Basilica di Sant'Ambrogio (Pavia)

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Basilica di Sant'Ambrogio
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Località Pavia-Stemma.pngPavia
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Ambrogio di Milano
Diocesi Diocesi di Pavia
Inizio costruzione VII secolo

La basilica di Sant'Ambrogio (basilica beati Ambrosii confessoris) era una basilica di Pavia, fondata dal re dei Longobardi Grimoaldo nel VII secolo e ora distrutta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu fondata a Pavia, capitale del Regno longobardo, da re Grimoaldo poco prima ("dudum") della sua morte, avvenuta nel 671, e accolse la sepoltura dello stesso sovrano[1]. La fondazione di una basilica intitolata a sant'Ambrogio, duro oppositore dell'arianesimo, da parte di un sovrano ariano come Grimoaldo suscita problemi storiografici; sebbene sia stata avanzata l'ipotesi di una conversione del re al cattolicesimo negli ultimi anni di regno, l'assenza di altre conferme e il fatto stesso che Paolo Diacono, sempre attento a esaltare - quando possibile - la fede cattolica dei suoi re, non dica nulla di esplicito a tale proposito inducono la storiografia a estrema prudenza[2]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

A Pavia esistettero due chiese intitolate a sant'Ambrogio: Sant'Ambogio Maggiore o "de Curti Archiepiscopi e Sant'Ambrogio Minore. La prima sorgeva nel rione di Porta San Pietro al Muro, mentre la seconda era presso la basilica di San Michele Maggiore. Non è chiaro a quale delle due corrispondesse l'edificio di fondazione longobarda: anche se maggioritaria è l'identificazione con Sant'Ambrogio Minore, non sono mancate ricostruzioni che privilegiavano invece Sant'Ambrogio Maggiore[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paolo Diacono, Historia Langobardorum, V, 33; cfr. Scheda Grimoaldo in Le sepolture regie del regno italico (secoli VI-X), sepolture.storia.unipd.it. URL consultato il 2 agosto 2009.
  2. ^ Lida Capo, Commento a Paolo Diacono, Storia dei Longobardi, p. 552.
  3. ^ Alberto Arecchi, I mausolei dei re longobardi a Pavia, pp. 24-27, books.google.it. URL consultato il 2 agosto 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

  • Lidia Capo, Commento, in Paolo Diacono, Storia dei Longobardi, Milano, Lorenzo Valla/Mondadori, 1992, ISBN 88-04-33010-4.
  • Alberto Arecchi, I mausolei dei re longobardi a Pavia, Pavia, Liutprand, 2006, ISBN 88-8483-496-1.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]