Marina Vlady

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Marina Vlady nel 1996 (foto di Erling Mandelmann)

Marina Vlady, nome d'arte di Marina Catherine Poljakova (Clichy, 10 maggio 1938), è un'attrice e scrittrice francese di origine russa.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Clichy, Marina Catherina era la più piccola delle quattro figlie di Vladimir de Poliakoff e di Militza Envald, due russi bianchi rifugiati in Francia a causa della rivoluzione. Suo padre era cantante d'opera, la madre era una étoile della danza. Tutte e quattro le sorelle Poliakoff seguirono la carriera artistica. Olga, la maggiore (1928-2009), assunse lo pseudonimo di Olga Varen, Militza (1932-1988) quello di Hélène Vallier, Tania (1930-1980) quello di Odile Versois, mentre Catherine Marina sarebbe diventata una delle più note attrici francesi con il nome di Marina Vlady.

Carriera artistica[modifica | modifica wikitesto]

Marina Vlady con Massimo Troisi, Marcello Mastroianni ed Enrico Lucherini in un'immagine di inizio anni Novanta.

Vlady studiò danza all'Opera di Parigi e debuttò nel cinema nel 1949 dove partecipò, dodicenne, a Orage d'éte, un film che ebbe fra gli interpreti sua sorella Odile Versois. Ottenne i suoi primi successi in Italia che la resero nota a livello europeo. A sedici anni vince il premio Suzanne Bianchetti come attrice rivelazione nel film Prima del diluvio di André Cayatte. A diciassette anni interpretò quello che è considerato il suo film mitico: La strega (cinque anni di programmazione continuata in URSS).

Marina Vlady, 2009

Nel 1955 sposò Robert Hossein, che la diresse nel suo film di esordio alla regia, Gli assassini vanno all'inferno. Nacque un sodalizio artistico che non si rivelerà vincente. Dopo il divorzio, Marina venne riscoperta dal cinema italiano con La ragazza in vetrina di Luciano Emmer (1960). Saranno poi Jean Delannoy, Jean Cocteau e Jean Marais a volerla come interprete ideale per La principessa di Clèves (premio Femina a Bruxelles).

Dal 1960 al 1962 si affermò come una delle attrici più richieste del cinema francese ed italiano (La steppa di Alberto Lattuada). Fu Marco Ferreri, nel 1962, a sceglierla come protagonista nel censuratissimo L'ape regina (titolo originale prima del ritiro dagli schermi) che le varrà il premio come migliore interpretazione femminile al Festival di Cannes nel 1963. Nello stesso anno sposò Jean-Claude Brouillet, proprietario della linea aerea Trans-Gabon, da cui divorzierà nel 1965.

Orson Welles la scritturò per il ruolo di Lady Percy in Falstaff (1964), Henri Colpi per Steaua fara nume (1965) e nel 1966, Jean-Luc Godard, la scelse per la parte principale in Due o tre cose che so di lei. Ottenne la parte di Lika Mizanova, il grande amore di Anton Cechov, nel film di Jutkevic e in URSS incontrò Vladimir Semënovič Vysockij, grande poeta e cantautore, che diventerà il suo terzo marito dal 1970 all'anno della morte nel 1980. Nel 1987 dedicò appunto a Vysockij il libro Vladimir ou le vol arrêté, tradotto in Italia a cura del regista e scrittore Gianni Da Campo[1].

Autrice di nove libri, è tuttora attiva in campo teatrale e cinematografico dove, nel 2009, ha interpretato il ruolo femminile nel film Quelques jours de répit di Amor Hakkar.

Omaggi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1993 il cantautore astigiano Giorgio Conte le ha dedicato la canzone Marina Vlady, incisa nell'album Giorgio Conte, in cui descrive l'attrice con queste parole

« Da ragazzo la sognavo, / lei la balia ideale, la zia ideale, / il primo amore ideale... la prima volta ideale, / una figa madornale »
(Giorgio Conte, Marina Vlady)

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ bergamofilmmeeting.it, http://www.bergamofilmmeeting.it/Texts/view/fondo-georges-simenon .

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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