Aggai

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Aggai
Briefkopf Emblem.jpg
Emblema della Chiesa assira d'Oriente

Vescovo

Nascita I secolo
Morte 81
Venerato da Chiesa assira d'Oriente

Aggai (... – Edessa, 81) è stato un vescovo siro, venerato come santo dalla Chiesa assira d'Oriente.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Aggai[1] fu un leggendario Primate della Chiesa assira d'Oriente, discepolo di Mar Addai (ovvero Taddeo di Edessa), padre spirituale di Palut (ovvero San Mari), e vescovo dal 66 all'81. La sua esistenza è discussa, e viene possibilmente considerato uno dei fittizi primi capi della Chiesa le cui vite furono inventate nel VI secolo per dare alla Chiesa una rispettabile origine apostolica. Come molti altri Primati fittizi viene incluso nell'elenco tradizionale dei Patriarchi della Chiesa in questione, che lo venera come santo.

Secondo la leggenda Aggai fu uno dei settanta discepoli e gli venne assegnata una zona per lo svolgimento delle sue missioni in Oriente che arrivava fino ai confini con l'India. Taddeo di Edessa, l'apostolo tradizionale della Mesopotamia, lo proclamò suo successore poco prima della morte. Come Taddeo, Aggai predicò in varie regioni dell'Oriente.

Qualche breve resoconto della sua vita ci è fornito dalla Cronaca ecclesiastica dello scrittore giacobita Barebreo (floruit 1280); e dalle storie ecclesiastiche degli scrittori nestoriani Mari (XII secolo), 'Amr (XIV secolo) e Sliba (XIV secolo). Questi resoconti differiscono un poco, ma queste piccole differenze sono importanti per gli studiosi che indagano l'evoluzione della leggenda.

Barebreo ci dà il seguente resoconto:

« Dopo Addai il predicatore del Vangelo, il suo discepolo Aggai. Quest'uomo tesseva tessuti cinesi per Abgar, e dopo la morte del suo padrone Addai si recò in Oriente. Cominciò a predicare in Persia, Assiria, Armenia, Media, Babilonia e nella regione del Khūzestān e tra i Geles, fino ai confini dell'India. Poi ritornò a Edessa, e temette che là la fede fosse in declino, per l'innata superstizione del figlio di Abgar, che gli era succeduto al trono di re. Quando raggiunse Edessa, il figlio di Abgar gli ordinò di tessere del tessuto cinese per lui come faceva con suo padre. Aggai gli ripose: "Quando il mio padrone nutriva il gregge di Cristo, io lavoravo per Vostro padre. Ma ora il compito di nutrire è disceso su di me, e io non posso seguire un'altra attività". Il sovrano natio si arrabbiò per le sue parole, e lo uccise rompendogli le ossa delle gambe.[2] »

Secondo un'altra tradizione Aggai fu ucciso in chiesa da uno dei figli di Re Abgar V di Edessa. Poco prima di morire avrebbe nominato San Mari come successore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Da non confondere con Papa bar Aggai, anch'egli vescovo della Chiesa cristiana d'Oriente, ma nel IV secolo
  2. ^ Bar Hebraeus, Ecclesiastical Chronicle (ed. Abbeloos and Lamy), ii. 16

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Abbeloos, J.B. and Lamy, T.J., Bar Hebraeus, Chronicon Ecclesiasticum (3 voll.), Paris, 1877
  • Assemani, J.A., De Catholicis seu Patriarchis Chaldaeorum et Nestorianorum, Roma, 1775
  • Baumer, Christoph (2006), The Church of the East, London, I.B. Tauris & Co. Ltd., ISBN 1-84511-115-X
  • Brooks, E.W., Eliae Metropolitae Nisibeni Opus Chronologicum, Roma, 1910
  • Gismondi, H., Maris, Amri, et Salibae: De Patriarchis Nestorianorum Commentaria I: Amri et Salibae Textus, Roma, 1896
  • Gismondi, H., Maris, Amri, et Salibae: De Patriarchis Nestorianorum Commentaria II: Maris textus arabicus et versio Latina, Roma, 1899

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]