Ficulle

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Ficulle
comune
Ficulle – Stemma Ficulle – Bandiera
Ficulle – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Umbria-Stemma.svg Umbria
Provincia Provincia di Terni-Stemma.svg Terni
Amministrazione
Sindaco Gianluigi Maravalle (Lista Civica CambiaMenti Ficulle) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 42°50′N 12°04′E / 42.833333°N 12.066667°E42.833333; 12.066667 (Ficulle)Coordinate: 42°50′N 12°04′E / 42.833333°N 12.066667°E42.833333; 12.066667 (Ficulle)
Altitudine 437 m s.l.m.
Superficie 64,62 km²
Abitanti 1 669[1] (01-01-2016)
Densità 25,83 ab./km²
Frazioni Olevole, Sala
Comuni confinanti Allerona, Fabro, Montegabbione, Orvieto, Parrano, San Venanzo
Altre informazioni
Cod. postale 05016
Prefisso 0763
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 055013
Cod. catastale D570
Targa TR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti ficullesi
Patrono sant'Eumenio
Giorno festivo 18 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ficulle
Ficulle
Ficulle – Mappa
Posizione del comune di Ficulle all'interno della provincia di Terni
Sito istituzionale

Ficulle è un comune italiano di 1.669 abitanti della provincia di Terni, in Umbria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Ficulle fa parte di:

Ficulle si presenta come un borgo fortificato circondato da mura turrite, arroccato ad oltre 400 metri di altezza. L’impianto urbanistico è fusiforme, tipico degli insediamenti collinari medievali che in tutta la valle del Chiani e del Paglia, a causa dell’impaludamento, non scendevano mai al di sotto della curva altimetrica dei 300 metri, oltre che per una posizione strategica di difesa. La collocazione geografica del borgo di Ficulle è particolarmente suggestiva per gli scorci paesaggistici che offre. Allargando lo sguardo verso l’orizzonte, dal punto di vista geologico il territorio è caratterizzato, partendo da sud, da formazioni di origine vulcanica, con dirupate formazioni basaltiche e tufacee dell’apparato Vulsineo, per passare alle dolci colline e alle pianure di natura alluvionale del Paglia, dai calanchi argillosi ai primi avamposti montuosi dell’Appenino tosco-umbro.

La presenza dei calanchi, che ha fornito la materia prima per lo sviluppo della lavorazione delle terrecotte ficullesi, è una peculiarità di questo territorio. La densa e fitta serie di basse colline che si trovano tra le vallate del Chiani e del Paglia sono ricchissime di argille grigie e bluastre, molto impermeabili ma anche soggette al fenomeno dell’imbibizione: durante le stagioni più umide, infatti, le particelle del terreno assorbono umidità e si rigonfiano assumendo una consistenza malleabile come lo è l’argilla bagnata che forgia il cocciaro ficullese; quando la stagione diventa più secca il rilascio dell’umidità provoca molteplici microfratture nel terreno che si rendono più evidenti d’estate con la comparsa di numerose screpolature e rugosità. L’eccezionale erosione provocata dall’acqua genera così delle forme collinari irte e ispide con solchi profondi e ramificati e ripidi crepacci spioventi dove non riescono più ad attecchire nemmeno le piante. Le forme che ne risultano hanno una particolare bellezza paesaggistica che dà ancor più valore a questo territorio. La zona dei calanchi è anche ricchissima di fauna, di erbe spontanee, di fossili marini e di pregiatissimi tartufi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ficulle panoramica

Le radici di Ficulle risalgono all'epoca della civiltà etrusca, come sembrerebbero dimostrare le grotte della Madonna della Maestà, ritenute dagli archeologi sepolcreti di carattere rurale. Le tracce più eloquenti della storia di Ficulle risalgono tuttavia all'epoca romana: qui i Romani avevano, infatti, un posto di osservazione che dominava la Via Traiana, o Cassia Nuova, una delle più importanti direttrici di comunicazione tra Roma ed il nord della penisola. Testimonianza di questa epoca è un cippo marmoreo dedicato al dio Mitra ritrovato nei pressi del paese qualche secolo fa ed oggi conservato nella chiesa di S. Maria Vecchia.

Proprio la riconduzione al traffico romano ha lasciato supporre che il nome di Ficulle derivasse da Ficulea, città della Sabina, ipotesi che sembrava suffragata dalla presenza, sulle insegne del paese, della ficaia che ancora oggi caratterizza lo stemma comunale. Ma è una tesi più verosimile quella secondo cui il toponimo Ficulle derivi dal latino figulus (vasaio), dato che la lavorazione delle terrecotte ha nel paese origini profondissime.

