Calvi dell'Umbria
| Calvi dell'Umbria comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Guido Grillini (lista civica) dal 31-5-2015 (2º mandato dal 22-9-2020) |
| Territorio | |
| Coordinate | 42°24′05.16″N 12°34′03.31″E |
| Altitudine | 401 m s.l.m. |
| Superficie | 45,79 km² |
| Abitanti | 1 663[1] (30-11-2025) |
| Densità | 36,32 ab./km² |
| Frazioni | Piloni, Poggiolo, Santa Maria della Neve[2] |
| Comuni confinanti | Configni (RI), Gallese (VT), Magliano Sabina (RI), Montebuono (RI), Narni, Otricoli, Stroncone, Torri in Sabina (RI), Vacone (RI) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 05032 |
| Prefisso | 0744 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 055008 |
| Cod. catastale | B446 |
| Targa | TR |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media)[3] |
| Cl. climatica | zona D, 2 095 GG[4] |
| Nome abitanti | calvesi |
| Patrono | san Pancrazio |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |

Calvi dell'Umbria (Carbi in dialetto locale) è un comune italiano di 1 663 abitanti[1] della provincia di Terni in Umbria.
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]Territorio
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio comunale di Calvi dell'Umbria si trova nel contesto geografico-paesaggistico della Valle del Tevere, tra Lazio e Umbria. Il territorio comunale declina dalla catena subappenninica amerino-narnese[5], sui terrazzi fluviali tiberini caratterizzati da argille arenarie e ghiaie di origine pleistocenica, dove vengono coltivate viti ed ulivi, nel fondovalle emergono sporadici banchi di Tufo di origine Vicana. Si alternano ai piedi delle colline diversi corsi d'aqua che la toponomastica popolare identifica come Aia, tributari di destra del Tevere rappresentano corridoi ecologici per le biodiversita'. Il centro storico di Calvi dell'Umbria si erge a 401 m s.l.m. su uno sperone di roccia calcarea emergente dalle pendici boschive del Monte San Pancrazio, in passato chiamato Monte Rosaro.
Geologia
[modifica | modifica wikitesto]Nel territorio del comune di Calvi dell'Umbria sono state scoperte molte cavità carsiche censite nel catasto delle cavita' dell'Umbria:
Clima
[modifica | modifica wikitesto]- Classificazione climatica: zona D, 2095 GR/G
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Sulla sommità del Monte San Pancrazio chiamato in passato Monte Rosaro, tra il territorio del Comune di Calvi dell'Umbria e la frazione di Vasciano comune di Stroncone, sono visibili i resti archeologici di un centro di culto a pianta rettangolare del VI secolo probabilmente di cultura arcaica Osco-umbro-sabellica,[17] posto a controllo della viabilita' arcaica tra la Conca ternana, la Valle del Nera e la Valle del Tevere, il santuario poteva costituire un vero e proprio insediamento a sé stante, in genere di altura, oltre ad essere stato probabilmente un polo di aggregazione religiosa per più comunità tribali, con funzioni emporiche e di controllo, rappresentando il fulcro religioso, ma anche sociale ed economico, di un territorio non urbanizzato[18].
Nel territorio del Comune di Calvi dell'Umbria è avvenuto il rinvenimento di una statuetta arcaica di bronzo di un guerriero con elmo, conservata presso il Museo nazionale etrusco di Villa Giulia[19].
Si hanno notizie del ritrovamento di una stipe votiva con animali di epoca arcaica nel comune di Calvi dell’Umbria[20]
La località era già abitata in età romana ma si sviluppò come centro urbano solo in epoca altomedievale. Fu feudo prima degli Orsini e poi degli Anguillara.
È un tipico centro medievale racchiuso entro le mura, le porte e i vicoli tortuosi. È un insediamento molto antico le cui tracce risalgono all'età del Bronzo Medio. Nel XII secolo il castello di Calvi è compreso nella Diocesi di Narni e fino al 1860, ad eccezione dei brevi periodi del vicariato di Lorenzo de' Ceri e della dominazione francese, fu un libero comune dello Stato della Chiesa. Il centro storico, costituito dal castello e dalle dimore del borgo, si sviluppa lungo una serie di vicoli medievali che salgono e scendono tra gli archi, le volte ed i resti delle mura e delle torri.
Simboli
[modifica | modifica wikitesto]Lo stemma è stato riconosciuto con decreto del capo del governo del 15 novembre 1935.
Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di bianco.
Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]La chiesa di Santa Maria Assunta conserva al suo interno un fonte battesimale tardorinascimentale, una pala con la Circoncisione di Calisto Calisti, datata 1640[21] ed un'altra con la Madonna col Bambino e i Santi Biagio e Francesco di Giuseppe Cesari detto il Cavalier d'Arpino databile alla fine degli anni venti del Seicento[22].
La chiesa di Sant'Antonio conserva, nell'oratorio attiguo, un presepe risalente al Cinquecento composto da un totale di trenta statuine tutte in terracotta, risalente al XVI secolo.
