Canoa/kayak

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando la canoa o kayak intesa come imbarcazione, vedi Canoa.
Gara di maratona in kayak
K2 (kayak biposto) sul lago di Osiglia

Con il termine canoa/kayak vengono usualmente indicati vari tipi di imbarcazioni sportive che hanno in comune il fatto di essere spinte e manovrate con pagaie e adoperate da diverse popolazioni mondiali: la canoa ed il kayak.

Il sostantivo "canoismo" che descrive l'utilizzo della canoa come sport o diletto, è di uso limitato, e si è scelto più corrente binomio canoa/kayak per intitolare una pagina dedicata agli sport acquatici in cui si adoperano canoe o kayak.

Si distinguono due stili di voga:

  • Il kayak prevede la posizione seduta ed una pagaia a doppia pala con cui pagaiare su entrambi i lati.
  • La canoa canadese prevede una posizione in ginocchio ed una pagaia a pala singola con cui pagaiare su un solo lato.

Terminologia[modifica | modifica wikitesto]

Il canoismo è evidentemente differente da altre attività di voga, come il canottaggio nei vari stili, da cui non deriva e rispetto alle quali si è evoluto autonomamente. La marcata differenza delle canoe con le imbarcazioni che adoperano remi per la propulsione, si spiega visivamente in modo immediato. I canoisti usano la pagaia, che non è in nessun modo collegata allo scafo da nessun legame meccanico, quindi la pagaia sta solo nelle mani del canoista, che è voltato verso la direzione di marcia sia quando è seduto come nel kayak sia quando è inginocchiato come nella "canadese", mentre nel canottaggio il remo è imperniato su una forcella connessa allo scafo o sul bordo o con un traliccio, sia nel canottaggio sportivo olimpico, dove il canottiere seduto su un "carrello" che scorre su rotelle volge la schiena al senso di marcia, sia nella voga veneta o di altri stili "etnici" dove il remo è spinto e non tirato per la propulsione e il vogatore è in piedi voltato in avanti. Gli inglesi distinguono gli sport del rowing (lett. remaggio) dal canoeing in maniera più naturale. In spagnolo si fa riferimento alla piroga. In italiano in genere si da indicazione dello stile (o imbarcazione), canoa e kayak, designando con il termine canoista il praticante di entrambe, ma è in uso corrente il sostantivo canoismo, per designare la specialità e il movimento sportivo connesso.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'idea di usare la canoa per svago e sport è spesso attribuita all'esploratore scozzese John MacGregor (1825-1892), che la incontrò per la prima volta nel 1858, durante un viaggio in Canada e Stati Uniti. Al suo ritorno in Gran Bretagna si fece costruire una canoa, con la quale navigò corsi d'acqua nel Regno Unito, in Europa e nel Medio Oriente, descrivendo in un libro ormai famoso le sue esperienze:"A Thousand Miles in the Rob Roy Canoe" (Mille miglia nella canoa Rob Roy).[1] Nel 1866 fondò a Londra il Royal Canoe Club che nel 1874 organizzò la prima gara di canoa, la "Paddling Challenge Cup".

Nel 1924 le associazioni dei canoisti provenienti dall'Austria, Danimarca, Germania e Svezia costituirono un comitato internazionale, la Internationalen Representation for Kanusport (IRK), predecessore della Federazione Internazionale della Canoa (ICF).

La canoa entrò nel novero degli sport olimpici nel 1936, ai giochi di Berlino. (Vedi Canoa/kayak ai Giochi olimpici).

Specialità[modifica | modifica wikitesto]

Come in molti sport, vi sono specialità individuali, di gruppo e di squadra. In prevalenza l'obiettivo è la velocità, come nel kayak/canoa olimpico, e nella canoa discesa, ma vi sono anche gare dove risalta la capacità di controllare il mezzo, come nella canoa slalom o il gioco di squadra, come nella canoa polo.

Grosse distinzioni tra le specialità sono anche legate al campo di gara, che può essere su acque piatte o calme (lago o bacino d'acqua fermo), in mare aperto con le specialità Ocean Race, o su acque bianche, come torrenti o percorsi artificiali che li simulano, dove la corrente e gli ostacoli sono determinanti.

