Accademia di Gundishapur

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L’Accademia di Gundishapur (in persiano: دانشگاه گنديشاپور, Dânešgâh Gondišâpur) fu una celebre accademia universitaria situata nella città persiana di Gundishapur (Beth Lâpât in siriaco), nel sud-ovest dell'attuale Iran, nella provincia del Khūzestān. Fu il centro intellettuale dell'impero sassanide. L'Accademia comprendeva due facoltà d'insegnamento (Filosofia e Medicina), un ospedale (ritenuto il più antico ospedale universitario conosciuto), una biblioteca e un osservatorio astronomico. Il corpo insegnante era versato non solo sulle tradizioni zoroastriane e persiane, ma insegnava anche il greco e le lingue indiane. Secondo gli storici, l'Accademia fu il centro medico più importante del mondo antico (definito come il territorio comprendente l'Europa, il bacino del Mediterraneo e del Vicino oriente), nel corso del VI e VII secolo[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 489 alcuni studiosi cristiani espulsi dalla Scuola di Edessa[2] perché non avevano condannato il nestorianesimo si trasferirono a Vansibin, nota poi come Nisibīn, allora sotto il controllo sasanide[3]. Nella Scuola di Nisibi si insegnavano teologia cristiana, filosofia e medicina. Lo scià, che professava la religione zoroastriano, non era interessato alla dottrina cristiana, pertanto lasciò che a Vansibin rimanessero i docenti di teologica. Però volle che le facoltà di filosofia e medicina fossero trasferite a Gundeshapur.

Tuttavia, fu sotto il regno dello scià sassanide Xusraw, soprannominato Anushiravan, letteralmente «anima immortale», e conosciuto dai Greci e dai Romani con il nome di Cosroe (501-579), che Gondeshapur divenne rinomata per la medicina e l'erudizione scientifica. Cosroe I diede rifugio a numerosi filosofi di lingua siriaca ed a cristiani nestoriani che fuggivano dalle persecuzioni religiose dell'impero bizantino. I Sasanidi avevano da lungo tempo combattuto romani e bizantini per il controllo della Mesopotamia e della Siria ed erano naturalmente disponibili a ospitare chi si opponesse ai bizantini.

Il re, grande estimatore della cultura ellenica, incaricò gli eruditi venuti da occidente di tradurre le opere dal greco al siriaco ed al pahlavi[4]. Vennero così tradotte diverse opere di medicina, astronomia, filosofia, ed ingegneria. Il re commissionò loro l'incarico di tradurre testi greci e siriaci in lingua pahlavi. Costoro tradussero varie opere di medicina, astronomia, astrologia, filosofia e di carattere ingegneristico. Per due anni (circa 530-532) insegnarono a Gundishapur anche gli ultimi filosofi neoplatonici (quindi pagani) dopo la chiusura dell'Accademia di Atene, ordinata nel 529 dall'imperatore Giustiniano[5].

Più che il persiano, venne utilizzato il siriaco nella traduzione delle opere di Galeno, di Ippocrate, la Logica di Aristotele, i trattati di astronomia, di matematica e di agricoltura. Il vescovo monofisita Georgios tradusse l'Organon di Aristotele e un altro vescovo, Sévéros, traduttore degli Analitici, è noto per aver introdotto in Persia i numeri indiani, gli stessi che saranno poi chiamati numeri arabi.

Cosroe I rivolse il suo interesse anche ad Oriente. Affidò al celebre medico Burzoe (Bukhtîshû Mâsawayh, o suo figlio Yûhannâ Ibn Mâsawayh) una missione speciale: convincere gli studiosi indiani e cinesi a venire ad insegnare a Gondeshapur. Alcuni accettarono. I nuovi docenti tradussero dal sanscrito per l'Accademia testi indiani di astronomia, astrologia, matematica ed opere cinesi erboristeria e medicina ad essa collegati, oltre che di religione. Forse Borzouye tradusse di persona il Pañcatantra dal sanscrito in pahlavi sotto il titolo di Calila e Dimna (Kalila wa Dimna).

Gundishapur sotto la dominazione musulmana[modifica | modifica wikitesto]

La dinastia sasanide cadde sotto gli attacchi degli eserciti musulmani nel 638. L'Accademia sopravvisse al cambiamento di regime e rimase attiva per alcuni secoli come istituto islamico d'istruzione superiore. Fu poi sostituita da un istituto creato nella capitale abbaside di Baghdad. Nel 832, il califfo al-Maʾmūn fondò la famosa Baytu l-Hikma ("Casa della sapienza"). Essa imitò i metodi di Gundishapur, visto che la Casa della sapienza fu fondata dai laureati della ex Accademia di Gondishapur. Si stima che l'Accademia di Gundishapur sia stata sciolta da Al-Mutawakkil (822-861), il successore di Al-Mamun. Tuttavia, in quel momento il centro intellettuale del califfato abbaside era già stato trasferito a Baghdad.

Per questi motivi, nella letteratura contemporanea si trovano pochi riferimenti all'accademia o all'ospedale di Gundishapur.

Medici celebri dell'ospedale di Gundishapur[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Cyril Elgood in A Medical History of Persia:

«In larga misura deve essere riconosciuto alla Persia il merito di aver creato il concetto di sistema ospedaliero.»

(Cyril Elgood[6])

Oltre alla formalizzazione delle cure mediche e della conoscenza, gli studiosi dell'Accademia trasformarono l'insegnamento della medicina: piuttosto che imparare da un singolo medico, gli studenti di medicina vennero chiamati a lavorare in ospedale sotto la sorveglianza di tutta la facoltà di medicina. Ci sono prove anche che i laureati dovevano sostenere degli esami per praticare la medicina a Gundishapur (come riportato in un testo in arabo, Tarikhu l-Ħikama).

George Ghevarghese Joseph, nel suo Crest of the Peacock[7] conferma che Gundishapur ebbe un ruolo centrale anche nella storia della matematica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Cambridge History of Iran, Vol 4, p396. ISBN 978-0-521-20093-6
  2. ^ La scuola venne chiusa per ordine dell'imperatore bizantino Zenone.
  3. ^ University of Tehran Overview/Historical Events Archiviato il 3 febbraio 2011 in Internet Archive.
  4. ^ Vedi anche Scrittura pahlavi.
  5. ^ Hill, Donald. Islamic Science and Engineering. 1993. Edinburgh Univ. Press. ISBN 978-0-7486-0455-5, p.4
  6. ^ Cambridge University Press, p. 173
  7. ^ Princeton University Press, 2000

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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