Paolo Isotta

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Paolo Isotta (Napoli, 18 ottobre 1950) è un critico musicale, musicologo e scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un avvocato civilista, frequentò il liceo classico Umberto I di Napoli e poi le facoltà di Giurisprudenza e di Lettere della Università di Napoli Federico II. Ha studiato pianoforte con Vincenzo Vitale e composizione con Renato Parodi e Renato Dionisi.[1]

Nel 1971, ottiene una cattedra come professore straordinario al Conservatorio Francesco Cilea di Reggio Calabria, per poi diventare ordinario a Torino e poi a Napoli; nel 1994 lascerà l'insegnamento «per progressiva intolleranza verso gli allievi attuali». Nel gennaio 2019 il Conservatorio di Musica "San Pietro a Majella" di Napoli lo ha decretato Professore Emerito (protocollo n. 4978)[2].

Nel 1974, viene assunto come critico musicale al neonato Il Giornale di Indro Montanelli.[1] Nel 1980, passa al Corriere della Sera, dove continuerà la sua attività di critico fino al 2015. Nel corso degli anni '80 dirige con Piero Buscaroli le collane Musica e Storia per Mondadori e La Musica per Rusconi.[3] Nel 1981 firma la biografia di Dino Ciani per il Dizionario biografico degli italiani dell'Enciclopedia Treccani[4].

Nel corso della sua attività di giornalista musicale, accanto agli elzeviri pubblicati in larga parte sul Corriere della Sera, per i quali nel 1990 è stato insignito del Premiolino[5], scrive diversi saggi di storia della musica e musicologia; tra i libri I diamanti della corona (1974), primo libro mai dedicato alle opere serie di Gioachino Rossini, e Il ventriloquo di Dio (1983), presentato dal germanista Giorgio Zampa, sull'influenza della musica nelle opere di Thomas Mann.[1] Nel 1992 ha presentato nove puntate, su Rai 3, della serie Grandi interpreti, dedicate al direttore d'orchestra rumeno Sergiu Celibidache.[6]

Nel 2013 pubblica un articolo fortemente critico verso Daniel Harding e, indirettamente, Claudio Abbado, a seguito del quale Stéphane Lissner, sovrintendente del Teatro alla Scala di Milano, lo dichiara "persona non gradita".[7][8][9]

Il 16 ottobre 2015, annunciava sulle colonne del Corriere la fine della sua collaborazione al giornale milanese: «Torno a essere un musicista e null'altro che questo. Col presente articolo si chiude la mia attività di critico musicale svolta per più di quarantadue anni».[10] Ha dichiarato che intende dedicarsi d'ora in avanti solo allo studio e alla scrittura di nuovi libri.[11] In seguito, ha prodotto nuove opere saggistiche su Verdi[12], Paisiello[13], Wagner, la storia dei Conservatori napoletani (De Parthenopes musices disciplina. L'educazione musicale a Napoli dal Medio Evo ai giorni nostri, Napoli, 2018)[14], Rocco Pagliara, Donizetti[15], Rossini, ancora Verdi, i sentimenti degli animali in musica e letteratura (Meeting "Le due culture", settembre 2016; Il canto degli animali. I nostri fratelli e i loro sentimenti in musica e in poesia, Marsilio, 2017), La dotta lira. Ovidio e la musica (Marsilio, 2018), il primo libro mai dedicato a un tema fondamentale della storia della cultura dal Rinascimento ai giorni nostri.

Dal 21 ottobre 2015 inizia la sua attuale collaborazione su Il Fatto Quotidiano, dove scrive di musica, cultura, politica e costume.[16] Dal 2018 collabora anche con il quotidiano Libero.

I suoi libri, dei quali quelli degli ultimi anni sono stati giudicati importanti opere della letteratura italiana[17][18], sono stati elogiati da personalità della cultura e dell'arte come Isaiah Berlin[19], Giorgio Zampa[20], Gregorio Sciltian, Roman Vlad, Gennaro Sasso, Aldo Masullo, Luigi Baldacci[21], Emanuele Severino[22], Raffaele La Capria[17], Ortensio Zecchino, Vincenzo Scotti, Ciriaco De Mita, Gerardo Bianco, Giuseppe Galasso, Fulvio Tessitore, Alessandro Barchiesi, John. A. Rice, Otto Biba, Quirino Principe,[23]. Nel settembre 2017 gli è stato conferito il Premio "Isaiah Berlin" "per altissimi meriti culturali", dopo Mario Vargas Llosa, Ralf Dahrendorf, Amartya Sen, Giuseppe Galasso, Giovanni Sartori, Andrea Carandini e altri.

