Letteratura siriaca

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Icona romena di S. Efrem il Siro (2005).

La letteratura siriaca è la letteratura scritta in lingua siriaca, ovvero la principale tra le varietà orientali e cristiane della lingua aramaica nella sua fase media (ca. II secolo a.C. - XII secolo d.C.). La lingua siriaca classica standard venne basata sulla parlata della città sira di Edessa (oggi Şanlıurfa, nell'attuale Turchia).
Questa letteratura venne scritta quasi del tutto con un proprio alfabeto, l'alfabeto siriaco, variante degli alfabeti aramaici.
La grande maggioranza delle opere, soprattutto di quelle originali, ha un contenuto religioso cristiano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Taziano il Siro.
Peshitta (Esodo 13,14-16), Amida, anno 464

La prima letteratura cristiana in siriaco classico fu costituita dalle versioni siriache della Bibbia:

Questa traduzione diventò la versione ufficiale.
  • Filosseniana
  • Harclense

Come tutta la letteratura cristiana antica, anche la letteratura siriaca produsse un buon numero di apocrifi biblici.

Tra gli Apocrifi del Nuovo Testamento abbiamo:

Fra gli Apocrifi dell'Antico Testamento troviamo:

Risale a quest'epoca la Lettera di Mara bar Serapion, scritta dallo stoico Mara bar Serapion, probabilmente una delle prime testimonianze non cristiane su Gesù; anche se ci è pervenuta in un manoscritto più tardo, del VI-VII secolo.

Tra la seconda metà del II secolo e l'inizio del III spicca la figura dello scrittore e filosofo Bardesane di Edessa (154-222), considerato il vero fondatore della poesia siriaca. Forse identica ad un altro scritto di cui ci è rimasto soltanto il nome (Dialogo sul Fato), l'opera Libro delle Leggi dei Paesi, proveniente dalla Scuola di pensiero di Bardesane a Edessa anche se scritta dal suo discepolo Filippo, è la più antica opera letteraria in siriaco che si conosca, eccettuate alcune delle succitate traduzioni dalla Bibbia; e una delle migliori tanto nello stile quanto nella composizione concettuale.

L'età d'oro[modifica | modifica wikitesto]

icona medievale siriaca di Sant'Efrem il Siro

Il IV secolo viene considerato l'età d'oro della letteratura siriaca. I due giganti di questo periodo furono Afraate, che scrisse omelie per la Chiesa in Persia; e Sant'Efrem il Siro, dottore della Chiesa, che scrisse inni, poesie e prose per la Chiesa delle frontiere dell'Impero romano. Da ricordare anche San Maruta, autore di un'anafora per il rito siro e di una traduzione dei canoni del concilio di Nicea. Il vescovo Rabbula fu l'ultimo autore di stretta osservanza cattolica.

Lo scisma[modifica | modifica wikitesto]

Il V secolo vide lo scisma fra i monofisiti nelle zone occidentali ed i nestoriani in quelle orientali, sancito dal concilio di Beth Lapat. Ciò ebbe una ripercussione addirittura nella scrittura; in quanto il tradizionale alfabeto "estrànghelo" si evolse nel nuovo alfabeto "serto" o "giacobita" nelle Chiese occidentali, e nell'alfabeto "nestoriano" in quelle orientali. Questo portò alla formazione di due letterature parallele, in polemica tra di loro riguardo alla cristologia. Invece non subì conseguenze la qualità letteraria; i due secoli seguenti furono sotto molti aspetti una continuazione dell'età d'oro, in quanto si affermarono importanti poeti e teologi: tra i monofisiti Giacomo di Serugh, Filosseno di Mabbug e Giacobbe di Edessa; tra i nestoriani Iba di Edessa, Ahai, Babai il Grande, Isacco di Ninive, Narsai, il suo pronipote Abramo di Bet Rabban, Mar Aba I, Tommaso di Edessa e Mār Abhā di Kashkar. Tra le opere di storia è degna di nota la "Cronaca" di Giosuè lo Stilita; tra i testi anonimi la Cronaca di Arbela.