Durante il medioevo il Castrum Ficullensis fu fortificato e, nei lunghi anni delle lotte feudali, subì frequenti saccheggi e devastazioni, rimanendo pur sempre il più importante castello del Comune orvietano. Da queste distruzioni si salvarono comunque le due rocche e le antiche mura, che conferiscono tutt'oggi al paese la struttura tipica del borgo medioevale.

La rocca situata a sud del paese è stata recentemente ristrutturata ed è visitabile, durante la stagione estiva, nei giorni di sabato e domenica dalle 10.30 alle 12.30

L'Alto Medioevo ha portato inoltre alla costruzione dell'abbadia camaldolese di S. Nicola al Monte Orvietano, che ha ospitato il giurista monaco Graziano (giurista), il più illustre figlio del territorio ficullese, famoso per il suo Decretum Gratiani e per la sua attività di insegnamento all'Università di Bologna.

Nel 1416 Ficulle, come territorio di Orvieto, passa sotto il dominio dello Stato della Chiesa: in questo periodo sono riparate le mura, le Rocche e la zona di Castelmaggiore e le chiese vengono arricchite con affreschi di scuola umbra. Nei primi decenni del 1500 inizia ad acquisire una fisionomia più autonoma e un maggior peso nel circondario, tanto da ampliarsi con la nascita di due nuovi borghi e l'ingrandimento del centro storico.

Nel 1610 si assiste alla consacrazione della chiesa parrocchiale collegiata di S. Maria Nuova, all'interno del paese. È anche il periodo della nascita di una particolare devozione popolare per la Madonna della Maestà, il cui nome deriva dal modo in cui la Madonna è rappresentata: seduta con il bambino in braccio su un trono di nubi, tra angeli e santi.

