Fabro

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Fabro
comune
Fabro – Stemma Fabro – Bandiera
Fabro – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Umbria-Stemma.svg Umbria
Provincia Provincia di Terni-Stemma.png Terni
Amministrazione
Sindaco Maurizio Terzino (centrosinistra) dal 09/06/2009
Territorio
Coordinate 42°52′N 12°01′E / 42.866667°N 12.016667°E42.866667; 12.016667 (Fabro)Coordinate: 42°52′N 12°01′E / 42.866667°N 12.016667°E42.866667; 12.016667 (Fabro)
Altitudine 364 m s.l.m.
Superficie 34,55 km²
Abitanti 2 951[1] (31-12-2010)
Densità 85,41 ab./km²
Frazioni Carnaiola, Fabro Scalo, Poggiovalle
Comuni confinanti Allerona, Cetona (SI), Città della Pieve (PG), Ficulle, Montegabbione, Monteleone d'Orvieto, San Casciano dei Bagni (SI)
Altre informazioni
Cod. postale 05015
Prefisso 0763
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 055011
Cod. catastale D454
Targa TR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti fabresi
Patrono san Martino
Giorno festivo 11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fabro
Fabro
Posizione del comune di Fabro all'interno della provincia di Terni
Posizione del comune di Fabro all'interno della provincia di Terni
Sito istituzionale

Fabro è un comune italiano di 2.951 abitanti[1] della provincia di Terni in Umbria, ubicato in un colle che abbraccia la Valdichiana romana, nell'Umbria occidentale. Fa parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana.[2]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale di Fabro è formato soprattutto da colline e zone pianeggianti, abbondante di corsi d'acqua, come il fiume Chiani. In 150 anni il paese ha subito una forte crescita, con la presenza di due nuovi centri urbanizzati: la frazione Colonnetta e Fabro Scalo, quest'ultimo nato dopo la creazione della Ferrovia Roma-Firenze (1861). Nel 1867, inoltre, il paese di Fabro ha incluso nel proprio abitato anche il borgo storico di Carnaiola, dopo la decisione dello scioglimento del comune su decisione del Regio decreto[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Scalette che conducono all'antico Castello di Fabro

Le poche notizie riguardanti il Castello di Fabro sono tratte dalle varie cronache di battaglie e guerre, vergate dai cronisti dell'epoca e dal Codice Diplomatico della città di Orvieto.

L'antico castello di Fabro era sotto la giurisdizione di Orvieto al quale pagava i tributi. Orvieto, infatti, si scontrò con grandi città del centro Italia, come p.e. Siena, e prese parte alle lotti tra papato e impero. La parte nobile di Orvieto, inoltre, strinse rapporti familiari con le più importanti famiglie romane e toscane. Al principio del 1300 cessò la guerra tra i Ghibellini e i Guelfi, che vide anche la partecipazione di due importanti famiglie del territorio orvietano: quella dei Monaldeschi - appartenenti alla parte guelfa - e dei Filippeschi - appartenenti alla parte ghibellina. A seguito della vittoria da parte dei Monaldeschi, avvenuta dopo 30 anni di lotte, in occasione della morte del tiranno orvietano Manno Monaldeschi (1337), nacque una seconda lotta tra le fazioni Muffati e Malcorini, sempre all'interno della città e all'interno della stessa fazione filo-papale e della stessa famiglia dei Monaldeschi. Quest'ultima si suddivise in quattro rami che si scontrarono tra di loro per il controllo su Orvieto: Monaldeschi della Cervara, della Vipera, del Cane e dell'Aquila. Successivamente, i quattro rami, si suddivisero in coppie, sostenendo Papa Urbano IV o l'antipapa Clemente VII. L'abitato di Fabro, dunque, entrò nella cerchia di Malcorini, in quanto faceva parte delle proprietà di Bonconte Monaldeschi della Vipera. I Signori si appoggiarono nell'aiuto dei Capitani di Ventura, giunti da ogni parte d'Italia e dell'Europa. Per quanto concerne Fabro, furono diversi i condottieri che tennero in scacco l'antico castello.

