Gavino Ledda

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Gavino Ledda nel film Padre padrone (1977), tratto dal suo omonimo romanzo autobiografico

Gavino Ledda (Siligo, 30 dicembre 1938) è uno scrittore italiano, studioso della lingua italiana e della lingua sarda. È conosciuto soprattutto per la sua opera autobiografica Padre padrone (1975) e per aver diretto il film Ybris.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gavino Ledda è nato a Siligo, in provincia di Sassari il 30 dicembre 1938 in una famiglia di pastori, da Abramo (1908 - 2007) e Maria Antonia (? - 2013). Il padre ritirò Gavino dalla scuola a soli sei anni, dopo avergli fatto frequentare solo alcune settimane della I elementare, per iniziarlo al lavoro di pastore. L'emancipazione di Gavino dall'analfabetismo non avvenne che in età adulta quando, durante il servizio militare, prese la Licenza elementare da privatista per poi continuare a studiare fino alla laurea in glottologia presso l'Università "La Sapienza" di Roma. Nel 1970 Ledda venne ammesso all'Accademia della Crusca e l'anno successivo fu nominato assistente di filologia romanza all'Università di Cagliari. Successivamente Gavino narrò la propria vicenda autobiografica nel romanzo Padre padrone. Il successo del romanzo, tradotto in quaranta lingue e vincitore del premio Viareggio, sezione opera prima narrativa, indusse nel 1977 i fratelli Taviani a trarne il film Padre padrone. Nel 1984 Ledda diresse il film intitolato Ybris. Beneficia adesso della Legge Bacchelli.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • 1975 Padre padrone. L'educazione di un pastore (romanzo)
  • 1977 Lingua di falce (romanzo)
  • 1978 Le canne, amiche del mare (racconto)
  • 1984 Ybris (film)
  • 1991 Aurum tellus (poesia)
  • 1995 I cimenti dell'agnello (racconti e poesie) (seconda ediz. riveduta 2000)
  • 1998 Padre padrone (nuova edizione riveduta) con l'aggiunta di Recanto
  • 2003 Padre padrone, con una nota filologica di Giancarlo Porcu: Il Maestrale, Nuoro
  • 2007 Istororra: Su Occhidorzu, in AA. VV. (a cura di Giulio Angioni), Cartas de logu. Scrittori sardi allo specchio, Cagliari, CUEC.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Tagliaferri, Una lotta per uscire da un’era nuragica, «Il Giorno», 23 aprile 1975.
  • B. Giuliani, Un pastore tra mito e conoscenza, «Il Messaggero», 21 maggio 1975.
  • Ernesto Ferrero, Il servo pastore all’Università, «La Stampa», 6 giugno 1975.
  • Tullio De Mauro, Due libri all’interno del linguaggio, «L’Ora», 6 giugno 1975.
  • Giovanna Cerina, Padre e padrone. L’educazione di un pastore, in «Archivio sardo del movimento operaio, contadino e autonomistico», 4-5, 1975, 340–4.
  • de Maria Schäfer,Studien zur modernen sardischen Literatur. Die Menschen- und Landschaftsdarstellung bei Grazia Deledda, Salvatore Satta, Giuseppe Dessi und Gavino Ledda. Dissertation, Universität Saarbrücken 1986.
  • Vincenzo Comerci, Gavino Ledda. L'irruzione della prassi nell'arte, Soveria Mannelli (CZ), Rubettino Editore, 1986.
  • Giuseppe Marci, Narrativa sarda del Novecento. Immagini e sentimento dell'identità, Cagliari, CUEC, 1991, pp. 296–307.
  • Dino Manca, Un caso letterario: Padre Padrone di Gavino Ledda, in: D. Manca, Il tempo e la memoria, Roma, Aracne, 2006, pp. 33–47.
  • A. M. Amendola, L'isola che sorprende. La narrativa sarda in italiano (1974 - 2006), Cagliari, 2007.
  • Giulio Angioni, Il figlio di Abramo, in Il dito alzato, Palermo, Sellerio, 2012, 186-191.
  • Catherine Labro, « Idylle et propriété chez Jean-Jacques Rousseau et Gavino Ledda », Rousseau Studies, n° 2, 2014, p. 193-208, ISBN 978-2-05-102673-4.

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