Confetti al pepe

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Confetti al pepe
Confetti al pepe.jpg
Una scena del film
Titolo originaleDragées au poivre
Paese di produzioneItalia, Francia
Anno1963
Durata90 minuti (versione francese)
82 minuti (versione italiana)
Dati tecniciB/N
Generecommedia, musicale
RegiaJacques Baratier
SceneggiaturaJacques Baratier, Guy Bedos, Eric Ollivier (adattamento)
ProduttoreTonino Cervi, Pierre Kalfon
Casa di produzioneLes Films Number One, Cinematografica Cervi
Distribuzione (Italia)Cineriz
FotografiaHenri Decaë
MontaggioNéna Baratier, Francine Grubert, Anne Vogler
MusicheWard Swingle
TruccoAïda Carange
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Confetti al pepe (Dragées au poivre) è un film del 1963 diretto da Jacques Baratier.

Il film è un parodia dei generi cinematografici di tendenza emergenti in quel periodo: cinema-verità, cinema-alienazione, cinema-inchiesta, cinema-rivista, cinema-musical. Si possono scorgere precisi riferimenti, come sul cinema intellettuale alla Marienbad, sul cinema musicale alla West Side Story, sul cinema neorealista e su quello borghese, sulla incomunicabilità alla Antonioni e sull'avventura romantica tipo Legione straniera.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Un gruppo di giovani cinefili che frequentano una scuola di cinematografia parigina vengono indirizzati dall'insegnante verso un nuovissimo tipo di fare cinema, ovvero il cosiddetto cinema-verità, un modo di rapportarsi alla settima arte in modo aggressivo e insistente, riprendendo con le loro Arriflex la vita quotidiana in tutto e per tutto e da qualsivoglia angolazione che non rispetti gli attuali canoni.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Girato a Parigi in cinque settimane.

« La base del film è la satira del cinema-vérité... C'è una banda di giovani, gli zooms, scatenati per Parigi con la rabbia; e l'ordine del maestro, di filmare tutto, filmare comunque, perché il cinema-vérité è la vita, è l'arte, è l'assoluto!!! »

(Jacques Baratier[2])

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

È stato presentato in concorso al 24º Festival di Venezia il 4 settembre 1963, riscuotendo grande successo[3], e distribuito nelle sale nel gennaio 1964 col divieto ai minori di 18 anni, ma quasi immediatamente abbassato ai 14.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

« [...] L'impeto della féèrie salva il film anche dove è più andante o addirittura di dubbio gusto; la composizione di questo cinema frizzante è riuscita, lo "champagne" non è tutto di prima qualità, ma i tappi saltano. »

(Leo Pestelli su La Stampa del 5 settembre 1963[3])

« Confetti al pepe è quello che si dice un puro divertimento. [...] Presa in giro, parodia, non satira, che è cosa diversa e più alta. Tuttavia il film, nonostante la frantumazione in sketch, tenuti insieme da un vago filo conduttore, ha una sua gustosa evidenza, almeno in alcuni tratti; citiamo, particolarmente, l'intervista in presa diretta con la finta sgualdrina [...] »

(Aggeo Savioli su l'Unità del 29 febbraio 1964[4])

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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