Palazzo Spada (Terni)

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Palazzo Spada
Palazzo Spada (Antonio da Sangallo, 1555, Terni).jpg
La facciata del palazzo
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Terni
Indirizzo piazza Mario Ridolfi, 1
Coordinate 42°33′38.8″N 12°38′48.3″E / 42.560778°N 12.64675°E42.560778; 12.64675Coordinate: 42°33′38.8″N 12°38′48.3″E / 42.560778°N 12.64675°E42.560778; 12.64675
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1555-1576
Stile rinascimentale
Uso sede del comune di Terni
Realizzazione
Architetto Antonio da Sangallo il Giovane
Proprietario comune di Terni

Il palazzo Spada, fatto costruire nel 1555 dal conte di Collescipoli Michelangelo Spada e la sua famiglia, cameriere segreto di papa Giulio III, fu progettato da Antonio da Sangallo il Giovane ed è ora sede del comune di Terni. L'edificio è costituito da due piani con grandi finestre alternati a mezzanini, un alto portale e un decorato cornicione.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Prospetto laterale
Cortile interno

L'imponente edificio sorge sul lato meridionale della piazza e per molto tempo si attribuì la sua esecuzione al figlio di Baldassarre Peruzzi Sallustio, architetto della Camera Apostolica. Oggi è certo che fu Sangallo il Giovane (1484-1546) - morto a Terni in circostanze non chiare - ad elaborare il piano di lavoro.[1]

Nel Seicento la fabbrica fu rinnovata con l'aggiunta del prospetto sul lato opposto all'attuale via Roma, dove si aprì l'accesso principale, che univa le parti laterali, prima esposte sul giardino. Fu il primo palazzo ternano della tipologia a corte.[2]

L'interno è riccamente ornato da affreschi cinquecenteschi. Il piano nobile è impreziosito dalla cosiddetta sala di Fetonte, dipinta nel 1575 dall'artista fiammingo manierista Karel van Mander (1548-1606) con scene della Notte di San Bartolomeo e della Battaglia di Lepanto. L'adornamento dei vicini saloni è assegnato, invece, al lavoro dell'aretino allievo di Giorgio Vasari Sebastiano Flori.[3]

Il prestigioso palazzo rimase agli Spada fino al 1799: passò poi alla famiglia Massarucci e alle suore del Bambino Gesù che nel 1957 lo cedettero al comune di Terni che negli anni settanta avviò un sapiente e definitivo restauro. Nel 1753 lo scrittore francese Alexandre de Rogissart che lo vide personalmente ne lodò la bellezza nella sua opera Les délices de l'Italie.[4]

Il progenitore della famiglia Spada (che fiorì anche a Roma - dove si può ammirare la famosa residenza - e a Macerata) fu Godofredo, presente in Terni già nella metà dell'anno 1000: da lui discese Michelangelo, figlio di Silvestro, al quale Giulio III Ciocchi del Monte concesse, nel 1551, la contea di Collescipoli. Nel 1574 Michelangelo e il fratello Gian Girolamo furono annoverati nel patriziato romano. In seguito ottennero il rango di conti palatini e il feudo di Collalbero, presso Perugia. Michelangelo fu sepolto nella chiesa ternana di San Pietro, dove la famiglia disponeva della cappella gentilizia.[5]

Stemma degli Spada di Terni (variante troncata utilizzata dal tardo cinquecento in poi)
Stemma famiglia Spada, Terni.jpg
Blasonatura
Non injuria
"d'oro la parte superiore con fascia azzurra caricata da tre monti aurei e due corone di verde, l'inferiore presenta due bande argentee caricate da due leopardi di rosso in campo nero; due leoni d'oro sostengono lo scudo, una donna munita di spada compare sul cimiero""[6]

Gli affreschi nella Sala di Fetonte[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marta, p. 41
  2. ^ Umbria, p. 525
  3. ^ Moroni-Leonelli, p.42
  4. ^ Moroni-Leonelli, p. 89
  5. ^ Spada, p. 12
  6. ^ Tettoni-Saladini, p. 2

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Umbria, Touring Club Italiano, Milano 2004.
  • Roberto Marta, Antonio da Sangallo il Giovane, Kappa, Roma 2007.
  • Maria Laura Moroni-Paolo Leonelli, Il Palazzo di Michelangelo Spada in Terni, Comune di Terni - II Circoscrizione Interamma, Terni 1997.
  • Michelangelo Spada, La famiglia dei conti Spada, Terni 1896.
  • Luigi Tettoni-Francesco Saladini, Spada,<Teatro Araldico>, Wilmant, Milano 1847.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]