Chiesa ortodossa siriaca del Malankara

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando le Chiese cristiane del Kerala, vedi Chiesa malankarese.
Chiesa ortodossa siriaca del Malankara
Malankara Emblem.png
ClassificazioneOrtodossa
(autocefala)
OrientamentoChiesa non calcedonese
FondatoreSan Tommaso apostolo
FondataI secolo
AssociazioneChiese ortodosse orientali
DiffusioneKerala
Linguasiriaco, malayalam
RitoSiriaco occidentale
PrimateCatholicos d'Oriente Baselios Mar Thoma Paulose II (dal 2010)
SedeKottayam, nel Kerala
Struttura organizzativa30 diocesi
Fedeli2.500.000
Congregazioni1.600
Presbiteri1.500
Sito ufficiale
Riviste ufficiali: «Malankara Sabha» (mensile); «Orthodox Youth» (quindicinale), in lingua malayalam.
Baselios Mar Thoma Paulose II, catholicos della Chiesa ortodossa siriaca del Malankara dal 1º novembre 2010.

La Chiesa ortodossa siriaca del Malankara (conosciuta anche come Chiesa ortodossa malankarese) è una delle chiese dei cristiani di San Tommaso, la più antica delle comunità cristiane dell'India, fondata secondo la tradizione da San Tommaso apostolo, uno dei 12 discepoli di Gesù.

La Chiesa ortodossa siriaca del Malankara, secondo le statistiche da essa fornite al Consiglio Mondiale delle Chiese, riunisce oggi circa 2 milioni di fedeli in tutto il mondo[1]. Il censimento 2011 del Kerala indicò che i suoi 493.857 fedeli costituivano l'1,5% della popolazione dello stato, l'8,0 dei cristiani.[2]

È retta da un Catholicos (primate) con sede a Kottayam, nel Kerala. Attualmente la carica è ricoperta da Baselios Mar Thoma Paulose II. I suoi titoli sono Catholicos d'Oriente e Metropolita Malankarese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione, San Tommaso arrivò in India nel 52 dalla Persia con la missione di evangelizzare il Paese. Anche se i primi evangelizzatori storicamente documentati risalgono al IV secolo, sta di fatto che nessun altro paese o comunità rivendica San Tommaso come padre fondatore della propria chiesa.

Nel 325 il Concilio ecumenico di Nicea stabilì che l'emisfero orientale, comprendente il subcontinente indiano, apparteneva alla giurisdizione del Patriarcato di Antiochia. Il Patriarca nominava il vescovo Catholicos ("primate") di Seleucia-Ctesifonte [3], la cui giurisdizione si estendeva fino all'India.
I dati storici confermano che, fino ai Concili di Efeso (431) e Calcedonia (451), la Chiesa del Malankar fu sotto la giurisdizione del Catholicos persiano.

Alla metà del V secolo la Chiesa ortodossa siriaca non accettò le conclusioni del Concilio di Calcedonia (451) e si costituì in Chiesa autonoma, separandosi definitivamente dalle chiese greca e latina. La Chiesa indiana, che dipendeva formalmente da quella siriaca, seguì la stessa strada.

Dal XVI al XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

L'arrivo dei portoghesi in India (al principio del XVI secolo) segnò l'incontro della Chiesa malankarese con i primi missionari europei. All'inizio l'unione con Roma fu immediata e spontanea. Il clero di Goa (il centro di diffusione principale del cattolicesimo) e i missionari però avviarono un processo di latinizzazione forzata, che culminò nel 1599, quando l'arcivescovo di Goa, Alexis Menezes, convocò a Diamper un sinodo per unificare la gerarchia. Molti cattolici lasciano allora la Chiesa Cattolica per ricongiungersi alla chiesa tradizionale.

Nel 1653 circa 25.000 cristiani di san Tommaso si riunirono a Mattacherry e troncarono la loro relazione con i vescovi portoghesi («Giuramento della Croce di Coonan»). L'arcidiacono Tommaso venne eletto vescovo e poi consacrato da 12 sacerdoti. Iniziò una nuova linea di successione del primate della Chiesa indiana, che assunse il titolo di Metropolita Malankarese. Con l'arrivo nel 1665 di un vescovo della Chiesa ortodossa siriaca si diede inizio ad una relazione con tale chiesa di tradizione miafisita, che comportò l'adozione della sua fede e del suo rito liturgico, con il conseguente abbandono dell'antecedente tradizione teologica e rituale della Chiesa d'Oriente.[4][5][6]

Nel 1662 il Patriarcato ortodosso di Antiochia ricominciò a nominare un «Catholicos dell'Oriente» per la chiesa indiana. Pochi anni dopo le due cariche vennero fuse.
Nel 1685 il catholicos si trasferì in India e prese sede a Kothamangalam, nel Kerala. Due anni dopo, il nuovo catholicos ritornò ad Antiochia, dove fu eletto Patriarca (Ignazio Giorgio II).

