Pianta a scacchiera

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La pianta a scacchiera del centro storico di Torino

Una pianta a scacchiera, detta anche a griglia o a schema ippodameo, è un tipo di pianta architettonica in cui le strade sono disposte in modo tale da formare angoli retti alla loro intersezione e una serie di isolati quadrangolari.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Primi insediamenti a scacchiera[modifica | modifica wikitesto]

Tra i primi abbozzi di disposizione a griglia delle strade urbane, con formazioni di isolati più o meno regolari, vi sono quelli di Rehman Dheri, probabilmente già attorno al 3300 a.C.,[1] Mohenjo-daro e Harappa, dal III al II millennio a.C., tutti importanti centri della civiltà della valle dell'Indo. Presentavano strade dritte orientate secondo gli assi nord-sud e est-ovest. Nel XVII secolo a.C., il re Hammurabi di Babilonia espanse i territori del regno conquistando la bassa Mesopotamia e ristrutturò la capitale. Tra i grandi lavori che furono eseguiti in città vi furono grandi strade pavimentate che si intersecavano a scacchiera.

Tale disposizione urbanistica fu utilizzata anche nelle città cinesi a partire dal XV secolo a.C.. L'opera tecnico-scientifica Kaogongji, scritta verso la fine del periodo delle primavere e degli autunni (dal 771 al 476 a.C.), riporta che una capitale dovrebbe avere pianta quadrata, tre portali di ingresso per ogni lato delle mura e le strade che si incrocino a scacchiera. Sono a pianta a scacchiera le strade che attraversano le rovine dell'antica Teotihuacan, vicino a Città del Messico, che si estendono su un'area di oltre 20 km². Popolatasi attorno al 300 a.C., fu la più antica tra le città delle Americhe venute alla luce a dotarsi di tale soluzione urbanistica.

Antico Egitto[modifica | modifica wikitesto]

Le città dell'Antico Egitto si svilupparono attorno alle vie principali, particolarmente larghe da permettere processioni religiose, trionfi militari e incoronazioni. Erano orientate lungo gli assi nord-sud e est-ovest e formavano angoli retti secondo un piano a scacchiera. L'orientamento urbanistico sugli assi sud-nord e est-ovest fu dettato principalmente da criteri religiosi, come il posizionamento delle piramidi e dei principali edifici cittadini e fu realizzato mediante calcoli matematici. Una di queste città fu Ekhut-Aton, l'odierna Amarna, costruita da Amenofi IV nel XIV sexolo a.C., le cui lunghe e dritte "vie processionali" si incrociavano ortogonalmente anche con molte vie di larghezza notevolmente minore che avevano invece una linea discontinua. La cittadella riservata alle maestranze provenienti da altre città si sviluppò invece in modo più regolare, con stradine che formavano una griglia ortogonale.[2]

Al XX secolo a.C. risale Kahun, nei pressi dell'odierna el-Lahun, nella zona del Fayyum. Fu una delle più antiche tra le città delle piramidi ed è associata con la piramide del faraone Sesostri II. Era formata da un rettangolo di 280 metri × 360 orientato verso nord, con la strada principale che da est a ovest portava all'acropoli ed era attraversata perpendicolarmente da strade secondarie nord-sud. Ad est si trovava il villaggio cintato da mura riservato agli operai, la cui via principale era lungo l'asse nord-sud intersecata da stradine secondarie residenziali.[2]

Antica Grecia[modifica | modifica wikitesto]

La conformazione fu utilizzata nell'urbanistica greca fin dal VII secolo a.C.,[3] ma non per l'intero centro abitato. Tra le città antiche dove fu adottata vi sono Smirne (VII secolo a.C.), Metaponto e Megara Iblea (VI secolo a.C.), che si differenziarono da altre colonie greche per la regolarità degli isolati e per l'ortogonalità di alcuni assi viari.[4] Gli isolati avevano tutti un'importanza equivalente, ma il centro simbolico e funzionale della città era spesso in posizione decentrata, tradizionalmente posizionato su alture (acropoli) e con una struttura urbanistica propria.