La storia più recente vede Ficulle come centro importante dell'Alto Orvietano, diventato capoluogo di mandamento con proprio distretto militare, pretura e carcere. Il XX secolo vede un forte attività da parte dei partiti politici e la nascita di alcune cooperative. Due istituzioni sopravvivono al regime fascista: la ex Cassa Rurale ed Artigiana (attualmente CrediUmbria banca di credito cooperativo) e la Casa della Divina Provvidenza per l'assistenza degli anziani, testimonianza dell'impegno sociale, della capacità organizzativa e dello spirito di solidarietà che hanno animato le ultime generazioni ficullesi.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Monumenti Principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Il borgo medioevale è tutto un monumento con le antiche mura, le due rocche a difesa del paese e il centro più antico di Castel Maggiore. Ficulle, intorno alla fine del XIII secolo risulta un castello ben formato con supremazia militare ed amministrativa su tutto il territorio limitrofo. La cinta difensiva del castello era costituita da una cerchia muraria, tuttora ben evidente nella parte orientale (SottofossiVecchio), lungo la quale sembra fossero dislocate diverse torri di avvistamento e difesa. Di esse, sono sopravvissute solo due rocche che presidiavano le porte d’ingresso del paese. Quella posta a sud è per eccellenza la Rocca di Ficulle, un elemento di grande impatto architettonico, che nel tempo è assurta ad emblema del paese. Bella, slanciata, elegante, un po’ altera, fieramente superba, sembra incarnare il carattere della comunità che ha protetto e difeso nel tempo.
  • Il Castello della Sala è un’opera di mirabile bellezza architettonica medievale, con il suo maniero considerato tra i più belli d’Italia, con le sue mura, la torre coi merli ghibellini e l’imponente torrione cilindrico, posto sul lato meridionale. Fu fondato nel 1350 dall’importante e nobile famiglia orvietana dei Monaldeschi, ramo della Vipera, in lotta con gli altri rami del Cane, della Cervara e dell’Aquila. Era un periodo tormentato, segnato da scontri, guerre e lotte fratricide per il controllo e per il dominio del territorio. Intorno al XVI secolo, in seguito al sodalizio tra i Monaldeschi della Vipera e i Monaldeschi della Cervara, il castello visse un breve periodo fecondo e di sviluppo, fino alla donazione al Duomo di Orvieto avvenuta nel 1516. Fu un lungo periodo di lento declino che durò per più di quattro secoli, fino all’acquisizione dell’intera proprietà da parte dei Marchesi Antinori, che dettero grande impulso di riqualificazione e valorizzazione. E di particolare interesse sono anche le cantine del castello, ricavate e scavate nelle sabbie compatte e nel matile, fino a 30 metri di profondità, luogo ideale per l’affinamento e l’invecchiamento dei pregiati vini che si producono in questa zona.
  • Palazzo Comunale
    Il Conventaccio è una costruzione medioevale che è stata punto di osservazione fortificato situato sul fianco sud orientale di monte Nibbio con eccellente vista su Orvieto.
  • La chiesa di Santa Maria Vecchia è stata costruita costruita intorno al 1200; presenta un portale gotico di pregevole fattura e alcuni importanti affreschi della seconda metà del quattrocento.
  • La chiesa di Santa Maria Nuova, al centro del paese, risale agli inizi del XVII e il suo progetto è stato attribuito all'architetto Ippolito Scalza; è in stile tardo rinascimentale, con pianta a tre navate e un notevole coro ligneo posto dietro l'altare maggiore.
  • L'abbadia di S.Nicola al Monte Orvietano è immersa nei boschi di un ambiente affascinate e selvaggio; fu costruita da S.Romualdo nel 1007. La formula architettonica della chiesa vedeva un modello a sala unica con presbiterio a tre absidi rialzato, raggiungibile con una ripida gradinata mediana e cripta sottostante. L’impostazione attuale del XVI secolo semplifica quella precedente con un abbassamento quasi omogeneo dei piani di calpestio. Durante i lavori di rifacimento, nell’area orientale della chiesa, al di sotto dellapavimentazione moderna, sono venute alla luce tre absidi della chiesa precedente. L’abbadia ospitò S. Francesco, che qui passò nel suo pellegrinaggio, ma anche il monaco Magister Gratiano, nato,come dice il cronista Giovanni Colonna, nel villaggio di “Carraria” presso Ficulle e che fu illustre giurista e autore del più celebre dei compendi sistematici e ragionati di canoni, la Concordantia discordantium canonum, comunemente noto come “Decretum Gratianie”, del 1152. Così viene citato da Dante nel X Canto del Paradiso: «l’uno e l’altro foro/aiutò sì che piace in paradiso».
    Castello della Sala
  • Il santuario della Madonna della Maestà risale al 1600. L'antico culto per la Vergine Maria, la cui festa cade il 21 novembre, è tuttora molto forte e coinvolge l'intera popolazione di Ficulle, compresi coloro che, emigrati, tornano tutti gli anni per partecipare alle celebrazioni religiose
  • Tra Ficulle e la frazione di S. Cristoforo si trova la chiesa della Madonna delle Grazie, nota anche come Cappuccini: il convento e la chiesa furono edificati fra il 1580 e il 1587 sul luogo dove già esisteva una piccola cappella dedicata alla Madonna del Giglio. Nella costruzione fu utilizzato il materiale proveniente dalla vecchia chiesa e dal convento di S.Francesco al Monte, incendiati nel saccheggio del 1351 e, una volta terminato, il convento fu abitato dai frati Cappuccini, che vi restarono fino al 1863. Una statua nel cortile della chiesa ricorda il passaggio di San Francesco d'Assisi nel territorio di Ficulle. In questo convento durante dei viaggi dimorarono alcuni papi (come ricordato nella lapide affissa nella “stanza dei papi“). A S.Cristoforo è presente anche una piccola chiesetta dedicata alla Natività della Vergine Maria.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Cantamaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il Cantamaggio è un rito pagano le cui origini si perdono nella notte dei tempi e che inneggia all’arrivo della bella stagione. Fino a qualche decennio fa all’imbrunire dell’ultimo giorno d’Aprile, squadre di contadini partivano cantando per un lungo giro nelle campagne, allora densamente abitate, che si concludeva all’alba; questa antica tradizione contadina consisteva nel cantare, in quartine, testi composti in modo estemporaneo che contenevano apprezzamenti e commenti irriverenti sui componenti delle famiglie coloniche. Tutte le famiglie visitate offrivano pane, cacio, uova e soprattutto vino, rendendo i cantori sempre più “allegri”, sosta dopo sosta, fino all’ alba.

Oggi il Cantamaggio viene rivisitato in modo diverso, per lo più all’interno delle mura castellane. I maggiaioli coinvolgono curiosi e turisti in un coro collettivo, accompagnati da fisarmoniche e organetti,in giro per il borgo con soste lungo le vie e le piazze del paese dove gli abitanti, insieme alla Pro Loco, allestiscono dei piccoli rinfreschi a base di dolci, cacio, fave ed immancabile vino ristoratore.

