Eugenio Finardi

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Eugenio Finardi
Eugenio Finardi.jpg
Finardi, cantautore rock
NazionalitàItalia Italia
GenereMusica d'autore
Blues
Rock progressivo
Rock sperimentale
Pop rock
Periodo di attività musicale1961 – in attività
Strumentochitarra, basso, pianoforte, tastiera, organo Hammond
EtichettaCramps, Fonit Cetra, WEA
Album pubblicati32
Studio19
Live4
Raccolte9
Sito ufficiale
Eugenio Finardi alla chitarra in un concerto del 1979

Eugenio Finardi (Milano, 16 luglio 1952) è un cantautore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Eugenio Gustavo Finardi nacque a Milano nel 1952 da Eloise Degenring, cantante ed insegnante lirica statunitense perfezionatasi nel capoluogo lombardo, e da Enzo Finardi, tecnico del suono di origini bergamasche. Dotato di spiccate qualità canore, a soli nove anni partecipò all'incisione di un vinile per bambini di sei canzoni, Palloncino Rosso fuoco, prodotto dalla "Angelicum Frati Minori", mentre due anni più tardi partecipò a un album di canzoni per Natale più una raccolta di canti tradizionali americani[1].

La sua adolescenza trascorse tra la città meneghina e la casa materna di Boston, negli Stati Uniti d'America, dove Eugenio studierà inglese, e poi teatro filodrammatico presso la Tufts University di Medford (Massachusetts)[2], ottendendo altresì il doppio passaporto, italiano e statunitense.

Gli esordi[modifica | modifica wikitesto]

Sul finire degli anni Sessanta Finardi decise di restare in Italia (per questa decisione scriverà il brano "Dolce Italia"), muovendosi nelle scene del rock milanese, dapprima in una band chiamata "The Tigers", quindi insieme a personaggi come il giovane batterista Walter Calloni e un giovane chitarrista italo-brasiliano, Alberto Camerini. Con questi ultimi formò un piccolo gruppo rock chiamato Il Pacco, esibendosi prima nei locali milanesi, poi via via lombardi ed oltre, fino alla partecipazione alla manifestazione di Zerbo (PV) del Festival del proletariato giovanile Re Nudo del 1972. Il successo continuò anche nei mesi ed anni successivi, dove si aggiunse anche il chitarrista Lucio Bardi[3], quindi anche il celebre chitarrista Claudio Rocchi.
Nel periodo 1970-1973 partecipò inoltre a collaborazioni con gruppi musicali quali gli Stormy Six e come session man anche con altre band esordienti italiane, scrivendo anche testi in lingua inglese e perfezionando le sue conoscenze musicali italo-americane sia del rock and roll che del funk. Nel 1972 suonò anche l'armonica in un brano del primo album dei Fratelli La Bionda s.r.l., tentando contemporaneamente di farsi notare anche come cantante.

Gli anni Settanta ed Extraterrestre[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1973 iniziò la collaborazione con la Numero Uno, la casa discografica di Mogol e Lucio Battisti, pubblicando il suo primo 45 giri, con Spacey stacey e Hard rock honey, brani con sonorità vicine all'hard rock, sempre cantati in inglese[4], di cui Finardi scrive le musiche (i testi sono della cantautrice californiana Marva Jan Marrow).

Decise quindi di passare alla lingua italiana, con testi diretti ed impegnati, finendo sotto contratto dalla Cramps di Gianni Sassi, Sergio Albergoni e Franco Mamone, pubblicando il suo primo album nel 1975, Non gettate alcun oggetto dai finestrini, con all'interno la cover rock della canzone folk Saluteremo il signor padrone. Il successo tuttavia, arrivò soltanto l'anno dopo, con l'album Sugo che portò in sé due delle sue canzoni più famose, La radio e Musica ribelle. Seguì quindi l'album Diesel del 1977, considerato tra i suoi migliori, che contiene altri brani divenuti famosi come Non è nel cuore, Diesel e Non Diventare Grande Mai. In questi anni la Cramps dedicò, per la registrazione degli album di Finardi, i suoi musicisti migliori, come Patrizio Fariselli, Ares Tavolazzi e Paolo Tofani, membri del gruppo musicale "Area".