  • Ugolino di Montemarte. Ebbe i suoi natali da Petruccio dei Conti di Montemarte di Corbara e da Giovanna dei Conti Alviano, nel 1325. Grazie alla sua abile capacità di condottiere, riuscì ad tottenere il comando dell'esercito del Cardinale Albornoz. Dall'anno 1355, ottenne il controllo sul castello di Fabro fino al 1480.
  • Giovanni Tedesco da Pietramale. Nacque da Tarlatino Tarlati e fu nipote di Pier Saccone, signore di Arezzo. Fu soprannominato Tedesco in quanto uccise, in occasione di uno scontro corpo a corpo, un tedesco; fu anche signore di Narni e Castiglione del Lago. Nel 1392 entrò nella Compagnia di San Giorgio fondata da Ceccolo Broglia, da Brandolino Brandolini, Biordo dei Michelotti, Azzo da Castello e Giovanni da Barbiano. Successivamente, conquistò Assisi, Fabro e Camposervoli.
  • Ceccolo Broglia. È passato alla storia anche con il nome di Broglia da Tridino o Ceccolo da Trino, per il paese di provenienza, Trino, nella provincia di Vercelli. Suo padre era Enrico Broglia, appartenente alla famiglia dei Broglia di Chieri. Nel 1338 fu protagonista della vittoria della conquista sulla città di Assisi, ottenendo così il titolo di Signore di Assisi e Bastia Umbra. Nel 1392 fece razzia presso i contadini di Fabro, Camposelvoli e Benano. La sua morte avvenne a seguito della peste nel 1400 ad Empoli e fu sepolto nel Duomo di Firenze.
  • Corrado di Altimberg, il cui vero nome era Konrad von Achielberg, fu protagonista di un assedio nel 1389 a Benanno, e assieme a Bernardo della Sala, assediarono i villaggi dei contadini di Castel Peccio - ovvero San Michele in Taverina - , quelli di Fabro e Salce.
  • Brandolino da Bagnacavallo. La sua data di nascita risale al 1350 circa, e suo padre Tiberio appartenne alla famiglia dei Brandolini di Bagnacavallo. Esercitò la sua signoria nei territori di Montorio Veronese e Conte di Zumelle, nel territorio trevigiano. Nell 1392 risale il suo saccheggio nei confronti dei contadini di Fabro, Banano e Camposervoli, a fianco di Cecco di Broglia, Giovanni Tedesco di Pietramala e un esercito di Bretoni. In realtà l'esercito di Bretoni era indirizzato verso la città di Orvieto, ma per ordine di Bernardo della Cevara doveva essere messa a sacco per ottenere il controllo sul governo. In base, però alla testimonianza di Francesco di Montemarte, Fabro venne distrutto da questa brigata di Bretoni dicendo che “Non ci rimase bestia veruna et pochi huomini che non pigliassero”.
  • Bernardo della Serra. Suo padre era Bernardo della Sala ed ebbe i suoi natali nei territori attorno a Saint-Sever. Era signore di Tuscania, Malacéne, Mollans e Noves.
  • Anderlino Trotti. Il suo natali furono ad Alessandria: era signore di San Lorenzo ed era conosciuto anche con il nome di Andreino Trotti. Nel 1392 si schierò con l'antipapa Clemente VII per la lotta contro l'esercito di Bonifacio IX. Fece razzia a Cetona assieme a Giovanni Tedesco da Pietramala e assalì Fabro, Salci e Camposervoli.
  • Paolo Orsini. Tale Paolo Orsini era cugino di Gentili Orsini e apparteneva al ramo di Gallese. Era conte e signore delle terre di Narni, Orvieto, Tuscania, Canino, Marta, Montalto di Castro e Fiano Romano. Paolo Orsini fu protagonista di una contrattazione avvenuta a Fabro nel 1399. Il condottiere si trovava ad Orvieto al seguito di 400 lancieri: giunsero in città uno stuolo di 200 pellegrini vestiti con un saio color bianco e appartenenti alla cosiddetta Compagnia dei Bianchi. Paolo Orsini decise di unirsi alla compagnia per 15 giorni, conducendo una vita da pellegrino, fustigandosi con la croce e cantando lodi al Signore e imponendo anche ai suoi uomini tale condotta di vita. Decise, poi, di ritornare alla vecchia vita, e si unì a Francesco di Montemarte, il quale era a capo di un esercito di 100 uomini alla volta di Fabro. Giunti all'antico castello di Fabro, cercarono di corrompere, con una somma di 550 fiorini, 90 fanti che non facevano più parte del corpo del guascone di Bernardo della Serra, in quanto si recarono a Fichine.
  • Gianpaolo Baglioni. Ebbe i suoi natali a Perugia e fu conte di Bettona e signore di Perugia e di Spello. Nel periodo delle schermaglie che portarono alla guerra tra i Bandini di Città della Pieve ed Orvieto, Baglioni, grazie all'appoggio di Pandolfo di Petrucci da Siena, nel 1495 entrò con il proprio esercito a Cetona e Fichino, ottenendo il controllo anche di Fabro e Salci ad opera di Orvieto. Durante quegli scontri perse la vita Cesare Bandini, signore di quelle località. Mediante l'intervento del Valentino, la città di Orvieto venne respinta, i castelli furono riconquistati e vennero giustiziati gli uccisori di Cesario[3].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Fabro Scalo[modifica | modifica wikitesto]

Fabro Scalo è una frazione del comune di Fabro, abitata da 1.488 residenti (dati Istat, 2001 [1]) e collocata a 242 m s.l.m., sotto la collinetta ove sorge il capoluogo. Il centro nasce intorno agli anni '30, in prossimità dello scalo ferroviario della linea Roma-Firenze, per poi espandersi notevolmente nel dopoguerra in seguito all'inaugurazione del tratto autostradale A1, con relativo casello. Le attività economiche sono molto sviluppate, anche se la maggior parte della popolazione lavora fuori paese, utilizzando i trasporti.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ a b Fabro Nascosta, su Fabro Nascosta. URL consultato il 28 dicembre 2015.
  3. ^ Fabro Nascosta, su Fabro Nascosta. URL consultato il 30 dicembre 2015.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]


Collegamenti esterni
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Fabro Nascosta - Blog di storia, archeologia e paesaggi dell'antico borgo di Fabro [IT]

Controllo di autorità VIAF: (EN134487089
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