Ficulle "In Rock" Festival[modifica | modifica wikitesto]

Il panamense Billy Cobham in concerto a Ficulle durante l'edizione 2013

Vi si svolge ogni anno il “Ficulle In Rock Festival”, a cavallo tra luglio ed agosto, nell'anfiteatro naturale del Parco Pubblico. Nel corso degli anni si sono esibiti numerosi artisti di fama nazionale ed internazionale (Marlene Kuntz, Frankie hi-nrg MC, Don Airey, Clive Bunker, Richie Kotzen, Uli Jon Roth, Eric Martin, Rezophonic, Shandon, Maurizio Solieri, Vallanzaska, Paul Di Anno, Carl Palmer, Jennifer Batten, Billy Cobham).[3]

Calici di Stelle[modifica | modifica wikitesto]

Ad inizio agosto nel borgo medioevale eventi, concerti e degustazioni legate all'enoturismo di qualità.

Olio DiVino[modifica | modifica wikitesto]

In occasione della festa della Madonna della Maestà (21 novembre), il fine settimana si tiene la manifestazione Olio DiVino con taverne, mercato e degustazioni dei prodotti tipici del territorio ficullese.

Festa del Patrono S.Eumenio - 18 settembre[modifica | modifica wikitesto]

Dal tardo medioevo, il 18 settembre, a Ficulle, si festeggia il patrono S. Eumenio. È una festa religiosa, storica e civile, organizzata dal Comitato e dalla Parrocchia, insieme alle Associazioni e con il patrocinio del Comune, un appuntamento in grado di rafforzare il senso di appartenenza, far riscoprire le memorie storiche e valorizzare il presente costruendo il futuro. È una festa singolare e particolare: oltre a Ficulle, non ci sono infatti altri paesi o parrocchie in Italia che hanno come patrono Sant’Eumenio. Questo Santo, nell’VIII secolo, fu vescovo di Gortina nell’isola di Creta, dove operò l’apostolato e numerosi prodigi per i quali venne chiamato Il Taumaturgo, cioè capace di miracoli.

I festeggiamenti civili hanno una serie di iniziative ricorrenti e molto care ai ficullesi, tra cui le parate delle morti secche, la staffetta di Sant’Eumenio lungo le antiche mura del paese, le tradizionali taverne nel centro storico con specialità della cucina locale.

La storia di questo Vescovo “lontano” si intrecciò con quella di Ficulle, grazie ad un evento miracoloso che salvò la popolazione da un lungo ed estenuante assedio: nella notte tra il 17 e il 18 settembre centinaia di fiaccole misteriose comparvero sulle mura castellane, facendo desistere i nemici che, spaventati, le ritennero soldati di guardia al castello. Quando tutto sembrava perduto, con la popolazione esausta ed affamata, un patronus, intervenne per rispondere alle preghiere di invocazione e di aiuto, di protezione, conforto e salvezza. I ficullesi di allora, la mattina seguente, grati per il miracolo ricevuto, cercarono il loro protettore tra i Santi festeggiati il 18 settembre: lo individuarono nel Vescovo Eumenio, che oltre al titolo di Taumaturgo, era citato come “Fiaccola luminosa di dottrina”. Questi suoi epiteti non potevano lasciare dubbi. Ficulle e Sant’Eumenio da allora divennero esempio icastico del significato più vero di patronus, in un rapporto di affidamento e protezione spontaneo, nato non da una condizione di schiavitù, bensì da una piena espressione di libertà.

La Processione del Venerdì Santo e le Confraternite[modifica | modifica wikitesto]

La Processione del Venerdì Santo, la cui origine affonda le radici in tempi lontanissimi, è tra le cerimonie religiose, una delle più sentite dalla popolazione ficullese; un rito solenne, partecipato, particolarmente suggestivo e coinvolgente. Il corteo, seguendo il ritmo cadenzato dei tamburi, si snoda tra le caratteristiche stradine e i vicoli del centro storico, al chiarore di fiaccole e luci che squarciano il buio degli angoli più tipici del paese. Storia e tradizione si fondono nella presenza di ben cinque confraternite ognuna con le proprie insegne, stendardi e vesti di colori diversi. Imponenti e spettacolari le croci, che richiedono in chi le trasporta forza e abilità; alcune molto antiche e pesanti, simili a tronchi di albero, altre con vetri policromi illuminate da ceri accesi all’interno. Figura singolare e un po’ inquietante, il Cireneo, vestito di bianco, con il cappuccio calato sul volto a difendere un rigoroso anonimato: a piedi scalzi incede con pesanti catene che mandano rumori sinistri ad ogni passo. Chiude il corteo il feretro di Gesù, sormontato da un maestoso baldacchino di velluto nero ornato di decori, seguito dalla statua della Madonna Addolorata. La processione del Cristo morto ha mantenuto nel tempo l’aspetto di un rito tradizionale, autentico, senza indulgenze verso le logiche del folklore, rispettando la sacralità di un fatto centrale della nostra fede religiosa.

