Accademia di Gundishapur

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L’Accademia di Gundishapur (in persiano: دانشگاه گنديشاپور, Dânešgâh Gondišâpur, nota anche sotto i nomi di Jondishapoor, Jondishapur, Jondishapour, Gondeshapur, Gondê Shâpûr, Jund-e Shapur, Jundê-Shâpûr, etc.) si trova nell'ovest dell'attuale Iran ed è stata una celebre accademia universitaria della città di Gundishapur che fu, nell'antichità, il centro intellettuale dell'impero sassanide. Come specificato nella Cronaca di Seert, questa città nacque a seguito della deportazione della popolazione cristiana di Antiochia e del loro vescovo Demetrianos[1], nel 270, ad opera del re Sapore I[2], ma la scuola iniziò le sue attività molto più tardi. L'ospedale di Gundishapur è il più antico ospedale universitario conosciuto. L'Accademia comprendeva una biblioteca e un osservatorio astronomico ed era situata nell'attuale provincia di Khūzestān, nel sud-ovest dell'Iran, nei pressi del fiume Karun. Proponeva l'insegnamento della medicina, della filosofia, della teologia e delle scienze. Il corpo insegnante era versato non solo sulle tradizioni zoroastriane e persiane, ma insegnava anche il greco e le lingue indiane. Secondo gli storici, la Cambridge dell'Iran, fu il centro medico più importante del mondo antico (definito come il territorio comprendente l'Europa, il bacino del Mediterraneo e del Vicino oriente), nel corso del VI e VII secolo[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In questa città conosciuta anche come Beth Lâpât, ebbe luogo, nel 484, un concilio che consacrò l'autonomia dottrinale della Chiesa d'Oriente. Nel 489, venne chiuso il centro teologico e scientifico nestoriano di Edessa, in Mesopotamia, per ordine dell'imperatore bizantino Zenone, e trasferito alla Scuola di Nisibi[4], conosciuta anche sotto il nome di "Scuola teologica di Nisibi", allora sotto il dominio dell’impero persiano nella sede delle facoltà laiche di Gundishapur, in Khūzestān. Qui, i sapienti, in collaborazione con i filosofi pagani, banditi da Atene da Giustiniano nel 529, realizzarono importanti ricerche nel campo della medicina, astronomia e matematica[5].

Tuttavia, fu sotto il regno dell'imperatore sassanide Cosroe I, soprannominato Anushiravan, letteralmente «anima immortale», e conosciuto dai Greci e dai Romani con il nome di Chosroes, che Gondeshapur era rinomata per l'insegnamento della medicina e per i suoi eruditi. Cosroe I diede rifugio a numerosi filosofi greci, di lingua siriaca ed a dei cristiani nestoriani che fuggivano dalle persecuzioni religiose dell’impero bizantino. I Sassanidi lottarono, per lungo tempo, contro l'impero romano e l'impero bizantino per il controllo di quello che sono oggi l’Iraq e la Siria, e furono naturalmente disposti ad accogliere i rifugiati (diedero asilo agli ultimi filosofi neoplatonici dopo la chiusura dell'Accademia di Atene, ordinata nel 529 da Giustiniano).

Il re, grande estimatore della cultura ellenica, incaricò i rifugiati di tradurre le opere dal greco in siriaco e in persiano (Scrittura Pahlavi). Vennero così tradotte diverse opere di medicina, astronomia, filosofia, scienze eartigianato. Tuttavia, si dice che i filosofi non sarebbe stati contenti di vivere in Persia e sarebbero tornati più tardi in Grecia.

Più che il persiano, venne utilizzato il siriaco nella traduzione di opere di Galeno, di Ippocrate, la Logica di Aristotele, dei trattati di astronomia, di matematica e di agricoltura. Il vescovo monofisita Georgios tradusse l'Organon di Aristotele e un altro vescovo, Sévéros, traduttore delle Analitiche, è noto per aver introdotto in Persia i numeri indiani che saranno poi chiamati numeri arabi.

Anushiravan rivolse il suo interesse anche ad est, e inviò il celebre medico Burzoe (Bukhtîshû Mâsawayh, o suo figlio Yûhannâ Ibn Mâsawayh) ad invitare alcuni sapienti indiani e cinesi a Gondishapur. Questi visitatori tradussero testi indiani di astronomia, astrologia, matematica e cinesi di medicina, di fitoterapia e di religione. Borzouye tradusse di persona il Pañcatantra dal sanscrito i persiano sotto il titolo di Kalila u Dimana.

