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Cristianesimo siriaco

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Il Cristianesimo siriaco o Cristianesimo siriano (siriaco ܡܫܝܚܝܘܬܐ ܣܘܪܝܝܬܐ, mšiḥāiūṯā suryāiṯā) è la fede dei cristiani di lingua siriaca del Vicino Oriente. La sua nascita risale alle origini stesse della cristianità. Il cristianesimo è sorto tra popoli semiti di lingua aramaica. La lingua siriaca appartiene al gruppo aramaico.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La Siria (antica Aram) ha svolto un ruolo importante nella storia del cristianesimo delle origini: qui furono probabilmente scritti il Vangelo secondo Matteo e il Vangelo secondo Luca, la Didaché e il Vangelo di Tommaso, qui la lingua greca era in contatto con la lingua siriaca, la quale ha una stretta relazione con il dialetto di ceppo aramaico parlato da Gesù e dagli apostoli.

La tradizione ricorda i nomi dei tre fondatori della Chiesa siriaca: Addai e i suoi discepoli Aggai (o Haggai) e Mari[1]. Addai proveniva da Edessa. Un'altra città importante nella diffusione del cristianesimo nella regione fu Nisibis. Sia Edessa che Nisibis furono sedi di scuole teologiche dove si formarono monaci e poeti. Tra essi spicca Sant'Efrem, dottore della Chiesa (306-373).

La città di Edessa fu il centro propulsore della religione cristiana in Mesopotamia. Mari, discepolo di Addai, è considerato il fondatore della più antica diocesi della Mesopotamia, quella di Kashkar. Egli inoltre fondò la sede di Ctesifonte. La preghiera più caratteristica della Chiesa d'Oriente è l'Anafora di Addai e Mari, composta in siriaco.

Oltre alla Mesopotamia, il cristianesimo siriaco si diffuse dalla sua zona di origine in Fenicia, Egitto, Anatolia, Grecia, Armenia, Georgia e nella regione del Caucaso. La Chiesa apostolica armena si considera tuttora "erede della Cattedra di Taddeo di Edessa"[2]. Monaci siriaci fondarono comunità cristiane anche nell'India sud-occidentale (Malankar).

Il siriaco parlato ad Edessa divenne la lingua letteraria di tutte le comunità cristiane non di lingua greca esistenti nella regione[3]. L'antico siriaco è un dialetto medio aramaico strettamente legato all'Aramaico parlato da Gesù.[4]

L'aramaico divenne una lingua internazionale dopo la conquista persiana della Mesopotamia. Aspramente contesa tra Impero romano e Impero persiano la regione venne definitivamente conquistata dai persiani nel IV secolo. I nuovi dominatori decisero di impiegare l'aramaico nella stesura dei documenti ufficiali dello Stato. L'aramaico, insieme alle sue varianti locali (tra cui il siriaco) divenne la lingua franca del Vicino Oriente, soppiantando anche l'ebraico presso gli Ebrei.

In epoca moderna il cristianesimo siriaco è rappresentato da Chiese che hanno sede nel Vicino Oriente e nello stato indiano del Kerala.

Letteratura religiosa[modifica | modifica wikitesto]

L'attività della Chiesa siriaca è testimoniata dalle antiche versioni in lingua siriaca della Bibbia. L'elenco comprende:

Rito occidentale e rito orientale[modifica | modifica wikitesto]

Il Cristianesimo siriaco è diviso in due grandi tradizioni: Rito siriaco occidentale, col centro ad Antiochia, e Rito assiro-caldeo, sviluppatosi in Assiria/Mesopotamia. I due riti adottano la stessa lingua liturgica: l'antico siriaco.

La tradizione del rito antiocheno siro-occidentale viene adottata dalle seguenti chiese:

La tradizione del rito orientale o caldeo è stata storicamente associata con la Chiesa nestoriana; attualmente il rito caldeo è adottato dalle chiese del Vicino Oriente che discendono da essa:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il cristianesimo siriaco. Protagonisti, stagioni e nodi problematici dalla prima evangelizzazione all'esordio del V secolo su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 30/07/2015.
  2. ^ Giuda, Taddeo, Addai: possibili collegamenti con le vicende del Mandylion edesseno-costantinopolitano ed eventuali prospettive di ricerca. URL consultato il 26/08/2015.
  3. ^ Il monachesimo siriaco. URL consultato il 30/07/2015.
  4. ^ Allen C. Myers, ed (1987). "Aramaic". The Eerdmans Bible Dictionary. Grand Rapids, Michigan: William B. Eerdmans. p. 72. ISBN 0-8028-2402-1. "È generalmente accettato che l'aramaico era la lingua comune della Palestina nel primo secolo d.C., Gesù e i suoi discepoli parlavano il dialetto della Galilea, che si distingueva da quello di Gerusalemme (Matteo 26:73)." Studiosi israeliani hanno stabilito che anche l'ebraico era diffuso. La maggior parte degli insegnamenti ebraici del primo secolo è scritta in ebraico.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ignazio Guidi, Raccolta di scritti 1: Oriente cristiano, Istituto per l'Oriente Ed., 1945
  • Atti del convegno internazionale sul tema: L'Oriente cristiano nella storia della civiltà: Roma, 31 marzo-3 aprile 1963 - Firenze, 4 aprile 1963, Roma, Accademia nazionale dei Lincei, 1964
  • Vincenzo Poggi, L´Oriente cristiano: Panorama delle Chiese cristiane in Asia e in Africa, Edizioni Studio Domenicano, 2005, ISBN 978-88-7094-557-7
  • Riccardo Pane, L'Oriente cristiano - La Chiesa armena, Edizioni Studio Domenicano, 2005, ISBN 88-7094-560-X

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