Secondo quanto riportano gli scritti di Aristotele, fu probabilmente nel V secolo a.C. l'urbanista Ippodamo di Mileto a teorizzare e rendere sistematica la pianificazione di nuove città con l'applicazione dello schema ortogonale, che prese quindi il nome di schema ippodameo.[5] In tale schema le strade si intersecano ad angolo retto, formano isolati regolari quadrangolari creando l'ordine urbanistico e sociale di una sorta di città ideale, che avrebbe dovuto ospitare al massimo 10.000 abitanti, divisi nelle tre classi di artigiani, agricoltori e militari. Tale schema fu probabilmente applicato per la prima volta nella ricostruzione di Mileto, la città di Ippodamo distrutta dai Persiani. Un altro esempio è il Pireo, fatto costruire per volere di Temistocle. La prima realizzazione esemplare della scacchiera con modulo quadrato progettata da Ippodamo potrebbe essere la città della Magna Grecia Thurii, presso Sibari, nata nel 444 a.C. su iniziativa di Pericle, dove traspare l'intento di tradurre un progetto politico in architettura urbana.[6].

Antica Roma[modifica | modifica wikitesto]

Lo schema ippodameo fu adottato dagli antichi Romani nella centuriazione, sistema usato nella suddivisione del territorio e per la realizzazione dei castrum, i loro accampamenti militari. I Romani svilupparono inoltre le acquisizioni che già gli Etruschi avevano assorbito dai Greci. La città etrusca di Marzabotto, fondata alla fine del VI secolo a.C., fu la prima nella penisola italiana dove fu adottato il sistema a griglia che avrebbero perfezionato i Romani.[7]

In particolare, nell'urbanistica romana le due strade principali che si intersecavano perpendicolarmente al centro dell'abitato erano il decumano, che correva in direzione est-ovest,[8] ed il cardine, in direzione sud-nord.[9][10] Città, accampamenti militari e territorî centuriati si sviluppavano con l'incrocio di strade parallele ai decumani e ai cardini, formando un reticolato. Nella costruzione di nuovi insediamenti, la linea dei due assi era tracciata dall'augure, il sacerdote che in tal modo definiva il sacro spazio del templum celeste, lo spazio del cielo in cui venivano osservati i presagi. Questo sacro rito divinatorio, detto inauguratio, disciplinava le norme per l'orientamento del nuovo centro abitato.[8]

Esempi di città con pianta a scacchiera[modifica | modifica wikitesto]

Le città con pianta a scacchiera hanno strade dritte e isolati squadrati che formano una pianta semplice, adatta alla difesa militare. In Italia la pianta a scacchiera è presente, ad esempio, nelle città di Aosta, Torino, Cuneo, Como, Messina, Verona, Viareggio. Nel mondo caratterizza città quali Vienna (la Vindobona romana), Londra (Londinium), New York e le città inglesi i cui nomi terminano in caster o chester come Manchester o la City of Lancaster.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Archaeological Site of Rehman Dheri, whc.unesco.org. URL consultato l'8 maggio 2016.
  2. ^ a b Luigi PICCINATO - Ugo Enrico PAOLI - Giuseppe CULTRERA - Ranuccio BIANCHI BANDINELLI - Giuseppe CARDINALI - Giovanni PATRONI, Città, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1931. URL consultato l'8 maggio 2016.
  3. ^ Emanuele Greco (a cura di), La città greca antica: istituzioni, società e forme urbane, Roma, Donzelli, 1999, p. 195, ISBN 88-7989-507-9.
  4. ^ Piero Lo Sardo, Verso il canone della Polis, in Emanuele Greco (a cura di), La città greca antica: istituzioni, società e forme urbane, Roma, Donzelli, 1999, pp. 85-87, ISBN 88-7989-507-9.
  5. ^ Aristotele, Politica, II, 1267 b-1269 a; VII, 1330 b.
  6. ^ Hanno-Walter Kruft, Le città utopiche. La città ideale dal XV al XVIII secolo fra utopia e realtà, Bari, Laterza, 1990, pp. 6-7, ISBN 88-420-3658-7.
  7. ^ (EN) Dan Stanislawski, The Grid-Pattern Town, 1946, pp. 105-120.
  8. ^ a b Decumano, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 6 maggio 2016.
  9. ^ Charlton T. Lewis e Charles Short, cardo, -ĭnis, su A Latin Dictionary. URL consultato il 6 giugno 2015.
  10. ^ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "cardo", in Dizionario italiano multimediale e multilingue d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.

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