Ruino

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Ruino
municipio
Ruino – Veduta
Ruino – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Pavia-Stemma.svg Pavia
ComuneColli Verdi-Stemma.png Colli Verdi
Amministrazione
CapoluogoPometo
Territorio
Coordinate
del capoluogo
44°55′N 9°17′E / 44.916667°N 9.283333°E44.916667; 9.283333 (Ruino)
Altitudine541 m s.l.m.
Superficie21,46 km²
Abitanti700[1] (30-6-2018)
Densità32,62 ab./km²
SottodivisioniCa del Matto, Ca del Zerbo, Canavera, Carmine Passo, Carmine Bivio, Costa Trentini, Montelungo, Montù Berchielli, Pometo (sede comunale), Ruino, Torre degli Alberi
Altre informazioni
Cod. postale27061 (già 27040)
Prefisso0385
Fuso orarioUTC+1
Cod. catastaleH637
TargaPV
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona F, 3 100 GG[3]
Nome abitantiruinesi
PatronoSant'Antonio Abate
Giorno festivo17 gennaio
Cartografia
Sito istituzionale

Ruino (Arvén in dialetto oltrepadano[4]) è un municipio[5] del comune di Colli Verdi, nella provincia di Pavia, in Lombardia.

Fino al 31 dicembre 2018 ha costituito un comune sparso autonomo, che al momento del suo scioglimento contava 700 abitanti. Il comune confinava con i comuni di Alta Val Tidone (PC), Borgoratto Mormorolo, Canevino, Fortunago, Montalto Pavese, Rocca de' Giorgi, Val di Nizza, Valverde e Zavattarello.

La sede municipale è situata nella località di Pometo, già capoluogo dell'estinto comune di Ruino.

Si trova nell'alta collina dell'Oltrepò Pavese, sul lato sinistro della valle del Tidone, nel nodo idrografico da cui si dipartono le principali dorsali collinari dell'Oltrepò. Nel territorio si trova il passo del Carmine, che mette in comunicazione le valli Coppa e Scuropasso con la Val Tidone.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Verso l'XI secolo venne incluso nel territorio dell'alta val Tidone soggetto al vescovo di Bobbio.

Nel 1164 fu tra i centri dell'Oltrepò assegnati con diploma imperiale al dominio della città di Pavia; nonostante le successive conferme, forse Pavia non riuscì a consolidare il dominio su Ruino, che in effetti in seguito seguì le sorti di Zavattarello, capoluogo della valle, nelle infeudazioni da parte del vescovo di Bobbio ai Landi (1269), e ai Dal Verme conti di Bobbio e Voghera, signori di Borgonovo Val Tidone, Pianello Val Tidone, Castel San Giovanni, della val Tidone e altri feudi, che dal 1372 ne ebbero ininterrottamente la signoria fino all'abolizione del feudalesimo (1797). Non faceva parte dell'Oltrepò Pavese propriamente detto, ma della giurisdizione dei feudi vermeschi, aggregati al Principato di Pavia.

Torre degli Alberi, già Torre d'Albera, faceva parte originariamente del feudo di Fortunago; quando i Dal Verme, feudatari anche di Fortunago, ne furono estromessi, poterono tenere Torre d'Albera, che cominciò così a orbitare sul feudo di Zavattarello e Ruino, pur restando un comune e feudo camerale dell'Oltrepò propriamente detto, non compreso nella giurisdizione dei feudi vermeschi. Nel 1817 fu aggregato al comune di Ruino.

Unito con il Bobbiese al Regno di Sardegna nel 1743, in base al Trattato di Worms, entrò a far parte poi della Provincia di Bobbio. Nel 1801 il territorio è annesso alla Francia napoleonica fino al 1814. Nel 1848 come parte della provincia di Bobbio passò dalla Liguria al Piemonte, nel 1859 entrò a far parte nel circondario di Bobbio della provincia di Pavia e quindi della Lombardia, nel 1923, smembrato il circondario di Bobbio, passò alla provincia di Piacenza e quindi all'Emilia-Romagna[6].

Questa divisione comportò numerose proteste degli abitanti dei centri dell'alta valle, desiderosi di rimanere sotto la giurisdizione pavese. Le proteste culminarono nella cosiddetta marcia su Bobbio e nell'indizione di alcuni referendum che, tenutisi il 27 febbraio 1925, videro la vittoria della fazione che chiedeva il ritorno in provincia di Pavia[7]. Nel 1926 i comuni di Romagnese, Ruino e Zavattarello vennero annessi alla provincia di Pavia e alla Lombardia[8].