Persone legate a Ficulle[modifica | modifica wikitesto]

  • Eumenio di Gortina, santo, patrono della città. In memoria del fatto che, secondo antiche leggende medioevali, il santo protesse la città da attacchi nemici in un momento di estrema difficoltà per i Ficullesi.
  • Graziano (Ficulle, 1075/80 circa – Bologna, 1145/47), monaco, maestro di arti liberali e vescovo di Chiusi (probabilmente dal 1126/27), giurista e fondatore del diritto canonico.
  • Claudio Baglioni (Roma, 1951), cantautore. La sua famiglia è originaria di questa località.
  • Gennaro Tedeschini Lalli (Ficulle, 1899 - Roma, 1948), comandante dell'Aeronautica dell'Africa Orientale fra il 1937 e il 1939.
  • Fabio Maravalle, sindaco della città per dieci anni e senatore socialista eletto in tre legislature.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato ed enogastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e attive vi sono quelle artigianali, come l'arte della terracotta rinomata soprattutto per la produzione di vasi.[4] L'arte della terracotta si tramanda da lontanissime generazioni, tanto che il nome stesso del paese deriva dal latino "figulus", che significa vasaio. Lavorata al tornio da mani che ripetono gesti trattenuti da una memoria senza tempo, la creta si modella in forme essenziali, ma di forte valenza estetica, che vengono prima essiccate al sole, poi colorate con facili segni di verde e marrone, infine cotti in appositi forni.

Altri prodotti tipici dell'artigianato ficullese sono i canestri di vimini, i lavori in ferro battuto, le vetrate artistiche, le composizioni di fiori secchi, le stoffe tessute al telaio.

Sono inoltre presenti negozi, studi tecnici e professionali, botteghe di restauro di dipinti e di mobili, botteghe artigiane di falegnameria e ferro battuto, botteghe enogastronomiche con i prodotti del territorio (olio, vino, zafferano, norcineria, tartufi e funghi, birra artigianale, ...), bar e gelaterie, hotel, ristoranti e pizzerie.

Nelle campagne del territorio sono molto numerose le aziende agrituristiche che offrono servizi e prodotti per un turismo slow e di qualità.

  • Un piccolo paese dove si producono grandi vini - Ficulle è un piccolo paese in cui si producono grandi vini e vi sono molteplici ragioni. Innanzitutto il clima caratterizzato da inverni freddi ed estati calde ma secche e ventilate, con una tollerabile quantità di avversità climatiche che costringe le viti a lottare e adattarsi, canalizzare gli sforzi e dare origine a mosti più concentrati. Il terreno calcareo, argilloso, sabbioso e ciottoloso di questo territorio, influenza il sapore di un vino in modo indiretto e gioca un ruolo importante, non tanto per la sua fertilità quanto per la sua capacità di trattenere l’acqua e costringere le radici a cercarla insieme alle sostanze nutrienti abbastanza in profondità. Ugualmente importante la configurazione collinare tipica del territorio ficullese che favorisce la migliore esposizione al sole, fondamentale per la maturazione del chicco. La vite, leggendo gli Antichi Statuti di Ficulle, era una pianta per cui si osservava un trattamento del tutto particolare. Il frutto dell’esile arbusto, era soggetto ad un serrato controllo, tale che, nel periodo che va dalla Festa di Santa Maria in agosto fino alla vendemmia, era fatto assoluto divieto di cogliere grappoli d’uva, anche nella propria vigna, se non nel limite di tre grappoli a testa, in non più di due giorni a settimana rigorosamente fissati nel mercoledì e nel sabato. Già da queste attenzioni particolari deduciamo quanto prezioso sia stato il frutto della vite. Per non parlare della vendemmia, che era un avvenimento di carattere civico, sicché gli Statuti fissavano regole non conosciute per altre colture, come per la raccolta dell’uva e per la pigiatura, per cui si teneva un pubblico Consiglio, convocato massimo il 1º ottobre, per decidere la data d’inizio delle operazioni, vincolante per tutti.
  • OLIO DOP Colli Orvietani - Ficulle, incastonato tra verdi colline, con una condizione climatica favorevole, è caratterizzato da terreni ricchi di struttura e abbastanza permeabili, atti alla coltivazione dell’ulivo; pianta longeva e di lenta crescita, da sempre presente sul territorio; si pensi che i primi a curare e custodire questa pianta fruttifera furono gli Etruschi. Negli Antichi Statuti della Comunità di Ficulle, del 1534 e del 1796, sebbene la maggiore importanza dei grassi animali nell’alimentazione e pur non avendo le “attenzioni” dedicate all’uva, l’olivo trovava già ampia diffusione e rientrava nel novero delle coltivazioni fondamentali; alla rubrica 44 così si recita: “Considerando l‘oliuj essere arbori di frutto molto necessario et utile“. Oggi nel paese si contano due mulini moderni che garantiscono igienicità durante tutta la fase della lavorazione e una maggior e migliore resa del prodotto finale, che può fregiarsi del marchio: Olio extra vergine d’oliva DOP Umbria Colli Orvietani.