A questo periodo appartengono anche molte eccellenti traduzioni dal greco (Romanzo di Alessandro, Aristotele, Ippocrate, Galeno, Plutarco, ecc.) e dal persiano pahlavi, ad es. Calila e Dimna. In siriaco conserviamo molta letteratura sapienzale medio-persiana che è andata perduta nella lingua originale. Le traduzioni dei testi filosofici greci cominciarono all'inizio del VI secolo con le versioni anonime dei primi libri dello Organon di Aristotele, e continuarono nel corso del secolo con le traduzioni e i commenti di Proba, Sergio di Reshaina e Paolo il Persiano.

Sempre nel VI secolo i monofisiti furono riorganizzati da Giacomo Baradeo († 578), vescovo di Edessa e fondatore della Chiesa ortodossa siriaca o Chiesa "giacobita", che da lui prese il nome. Tra gli autori giacobiti va ricordato il vescovo Giovanni da Efeso (506-588), che si occupò di storiografia e di agiografia.

La conquista islamica[modifica | modifica wikitesto]

Efrem il Siro, da una miniatura russa del primo XVI secolo

Con l'avvento e l'espansione dell'Islam attraverso il Medio Oriente il processo di ellenizzazione del siriaco, che fu notevole nel VI secolo e all'inizio del VII, rallentò fino a terminare. Un parziale resoconto della conquista araba è fornito dalla biografia critica di Massimo il Confessore scritta da Giorgio di Reshaina. Tuttavia gli arabi non repressero la letteratura cristiana e la lasciarono vivere per sette secoli nei monasteri; mentre la gente comune, compresi i cristiani, assimilava gradualmente la lingua dei nuovi dominatori, tra l'altro semitica e quindi imparentata con la propria. Nella zona prima soggetta all'impero persiano, ma anch'essa conquistata dagli arabi (651) e sulla via di una graduale islamizzazione, i nestoriani si riorganizzarono e pubblicarono l'aggiornamento del proprio pensiero nel Synodicon orientale, scritto tra il 775 e il 790. La tradizione delle traduzioni proseguì nel VII e nell'VIII secolo con le opere dei teologi e filosofi Attanasio di Balad, Giorgio delle Nazioni e il già citato Giacobbe di Edessa. Queste versioni, molte delle quali tradotte in seguito in arabo, furono essenziali per trasmettere agli arabi il sapere del mondo greco.

L'età d'argento[modifica | modifica wikitesto]

Il siriaco entrò nell'età d'argento all'incirca dal IX secolo; le opere di questo periodo furono più enciclopediche e scolastiche. Tra gli autori si distinsero il biografo Ishodenah di Bassora, possibile autore della Cronaca di Seert, lo storico ecclesiastico Tommaso di Marga, autore del Liber superiorum, i cronisti e teologi Elia di Nisibi e Michele il Siro, i teologi Mosè bar Kepha e Giovanni di Dara, e i commentatori biblici Ishodad di Merv e Dioniso bar Salibi. Il culmine di questa età d'argento fu nel XIII secolo il poliedrico e versatile Gregorio Barebreo, che scrisse anche opere non religiose. A conclusione del periodo "classico" troviamo Abdisho bar Berika, metropolita di Nisibi, morto nel 1318; del quale abbiamo scritti sui dogmi, in particolare il Marganitha, scritti sul diritto canonico, cinquanta omelie di argomento teologico, ed un prezioso Catalogo metrico dei poeti, soprattutto nestoriani, che sembrerebbe un riepilogo di questa letteratura vicina all'estinzione.