Dalla collaborazione con la band Crisalide, che vede tra i componenti Mauro Spina alla batteria, Ernesto Vitolo alle tastiere e Stefano Cerri (figlio del già famoso chitarrista jazz Franco Cerri) al basso elettrico, nacque poi l'album Blitz del 1978, che conterrà, tra gli altri, il celebre brano Extraterrestre, che raggiunge presto le vette di tutte le classifiche. Nello stesso album è contenuto anche il brano Cuba, dove si nota marcatamente il disagio dovuto al riflusso culturale nell'Italia di quegli anni. Sempre con i Crisalide, fu pubblicato Roccando rollando del 1979 che, in buona parte, si allontana via via dalle sonorità rock dei dischi precedenti, accostandosi anche al reggae di brani quali Legatizzatela e al calypso di 15 Bambini (con cui partecipò al Festivalbar 1979), più la ballad acustica in La canzone dell'acqua.

Per il cantante, gli ultimi anni settanta inoltre sono il periodo di brani impegnati, cavalcando sia l'onda della contestazione giovanile sia di temi delicati come la droga, ad esempio, appunto nei testi di Legatizzatela e di Scimmia.

Gli anni Ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il successo di Extraterrestre, il decennio entrante segnò di fatto l'ingresso ufficiale del cantautore nella fama sia italiana che internazionale. Tuttavia, il cantante volle allontanarsi dal caos cittadino per ritirarsi poco fuori Milano, ovvero a Carimate. Qui, dopo un breve periodo di permanenza a Londra, decise di mettersi a lavorare alla produzione di un album presso i famosi studi di registrazione Stone Castle situati nel Castello della cittadina brianzola. Il risultato fu l'omonimo album Finardi, pubblicato all'inizio del 1981. In alcuni brani al suo interno, il cantante collaborò anche con Valerio Negrini, già autore dei testi dei Pooh. In quest'album inoltre, domina la canzone Trappole, di cui scriverà anche la versione in inglese. Scrisse anche brani come Laura degli specchi, destinata alla cantante Alice e comporrà anche Patrizia, brano questo dedicato alla sua compagna, da poco conosciuta, e che diventerà, oltre che sua moglie, anche un'affermata designer di interni[5]. Dopo un disco in lingua inglese Secret Streets, dove rivisita anche alcuni brani del disco precedente, nel 1983 è la volta di Dal blu che contiene Le ragazze di Osaka (in seguito reincisa con Rossana Casale) e Amore diverso.
L'album fu ispirato e dedicato alla figlia primogenita Elettra, nata nel 1982 e affetta dalla Sindrome di Down[6]. A tal proposito, successivamente Finardi appoggiò le associazioni di volontariato per minori disabili o disagiati in genere, e scrisse altresì la prefazione al libro Come Pinguini nel Deserto, che raccoglie l'esperienze di genitori di bambini down[7].

Seguirono quindi l'album live Strade (1984), quindi Vorrei svegliarti, col quale esordì al Sanremo 1985, preludio dell'album Colpi di fulmine, album che si aprì verso registri più sincopati e di matrice jazz. Entrato in contrasto con le tendenze commerciali dell'epoca e in varie divergenze con l'industria musicale italiana, il cantautore si trasferì quindi per sei mesi negli Stati Uniti. poi, con il rimpianto nei confronti del Bel Paese, tornò in Italia per lavorare, appunto, a "Dolce Italia", brano ed omonimo album pubblicato nel 1987, mentre nel 1989 il cantautore pubblicò l'album Il vento di Elora, dove appare anche il brano Vil Coyote dove tracciò, in modo originale, similitudini tra la vita reale e i personaggi dei cartoni animati americani.

Anni Novanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990, con La forza dell'amore rivisitò, in chiave più moderna, alcune sue canzoni, con altresì la partecipazione di Ligabue, Ivano Fossati (in Musica ribelle) e Rossana Casale (ne Le ragazze di Osaka). Nello stesso anno, nacque anche il suo secondo figlio, Emanuele [8].

