Piercamillo Davigo

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Piercamillo Davigo al festival della comunicazione di Camogli 2015

Piercamillo Davigo (Candia Lomellina, 20 ottobre 1950) è un ex magistrato e saggista italiano, Presidente della II Sezione Penale presso la Corte suprema di cassazione ed ex membro togato del Consiglio superiore della magistratura[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essersi laureato in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Genova, è entrato in magistratura nel 1978. Ha iniziato la sua carriera come giudice presso il tribunale di Vigevano; poi dal 1981 è divenuto sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Milano, dove si è occupato prevalentemente di reati finanziari, societari e contro la pubblica amministrazione, nonché importanti inchieste sul crimine organizzato e sul riciclaggio di denaro sporco condotte insieme al collega Francesco Di Maggio: le più importanti, quella sulla mafia dei "colletti bianchi", che si occupava di reinvestire sul mercato milanese i profitti della droga[2], e quella scaturita dalle dichiarazioni del boss Angelo Epaminonda, che sgominarono il clan dei catanesi operante a Milano e portarono ad un maxi-processo con 122 imputati.[3][4]

In questo contesto ha fatto parte, nei primi anni novanta, del pool Mani pulite, insieme ai colleghi Antonio Di Pietro, Francesco Saverio Borrelli, Gerardo D'Ambrosio, Ilda Boccassini, Gherardo Colombo, Francesco Greco, Tiziana Parenti e Armando Spataro. È stato eletto nel parlamentino dell'Associazione nazionale magistrati (ANM), in quota alla corrente "Magistratura indipendente". Successivamente è divenuto Consigliere della Corte d'Appello di Milano. Ricopre il ruolo di Consigliere alla Corte suprema di cassazione, II Sezione Penale, dal 28 giugno 2005.

Nei primi anni duemila, Davigo e altri colleghi del pool Mani pulite sono stati oggetto di procedimenti penali da parte della Procura della Repubblica di Brescia, per uno spettro di reati che spaziava dall'abuso d'ufficio a reati eversivi contro l'ordinamento costituzionale. La più grave di queste accuse fu quella di attentato agli organi costituzionali che fu archiviata dopo due anni, non appena l'allora Ministro dell'Interno Maroni chiarì che il primo Governo Berlusconi era caduto «non per il processo ma perché la Lega aveva ritirato l'appoggio».[5]

Ha scritto vari libri, di taglio prevalentemente scientifico-giuridico. Fra i testi di divulgazione, si ricordano in particolare La Giubba del Re - Intervista sulla corruzione, scritto in collaborazione con Davide Pinardi, La corruzione in Italia - Percezione sociale e controllo penale, scritto a quattro mani con Grazia Mannozzi e Processo all'italiana con Leo Sisti. Nel 2012 è stato insignito del Premio Giovenale.[6]

Nel febbraio 2015 insieme con un gruppo di magistrati esce da Magistratura Indipendente e fonda l'associazione Autonomia e Indipendenza che lo elegge presidente.[7] Il 9 aprile 2016 viene eletto presidente dell'Associazione nazionale magistrati, per la durata di un anno,[8] fino al 1º aprile 2017. Il 30 maggio 2016 è stato nominato presidente di sezione presso la Corte suprema di cassazione con 18 voti favorevoli dal plenum del Consiglio superiore della magistratura (CSM). Nel luglio 2017 lascia la giunta di ANM in polemica sulle modalità di scelta degli incarichi direttivi dei magistrati.[9]

Nel luglio 2018 viene eletto membro del CSM per la componente dei magistrati con funzioni di legittimità, con 2 522 voti su 9 102 aventi diritto.[10] Il 21 ottobre 2020 l'ex pm di Mani Pulite va in pensione, visto il compimento dei 70 anni di età (una legge approvata durante il governo Renzi aveva anticipato il limite per la permanenza in magistratura); decade inoltre dall'incarico di consigliere del CSM, poiché, secondo la maggioranza del plenum, la perdita sopravvenuta della qualità di magistrato sarebbe incompatibile con la carica di consigliere togato.[11][12][13][14][15] Davigo ricorre alla giustizia amministrativa, che declina la giurisdizione e rimette la controversia al giudice ordinario.[16][17][18]

