Villa Doria Pamphilj

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 41°53′16.03″N 12°27′01.9″E / 41.887787°N 12.450528°E41.887787; 12.450528

Villa Doria Pamphilj
Sede ufficiale di rappresentanza del governo italiano
Villa Doria Pamphili.JPG
Villa Pamphilj
Localizzazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo Municipio XII
Informazioni generali
Tipo Villa, parco storico[1]
Superficie 184 ettari
Inaugurazione 1972
Gestore Roma Capitale
Apertura ottobre - febbraio: 7:00 - 18:00 marzo e settembre: 7:00 - 20:00 aprile - agosto: 7:00 - 21:00
Ingressi Via Aurelia Antica, Via Leone XIII (Olimpica), Largo Martin Luther King, Via della Nocetta, Via Vitellia, Piazza di San Pancrazio, Largo 3 Giugno 1849
Realizzazione
Architetto Alessandro Algardi, Giovanni Francesco Grimaldi
Sito web www.villapamphili.it

La villa Doria Pamphilj è il più grande parco pubblico urbano di Roma (184 ettari), appena fuori dalle mura nel quartiere Gianicolense, sulle propaggini occidentali del Gianicolo, compresa tra via Aurelia Antica e via Vitellia. Al suo interno sorge il Casino del Bel Respiro o Algardi, che è sede di rappresentanza ufficiale del governo italiano.

Trae origine dalla tenuta di campagna dell'omonima famiglia nobile romana, progettata da Alessandro Algardi e Giovanni Francesco Grimaldi nel Seicento, dalla fusione di diverse vigne preesistenti[2]. Fu espropriata nel corso del Novecento, divisa in due nel 1960 per l'apertura di via Leone XIII (tratto della via Olimpica), e aperta al pubblico nel 1972.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Quello che all'epoca era solo un modesto appezzamento agricolo fuori dalle mura gianicolensi, la cosiddetta Villa vecchia, venne acquistata dal nobile Panfilo Pamphili il 23 ottobre 1630. Tra il 1644 e il 1652, mentre la famiglia Pamphili otteneva prestigio grazie al pontificato di Innocenzo X, fu affidata la progettazione della Villa nuova allo scultore Alessandro Algardi e al pittore Giovanni Francesco Grimaldi, con la collaborazione del botanico Tobia Aldini per quanto riguardava i giardini[3].

Nel 1849 la villa fu teatro di una delle più cruente battaglie per la difesa della Repubblica Romana: le truppe francesi il 2 giugno occuparono villa Corsini, e il giorno successivo le truppe garibaldine tentarono invano di riconquistarla. Durante uno degli assalti morì il colonnello Angelo Masina e fu ferito a morte Goffredo Mameli, autore dei versi dell'inno nazionale italiano.

Nel 1856 la villa fu unita alla confinante villa Corsini e tutto il complesso venne trasformato in una grande azienda agricola. Iniziati i primi espropri da parte del Comune di Roma nel 1939, il nucleo originario della villa fu acquistato dalla Stato Italiano nel 1957. Oltre 168 ettari furono acquisiti dalla municipalità romana; la parte occidentale nel 1965 e la restante nel 1971, con apertura al pubblico nel 1972.

Rimane proprietà della famiglia Doria-Pamphilj la cappella funeraria opera di Edoardo Collamarini.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Villa Doria Pamphilj, 060608.it. URL consultato il 19 maggio 2010.
  2. ^ Carla Benocci, Villa Doria Pamphilj, Roma, Archivio Storico Culturale del Municipio Roma XVI, 2005.
  3. ^ Carla Benocci, Il Parco di Villa Doria Pamphilj, Roma, Fratelli Palombi Editori, 1990.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Carmelo Calci, Fiorenzo Catalli, «Pavimenti degli ultimi sepolcri scoperti nella necropoli di Villa Doria Pamphilj», in Atti del VII Colloquio dell'Associazione Italiana per lo Studio e la Conservazione del Mosaico, Ravenna 2001, pp. 293–310.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN261376161