Dopo l'album Millennio del 1991, uscì Acustica, contenente il brano Katia (1993) e Le donne di Atene (traduzione firmata insieme ad Alberto Camerini della celebre canzone di Chico Buarque de Hollanda Mulheres De Atenas). Nel 1996 incise Uno di noi, versione italiana del successo di Joan Osborne One of Us; la canzone, ricalcando il testo originale, affronta i temi legati alla fede in Dio.
A metà del decennio, Finardi cominciò a dare segni di insofferenza rispetto all'industria discografica, periodo che coincise col brano Amami Lara (sua seconda presenza al Sanremo 1999), mentre Accadueo è l'album del 1998, che l'anno dopo viene ripubblicato con l'aggiunta del brano citato, ispirato al personaggio immaginario di Lara Croft, protagonista dei videogiochi della serie Tomb Raider.

Sul finire degli anni novanta entrò in crisi anche il rapporto con la moglie Patrizia, che sfocerà in una separazione. Il cantante avrà successivamente, nel luglio 1999, una terzogenita figlia, Francesca[9][10], da un'altra compagna.

Anni Duemila[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver adempiuto agli obblighi contrattuali del mercato discografico dell'epoca, con l'inizio del nuovo millennio Finardi tornò finalmente a far riferimento all'ambiente della musica alternativa, dedicandosi intensamente a vari progetti di nicchia. Con Francesco Di Giacomo, cantante del Banco del Mutuo Soccorso, e Marco Poeta, dedicò un disco al Fado, la musica portoghese. Il silenzio e lo spirito è del 2003 ed è un album d'indubbio fascino, registrato dal vivo, nel quale esplora il rapporto tra la Musica e l'Assoluto, con brani come Orleans di David Crosby, Hallelujah di Leonard Cohen e Il ritorno di Giuseppe di Fabrizio De André.

Il 2005 fu l'anno di Anima Blues in cui Finardi celebrò il suo amore per questo genere, un album di inediti in inglese che ricevette consensi dalla critica e positive recensioni su riviste internazionali di settore. Anima Blues, coprodotto dal chitarrista Massimo Martellotta, vide Pippo Guarnera all'Hammond e Vince Vallicelli alla batteria, per una fortunata tournée con più di cento concerti. Nel 2007, uscì la raccolta antologica Un uomo che ripercorre i diversi momenti della carriera finardiana: i primi tre cd offrono una serie di canzoni, presentate in ordine emotivo e non cronologico, scelte direttamente dall'autore, mentre il quarto è una compilation di inediti, provini e rarità. Le note di copertina sono curate da Fernanda Pivano. Il 2008 fu invece l'anno del debutto teatrale di Finardi. Al Teatro dei Filodrammatici di Milano andò in scena la prima di Suono prodotto da Francesco Venuto per l'agenzia Raiser da cui venne estratto l'omonimo DVD prodotto da Gianni Salvioni, spettacolo in cui l'artista raccontò, attraverso monologhi e canzoni, oltre trent'anni di carriera.
La band che lo accompagnò in questo progetto fu costituita da: Max Carletti (chitarre), Paolo Gambino (pianoforte e tastiere), Federico Ariano (batteria e percussioni) e Stefano Profeta (basso elettrico e contrabbasso). Nello stesso anno, Finardi si cimentò con la Classica Contemporanea ne Il cantante al microfono, disco e concerto per voce e sestetto classico. Assieme all'ensemble Sentieri selvaggi, diretto da Carlo Boccadoro, Finardi eseguì le canzoni del poeta russo Vladimir Vysockij, orchestrate dal compositore Filippo Del Corno e tradotte da Sergio Secondiano Sacchi. L'album vinse la Targa Tenco, per la migliore interpretazione. Con l'ensamble Entr'Acte, diretto da Carlo Boccadoro, registrò La Storia Del Piccolo Sarto del compositore ungherese Tibor Harsany, liberamente tratta dalla favola dei fratelli Grimm, con la quale esordì, con successo, al Teatro alla Scala di Milano il 27 gennaio del 2010. Sempre con Entr'Acte e Boccadoro, tornò nel prestigioso teatro l'anno seguente, con I Cavoli a Merenda, su musiche dello stesso Boccadoro e testi di Sergio Tofano.

