ Le gouvernement britannique lance la privatisation de Royal Bank of Scotland, Sharon Wajsbrot, Les Échos, 3 agosto 2015

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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