Autocefalia

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La Chiesa cristiana, fondata dagli Apostoli nell'antico Impero romano, è dotata di una precisa gerarchia ecclesiale. Ma questa nel tempo si è sviluppata dIversamente nell'Oriente e nell'Occidente romano, sia durante che dopo la separazione delle due parti dell'antico Impero.

Nella Chiesa occidentale o latina, tutta riunita intorno all'unica sede patriarcale di Roma, centro del vecchio e del nuovo Impero, per le varie Chiese regionali o nazionali l'autocefalia non ha mai costituito un problema. Anche se il gallicanismo e l'anglicanismo in Francia ed Inghilterra l'hanno sollevato a loro modo. E pure il Concilio di Costanza nel 1400, nel secolo della formazione delle moderne nazioni europee.

Nella Chiesa orientale invece, dall'inizio suddivisa in più patriarcati, è sempre stato molto importante. E non lo è di meno oggi per tutte quasi le Chiese ortodosse.. non solo per il disfacimento degli imperi e l'indipendenza dei vari stati, ma anche per quello dei patriarcati sovranazionali in favore delle chiese nazionali.

L'autocefalia (in greco Αυτοκεφαλία) rappresenta lo status di una Chiesa il cui capo non riconosce alcuna autorità religiosa al di sopra di sé. E così era inteso lo status dei vari Patriarcati apostolici, che avevano originato le altre varie chiese vicine, nel primo Concilio di Nicea.

Quando, in seguito a un concilio ecumenico o un sinodo locale, un Patriarca di una Diocesi ecclesiastica rilascia una Provincia ecclesiastica (Metropolia) dalla sua autorità canonica, e quella nuova Chiesa indipendente col suo Vescovo (Metropolita) rimane in piena comunione con la gerarchia cui ha cessato di appartenere, è chiamata autocefala.

Il primo esempio noto è quello della Chiesa di Cipro, che ottenne l'autocefalia dal Patriarcato di Antiochia durante il Concilio di Efeso, come Gerusalemme, sia pur nel successivo di Calcedonia. Da allora è guidata dal suo Arcivescovo, il quale non è soggetto ad alcuna autorità religiosa nel governo, sebbene la sua Chiesa sia sempre stata in piena comunione con le Chiese partecipanti al concilio e con le altre Chiese ortodosse orientali.

Allo stesso modo nel 927 la Chiesa ortodossa bulgara diventa chiesa autocefala, come prima chiesa autocefala nei Balcani riconosciuta da Costantinopoli, seguita dalla Chiesa ortodossa serba nel 1219. Nel 1589 pure la Chiesa ortodossa russa, benchè fuori del territorio romano. Nel 1900 varie Chiese balcaniche, come quella greca, albanese e rumena divennero indipendenti dal Patriarcato di Costantinopoli. Varie sono le Chiese nazionali che, dall'indipendenza politica, tuttora reclamano l'autocefalia, specie dal nuovo Patriarcato di Mosca, come quella estone, lettone, bielorussa ed ucraina, nel relativo territorio canonico (reale o presunto).

Tra le Chiese ortodosse orientali poi, la Chiesa copta dell'Etiopia ottenne l'autocefalia nel 1950 dal Patriarca copto di Alessandria.

Filetismo è la dottrina che sistematizza ciò che è prassi corrente circa i rapporti tra le Chiese: quando una nazione conquista l'indipendenza politica, anche la sua Chiesa ortodossa acquisisce l'autocefalia. Tale prassi ecclesiologica, pur diffusa e consolidata, non è un articolo di fede ufficialmente professato. Per questo, il Patriarca ecumenico Antimo VI radunò un sinodo a Costantinopoli, nel quale venne condannato il "filetismo" - il principio secondo il quale quando una nazione conquista l'indipendenza politica, anche la sua Chiesa acquisisce l'autocefalia. Oggi sono varie le Chiese nazionali che hanno chiesto e non attenuto l'autocefalia dai relativi Patriarcati dopo l'indipendenza. Pur avendo ricevuto l'autonomia. Per cui oggi sono in confltto od hanno creato chiese nazionali alternative.

Qualcuno preferirebbe utilizzare il termine cristocefalo per stigmatizzare il fatto che Cristo è il capo della Chiesa[senza fonte]. In senso lato tutte le chiese locali dovrebbero essere cristocefale, anche se, in senso stretto, la denominazione riporta a un'autorità più terrena, cioè a un capo "terrestre".

Comunemente autocefalo viene tradotto con autogoverno, ma in realtà significa con un proprio capo. Kephalé significa "testa, capo" in greco antico. Dunque, autocefalo vuol dire "con un proprio capo". Invece autonomo vuol dire "con una propria legislazione", ma non con un proprio capo. Nomos, in greco, significa infatti legge. Dunque autocefalia implica una indipendenza maggiore rispetto ad autonomia, lo status di altre Chiese ancora dipendenti da un Patriarcato.

Il concetto omologo nella ecclesiologia latina è sui iuris, pur sottintendendo un'autonomia piuttosto che un'autocefalia, come sopra precisato, a ragione dell'esercizio del primato patriarcale e papale di Roma nella Chiesa occidentale e cattolica. Ma anche in Occidente tutte le antiche province romane, oggi nazioni, hanno sempre goduto di una certa autonomia. L' Arcivescovo della relativa capitale ne è il Primate, che in Occidente corrisponde al Metropolita dell'Oriente, anche se oggi questo titolo indica più il vescovo preposto ad una regione ecclesiastica. Ma in Occidente ogni Vescovado/eparchia è considerato soggetto giuridicamente autonomo.

Note[modifica | modifica wikitesto]


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