Nelle immediate vicinanze del centro abitato si trovano la chiesa ed i resti del convento fatti erigere da san Francesco nei primi decenni del XIII secolo, dedicati al protomartire francescano san Berardo (primo missionario francescano in terra saracena, martirizzato il 16 gennaio 1220, presso Marrakech, insieme ai suoi compagni Otone, Pietro, Accursio e Adiuto).
Il Monastero di Santa Brigida, che per moltissimi anni è stato abitato dalle suore Orsoline, ospita il Museo che raccoglie la collezione delle opere più significative di Calvi (come l'Immacolata Concezione attribuita al Masucci) e dove è esposta anche la Collezione Chiomenti Vassalli, donata al Comune di Calvi, con importanti opere che spaziano dal XIV al XIX secolo.
Calvi è da alcuni indicato come “paese dei presepi”: i muri delle antiche case sono infatti abbelliti dai murales raffiguranti la Natività, opera di noti pittori italiani e stranieri che ogni anno, dal 1982, arrivano a Calvi per affrescare le pareti delle antiche case cittadine in una galleria di dipinti murali a cielo aperto.
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[23]

Tradizioni e folclore
[modifica | modifica wikitesto]La festa di San Pancrazio si svolge dal giorno 11 al 14 maggio[24] è caratterizzata da un corteo storico di circa 100 figuranti in costume d'epoca medioevale. Il Santo patrono viene rappresentato da quattro “Signorini” a cavallo, uno per ogni contrada del paese (Fiamme, Croce, Castello e Drago), il corteo sfila per il paese facendo visita alle caratteristiche “Tavolate”, imbandite per la popolazione dai reggenti della festa.
Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Musei
[modifica | modifica wikitesto]- Museo del Monastero delle Orsoline di Calvi: Il Museo del Monastero delle Orsoline è situato all'interno del complesso monastico di Santa Brigida. Il Monastero, inserito all'interno del seicentesco Palazzo Ferrini, è stato ampliato nel Settecento dall'architetto Ferdinando Fuga[25]. Abitato dalle suore dell'ordine delle Orsoline fino al 1994, il Museo ospita il mobilio settecentesco portato in dote dalle suore al monastero, delle tele di soggetto sacro provenienti dalle chiese locali, una pala lignea cinquecentesca ed un crocifisso ligneo della fine del XV secolo. L'intero percorso museale prevede anche la visita al Presepe Monumentale in terracotta del XVI secolo, realizzato da Giacomo e Raffaele da Montereale presso la Chiesa della Confraternita di Sant'Antonio, e alle Cucine Storiche Settecentesche, il lavatoio, la spezieria e la legnaia del Monastero delle Orsoline. Attualmente il museo raccoglie la collezione delle opere più significative di Calvi (come l'Immacolata Concezione attribuita al Masucci) ma anche la prestigiosa Collezione Chiomenti Vassalli, che è stata donata in proprietà da questa famiglia al Comune di Calvi[26] ed è costituita da oltre 150 opere di significativo valore artistico e interesse storico, databili tra il XIV e il XIX secolo. Fra le opere presenti spiccano quelle che vanno a formare una reale galleria di ritratti papali con, fra gli altri, dipinti di Carlo Maratta, il Baciccio, Jacopino del Conte, Lavinia Fontana e sculture di Lorenzo Ottoni e di Bastiano Torrigiani. Il fulcro determinante della collezione é concentrato nella Sala dei Capolavori con opere di Pietro da Cortona, Guido Reni, Pieter Brueghel il Giovane, Pompeo Batoni e Gaspar Van Wittel. Di particolare suggestione visiva è la Sala dei Paesaggi[27] dove, tramite una ricercata costruzione allestitiva, il visitatore può ammirare una serie di quadri sul tema di genere del paesaggio, fra Seicento e Settecento, confrontando le vedute dipinte da Giacomo Guardi, Pietro Montanini, Marco Ricci, Nicolò Codazzi, Vincenzo Re e altri, con il panorama esterno del verde della vallata umbra. Interessante anche la raccolta numismatica in mostra.
Geografia antropica
[modifica | modifica wikitesto]Frazioni
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio comunale di Calvi dell'Umbria comprende al suo interno tre frazioni:[2]
- Piloni
- Poggiolo
- Santa Maria della Neve, dove ha sede uno dei due cimiteri
Altre località del territorio
[modifica | modifica wikitesto]All'interno del comune sono compresi anche altri nuclei abitati: i borghi di Santa Maria Maddalena, San Lorenzo e San Vito; le contrade di Pacifici e San Giacomo; i vocaboli di Colletarocco, Forca, La Corte, Piedicasale, San Francesco, San Silvestro.[2]
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]Dal 1960 al 1970 il sindaco è stato Giuseppe Paolucci. Dal 1970 al 1999, per 29 anni, la carica di sindaco è stata coperta da Gaetano Trandafilo. Dal 1999 al 2004 il sindaco è stato Daniele Radici.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1960 | 1970 | Giuseppe Paolucci | - | Sindaco | [28] |
| 1970 | 1999 | Gaetano Trandafilo | - | Sindaco | [28] |
| 1999 | 2004 | Daniele Radici | lista civica | Sindaco | [28] |
| 2005 | 2015 | Silvano Lorenzoni | lista civica | Sindaco | [28] |
| 2015 | in carica | Guido Grillini | lista civica | Sindaco | [28] |
Gemellaggi
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2025 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- 1 2 3 Statuto comunale di Calvi dell'Umbria, Art. 3.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ↑ www.onat.it - comunita' montana Orvietano Narnese Amerino Tuderte - Home page, su www.onat.it. URL consultato il 30 luglio 2025.