Nell'aprile 2009, Finardi partecipò all'incisione del brano Domani 21/04.2009 di Mauro Pagani, i cui proventi furono devoluti alle popolazioni colpite dal terremoto dell'Aquila. Sempre nel 2009, cantò nell'album di Claudio Baglioni Q.P.G.A., nella canzone Lungo il viaggio, che è il titolo originale della canzone più nota con il titolo In viaggio. Nel marzo 2010 produsse l'album L'occhio della Luna della giovane cantautrice Roberta Di Lorenzo, da lui scoperta a un'audizione tre anni prima. A inizio 2011 Il cantante al microfono diventò il titolo di un DVD distribuito da Medusa, edito dalla casa discografica Ermitage. Il 21 gennaio dello stesso anno uscì il primo libro, scritto da Eugenio Finardi a quattro mani con Antonio G. D'Errico: Spostare l'orizzonte - come sopravvivere a 40 anni di Rock, edito da Rizzoli, in cui Finardi espone la sua filosofia di vita.

Anni recenti[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 gennaio 2011 iniziò anche l'Eugenio Finardi Electric Tour 2011, una rassegna di date che segnò il suo ritorno al rock delle origini, riproponendo brani degli esordi tratti da album come Sugo, Diesel, Finardi e Non gettate alcun oggetto dai finestrini. Ad accompagnarlo, una nuova band formata da Marco Lamagna al basso, Claudio Arfinengo alla batteria, Paolo Gambino alle tastiere, Paolo Zanetti e Giovanni Maggiore alle chitarre; in seguito si aggiunse Claudio Rossi al violino e ai plettri.

Partecipò alla 62ª edizione del Festival di Sanremo con il brano E tu lo chiami Dio[11], canzone che portò la firma della cantautrice Roberta Di Lorenzo, arrivando in finale. Memorabili i duetti con Noa, i Solis e con Peppe Servillo degli Avion Travel. Nei giorni del Festival uscì anche Sessanta, triplo album con 5 inediti, tra cui spiccano i brani Passerà, con testo di Zibba, e Nuovo Umanesimo, scritta insieme a Max Casacci dei Subsonica con il quale inizia una collaborazione che proseguirà nel 2013. Nuovo Umanesimo vede Finardi tornare alle sonorità e alle tematiche degli esordi e dà il nome al tour che lo vede impegnato fino all'autunno.

Il 1º maggio 2011 fu invitato ad aprire il Concertone di Roma, con l'inno di Mameli in versione taranta/rock, mentre a settembre, al Traffic Festival di Torino e al Palasharp di Milano, partecipò all'omaggio alla Cramps records, etichetta con cui aveva debuttato oltre trent'anni prima. Nella stessa sera, oltre a Finardi, si esibirono anche Claudio Rocchi e i riuniti Area (che avevano suonato negli album Sugo e Diesel). Oltre al suo set consueto, Finardi ripropose - dopo 30 anni - Diesel, eseguito dalla band di Finardi con Patrizio Fariselli alle tastiere, e fu ospite del finale del set degli Area, con cui eseguì il loro classico Gioia e rivoluzione. Al Concertone del 1º maggio 2012, Mauro Pagani lo invitò a interpretare Like a Rolling Stone di Bob Dylan.

Nella primavera 2013, il gruppo Elio e le Storie Tese lo chiamò a cantare A Piazza San Giovanni, canzone scritta da loro nel suo tipico stile, che fa da prologo al singolo Complesso Del Primo Maggio tratto dal loro CD Album biango.