Importanza di Gundishapur[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Cyril Elgood in A Medical History of Persia:

« In larga misura deve essere riconosciuto alla Persia il merito di aver creato il concetto di sistema ospedaliero. »

(Cyril Elgood[6])

Oltre alla formalizzazione delle cure mediche e della conoscenza, gli studiosi dell'Accademia trasformarono l'insegnamento della medicina: piuttosto che imparare da un singolo medico, gli studenti di medicina vennero chiamati a lavorare in ospedale sotto la sorveglianza di tutta la facoltà di medicina. Ci sono prove anche che i laureati dovevano sostenere degli esami per praticare la medicina a Gundishapur (come riportato in un testo in arabo, Tarikhu l-Ħikama).

George Ghevarghese Joseph, nel suo Crest of the Peacock[7] conferma che Gundishapur ebbe un ruolo centrale nella storia della matematica.

Gundishapur sotto la dominazione musulmana[modifica | modifica wikitesto]

La dinastia sassanide venne cacciata dal potere dagli arabi musulmani nel 638. L'Accademia sopravvisse al cambiamento di e funzionò per secoli come un istituto islamico di istruzione superiore. Fu poi sostituita da un istituto creato nella capitale abbaside di Baghdad. Nel 832, il califfo al-Maʾmūn fondò la famosa Baytu l-Hikma, la Casa della sapienza. Essa imitò i metodi di Gundishapur, visto che la Casa della sapienza fu fondata dai laureati della ex Accademia di Gondishapur. Si stima che la Casa della sapienza sia stata sciolta da Al-Mutawakkil, il successore di Al-Mamun. Tuttavia, in quel momento il centro intellettuale del califfato abbaside era stato trasferito a Baghdad, e pertanto ora si possono trovare, nella letteratura contemporanea, pochi riferimenti a università o ospedali di Gundishapur.

L'importanza del centro andò progressivamente declinando. Secondo la raccolta Lestrange 1905 dei geografi arabi del 1905, Le califat des terres de l'Est, al-Muqaddasi, lo scrittore del X secolo, descrisse Gundishapur come caduta in rovina[8].

Medici celebri di Gundishapur[modifica | modifica wikitesto]

Gundishapur in epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

Poco dopo la fondazione della scuola moderna di Gundishapur, la dottoressa Tal'at Basāri è stata nominata vice rettore dell'università, prima donna a ricoprire questo incarico in una università dell'Iran.

Sotto la dinastia Pahlavi, l'eredità di Gundishapur è stata onorata con la fondazione dell'Università di Gundishapour e della sua sorella gemella Jondishapur University of Medical Sciences, nella cità di d’Ahvaz nel 1959.

La Jondishapour University of Medical Sciences ricevette il nome del suo predecessore sassanida, donatole dal suo fondatore e primo rettore, Dr. Mohammad Kar, padre di Cyrus Kar, a Ahvaz nel 1959.

L'università di Gundishapur è stata rinominata Shahid Chamran University of Ahvaz, nel 1981, in onore di Mostafa Chamran. Recentemente è stata rinominata in Ahvaz Jondishapur University of Medical Sciences.

Se si considera che l'università di Gundishapur venne fondata dal re persiano Sapore I, essa ha più di 1 700 anni, ed è la più antica università di storia dell'umanità.

L'antica Gundishapur è stata oggetto di scavi archeologici. Gli esperti del Centro di Ricerca Archeologica del Patrimonio Culturale dell'Iran e l'Istituto Orientale dell'Università di Chicago hanno condotto scavi dall'inizio dell'anno 2006.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Chrétiens en terre d'Iran: Implantation et acculturation, Rika Gyselen
  2. ^ Recueil de pièces authentiques sur les martyrs depuis les origines du christianisme jusqu'au XX siécle
  3. ^ Vol 4, p396. ISBN 978-0-521-20093-6
  4. ^ University of Tehran Overview/Historical Events Archiviato il 3 febbraio 2011 in Internet Archive.
  5. ^ Hill, Donald. Islamic Science and Engineering. 1993. Edinburgh Univ. Press. ISBN 978-0-7486-0455-5, p.4
  6. ^ Cambridge University Press, p. 173
  7. ^ Princeton University Press, 2000
  8. ^ Lestrange, 1905, p. 238

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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