Meli Lupi

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Meli Lupi di Soragna
Soragna-Stemma Meli-Lupi,jpg.JPG
'Perspicacitas cum fortitudine'
Aquila bicipite di nero coronata alla reale di oro su oro, cervo rampante al naturale a 5 corna d'oro su argento, lupo rampante d'azzurro su argento, 2 bande di oro su rosso
StatoPrincipato di Soragna
Casata di derivazioneMeli e Lupi di Soragna
TitoliMarchesi e principi di Soragna e del S. R. I.
FondatoreAndreolo Meli (per i Meli)
Guido I Lupi (per i Lupi)
Attuale capoDiofebo VI Meli Lupi di Soragna
Data di fondazioneXIII secolo (Lupi)
Data di estinzione1514 (Lupi);
i Meli Lupi sono ancora fiorenti
EtniaItaliana
Rami cadettiLupis di Giovinazzo, Molfetta, Dalmazia e Fiume, Ferrara, Ragusa, Grotteria

I Meli Lupi di Soragna sono una nobile famiglia italiana che si fregia dei titoli di marchesi e principi di Soragna, principi del Sacro Romano Impero.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

I Lupi[modifica | modifica wikitesto]

Stemma dei Lupi

La famiglia Lupi (o Lupis) ha origini probabilmente longobarde o, come da leggenda familiare, dalla regina Lupa del Regno di León. Secondo il genealogista seicentesco Ippolito Calandrini, la famiglia discende da Sisulfo o Gisulfo, figlio di Lupo del Friuli, a sua volta discendente di San Lupo da Troyes [1]. La fortuna della famiglia cominciò nel XIII secolo quando Guido Lupi sposò una Pallavicino. I Lupi ebbero la signoria di Soragna almeno a partire dal 1198 e, con diploma dato in Praga il 20 settembre 1347, venne investita del marchesato di Soragna dall'imperatore Carlo IV (nomina confermata nel 1364 e nel 1368). L'insigne casata, che dette numerosi esponenti politici e podestà a vari comuni del nord e centro Italia, fu esiliata da Parma e dal feudo di Soragna a causa delle annessioni dei Visconti duchi di Milano nel XIV secolo. Rifugiatisi con i Rossi di San Secondo presso i da Camino signori di Padova. Alcuni Lupi furono valorosi capitani di ventura come Bonifacio Lupi e i nipoti Simone, Antonio e Antonio Biancardo. La linea anziana e primogenita si estinse nel 1514. Sussistono tuttora presso la basilica del Santo a Padova la cappella di San Giacomo ove è tumulato il marchese Bonifacio e nella piazzetta adiacente l'oratorio di San Giorgio, mausoleo familiare. Vari rami cadetti si sono diffusi in Lombardia, Puglia e a Malta (de Lupis).

I Meli Lupi di Soragna[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma dei Meli Lupi, dal diploma dell'imperatore Carlo VI d'Asburgo (1731)

Privo di eredi diretti, con testamento del 24 ottobre 1513, il marchese Diofebo I Lupi scelse come suo successore il pronipote Giampaolo I Meli (1508-1539), nipote ex filio di sua sorella Caterina e di Giovanni Meli, appartenente all'omonima illustre famiglia cremonese ascritta (dal 1499) al patriziato veneziano: Giampaolo vide confermati i suoi diritti sul feudo di Soragna da Carlo V con diploma sottoscritto in Mantova il 10 aprile 1530, con il quale gli veniva conferito il rango di nobile del Sacro Romano Impero e autorizzato a inserire nel suo stemma l'aquila bicipite imperiale. In virtù di tale decreto, la famiglia Meli assunse la denominazione di Meli Lupi e adottò l'arma dei Lupi (d'argento, al lupo rapace d'azzurro, armato e linguato di rosso) abbassata sotto un capo di concessione con le armi dell'Impero (d'oro, all'aquila bicipite di nero, rostrata e membrata del campo).[2]

Il 4 agosto 1709 Giampaolo IV Meli Lupi ottenne da Giuseppe I la dignità di principe di Soragna e del Sacro Romano Impero, trasmissibile in linea maschile primogenita e, in caso di estinzione di questa, al ramo collaterale più prossimo: con lo stesso diploma riceveva il trattamento di Illustrissimus, Dilectio e Consanguineus Charissimus. L'arma principesca concessa dall'imperatore riuniva quelle delle famiglie Lupi e Meli: nel primo partito recava l'arma dei Lupi di Soragna come risultante dalla concessione del 1530 (il capo dell'impero, per ragioni di simmetria, veniva però esteso al punto che il primo partito risulta troncato); nel secondo, quella dei Meli di Cremona (troncato, nel primo d'argento, al cervo slanciato al naturale, nel secondo di rosso, a due bande d'oro).[3] Nel 1729 Giampaolo IV Maria morì senza prole: suo fratello Nicolò I ottenne dall'imperatore Carlo VI la successione nel feudo e il titolo principesco (diploma dato in Laxenburg il 19 maggio 1731).

I Meli Lupi di Soragna Tarasconi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1857 il marchese Luigi Lupo Meli Lupi di Soragna fu nominato erede universale dal conte Luigi Tarasconi, ultimo discendente della stirpe. Dall'anno seguente il ramo secondogenito dei principi aggiunse al proprio il cognome Tarasconi, unendo gli stemmi gentilizi delle due casate, per decreto del 12 febbraio 1858 firmato dalla duchessa reggente Luisa Maria di Borbone.[4]

Alcuni personaggi della famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Lupi[modifica | modifica wikitesto]

Meli Lupi di Soragna[modifica | modifica wikitesto]

  • Giampaolo I Meli Lupi (1506-1543), marchese di Soragna;
  • Diofebo II Meli Lupi (1532-1591), condottiero, marchese di Soragna, sposò Cassandra Marinoni (1503-1573) nota come "Donna Cinerina";
  • Giampaolo III Meli Lupi (1571-1649), condottiero al servizio di Alessandro Farnese e marchese di Soragna;
  • Diofebo III Meli Lupi (1601-1681), letterato e condottiero, marchese di Soragna;
  • Nicolò I Meli Lupi (1666-1748), 2º principe di Soragna;
  • Giuseppe Meli Lupi (?-1713), militare di marina:
  • Federico Meli Lupi (?-1783), adottato dal viceré di Sicilia Giovanni Fogliani.

Meli Lupi di Soragna Tarasconi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ippolito Calandrini, Il publio Svezzese, ovvero, Historia Dell'Antichissima e Nobilissima Famiglia degli Illustrissimi Signori de' Lupis Marchesi di Soragna e vita Del Glorioso S. Lupo Vescovo e confessore, Parma, 1653.
  2. ^ Odorici, Lupi Marchesi di Soragna.
  3. ^ Odorici, Meli di Cremona.
  4. ^ Villa Meli Lupi, festivaldellaparola.it. URL consultato il 21 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2016).
  5. ^ Il marchesato di Soragna, appartenente ai Pallavicino, fu diviso in due parti: la parte a destra del torrente Stirone, col castello di Castellina, rimase ai Pallavicino, mentre quella sinistra, col castello di Soragna, fu assegnata a Guido, probabilmente grazie all'eredità della nonna paterna, figlia di Oberto Pallavicino.
  6. ^ Affò, pp. 47-49.
  7. ^ Carlo D'Arco, Studi intorno al municipio di Mantova, Mantova, 1871

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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