Dal 2012 alla fine del 2013 Finardi è impegnato nel Nuovo Umanesimo Tour sia nella versione elettrica, accompagnato dalla sua giovane band (Giovanni Maggiore, Paolo Gambino, Marco Lamagna e Claudio Arfinengo), sia nella versione acustica Parole & Musica, accompagnato solo da pianoforte e chitarra, adatta ad ambienti più raccolti che permettono di instaurare un dialogo più intimo con gli spettatori.

Con questi musicisti, nelle pause del tour, inizia a comporre nuovi brani inediti in italiano, ispirati dalla realtà quotidiana segnata dalla pesante crisi economica. Molti pezzi nascono durante una tempesta tiroidea che gli causa un'esplosione di creatività ma anche una fibrillazione atriale che lo porterà all'ablazione radiologica della tiroide. Da qui l'ispirazione per il titolo del nuovo album: Fibrillante.

Il giorno del suo 61° compleanno una cardio-versione riporta il cuore a ritmo e nei mesi seguenti incide a Torino i dieci brani del disco, con la produzione di Max Casacci e la coproduzione di Giovanni Maggiore. Al disco partecipano Manuel Agnelli, Patrizio Fariselli e Gigi Giancursi e Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione. A ottobre si reca a New York per masterizzare il tutto allo Sterling Sound con Greg Calby. Ha così l'occasione di passare una splendida ultima settimana con la madre Eloise, che morirà serena pochi giorni dopo.

Il 28 gennaio 2014 esce Fibrillante[12], anticipato dal lyric video di Come Savonarola. A seguito dell'uscita dell'attesissimo album di inediti, l'attività live di Eugenio e il suo contatto con il pubblico riprendono con una spinta al di sopra delle aspettative e sono fonte di reciproca gratificazione, umana e musicale. Fibrillante è, oltre che un disco, anche un buon aggettivo per definirlo come uomo.

Nel 2015, oltre a continuare incessantemente l'attività live, è direttore artistico del Primo Maggio Bologna e direttore artistico del Natale Nelle Grotte, manifestazione organizzata presso le Grotte di Castellana a 70 metri di profondità, e alla quale invita personalmente Simone Cristicchi, Stefano Bollani e Claudio Baglioni. Entrambi gli incarichi verranno riconfermati per il 2016.

Il 2016 è l'anno di 40 Anni di Musica Ribelle: un grande progetto volto a recuperare il senso di un atteggiamento artistico ed esistenziale, nato dal casuale ritrovamento dell'archivio Cramps con i nastri originali dei primi 5 album di Eugenio Finardi ma anche immagini inedite e testimonianze da cui traspare una visione unica del futuro che si riflette in un sound irripetibile. Prendono così vita dall'inizio dell'anno una serie di progetti ispirati alla Musica Ribelle come spirito indomito che ha caratterizzato tutta la carriera di Finardi. Il lavoro di recupero e ristampa delle tracce originali dei suoi primi preziosissimi dischi è minuzioso e procede di pari passo col recupero di materiale fotografico ed iconografico d'archivio e con la realizzazione di uno speciale televisivo per Sky Arte HD che documenta tutto il lavoro. In parallelo, ad aprile 2016 parte il tour 40 Anni di Musica Ribelle nel quale Finardi ripropone tutte le tracce del suo disco cult Sugo uscito nel 1976 e passato alla storia come uno dei 100 migliori dischi italiani di tutti i tempi. Le richieste di concerti sono numerosissime, la maggior parte registrano il tutto esaurito e la tournée sconfina addirittura verso oriente, dove Eugenio è invitato a suonare per un tour di tre date tra Shanghai, Pechino e Hefei ed a tenere una master class all'Università di Pechino. In autunno, con il supporto di Universal Music Italia, finalizza il lavoro discografico ed iconografico realizzando uno speciale box in doppio formato (CD e LP) che contiene, oltre ai 5 album rimasterizzati, tutti gli elementi per comprendere a fondo la visione autentica che Finardi ha della musica. Nella versione CD del box infatti è presente anche un DVD multi-traccia che permette di viaggiare nel tempo per ritrovarsi nel 1976, in studio, e creare il proprio mix dei brani più popolari di Eugenio Finardi. Il 4 novembre organizza il concerto-evento al Teatro Dal Verme di Milano dal titolo Musica Ribelle - La Reunion dove per la prima volta riunisce sullo stesso palco i musicisti che hanno contribuito ai suoi primi album e tour. Il tour continua poi per tutto il 2017 nella variante 40 Anni di Musica Ribelle - Diesel Edition con scaletta incentrata sul disco Diesel del 1977.