Lo sport della canoa/kayak viene praticato comunemente come attività ricreativa e distensiva non solo dagli specialisti ma da moltissimi amanti delle attività all'aria aperta, gratificando i canoisti con il miglioramento della propria condizione fisica e il contatto vivo con la natura.

Kayak e canoa olimpica[modifica | modifica wikitesto]

Il Kayak e canoa acque piatte (flat water racing), conosciuto anche come kayak velocità o kayak olimpico, in quanto presente ai Giochi olimpici dall'edizione del 1936, è una delle discipline più conosciute della canoa.

Le imbarcazioni utilizzate per questo sport sono lunghe e strette, con pesi variabili a seconda della distanza di gara.

Il kayak olimpico[modifica | modifica wikitesto]

Nel kayak, il canoista è seduto su un seggiolino fisso, poggia i piedi su una pedaliera, detta anche (nome tecnico) puntapiedi, tenendo le gambe flesse, in modo tale da assicurare una spinta del piede sulla pedaliera, ad ogni pagaiata, per tramettere la spinta di avanzamento alla canoa.

Viene utilizzata una pagaia a due pale sfasate tra di loro (pagaia doppia incrociata), in genere con un angolo che varia dai 50 agli 80 gradi.

È provvisto di un timone, posto sotto lo scafo, in poppa, che viene azionato da un sistema di tiranti che terminano con una "crociera" e una piccola asta che si frappone tra i piedi. Il canoista muove i piedi lateralmenete per azionare il movimento del timone quando necessario.

Secondo le varie specifiche della ICF (International Canoe Federation), le imbarcazioni devono rispettare molte regole riguardo al peso, alla costruzione e alla lunghezza.

La canoa canadese[modifica | modifica wikitesto]

Canoeing (flatwater) pictogram.svg
Un C2 (una canoa canadese a 2 posti) imtento in una gara in Sicilia. La posizione allungata in avanti consente un aumento della forza di spinta mentre quella inginocchiata permette un attacco più efficace all'acqua.

Per quanto riguarda la canoa canadese, il canoista assume una posizione in ginocchio. Poggia un ginocchio nella canoa sopra un cuscinetto concavo che lo accoglie, e tiene il piede della gamba opposta molto avanti. La canoa canadese è dotata di un pagliolo, chiamato "impostazione", ovvero una tavola liscia applicabile al fondo dell'imbarcazione che consente un maggiore equilibrio e stabilità. Per avanzare utilizza una pagaia a pala singola, dove all'altra estremità si trova "l'oliva", ovvero l'impugnatura. La pagaia può essere composta dal legno, usata dai più giovani, fino ad arrivare alla pagaia di fibra di carbonio, usata per di più dagli atleti più allenati ed esperti.

È una delle discipline più difficili di questo sport. Infatti la posizione, non proprio "naturale", presuppone che si dedichi molto tempo all'apprendimento della stabilità. Il primo problema (tralasciando l'equilibrio già precario) è di natura direzionale. Infatti, potendo pagaiare da un solo lato e non disponendo di un timone come nel kayak, l'atleta è costretto a correggere costantemente la rotta per far sì che la canoa non giri dalla parte opposta. La "timonata" è proprio quel particolare movimento della pagaia che, dopo la fase di trazione, ruota leggermente verso l'esterno in modo tale da correggere la direzione della poppa. Oltre alla timonata esistono molte altre manovre: l'aggancio, lo scarto, il debordée, tutte difficili da imparare e utilizzate dai più esperti.

Equipaggi e Imbarcazioni[modifica | modifica wikitesto]

Esistono tipi di imbarcazioni, a seconda del numero di equipaggio e tipo di canoa (canadese o kayak), esse sono:

K1 4.20: kayak monoposto e monotipo, 4.20m di lunghezza usata principalmente da bambini fino ai 12 anni per imparare. possiede circa 45 cm di larghezza

K2 5.20: kayak biposto e monotipo, 5.20m di lunghezza usata dai bambini fino ai 12 anni

K1 olimpico: kayak monoposto, 5.20m di lunghezza, e 12 kg di peso, più instabile del K1 4.20 e utilizzata dalla categoria "cadetti A" in poi. Entro i limiti definiti esiste una grande varietà di scafi progettati per essere adatti alle varie corporature e al livello dell'atleta.

