Lupo del Friuli

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Lupo (... – 663[1]) è stato un duca longobardo, duca del Friuli dal 662 al 663,[1] anno della sua morte.

Appena salito al trono, attaccò con un gruppo di cavalieri l'isola di Grado, dove risiedeva il patriarca cattolico che si opponeva a quello tricapitolino di Aquileia, depredò l'isola e riportò ad Aquileia i tesori del patriarcato.

Quando, alla fine del 662 o all'inizio del 663, re Grimoaldo, figlio del predecessore di Lupo Gisulfo II del Friuli, partì per Benevento, affidò al duca il suo palazzo a Pavia. Qui Lupo si comportò "con insolenza" (riporta Paolo Diacono nella sua Historia Langobardorum) pensando che il re non sarebbe rientrato dalla spedizione nella Langobardia Minor. Al ritorno di Grimoaldo, invece, Lupo fu costretto a rientrare a Cividale, dove si ribellò al re. Il sovrano, restio a scatenare una guerra civile, chiese al re degli Avari di attaccare il ducato ribelle; la battaglia durò quattro giorni e terminò con l'uccisione di Lupo. Alla successione al trono ducale aspirò inutilmente suo figlio Arnefrido.

I superstiti si chiusero nei vari castelli; gli invasori devastarono il Friuli per giorni, finché Grimoaldo non chiese loro di porre fine alle devastazioni. Gli Avari, però, si rifiutarono di ritirarsi: il re, a questo punto, marciò verso il Friuli contro di essi che, sentendosi minacciati, tornarono in Pannonia.

Secondo il genealogista seicentesco Ippolito Calandrini[2], Lupo del Friuli fu discendente di un fratello di San Lupo di Troyes. Da un figlio di Lupo del Friuli, Sisulfo o Gisulfo, discenderebbe, sempre secondo Calandrini, la famiglia dei Meli Lupi di Soragna.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]