Associazione nazionale magistrati

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Associazione nazionale magistrati
AbbreviazioneANM
Fondazione1909
Scioglimento(1925, rifondata nel 1944)
PresidenteItalia Eugenio Albamonte
Lingua ufficialeitaliano
Membri8.284 (2011)
Sito web

L'Associazione nazionale magistrati (in sigla ANM) è l'organismo rappresentativo, senza carattere politico[1], che raggruppa i magistrati italiani. Non è un sindacato, non ha potere di contrattazione sulle retribuzioni, che sono stabilite con decreto ministeriale.

Al 2011 sono iscritti 8.284 degli 8.886 magistrati italiani in servizio (il 93,2%).[2] È guidata da un comitato direttivo centrale eletto ogni quattro anni e composto da 36 membri.[2]

Scopo[modifica | modifica wikitesto]

Gli scopi dell'ANM sono enunciati nell'articolo 2 del suo statuto:[1]

  1. dare opera affinché il carattere, le funzioni e le prerogative del potere giudiziario, rispetto agli altri poteri dello Stato, siano definiti e garantiti secondo le norme costituzionali;
  2. propugnare l'attuazione di un ordinamento giudiziario che realizzi l'organizzazione autonoma della magistratura in conformità delle esigenze dello Stato di diritto in un regime democratico;
  3. tutelare gli interessi morali ed economici dei magistrati, il prestigio ed il rispetto della funzione giudiziaria;
  4. promuovere il rispetto del principio di parità di genere tra i magistrati in tutte le sedi associative [...];
  5. dare il contributo della scienza ed esperienza della magistratura nell'elaborazione delle riforme legislative, con particolare riguardo all'Ordinamento Giudiziario.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sorta a Milano nel 1909[3] come Associazione generale dei magistrati[2], sciolta nel 1925 dal regime fascista. È stata rifondata nel 1944 a Roma come ANM. Negli anni '50 nacquero le "correnti" interne all'ANM, e la prima fu "Terzo potere". Nel 1961 uscì da ANM l'Unione magistrati italiani, per rientrarvi nel 1972. Dal 1963 la componente di maggioranza relativa era Magistratura indipendente. Dal 1981 lo è divenuta Unità per la Costituzione.

L'ANM cura la pubblicazione del periodico trimestrale La Magistratura ed è tra i membri fondatori dell'Unione internazionale dei magistrati.[2]

Nel 2000 divenne presidente Giuseppe Gennaro fino al 2002, che fu poi rieletto nel 2006 succedendo a Ciro Riviezzo, presidente per un anno[4]. Dal 2002 al 2005 fu presidente Edmondo Bruti Liberati.

Nel novembre 2007 divenne presidente Simone Luerti, che si dimise pochi mesi dopo e presidente dal maggio 2008 fino al marzo 2012 è stato Luca Palamara; segretario generale Giuseppe Cascini. Nel marzo 2012 Rodolfo Maria Sabelli, sostituto procuratore presso la Direzione distrettuale antimafia di Roma, diventa il nuovo presidente[5], Maurizio Carbone, sostituto procuratore presso la Procura di Taranto, il nuovo segretario generale.

Nell'aprile 2016 è eletto presidente Piercamillo Davigo[6], che è rimasto in carica per un anno, per poi essere sostituito da Eugenio Albamonte, nell'aprile 2017.[7] Nel luglio 2017 lascia la giunta di ANM, insieme a tutta la corrente "Autonomia e Indipendenza" in polemica sulle modalità di scelta degli incarichi direttivi dei magistrati.[8]

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il comitato direttivo centrale, composto di 36 membri, è eletto ogni quattro anni con il metodo proporzionale.

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Correnti interne[modifica | modifica wikitesto]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

L'ANM è stata accusata di atteggiamenti corporativi e immobilismo da esponenti del Popolo delle Libertà e del Partito Radicale.[11]

Il 19 novembre 2008 l'ANM si è appellata all'ONU allarmata per i «duri attacchi alle decisioni della magistratura venuti da esponenti politici e dallo stesso primo ministro», e per i progetti di riforma del Consiglio superiore della magistratura che vogliono «sminuirne il ruolo di garanzia dell'indipendenza della magistratura».

L'avallo dell'ANM all'allontanamento dei magistrati di Salerno in seguito al caso di Luigi De Magistris è stato criticato da Marco Travaglio[12].

I magistrati Ilda Boccassini[13] e Luigi De Magistris[14] si sono dimessi dell'ANM rispettivamente nel 2008 e nel 2009.

Nel marzo 2017 Tommasina Cotroneo (consigliere presso la Corte di Appello di Reggio Calabria) entra a far parte della Giunta Esecutiva Centrale dell'ANM[15],nonostante sia imparentata con alcuni esponenti della 'ndrangheta[non chiaro] e cognata della giudice Francesca Di Landro[16][17][18].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Statuto dell'ANM, Home page ANM
  2. ^ a b c d L'home page dell'Associazione nazionale magistrati
  3. ^ Vladimiro Zagrebelsky, «La magistratura ordinaria dalla Costituzione a oggi», in Storia d'Italia - I corpi e la legge, Giulio Einaudi editore, 1998 [Il Sole 24 ORE, 2006], p. 714.
  4. ^ http://www.repubblica.it/2005/l/sezioni/politica/toghe1/gennaro/gennaro.html
  5. ^ Anm, Rodolfo Sabelli nuovo presidente. È il pm romano dell'inchiesta sulla P3 | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano
  6. ^ http://www.repubblica.it/politica/2016/04/09/news/giustizia_davigo_con_governo_dialogo_ma_pretendiamo_rispetto_-137255353/
  7. ^ Albamonte è il nuovo presidente dei magistrati: “La politica dia risposte sul tema dei nuovi diritti”, su LaStampa.it. URL consultato il 1° aprile 2017.
  8. ^ www.corriere.it
  9. ^ http://www.associazionemagistrati.it/allegati/riepilogo_voti_per-nome-2016.pdf
  10. ^ L'Associazione nazionale magistrati Archiviato il 3 febbraio 2010 in Internet Archive.
  11. ^ «Sono corporativi temono scelte bipartisan» Rita Bernardini intervistata da Gian Guido Vecchi, Corriere della Sera, 22 agosto 2008
  12. ^ Associazione Nazionale Magistrati Strabici, Passaparola di Marco Travaglio, Blog di Beppe Grillo, 22 dicembre 2008
  13. ^ Boccassini, addio al sindacato delle toghe, di Luigi Ferrarella, Corriere della Sera, 9 gennaio 2008
  14. ^ De Magistris dice addio all'Anm, Corriere della Sera, 24 gennaio 2009.
  15. ^ Tommasina Cotroneo, su avveniredicalabria.it.
  16. ^ Diffamazione. Chiesti 20 milioni di danni a Francesco Forgione dal Pg di Reggio Calabria e dalla figlia., tp24.it, 07/01/2013. URL consultato il 22/05/2016.
  17. ^ Francesco Forgione, Porto franco. Politici, manager e spioni nella repubblica della 'ndrangheta, Dalai, 2012, pp. 373-374.
  18. ^ Le dottoresse Tommasina Cotroneo e Francesca Di Landro hanno proposto azione giudiziaria nei confronti del sig. Francesco Forgione, ritenendo falso e gravemente diffamatorio il contenuto del libro "Porto Franco" che le riguarda (causa Trib. Catanzaro RG n.198/2013).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Stefano Livadiotti, Magistrati. L'ultracasta, Bompiani editore, 2009
  • Massimo Martinelli, La palude, Gremese Editore, 2008

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]