Territorio dell'ex comune di Ruino nella provincia di Pavia

Nel 1936 il comune di Ruino e quello di Canevino furono fusi nel nuovo comune di Pometo, dal nome della località scelta come nuovo capoluogo[9]. Nel 1937 il territorio di Moncasacco, frazione del soppresso comune di Caminata, fu unito a Pometo. Nel 1938 il soppresso comune di Montù Berchielli fu spartito tra Montalto Pavese (cui andarono il capoluogo Cà del Fosso e la sede parrocchiale Villa Illibardi), Pometo (cui andò la località che dava il nome al comune e Montù Berchielli, con l'antico castello), e Rocca de' Giorgi). Montù Berchielli aveva sempre seguito le sorti di Montalto.

Nel 1947 il comune di Pometo fu abolito e si riformarono i comuni di Canevino e Ruino. Tuttavia a Ruino restò il territorio di Montù Berchielli, e la sede comunale rimase a Pometo. Nel 1950 il territorio di Moncasacco fu restituito al ricostituito comune di Caminata, ora in provincia di Piacenza.

Nel 2018 è stata decisa tramite referendum la fusione, a decorrere dal primo gennaio 2019, con i comuni di Canevino e Valverde per dare vita al nuovo comune di Colli Verdi, nel quale la località di Pometo ha mantenuto il ruolo di capoluogo.[10]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma e il gonfalone del comune di Ruino sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 17 novembre 1992.[11]

Gonfalone dell'ex comune
Stemma dell'ex comune

«Di argento, alle tre torri di rosso, merlate di quattro alla ghibellina, chiuse, finestrate e mattonate di nero, fondate su tre colline trapezoidali, fondate in punta, di verde, la collina centrale e quella posta a sinistra con tutto il pendio in sbarra visibile, esse torri accompagnate in capo dal tralcio di vite, di verde, posto in fascia, pampinoso di sette, dello stesso, quattro pampini all'insù, tre all'ingiù, questi alternati da due grappoli d'uva d’oro, gambuti di verde, pendenti dal tralcio. Ornamenti esteriori di Comune.»

Il gonfalone era costituito da un drappo di rosso.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di San Pietro a Ruino, eretta nel 1612 venne riconsacrata nel 1790, e dipende con il titolo di prevostura dal vicariato di Bobbio, Alta Val Trebbia, Aveto e Oltre Penice della Diocesi di Piacenza-Bobbio.[12]

Dalla Chiesa di Ruino dipendono:

  • Santuario di Nostra Signora della Mercede di Montelungo[13]
  • Oratorio di San Felice da Cantalice al Carmine
  • Oratorio della Medaglia Miracolosa a Canavera
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio Abate e di Nostra Signora di Fatima a Pometo, parrocchia eretta nel 1949 e sorta dopo lo smembramento da Ruino, dipende anch'essa dalla Diocesi di Piacenza-Bobbio[14]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[15]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Ruino era incluso nella fascia collinare della Comunità montana Oltrepò Pavese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2018.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2006, p. 659.
  5. ^ Statuto comunale di Colli Verdi, su comune.colliverdi.pv.it.
  6. ^ Regio Decreto 8 luglio 1923, n. 1726
  7. ^ Cenni storici, su cmop.it. URL consultato il 15 marzo 2020.
  8. ^ Legge 23 dicembre 1926, n. 2246, articolo 2, in materia di "Modificazione della circoscrizione territoriale delle provincie di Parma, Pavia e Piacenza."
  9. ^ Regio Decreto n° 1758 del 3 settembre 1936, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 233 del 7 ottobre 1936
  10. ^ Tre Comuni dicono sì alla fusione: in Oltrepo nasce "Colli Verdi", su laprovinciapavese.gelocal.it, 31 luglio 2018.
  11. ^ Ruino, decreto 1992-11-17 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 24 aprile 2022.
  12. ^ S. PIETRO APOSTOLO - Diocesi di Piacenza - Bobbio
  13. ^ Secondo la tradizione legata all'apparizione mariana ad una pastorella sordomuta, miracolosamente guarita (I santuari della Lombardia
  14. ^ NOSTRA SIGNORA DI FATIMA - Diocesi di Piacenza - Bobbio
  15. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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