I Cocci di Ficulle[modifica | modifica wikitesto]

Le origini della lavorazione delle ceramiche a Ficulle non sono state trovate, ma vanta credito l’ipotesi suggestiva che il nome stesso del paese derivi da figulus, vasaio. Senz’altro suggestiva è la notizia, riportata dal Fumi nel suo studio “Il duomo di Orvieto e i suoi restauri”, di una commessa risalente al 1321 di materiale laterizio utilizzato per la copertura ella cattedrale e richiesto ad una fabbrica di Villa di Montanso, nel territorio di Ficulle. Ancora, nei catasti del 1590 e del 1597 per indicare i limiti delle proprietà censite si fa più volte riferimento a fornaci. Alla memoria scritta possiamo affiancare il dato materiale grazie ad alcuni esemplari provenienti da collezioni private e risalenti al ‘600. Sembra superfluo precisare, quindi, che la ceramica ficullese possa vantare una tradizione plurisecolare.La tradizione orale consente di reperire informazioni sulla produzione ficullese a partire dalla prima metà dell’800, quando erano attive nel territorio comunale, sia all’interno del paese, che nelle frazioni, una decina di famiglie di artigiani, tre delle quali operavano in una zona che da loro aveva preso il toponimo, tuttora in uso, “Le Cocciare”. La scelta del luogo non era avvenuta a caso, visto che poco oltre, verso valle, si trovava una delle cave d’argilla più ricche e sfruttate della zona.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Ficulle dispone di un patrimonio storico, culturale, artistico, paesaggistico ed eno-gastronomico di grande valore che attira ogni anno, soprattutto nei periodo estivo molti turisti. Altri momenti particolari ricchi di eventi sono il periodo natalizio con il presepe vivente e la manifestazione Magico Natale con concerti di musica classica e lirica, e il periodo pasquale con la processione del venerdì santo con le storiche confraternite.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Gli impianti sportivi presenti a Ficulle sono: campo da calcio, campo da calcetto e da tennis, campo da basket e pallavolo, piste del ruzzolone, palestra, campo da bocce coperto, pista da pattinaggio, scuole private di equitazione, percorsi per trekking, jogging, mountain bike e quad.

La squadra di calcio di Ficulle, si chiama Pro Ficulle e milita nel campionato di Prima Categoria Umbra.

Nel 2015 è nata anche la squadra femminile di Calcio a 5.

Il gioco del Ruzzolone[modifica | modifica wikitesto]

Il gioco del Ruzzolone nasce da un’antichissima tradizione in cui l’abilità e la forza degli atleti vengono misurate nel lancio di un disco di legno, la “ruzzola”, con l’ausilio di una “fettuccia”. Molti anni fa si usavano forme invecchiate di cacio pecorino, che fungevano anche da posta in palio ed allora era tutto un accorrere di persone pronte ad approfittare delle scaglie di formaggio che si staccavano durante il percorso. Oggi il Ruzzolone, affiliato al CONI, è uno sport sano e all’aria aperta che permette di divertirsi ad ogni età. A Ficulle esiste un impianto sportivo dove questo sport viene tutt’oggi praticato.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1] - Popolazione residente al 1º gennaio 2016.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Ficulle In Rock Festival 2013: stelle internazionali della musica e concerti gratuiti, ternioggi.it.
  4. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 13.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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