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio 2021 è indagato dalla Procura della Repubblica di Brescia per il reato di rivelazione di segreto d'ufficio. L'accusa è relativa a verbali di interrogatori di persone indagate coperti da segreto istruttorio e consegnatigli informalmente nell'aprile 2020, quando Davigo era consigliere del Consiglio superiore della magistratura, da parte del pubblico ministero di Milano Paolo Storari. Dal canto suo Davigo ha replicato che Storari gli aveva "segnalato una situazione critica e dato il materiale necessario per farmi un'opinione".[19]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • D. Pinardi (a cura di), La giubba del re. Intervista sulla corruzione, Collana Saggi tascabili n.222, Roma-Bari, Laterza, 1998-2004, ISBN 978-88-42-05567-9.
  • P. Davigo-Grazia Mannozzi, La corruzione in Italia. Percezione sociale e controllo penale, Collana Libri del tempo n.407, Roma-Bari, Laterza, 2007, ISBN 978-88-42-08386-3.
  • P. Davigo-Leo Sisti, Processo all'italiana, Collana I Robinson. Letture, Roma-Bari, Laterza, 2012, ISBN 978-88-42-09904-8.
  • Gherardo Colombo-P. Davigo, La tua giustizia non è la mia. Dialogo fra due magistrati in perenne disaccordo, Collana Le spade n.43, Milano, Longanesi, 2016, ISBN 978-88-30-44660-1.
  • Il sistema della corruzione, Collana I Robinson, Roma-Bari, Laterza, 2017, ISBN 978-88-58-12672-1.
  • Sebastiano Ardita-P. Davigo, Giustizialisti. Così la politica lega le mani alla magistratura, Prefazione di Marco Travaglio, Roma, Paper First, 2017, ISBN 978-88-99-78410-2.
  • "In Italia violare la legge conviene". Vero!, Collana Idòla, Roma-Bari, Laterza, 2018, ISBN 978-88-5812-790-2.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ https://www.csm.it/web/csm-internet/csm/composizione/consiliatura-attuale
  2. ^ COLPITO L'IMPERO DELLA MAFIA MILANESE - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 25 gennaio 2021.
  3. ^ MORTO FRANCESCO DI MAGGIO, GIUDICE DI FRONTIERA - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 25 gennaio 2021.
  4. ^ GANGSTER - STORY IN SCENA A MILANO - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 25 gennaio 2021.
  5. ^ Quando Totò Riina fu arrestato: "In carcere le guardie gli urlavano 'Stai zitto, prigioniero'", su Palermo Today, 11 febbraio 2020 (archiviato il 12 febbraio 2020).
  6. ^ Il premio Giovenale a Piercamillo Davigo, su losservatore.it (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  7. ^ ATTO COSTITUTIVO DELL’ASSOCIAZIONE “AUTONOMIA E INDIPENDENZA”, su autonomiaeindipendenza.it. URL consultato il 26 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2016).
  8. ^ Giustizia, Davigo nuovo presidente Anm: "Con governo dialogo, ma vogliamo rispetto", su la Repubblica, 9 aprile 2016. URL consultato il 6 luglio 2020.
  9. ^ Virginia Piccolillo, Davigo lascia la giunta Anm con tutta la sua corrente, su Corriere della Sera, 7 luglio 2017. URL consultato il 6 luglio 2020.
  10. ^ Nicola Barone, Csm, Piercamillo Davigo primo degli eletti in Cassazione, 11 luglio 2018.
  11. ^ La Repubblica, 19 Ottobre 2020.
  12. ^ HuffPost Italia, 19 Ottobre 2020.
  13. ^ Il Fatto Quotidiano, 19 Ottobre 2020.
  14. ^ Il Fatto Quotidiano, 20 Ottobre 2020.
  15. ^ Il Fatto Quotidiano, 20 Ottobre 2020.
  16. ^ La Repubblica, 21 Ottobre 2020.
  17. ^ La Repubblica, 22 Ottobre 2020.
  18. ^ La Repubblica, 7 Gennaio 2021.
  19. ^ Caso Eni, ex-pm Davigo indagato a Brescia. L'accusa è rivelazione del segreto d'ufficio - La Repubblica

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