Dal febbraio 2019 è professore Emerito del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli.

È iscritto al Partito Radicale e all'Associazione "Luca Coscioni".

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Caldara: problemi e prospettive, Firenze, Leo S. Olschki, 1971.
  • I diamanti della corona. Grammatica del Rossini napoletano, Torino, Utet, 1974
  • I sentieri della musica, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1979.
  • Un incontro al vertice. Mozart e il "Messia" di Haendel, Milano, 1980
  • Dixit Dominus Domino meo. Struttura e semantica in Händel e Vivaldi, Milano, Edizioni Internazionali di Musica Sacra, 1980.
  • Per una lettura de "Il Turco in Italia" di Rossini, 1984
  • Il ventriloquo di Dio: Thomas Mann e la musica nell'opera letteraria, presentazione di Giorgio Zampa, Milano, Rizzoli, 1983.
  • Le ali di Wieland. Sette temi musicali, Milano, Rizzoli, 1984.
  • Trasposizioni pianistiche di Paganini, in "Atti del Congresso Internazionale di Studi paganiniani", Genova, 1984.
  • Protagonisti della musica, Milano, Longanesi, 1988.
  • Victor De Sabata. Un compositore, Milano, 1992
  • Omaggio a Renata Tebaldi, Milano, 2002
  • La virtù dell'elefante. La musica, i libri, gli amici e San Gennaro, Venezia, Marsilio Editori, 2014. Premio Acqui Storia 2015
  • Altri canti di Marte. Udire in voce mista al dolce suono, Venezia, Marsilio Editori, 2015.
  • Les Vepres siciliennes: Verdi e il trionfo dell'amor paterno (in lingua croata); Zagabria, 2015
  • Un quinto angelo di nome Leonora, Venezia, Edizioni del Teatro La Fenice, 2016
  • Otello: Shakespeare, Napoli, Rossini, Napoli, Edizioni del Teatro San Carlo, 2016.
  • Paisiello e il mito di Fedra, Napoli, "Quaderni di Napoli nobilissima", 2016. Premio "Giovanni Paisiello" 2017.
  • Jérusalem. Verdi et la persécution de l'honneur, Liegi, Opéra Royale de Wallonie, 2017.
  • Martucci, Rocco Pagliara e la rosa dei venti wagneriana: Bayreuth, Parigi, Napoli, "Napoli nobilissima", 2017
  • L'estetica della Bellezza nei "Meistersinger von Nuernberg" di Wagner, Ariano Irpino, Edizioni Biogem, 2017.
  • Il canto degli animali. I nostri fratelli e i loro sentimenti in musica e in poesia, Venezia, Marsilio, 2017
  • De Parthenopes musices disciplina, Napoli, edizioni arte-m, 2018.
  • "Non si pasce di cibo mortale chi si pasce di cibo celeste". Il convito e la fame tra mito, musica, poesia e teatro napoletano, Ariano Irpino, Edizioni Biogem, 2018.
  • La dotta lira. Ovidio e la musica, Venezia, Marsilio, 2018.
  • La tradizione napoletana dei Responsori per la Settimana Santa. Tenebra della Passione e luce di Leonardo Leo, "Napoli nobilissima", 2018.
  • Rossini 1868-2018. Schizzo per un ritratto, Roma, 2018
  • La rivoluzione estetica del "Rigoletto", Roma, 2019

Curatele[modifica | modifica wikitesto]

  • Gioacchino Rossini, Mosè in Egitto, a cura di Paolo Isotta, Torino, UTET 1974
  • Henry Barraud, Berlioz, a cura di Paolo Isotta, Milano, Rusconi, 1978.
  • Joseph Edward Dent, Il teatro di Mozart, a cura di Paolo Isotta, Milano, Rusconi, 1979.
  • Curt Sachs, Storia degli strumenti musicali, a cura di Paolo Isotta, Milano, Mondadori, 1980.
  • F. Manfred Bukofzer, La musica barocca, a cura di Paolo Isotta, Milano, Rusconi, 1982.
  • Friedrich Blume, Storia della musica, a cura di Paolo Isotta, Milano, Mondadori, 1984.

Introduzioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Locchi, Wagner, Nietzsche e il mito sovrumanista, con un saggio introduttivo di Paolo Isotta, Napoli, Akropolis, 1982.
  • Richard Wagner, L'opera d'arte dell'avvenire, con un saggio introduttivo di Paolo Isotta, Milano, Rizzoli, 1983.
  • Franz Liszt, Lohengrin e Tannhäuser di Richard Wagner, introduzione di Paolo Isotta, Milano, Mondadori, 1983.
  • Thomas Mann, Scritti su Wagner, introduzione di Paolo Isotta, Milano, Mondadori, 1984.

Prefazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sara Zurletti, Amore luminoso, ridente morte : il mito di Tristano nella Morte a Venezia di Thomas Mann, prefazione di Paolo Isotta, Roma, Castelvecchi, 2016.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte
— 20 aprile 2006[24][25]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Daniela Doremi, Paolo Isotta, su Giorgio Dell’Arti (a cura di), Catalogo dei viventi 2015, Corriere della Sera, 2 novembre 2015. URL consultato il 15 maggio 2016.
  2. ^ Decreto del Consiglio Accademico e del Consiglio di Amministrazione ., in Corriere del Mezzogiorno 07/02/2019.
  3. ^ Alessandro Gnocchi, L'imbarazzante silenzio su Buscaroli [collegamento interrotto], su ilgiornale.it, 18 febbraio 2016. URL consultato il 15 maggio 2016.
  4. ^ Paolo Isotta, Ciani, Dino, su Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 25, Treccani, 1981. URL consultato il 24 giugno 2016.
  5. ^ Vincitori del Premiolino (PDF), su premiolino.it. URL consultato il 22 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 9 agosto 2016).
  6. ^ RaiTre: "Grandi interpreti", su Adnkronos.com, 13 giugno 1992.
  7. ^ Egle Santolini, Quel critico controverso bandito dalla Scala, La Stampa, 3 febbraio 2013. URL consultato il 15 maggio 2016.
  8. ^ Pietrangelo Buttafuoco, Il caso Isotta, La Stampa, 14 dicembre 2013. URL consultato il 15 maggio 2016.
  9. ^ (EN) Lizzy Davies, La Scala blacklists veteran music critic, in The Guardian, 3 febbraio 2013. URL consultato il 22 giugno 2016.
  10. ^ Paolo Isotta, Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny, Corriere della Sera, 16 ottobre 2015. URL consultato il 15 maggio 2016.
  11. ^ Confronto fra Paolo Isotta e Marco Pannella, in Radio Radicale, Roma, 25 novembre 2014. URL consultato il 15 maggio 2016.
  12. ^ Paolo Isotta, Les Vêpres Siciliennes: Verdi ili trijumf očinske ljubavi, su hnk.hr. URL consultato il 19 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 21 agosto 2016).
  13. ^ Natascia Festa, Paolo Isotta: «Paisiello un vero genio Ma era opportunista e donnaiuolo», in Corriere del Mezzogiorno, 15 luglio 2016.
  14. ^ Ariano Irpino, il meeting Le Due Culture aprirà le porte di Biogem, su napoli.repubblica.it.
  15. ^ Serata musicale con lo scrittore, critico musicale Paolo Isotta e il pianista Nazzareno Carusi, su iicstrasburgo.esteri.it.
  16. ^ Binario, triste e solitario, su Dagospia.com, 21 ottobre 2015.
  17. ^ a b Raffaele La Capria, Tutte le note di Napoli, in Corriere della Sera, 8 ottobre 2014, p. 34.
  18. ^ Vladimiro Bottone, Sbertucciati fin nell'Ade, in L'indice dei libri del mese, marzo 2015.
  19. ^ Volume 39, in Epoca, 1988, p. 56.
  20. ^ Monica Farnetti, La scrittura concertante, Roma, Bulzoni, 1990, p. 19.
  21. ^ Luigi Baldacci, Uomini e musica, in Il Tempo, 28 maggio 1977, p. 3.
  22. ^ Emanuele Severino, Thomas Mann, la musica e il patto col diavolo, in Corriere della Sera, 31 maggio 1983, p. 3.
  23. ^ Quirino Principe, Divampa la guerra di Isotta, in Il Sole 24 Ore, 27 dicembre 2015, p. 35.
  24. ^ Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte - Isotta Prof. Paolo, su Quirinale.it. URL consultato il 15 maggio 2016.
  25. ^ Carlotta De Leo, Medaglia d'oro a Carandini, Dorfles e Isotta, Corriere della Sera, 17 luglio 2007. URL consultato il 15 maggio 2016.

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