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Bahira

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Baḥīrā (probabilmente dal siriaco Bekhīra, ossia "eletto"), anche conosciuto come Sergio il monaco.

Secondo la tradizione islamica, sarebbe stato il nome di un monaco-eremita cristiano che, alla fine del VI secolo, avrebbe riconosciuto nell'ancor giovane Maometto il suo futuro carisma profetico.

Secondo la tradizione cristiana - che si basa sul testo de la "Risāla" dell'arabo cristiano al-Kindi (scritta nel IX o X secolo) dove viene riportata la storia del monaco nestoriano Sergio (Bahira, anche noto come Nestorio) - viene narrato come egli fu il maestro di Muhammad (Maometto) alla Mecca. Sarebbe stato Sergio (Sergius) il vero autore della dottrina ortodossa del Corano conforme al Cristianesimo. Ma gli scritti di Sergio vennero alterati, da due scribi ebrei convertiti all'Islam che, sempre secondo la "Risāla", sono i veri responsabili della dottrina eretica del Corano.[senza fonte]

L'incontro tra Bahira e Maometto bambino sarebbe avvenuto, secondo la tradizione musulmana riportata dal biografo del Profeta, Ibn Ishaq (poi riproposta nella veste giunta fino a noi di Ibn Hisham), in occasione di un viaggio che il giovinetto di appena 9 (o 12) anni stava effettuando alla volta della Siria insieme allo zio-tutore Abu Talib. Il monaco sarebbe giunto alla sua conclusione dopo aver notato all'altezza della scapola destra di Maometto un segno (un neo villoso) che egli ricordava essere peculiare di tutti i profeti, inviati in ogni tempo da Dio al genere umano.

Al monaco Bahira fu attribuita un'Apocalisse, studiata da Giorgio Levi Della Vida e da J. Bignami-Odier, redatta sia in arabo sia in siriaco. Essa conobbe un grande successo negli ambienti del Cristianesimo orientale e sembra in qualche misura essere stata modellata sull'Apocalisse danielica dello Pseudo-Metodio, integrata dai dati scaturiti dalla polemica cristiana circa l'origine apocrifa del Corano.

Per quanto riguarda "L'Apocalisse di Bahira", molto conosciuta nel mondo cristiano perché fu presto tradotta in latino, in essa si ritrovano in sostanza gli stessi avvenimenti riportati da al-Kindi nella Risāla.

I riferimenti a Bahira nell'Islam potrebbero far pensare a un primitivo atteggiamento simpatizzante verso il Cristianesimo da parte del primo filone di pensiero islamico.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • B. Carra de Vaux, "La Légende de Bahira, ou un moine chrétien autour du Coran", in: Revue de l'Orient Chrétien, II (1897).
  • J. Bignami-Odier-G. Levi Della Vida, "Une version latine de l'Apocalypse syro-arabe de Serge-Bahira", in: Mélanges d'Archéologie et d'Histoire, Ecole Française de Rome, 1950.
  • Pietrangelo Buttafuoco, L'ultima del diavolo, Milano, Mondadori, 2008.
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