K2 olimpico: kayak biposto, 6.50m di lunghezza, più instabile del K2 5.20 e utilizzata dalla categoria "cadetti A" in poi, anche per il K2 la costruzione è libera con le restrizioni indicate.

K4 olimpico: kayak a quattro posti, lunghezza 11m peso 30 kg, costruzione libera, nelle misure indicate.

In questi tipi di imbarcazioni sono ammessi equipaggi maschili e femminili.

C1: Canadese monoposto 5,20m di lunghezza 16 kg di peso minimo

C2: Canadese biposto 6,50m di lunghezza 20 kg di peso minimo

C4: Canadese a quattro posti 9m di lunghezza 30 kg di peso minimo

In questi tipi di imbarcazione sono ammessi solo equipaggi maschili, dal 2010 anche femminili solo nel C1.

dragonboat: canadese 20 posti +2, peso circa 250 kg

Materiali e tecniche di costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Questo sport è in continua evoluzione. Negli ultimi anni sono state apportate sostanziali modifiche per quanto riguarda il materiale e la costruzione di pagaie e canoe. Precedentemente, le regole ICF prevedevano una larghezza minima dell'imbarcazione (nel K1 era 52 cm), ma dal 2001 è stata abolita e successivamente le barche hanno subito una consistente evoluzione. Non è raro che alcune tra le più famose case produttrici si avvalgano delle migliori consulenze ingegneristiche navali, per assicurare scafi sempre migliori. Per quanto riguarda i materiali, fino a qualche anno fa il più comune era il vetroresina, diretto sostituto del legno. Al giorno d'oggi, per quanto riguarda imbarcazioni da gara, i materiali più usati sono il carbon/kevlar e la fibra di carbonio pura; a seconda della competizione, viene scelto il materiale più adatto. Di solito le barche da maratona sono composte da un sottile strato di carbonio che permette di raggiungere pesi molto ridotti (8 kg sono il peso regolamentare peri K1, ma spesso sono costruiti più leggeri e sono poi zavorrati, per fare fronte a eventuali riparazioni).

Tipologie di gare[modifica | modifica wikitesto]

Esistono vari tipi di gare svolte in questo sport: gare di velocità, gare di fondo, gare di maratona e gare di discesa.

Nelle gare di velocità gli atleti si suddividono in "corsie" (chiamate in gergo "acqua") larghe 9 metri, percorrendo una distanza rettilinea che va dai 200, 500, fino ai 1000 metri. In questa tipologia di gara non è ammesso deviare dalla rotta centrale della corsia per eventualmente sfruttare le onde prodotte dalle canoe degli atleti vicini, le cosiddette "scie", che costituiscono un notevole vantaggio.

Nelle gare di fondo, dove le distanze percorse sono le più svariate, gli atleti partono allineati ma possono raggrupparsi sfruttando le proprie scie inoltre devono percorrere un tragitto non rettilineo, bensì caratterizzato da diversi giri di boa, a seconda della distanza percorsa. Le distanze variano a seconda dell'età e del tipo di imbarcazione. Per le categorie Under16 (14-16 anni), juniores (16-18 anni) e senior, la distanza è 5000 metri; per le categorie U14 (da cadetti B in giù) la distanza è di 2000 metri. Inoltre si svolgono gare sulla distanza di 10.000 metri e oltre, fino alla maratona.