- ↑ Grotta della Strada, su catasto.fugs.it.
- ↑ Censita nel 1972 dal Gruppo Grotte Pipistrelli CAI Terni
- ↑ Grotta di San Girolamo, su catasto.fugs.it.
- ↑ Censita nel 1974 dal Gruppo Grotte Pipistrelli CAI Terni, caverna con un alto camino che conduce all'esterno.
- ↑ Grotta Ia del Fosso di Ponte Renano, su catasto.fugs.it.
- ↑ Censita nel 1979 dal Gruppo Speleologico Utec Narni
- ↑ Grotta di Roccarello, su catasto.fugs.it.
- 1 2 Censita nel 2022, dati rilevati da Buio Verticale - Gruppo Speleologico CAI Gubbio
- ↑ Grotta la Capra, su catasto.fugs.it.
- ↑ Pozzo Ucci, su catasto.fugs.it.
- ↑ Censita nel 2022 dati presi dal libro Avventure Sotterranee del GSS
- ↑ Comune di Calvi dell'Umbria, Vincoli Archeologici, Monte San Pancrazio, su www.sabap-umbria.beniculturali.it, 21 giugno 2022. URL consultato il 20 giugno 2023 (archiviato dall'url originale il 27 ottobre 2023).
- ↑ BOLLETTINO DI ARCHEOLOGIA On LIne DIREZIONE GENERALE PER LE ANTICHITA’ III, 2012/2 VALenTInA DI STeFAnO*, GIORGIA LeOnI*, MARIA LUISA MARCHI** pag 15 (PDF), su bollettinodiarcheologiaonline.beniculturali.it. URL consultato il 20 giugno 2023 (archiviato dall'url originale il 20 novembre 2023).
- ↑ Soprintendenza per i beni archeologici dell'Umbria. Inventario, Calvi dell'Umbria - Monte S. Pancrazio, 1956-09-13: Fascicolo contenente la richiesta relativa all'avvio di ricerche sistematiche sul Monte S. Pancrazio, in conseguenza del rinvenimento di materiale archeologico., su inventari.san.beniculturali.it. URL consultato il 20 giugno 2023 (archiviato dall'url originale il 21 giugno 2023).
- ↑ Daniela Monacchi, Nota sulla stipe votiva di Grotta Bella (Terni), Studi Etruschi, pag 5 (PDF), su studietruschi.org.
- ↑ Fiorella Pansecchi, Calisto Calistii, in Liliana Barroero, Vittorio Casale, Giorgio Falcidia, Fiorella Pansecchi, Giovanna Sapori e Bruno Toscano (a cura di), Pittura del Seicento. Ricerche in Umbria, catalogo di mostra, Venezia, 1989, pag. 286.
- ↑ Giordana Benazzi, Giuseppe Cesari detto il Cavalier d'Arpino, il Salvatore e i Santi Giovanni Battista, Giuseppe e Michele Arcangelo, in Pittura del Seicento. Ricerche in Umbria, catalogo della mostra a cura di Liliana Barroero, Vittorio Casale, Giorgio Falcidia, Fiorella Pansecchi, Giovanna Sapori, Bruno Toscano, Venezia 1989, pag. 85.
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- ↑ festa di San Pancrazio, su comunecalvidellumbria.tr.it. URL consultato il 3 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 14 febbraio 2010).
- ↑ Monasterium Ursulinarum Terre Carbij. Il monastero di Calvi dell’Umbria nelle carte d’archivio, catalogo mostra a cura di Vittorio Casale, Calvi dell’Umbria, Palazzo Ferrini – Museo del Monastero delle Orsoline, 21 giugno – 31 agosto 2003, Città di Castello (PG) 2003, pp. 64-72..
- ↑ Claudio Crescentini, Federica Zalabra a cura di, Capolavori svelati. La Collezione Chiomenti Vassalli a Calvi dell’Umbria, Manfredi edizioni, Imola 2018, pp. 31-39.
- ↑ Claudio Crescentini, Federica Zalabra a cura di, Guida breve alla Collezione Chiomenti Vassalli. Nuove opere e studi, Manfredi Edizioni, Imola 2024, pp. 140-155..
- 1 2 3 4 5 https://amministratori.interno.it/
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comunecalvidellumbria.tr.it.
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