Nel 1748 per la prima volta venne consacrato appositamente un catholicos per la Chiesa indiana. Tre anni dopo il primate si trasferì in India.
Nel 1774 si verificò uno scisma: Abraham Mar Koorilose creò la Chiesa siriaca indipendente di Malabar (detta anche di Thozhiyoor, o di Anjoor).

Nel 1852 il Metropolita Malankarese Matteo Atanasio dichiarò l'autonomia della Chiesa da Antiochia.
Nel 1875 il Patriarca di Antiochia scomunicò Matteo Atanasio. L'anno seguente organizzò il territorio della Chiesa indiana in sette diocesi: Ankamaly, Cochin, Kandanad, Kottayam, Niranam, Thumpamon e Quilon, e ne consacrò i rispettivi vescovi. Rimase la tensione con la comunità che non riconobbe l'autorità del Patriarca. La Chiesa indiana rimase divisa praticamente in due rami: uno fedele al patriarca e uno autocefalo.

Dal XX secolo ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

La costituzione (raccolta di leggi) del 1934 ha rafforzato il potere del Catholicos e ne ha ampliato le prerogative. Allo stesso tempo, ha confermato che il Patriarca di Antiochia è il primate della Chiesa siriaca[7]. Nel 1938 il Patriarcato di Antiochia crea la «Diocesi dell'India fuori del Kerala»; nel 1953 viene creata un'ottava diocesi nel Kerala, la diocesi di Malabar.

Nel 1958 la chiesa autocefala torna in comunione con il Patriarca di Antiochia. La chiesa indiana è riunificata.

Ma nel 1975 lo scisma si ripete. Ad oggi la comunità malankarese è divisa in due. Nel 1996 la Corte Suprema indiana sancisce la situazione di fatto: esiste in India una Chiesa siro-ortodossa divisa in due fazioni. La Corte riconosce l'autorità spirituale del Patriarca di Antiochia sulla Chiesa siro-ortodossa universale, ma afferma parimenti che l'amministrazione della Chiesa indiana spetta al Catholicos in linea con la costituzione della chiesa adottata nel 1934.

Nel 2002 il Catholicosato dell'Oriente cambia denominazione in «Catholicosato dell'India». L'elemento che nella chiesa è fedele al patriarca formula una nuova costituzione, di cui la validità è disconosciuta dalla Corte suprema dell'India con il giudizio del 3 luglio 2017, con il quale dichiara ridotto ad una nullità il potere anche spirituale del patriarca ("the spiritual power of the Patriarch has reached to a vanishing point") che non può intromettersi nella nomina dei membri del clero e così nell'amministrazione dei beni (punti V e VI)[7]. La Corte dichiara inoltre che la Costituzione del 2002 non ha valore giuridico per il diritto civile indiano (XXIV), comunque la Costituzione del 1934 può essere modificata se ciò fosse ritenuto necessario (punto XX)[7][8].

La Chiesa ortodossa siriaca del Malankara conserva come lingua ufficiale il siriaco, l'antico idioma discendente dall'aramaico, lingua parlata da Gesù.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa ortodossa siriaca del Malankara è organizzata in 30 diocesi, i cui vescovi portano tutti il titolo di metropoliti. Di queste diocesi, 20 si trovano in Kerala, territorio proprio della Chiesa; 7 diocesi sono istituite nel resto dell'India; 3 altre diocesi coprono territori della diaspora fuori dall'India.[9]

Diocesi del Kerala[modifica | modifica wikitesto]

Diocesi del resto dell'India[modifica | modifica wikitesto]

La cattedrale di Santa Maria della diocesi di Delhi.

Diocesi fuori dall'India[modifica | modifica wikitesto]

  • Diocesi dell'America del Nord-Est
  • Diocesi dell'America del Sud-Ovest
  • Diocesi di UK-Europa-Africa

Cronotassi dei Catholicoi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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