Nelle gare di maratona gli atleti percorrono dai 12 ai 36 chilometri, a seconda della categoria di appartenenza. Una caratteristica peculiare sono i trasbordi, in cui gli atleti devono scendere dall'imbarcazione, tirarla fuori dall'acqua e correre per qualche decina di metri prima di rimontare nella canoa. I trasbordi avvengono in media ogni 5 chilometri. A causa del trasbordo e della notevole distanza da percorrere, le imbarcazioni possono pesare fino a 4 kilogrammi in meno rispetto alle canoe per la velocità in linea. Gli equipaggi ammessi alle gare sono solo K1, C1, K2 e C2.

Nelle gare di discesa gli atleti navigano lungo un fiume attraverso rapide, pietre e gorghi.

Ultime manifestazioni internazionali in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008 si sono svolti all'Idroscalo di Milano, organizzati dall'Idroscalo Club, i campionati europei di canoa/kayak sprint, validi come qualificazione per le Olimpiadi di Pechino 2008. L'Italia ha complessivamente qualificato 6 barche, tra cui il K1 500 uomini con Michele Zerial, il K4 1000 uomini con Antonio Rossi, Franco Benedini, Alberto Ricchetti e Luca Piemonte, il K1 500 femminile con Josefa Idem, il K2 500 maschile con Antonio Massimiliano Scaduto e Andrea Facchin. Gli ultimi campionati europei di Kayak in Italia si erano svolti nel 2001 in Valsesia, anno in cui erano stati aboliti i limiti di larghezza delle imbarcazioni.

La canoa polo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: canoa polo.

La canoa polo è una specialità della canoa relativamente nuova. Si gioca in due squadre e 5 giocatori ciascuna (oltre ad un massimo di tre riserve) su canoe appositamente costruite, la cui lunghezza deve essere compresa tra 2,1 e 3,1 metri e la cui forma è tesa a massimizzare velocità e rapidità nel cambio di direzione. I materiali con cui possono essere costruite sono kevlar, plastica e carbonio. Ogni giocatore è fissato ermeticamente alla canoa da un giubbottino allacciato in vita, indossa un casco munito di una griglia di protezione per il viso e un giubbotto salvagente con un numero la cui funzione è principalmente quella di attutire gli urti che possono derivare dai contatti con le pagaie e con le altre canoe. La pagaia è quasi sempre in fibra di carbonio e la pala ha una leggera inclinazione su se stessa. Lo spirito della canoa polo è molto simile a quello della pallanuoto, dalla quale sono mutuate anche diverse regole. Anche nella canoa polo si gioca con una palla del tutto simile a quella della pallanuoto, ma le due porte sono rialzate rispetto al pelo dell'acqua. Le porte sono larghe 1,5 metri e alte un metro (misure interne ai pali)ed il bordo inferiore è posto a 2 metri dal pelo dell'acqua. La partenza è fissata dal lancio della palla al centro del campo e le partite durano tipicamente 20 minuti di gioco effettivo, con due tempi di 10 minuti e intervallo di 5.

Kayak Marino[modifica | modifica wikitesto]

Tra i vari kayak esiste anche il kayak marino adatto a brevi o lunghe escursioni o campeggio nautico. La sua diffusione ha consentito lo sviluppo di forme e prestazioni molto diverse tra loro: infatti è usato non solo per scopo agonistico ma anche per escursioni più o meno impegnative. I materiali di costruzione vanno dalla vetroresina al polietilene fino al carbonio e kevlar. Esiste anche il kayak autocostruito, in legno. La differenza più evidente tra il kayak marino e il kayak olimpico sta nella larghezza, che è maggiore per quello marino.

Kayak in legno

Personaggi italiani legati alla canoa/kayak[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Canoisti italiani
  • Elio Sasso Sant, partecipò alle Olimpiadi del 1936
  • Oreste Perri, campione mondiale negli anni '70
  • Andrea Alessandrini, 8 volte campione italiano, costruttore delle canoe da gara ASA, organizzatore di eventi e gare
  • Marco Previde-Massara, medaglia d'oro ai campionati del mondo
  • Antonio Rossi, campione olimpico
  • Josefa Idem, naturalizzata italiana, campionessa mondiale e olimpica
  • Daniele Molmenti, campione mondiale ed olimpico, specialità K1 Slalom

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ breve storia della canoa a cura di Marco Spada

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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