Parco degli Acquedotti

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Coordinate: 41°50′41.93″N 12°33′55.58″E / 41.84498°N 12.565439°E41.84498; 12.565439

Parco degli Acquedotti
The park of the aqueducts.jpg
Acquedotto Claudio
Localizzazione
Stato Italia Italia
Indirizzo Roma, Municipio VII
Informazioni generali
Tipo Parco pubblico, parco storico[3]
Superficie 240 ettari[1]
Inaugurazione 1988[2]
Gestore Parco Regionale dell'Appia Antica
Apertura Sempre aperto
Ingressi Via Lemonia, via delle Capannelle, viale Appio Claudio
Sito web www.parcoappiaantica.org

Il Parco degli Acquedotti è un'area verde urbana di Roma, all'interno del municipio VII, facente parte del Parco regionale suburbano dell'Appia antica, compreso tra il quartiere Appio Claudio, via delle Capannelle e la linea ferroviaria Roma-Cassino-Napoli, per un'estensione di circa 240 ettari[4].

Il nome deriva dalla presenza in elevato o sotterranea di sette acquedotti romani e papali che rifornivano l'antica Roma: Anio Vetus (sotterraneo), Marcia, Tepula, Iulia e Felice (sovrapposti), Claudio e Anio Novus (sovrapposti). In passato l'area era nota come Roma Vecchia dal nome dell'omonimo casale.

Rappresenta il residuo di un tratto di Agro Romano che originariamente si estendeva senza interruzioni fino ai Colli Albani, ed è ricco di vegetazione arborea, in particolare i pini. Comprende anche un laghetto che sgorga dall'acquedotto Felice e che dà vita a un corso d'acqua e a una cascata che ricalcano l'antica marrana dell'Acqua Mariana.

La vista dal parco spazia verso i Castelli Romani e i quartieri limitrofi, ma subisce il frequente passaggio a bassa quota di aerei in fase di atterraggio al vicino aeroporto di Ciampino. È meta frequente di visitatori e amatori che possono godere di estesi percorsi in terra battuta per jogging e mountain bike, oltre agli impianti sportivi privati esistenti sull'area dedicati a calcio, calcetto, tennis, rugby e golf. Vi si svolgono ancora attività agricole e di allevamento.

Storia del parco[modifica | modifica wikitesto]

La zona, destinata a verde pubblico dal piano regolatore del 1965, negli anni settanta era stata espropriata e liberata dalle baraccopoli, i cosiddetti "borghetti" che si addossavano all'acquedotto Felice e verso i quali si era impegnato don Roberto Sardelli. Sebbene la sovrintendenza avesse provveduto ai restauri, tutto era rimasto piuttosto abbandonato e nuove costruzioni abusive sorgevano di continuo nell'area.

Nel 1986, di fronte allo stato di degrado dell'area e al rischio di speculazione edilizia, alcuni cittadini crearono il Comitato per la salvaguardia del Parco degli Acquedotti e di Roma Vecchia. Grazie anche all'appoggio di alcuni intellettuali, come Lorenzo Quilici, il comitato riuscì nel 1988 a far inserire l'area degli Acquedotti nel Parco regionale dell'Appia antica[2].

Gli ultimi interventi di miglioramento realizzati sono l'eliminazione dei vecchi orti abusivi, il ripristino idrico e paesaggistico della marrana dell'Acqua Mariana e il collegamento ciclo-pedonale con l'area di Tor Fiscale.

Il parco è stato utilizzato come set cinematografico per diverse produzioni, tra cui La dolce vita, Mamma Roma, Il marchese del Grillo, La grande bellezza e la serie televisiva Roma.

Luoghi rilevanti[modifica | modifica wikitesto]

Nell'area del parco sono presenti numerosi resti archeologici[5], oltre alla chiesa parrocchiale di San Policarpo:

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

Metropolitana di Roma A.svg È raggiungibile dalle stazioni Cinecittà, Lucio Sestio, Subaugusta e Giulio Agricola.
Ferrovia regionale laziale FL4.svg
 È raggiungibile dalla stazione di: Capannelle.
Ferrovia regionale laziale FL6.svg
 È raggiungibile dalla stazione di: Capannelle.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Numeri del Parco dell'Appia Antica
  2. ^ a b Abstract della tesi "Il Parco degli Acquedotti" di Paola Sozio (PDF), parcoappiaantica.it. URL consultato il 18-05-2010.
  3. ^ Parco degli Acquedotti, 060608.it. URL consultato il 18-05-2010.
  4. ^ Numeri del Parco dell'Appia Antica.
  5. ^ Itinerario a piedi nel parco (file pdf)

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