Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo
LOGO AGENZIA.png
SiglaAICS
StatoItalia Italia
TipoEnte pubblico
Istituito11 agosto 2014
PredecessoreLaura Frigenti
Operativo dalgennaio 2016
RiformeLegge 125/2014
DirettoreLuca Maestripieri
SedeRoma
IndirizzoVia Salvatore Contarini, 25
Sito webwww.aics.gov.it

L'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (in acronimo AICS) è l'agenzia pubblica che si occupa di promozione dello sviluppo internazionale, aiuto pubblico ed emergenze umanitarie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'istituzione dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo è tra le principali novità della legge (l. 125/2014)[1] che riforma la precedente normativa della Cooperazione (l.49/87), rimasta in vigore per quasi trent'anni.[2]

L'AICS è un ente pubblico dotato di personalità giuridica ed autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, organizzativa, contabile e finanziaria. Come tutte le agenzie pubbliche è vigilata da un ministero che, nel caso dell'AICS, è il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (MAECI), tramite la Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo, di cui deve rispettare direttive, obiettivi ed indirizzi.

La sua sede principale è a Roma in via Salvatore Contarini, 25, in Italia ha una sede tecnica a Firenze e all'estero ha 18 uffici locali: El Salvador, La Paz, Cuba, Tunisi, Tirana, Gerusalemme, Amman, Beirut, Kabul, Islamabad, Yangon, Hanoi, Addis Abeba, Maputo, Khartoum, Dakar, Il Cairo, Nairobi.

Caratteristiche ed obiettivi[modifica | modifica wikitesto]

Nella nuova Legge 125/2014[1] sono indicate le finalità dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo:

  • sradicamento della povertà;
  • riduzione delle disuguaglianze;
  • affermazione dei diritti umani;
  • affermazione della dignità degli individui compresa l’uguaglianza di genere e le pari opportunità;
  • prevenire i conflitti a sostegno ai processi di pacificazione;
  • delineare le politiche migratorie condivise;
  • armonizzare le politiche nazionali di cooperazione con quelle dell’Unione europea;
  • riconoscere alle Regioni ed agli altri Enti territoriali, la possibilità di attuare iniziative di cooperazione allo sviluppo con organismi di analoga rappresentatività territoriale;
  • interventi di emergenza umanitaria.[3]

In generale riguardano gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Settori di intervento[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo economico[modifica | modifica wikitesto]

In generale può riguardare, la tutela del patrimonio culturale, gli impatti delle migrazioni sulle comunità di appartenenza e lo sviluppo del settore privato per la tutela del lavoratore salvaguardando l'ambiente e supportando l'iniziativa privata,[4] inoltre a marzo 2016 è stata siglata una convenzione con ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile).[5]

Sviluppo umano[modifica | modifica wikitesto]

Salvaguardia dei diritti umani, diritto alla salute, diritto all'educazione e all'uguaglianza di genere, con la tutela della disabilità.

Ambiente e territorio[modifica | modifica wikitesto]

Promuove e sostiene progetti per migliorare gli impatti ambientali e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, ha siglato a tal proposito un protocollo d'intesa con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.[6]

Sviluppo rurale e sicurezza alimentare[modifica | modifica wikitesto]

Attua delle iniziative di sviluppo agricolo e del territorio rurale, con il sostegno alle istituzioni e alle comunità interessate nella gestione e valorizzazione delle risorse naturali (acqua, suolo, clima, biodiversità) inoltre si propone di migliorare le produzioni alimentari per una corretta e sana nutrizione della popolazione anche con lo sviluppo di nuove conoscenze e tecnologie.

Emergenza e Stati fragili[modifica | modifica wikitesto]

La Cooperazione fornisce interventi tempestivi per la prima emergenza (Relief), per emergenza (Recovery and Rehabilitation) e post-emergenza (LLRD – Linking Relief and Rehabilitation to Development) offrendo assistenza alle popolazioni vittime di crisi umanitarie e tutela gli stati fragili dove ci possono essere situazioni di conflitto, questioni climatiche preoccupanti, problemi di governance, povertà assoluta o un alto tasso di violenza.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Legge 11 agosto 2014, n. 125, Gazzetta Ufficiale
  2. ^ Legge 26 febbraio 1987. n. 49 Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive., Cooperazione Italiana allo Sviluppo
  3. ^ La Riforma della Cooperazione, Farnesina
  4. ^ Settore privato Archiviato il 21 febbraio 2017 in Internet Archive., Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo
  5. ^ Convenzione, ENEA
  6. ^ Cooperazione internazionale: firmato Protocollo di Intesa Ministero dell’Ambiente - AICS, Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare
  7. ^ Emergenza e stati fragili Archiviato il 22 febbraio 2017 in Internet Archive., Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]