Organon

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Busto romano di Aristotele

Organon (in greco antico Ὄργανον, traslitterato in Órganon, "strumento") è il nome dato da Andronico di Rodi, seguace di Aristotele tra i Peripatetici, all'edizione delle sue sei opere di logica. Queste opere sono: le Categorie, il De Interpretatione, gli Analitici primi, gli Analitici secondi, i Topici e le Confutazioni sofistiche.

Struttura dei testi principali[modifica | modifica wikitesto]

L'ordine delle opere non è quello cronologico (molto difficile da ricostruire al giorno d'oggi) ma venne deciso da Teofrasto, con l'esplicito scopo di costituire un sistema ben strutturato. In effetti sembra che alcuni di questi testi fossero in origine appunti per delle lezioni di logica. L'edizione dei testi fu curata da Andronico di Rodi nel 40 a.C. circa.[1]

  • Le Categorie (latino: Categoriae) espongono la classificazione aristotelica di tutto ciò che esiste in dieci categorie. Queste sono: sostanza, quantità, qualità, relazione, luogo, tempo, giacere, avere, agire e patire. In questo trattato Aristotele menziona i predicamenti, poi discussi da Porfirio e dai logici scolastici.
  • Il De Interpretatione (greco: Peri hermeneias) espone la teoria aristotelica della proposizione e del giudizio e le varie relazioni tra proposizioni affermative, negative, particolari e universali. Contiene il principale contributo di Aristotele alla filosofia del linguaggio. Inoltre discute il problema delle caratteristiche accidentali.
  • Gli Analitici primi (latino: Analytica Priora) introducono il suo metodo sillogistico, argomentano in favore della sua correttezza e discutono l'inferenza induttiva.
  • Gli Analitici Secondi (latino: Analytica Posteriora) si occupano della dimostrazione e della conoscenza scientifica.
  • I Topici trattano questioni concernenti la costruzione di argomenti validi e l'inferenza probabile (in opposizione a quella certa).
  • Le Confutazioni sofistiche trattano le fallacie logiche e forniscono un collegamento all'opera di Aristotele sulla retorica.

Influenza[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Aristotele, dalle "Cronache di Norimberga".

L'Organon fu utilizzato nella scuola fondata da Aristotele, il Liceo. Alcune parti delle opere sembrano essere stati appunti per delle lezioni di logica. La loro edizione a cura di Andronico di Rodi avvenne nel 50 a.C., molti anni dopo la morte di Aristotele.

Dopo il collasso dell'Impero romano nel V secolo, la gran parte dell'opera di Aristotele andò perduta nell'Occidente latino. Le Categorie e il De interpretazione, tradotti e commentati in latino da Boezio erano gli unici significativi testi di logica disponibili nell'alto Medioevo. Le altre opere di logica rimasero a lungo non disponibili in Occidente, finché non vennero tradotte in latino nel XII secolo.

L'opera di Aristotele era disponibile nell'Impero Arabo e venne studiata da pensatori islamici ed ebraici, tra cui il rabbino Mosè Maimonide e il giudice musulmano Ibn Rushd (Averroè) (1126-1198), entrambi vissuti a Cordova in Spagna. Cordova aveva 70 biblioteche, una delle quali con oltre 40000 volumi, mentr le più grandi biblioteche nell'Europa non arabizzata possedevano all'epoca 2000 volumi.

Tutti i principali filosofi scolastici scrissero commenti all'Organon. Tommaso d'Aquino, Guglielmo di Occam e Duns Scoto scrissero commenti alle Categorie e alle Confutazioni sofistiche; Roberto Grossatesta un influente commento agli Analitici Secondi.

Nell'epoca moderna] si assistette ad una rinascita dell'interesse per la logica come base dell'indagine scientifica, e un gran numero di testi, tra cui la Logica du Port-Royal in modo particolarmente efficace, rielaborarono la terminologia di Aristotele a scopi didattici. Durante questo periodo, in cui certamente la logica era ancora basata su quella di Aristotele, gli scritti aristotelici furono più raramente la base dello studio. C'era in questo periodo la tendenza a considerare il sistema logico dell'epoca come completo, il che senza dubbio ostacolò innovazioni in questo campo. Comunque Francesco Bacone pubblicò il Novum Organum nel 1620 come una critica a tutto campo alla logica aristotelica. Immanuel Kant pensava che non ci fosse niente da inventare dopo Aristotele, e un famoso storico della logica, Karl von Prantl, affermò che qualunque logico che dicesse qualcosa di nuovo a proposito della logica era "confuso, stupido o perverso". Questi esempi illustrano l'influenza avuta dalle opere logiche di Aristotele. In effetti già al tempo degli scolastici era divenuto noto come "il Filosofo", in gran parte a seguito della sua influenza su Tommaso. Il dogmatismo creato dagli scolastici in favore di Aristotele non scomparve fino al principio dell'epoca moderna.

Dopo le innovazioni logiche del XIX secolo, in particolare la logica dei predicati, la logica di Aristotele è studiata principalmente per motivi storici. C'è comunque un grande interesse per la logica dei termini a causa della sua struttura vicina alle forme di ragionamento che si incontrano nelle lingue naturali.

Altre opere di Aristotele[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Hammond, p. 64, "Andronicus Rhodus"

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Belardi, Walter 1975. Il linguaggio nella filosofia di Aristotele, Roma: Kappa Editrice.
  • Bocheński, I. M., 1951. Ancient Formal Logic. Amsterdam: North-Holland.
  • Calogero, Guido 1927. I fondamenti della logica aristotelica, (nuovae edizione Firenze: La Nuova Italia, 1968).
  • Couturat, Louis, 1961. La Logique de Leibniz. Hildesheim: Georg Olms Verlagsbuchhandlung.
  • Hammond and Scullard, 1992. The Oxford Classical Dictionary. Oxford University Press, ISBN 0-19-869117-3.
  • Jan Łukasiewicz, 1951. Aristotle's Syllogistic, from the Standpoint of Modern Formal Logic. Oxford: Clarendon Press.
  • Mignucci, Mario 1965. La teoria aristotelica della scienza, Firenze: Sansoni.
  • Mignucci, Mario 1975. L'argomentazione dimostrativa in Aristotele. Commento agli Analitici secondi, Padova: Antenore (I vol. (unico pubblicato): Commento al libro A).
  • Parry and Hacker, 1991. Aristotelian Logic. Albany: State University of New York Press.
  • Rose, Lynn E., 1968. Aristotle's Syllogistic. Springfield, Ill.: Clarence C. Thomas.
  • Sainati, Vittorio 1968. Storia dell' "Organon" aristotelico. I: Dai "Topici" al "De Interpretatione" , Firenze: Le Monnier (nuova edizione Pisa: ETS, 2011).
  • Sainati, Vittorio 1973. Storia dell' "Organon" aristotelico. II: L'analitica. Parte prima. La crisi epistemologica della Topica, Firenze: Le Monnier.
  • Scarpat, Giusepp 1950. Il discorso e le sue parti in Aristotele, Arona: paideia.
  • Veatch, Henry B., 1969. Two Logics: The Conflict between Classical and Neo-Analytic Philosophy. Evanston: Northwestern University Press.

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