Le invasioni mongole e l'età moderna[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alle invasioni mongole della Siria e la conversione dei Mongoli all'Islam iniziò un periodo di recesso e disagio per la cultura siriaca. Ciononostante essa non è mai morta. Dal XIV secolo ai giorni nostri si è assistito ad una fioritura letteraria "neo-siriaca" costituita da una duplice tradizione: da una lato viene continuata la tradizione della letteratura "siriaca classica" del passato; dall'altro vengono utilizzate le meno omogenee lingue colloquiali moderne parlate dalle comunità di religione cristiana. La prima di queste fioriture del "neo-siriaco" fu la letteratura del XVII secolo della scuola di Alqosh, nell'Iraq settentrionale. Ciò portò alla fissazione del "neo-aramaico caldeo" come lingua letteraria. Nel XIX secolo cominciò un'attività editoriale ad Urmia, nell'Iran settentrionale; la quale portò alla formazione di un dialetto "urmiano generale" del "neo-aramaico assiro" come standard di molta letteratura "neo-siriaca". La relativa semplicità dei metodi editoriali moderni ha incoraggiato altre lingue colloquiali "neo-aramaiche", come il Turoyo ed il Senaya, a produrre opere letterarie. Il migliore esponente di questa letteratura "neo-siriaca" nel XX secolo è stato probabilmente lo scrittore ed insegnante Yuhanon Qashisho. Anche la creazione letteraria nella lingua "siriaca classica" continua tuttora, specialmente tra i membri della Chiesa ortodossa siriaca, dove agli studenti dei monasteri della Chiesa viene insegnato un siriaco vivo e parlato, detto "Kṯoḇonoyo".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Icona di Sant'Efrem il Siro, Chiesa di Santa Maria delle Blacherne, Istanbul (Turchia).
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  • Anton Baumstark, Die christlichen Literaturen des Orients, Leipzig 1911
  • Anton Baumstark, Geschichte des Syrischen Literatur, 1922
  • Aphram I Barsoum, The scattered pearls: a history of Syriac literature and sciences, edita e tradotta da Matti Moosa, Piscataway (NJ), Gorgias Press, 2003
  • Sebastian P. Brock, From Ephrem to Romanos: Interactions between Syriac and Greek in Late Antiquity Aldershot, Variorum, 1999
  • Sebastian P. Brock, An Introduction to Syriac Studies, Piscataway (NJ), Gorgias Press, 2006
  • Sebastian P. Brock, Aaron Michael Butts, George Anton Kiraz & Lucas Van Rompay (a cura di), Gorgias Encyclopedic Dictionary of the Syriac Heritage, Piscataway (NJ), Gorgias Press, 2011
  • Jean-Baptiste Chabot, La littérature syriaque, Paris 1935
  • Henri Hugonnard Roche, La logique d'Aristote du grec au syriaque. Études sur la transmission des textes de l'Organon et leur interprétation philosophique, Paris, Vrin, 2004
  • De Lacy O'Leary, The Syriac Church and Fathers, SPCK, 1909, ISBN 978-1-931956-05-5
  • Rubens Duval, La littérature syriaque, 3e éd., Paris 1907
  • Massimo Pazzini, Il libro di Ruth la moabita. Analisi del testo siriaco, Edizioni Terra Santa, Milano 2002
  • Massimo Pazzini, Il libro dei dodici profeti. Versione siriaca, vocalizzazione completa, Edizioni Terra Santa, Milano 2009 ISBN 978-88-6240-072-5
  • Fabrizio Angelo Pennacchietti (A cura di), Il ladrone e il cherubino. Dramma liturgico cristiano orientale in siriaco e neoaramaico, Silvio Zamorani Editore, Torino
  • Giacomo Prampolini, La letteratura aramaico-cristiana o siriaca, in Storia universale della letteratura, II, Torino 1960
  • Giacomo Prampolini, Siria. Lingua e letteratura, pp. 943–944, Grande dizionario enciclopedico UTET, vol. XI, Torino
  • Giovanni Rinaldi, Le letterature antiche del vicino oriente, 338 pp., Collana Le letterature del mondo n. 29, Edizioni Accademia e Sansoni, Milano 1968
  • Gaia Servadio (a cura di), Scritti siriani dell'antichità: testi preclassici e classici, Pisa e Roma, Fabrizio Serra editore, 2010
  • Javier Teixidor, Aristote en syriaque. Paul le Perse, logicien du VI siècle, Paris, CNRS Éditions, 2003
  • William Wright, A Short History of Syriac Literature, 1894 (reprint Piscataway (NJ), Gorgias Press, 2001)
Immagine di S. Efrem il Siro su mosaico, Monastero di Nea Moni, Isola di Chio (XI secolo).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]