Chiesa di San Giovanni Domnarum

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Chiesa di San Giovanni Domnarum
StatoItalia Italia
RegioneLombardia
LocalitàPavia
Religionecristiana cattolica di rito romano
Diocesi Pavia

La chiesa di San Giovanni in Domnarum è una delle più antiche di Pavia ed è parte di un più ampio complesso alto medievale comprendente la chiesa stessa, il campanile e la cripta.[1] Si trova nel pieno del centro storico, in via Mascheroni, a pochi passi dalla chiesa del Carmine con la facciata inglobata in un complesso abitativo e l'ingresso all'interno di un cortile. Nella cripta, che è stata riscoperta dopo secoli nel 1914, sono visibili dei resti di affreschi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa fu fondata intorno all'anno 654[2] per volere di Gundeperga, moglie di Roari e Arioaldo e figlia della regina Teodolinda e di Agilulfo per accogliervi la sua sepoltura o per essere sede del fonte battesimale delle femmine, da cui l'intitolazione a San Giovanni Battista e la specificazione domnarum (ossia "delle donne")[1].

Si tratta probabilmente del primo edificio di culto cattolico eretto dai re longobardi nella città di Pavia[3]. La chiesa ebbe un ruolo di preminenza nel panorama cittadino fino a circa l'anno Mille, anche grazie alla dotazione patrimoniale che le era stata assegnata dalla fondatrice.

Per la chiesa furono emanati tra IX e X secolo una copiosa serie di diplomi imperiali, in cui si menziona la fondazione di Gundiperga, mentre in un atto del vescovo di Pavia Bernardo I del 1129 sono attestate le messe "pro anima" della regina Gundiperga che ancora venivano celebrate nella chiesa [4].

In base ad alcuni ritrovamenti è stato ipotizzato che il luogo ospitasse un edificio termale di epoca romana[5]. Questa preesistenza potrebbe spiegare alcune irregolarità della pianta sia della chiesa che della cripta.

Nel XVII secolo il prevosto Torriani ricostruì interamente la chiesa seguendo i dettami della Controriforma e demolendo quasi interamente le sussistenze precedenti.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio seicentesco è ad aula unica, con cappelle laterali e coro a pianta quadrata.

La facciata risale, invece, agli inizi del Cinquecento. Nella fascia centrale presenta un rosone in terracotta posto in mezza a due rosoni più piccoli.

La torre campanaria è stata datata attorno all'anno 1100[6]. La costruzione impiega con intento decorativo diversi materiali di origine romana, soprattutto nella parte prossima alla cella campanaria.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Subito sulla destra vi è una parte dell'antico battistero annesso alla chiesa, e nella prima cappella, sempre sulla, destra è collocata una pala, dipinta dal milanese Giovan Battista Sassi, che raffigura San Andrea Avallino che muore davanti all'altare. Nella lunetta del presbiterio è dipinto un affresco con il Padre Eterno di Federico Faruffini. Nella seconda cappella a sinistra vi è una pala di San Nicola, proveniente dall'antica chiesa di San Nicola della Moneta.

È presente una tela che raffigura la regina Gundeperga che presenta a San Giovanni il progetto della chiesa.

Lungo le pareti perimetrali si possono scorgere le tracce di un'antica cortina affrescata, e numerose immagini di San Biagio, a cui i pavesi erano molto devoti durante il medioevo, i cui resti sono custoditi sotto l'altare maggiore.

Cripta[modifica | modifica wikitesto]

L'edificazione della cripta risale probabilmente a un arco temporale che va dalla metà del X all'inizio del secoo successivo. Essa si sviluppa interamente sotto il piano attuale della chiesa e vi si accede per una scala da cui si scende, sul lato nord della navata della chiesa

La maggior parte dei sostegni è a forma trapezoidale con assenza di capitelli e mensole. Diversamente le due colonne che inquadrano l'altare portano capitelli di spoglio, di epoca precedente. Gli affreschi (datati al XII secolo) ritraggono per lo più santi locali; è presente una scena della vita del Battista, molto compromessa. Sul pilastro di destra sono raffigurati San Siro e San Gregorio Magno, che tiene in mano un volume. Nel pilastrino di fronte a San Siro, vi è la figura di Sant'Invenzio, secondo vescovo della città.

La scoperta della cripta, che era stata interrata da secoli e ridotta a sepolcreto, avvenne il 18 aprile 1914 grazie all'iniziativa di monsignor Faustino Gianani che, seguendo le indicazioni di molte fonti storiche, fece scavare un cunicolo dal cortile retrostante.

Durante i lavori seguiti alla scoperta, non venne riconosciuto tra i detriti il livello del lastricato originale che venne rimosso. Pertanto il livello attuale è inferiore a quello originale e corrisponde a quello dell'ambiente termale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Marino, Nadia, Chiesa di S. Giovanni Domnarum - complesso, su Lombardia Beni Culturali, http://www.lombardiabeniculturali.it, 2004.
  2. ^ Paolo Diacono, Historia Longobardorum, IV, 47
  3. ^ Luigi Carlo Schiavi, op. cit. pag. 2
  4. ^ Piero Majocchi, Il complesso di San Salvatore e il suo ruolo nella perpetuazione della memoria della regalità altomedievale, a cura di Maria Teresa Mazzilli Savini, Il complesso di San Salvatore e il suo ruolo nella perpetuazione della memoria della regalità altomedievale, p. 27.
  5. ^ Luigi Carlo Schiavi, op. cit. pag. 16
  6. ^ A. Segagni Malacan, La torre civica e le torre campanarie pavesi nel secolo XI, in La Torre maggiore di Pavia, Pavia 1989

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Arecchi, un momento dell'architettura medievale pavese. La cripta di San Giovanni Domnarum, in Pavia Economica, Pavia 1969 numero 5, disponibile online
  • Luigi Carlo Schiavi, La cripta di San Giovanni Domnarum in Pavia. Rilievi e nuovi studi sull'architettura, Tipografia Commerciale Pavese, Pavia, 2010

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN220802001