Inoltre ad ottobre 2017 torna in radio come conduttore in due differenti programmi: il primo su Radio2, dal titolo Me Anziano YouTuberS condotto insieme a Federico Bernocchi e Claudio Di Biagio; il secondo su Radio InBlu, intitolato La Musica è Ribelle, programma condotto invece unicamente da Eugenio con scalette musicali legate a tematiche da lui stesso selezionate di volta in volta.

Il 2018 è l'anno di un nuovo progetto teatrale, Finardimente[13], uno show misto di musica e parole che debutta in gennaio con un doppio sold out al Blue Note di Milano. "Finardimente", una parola composta che è insieme un avverbio, un nome e un verbo, rappresenta la volontà di Eugenio di svelare la sua verità dietro ogni forma di rappresentazione artistica, attraverso un racconto sincero oltre che attraverso la sua musica. Lo spettacolo, concepito e presentato nei primi mesi dell'anno nei teatri, viene poi a grande richiesta riadattato e riproposto durante l'estate in location en plein air.

Ad ottobre riprende inoltre l'impegno radiofonico di Eugenio su Radio InBlu. Il suo programma, La Musica è Ribelle, viene infatti riconfermato per il secondo anno di fila, mantenendo il medesimo format: un'ora di libera selezione musicale curata e commentata da Eugenio stesso, che ruota intorno ai temi musicali, artistici e sociali più disparati.

Strumentazione e turnisti celebri[modifica | modifica wikitesto]

Eugenio Finardi, oltre che cantante, compositore e talvolta paroliere, è anche un variegato polistrumentista. Suona prevalentemente la chitarra, acustica o elettrica. Talvolta si dedica anche al basso, al pianoforte e alla batteria elettronica. Tra i suoi strumenti più utilizzati ci sono due chitarre acustiche, una Taylor ed una Martin e diversi modelli di chitarra elettrica, tra cui una Fender Telecaster, una Gibson ES-175, una Gibson SG e una "Finardi Rebelcaster", strumento di fattura artigianale costruito apposta per lui, oltre ad alcuni modelli Epiphone, Ibanez e Vox, e a un modello vintage di Fender Jazz Bass.

Finardi è anche noto per aver collaborato con alcuni tra i migliori session men italiani degli anni '70 e '80. Nei suoi dischi hanno infatti trovato spazio musicisti di grande spessore come i tastieristi Mike Moran, Mark Harris e Patrizio Fariselli, i chitarristi Alberto Camerini, Paolo Tofani e Romano Trevisani, i bassisti Hugh Bullen, Stefano Cerri e Ares Tavolazzi e i batteristi Mauro Spina, Walter Calloni e Alfredo Golino o ancora il violinista Lucio Fabbri, il sassofonista Claudio Pascoli e Lucio Dalla al clarinetto (negli album Finardi e Secret Streets).

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Già sposato con Patrizia, a cui ha dedicato l'omonimo e celebre brano del 1981 pubblicato nell'album Finardi (album), ha avuto da lei il figlio Emanuele e la figlia Elettra, nata con la Sindrome di Down (a lei il cantautore ha dedicato i brani Le Ragazze di Osaka e Amore diverso, entrambi nell'album Dal blu del 1983). Successivamente, dopo una crisi matrimoniale, si è separato e da un'altra compagna ha avuto nel 1999 la terza figlia Francesca. All'inizio degli anni 2000 sposa la sua nuova compagna, anch'essa di nome Patrizia.

Influenze culturali[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

Album dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

Collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Gli è stato dedicato un asteroide, 79826 Finardi [14].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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