Cervo (Italia)

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Cervo
comune
Cervo – Stemma Cervo – Bandiera
Cervo – Veduta
Panorama di Cervo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Imperia-Stemma.png Imperia
Amministrazione
Sindaco Gian Paolo Giordano (Lista civica "Vivi Cervo") dal 26/05/2014
Data di istituzione 1925
Territorio
Coordinate 43°55′31.04″N 8°06′51.63″E / 43.925289°N 8.114342°E43.925289; 8.114342 (Cervo)Coordinate: 43°55′31.04″N 8°06′51.63″E / 43.925289°N 8.114342°E43.925289; 8.114342 (Cervo)
Altitudine 66 m s.l.m.
Superficie 3,59 km²
Abitanti 1 187[1] (31-12-2015)
Densità 330,64 ab./km²
Comuni confinanti Andora (SV), San Bartolomeo al Mare
Altre informazioni
Cod. postale 18010
Prefisso 0183
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 008017
Cod. catastale C559
Targa IM
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 1 340 GG[2]
Nome abitanti cervesi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cervo
Cervo
Cervo – Mappa
Posizione del comune di Cervo nella provincia di Imperia
Sito istituzionale

Cervo (Sèrvu[3] oppure O Çervo[4] in ligure) è un comune italiano di 1.187 abitanti[1] della provincia di Imperia in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Cervo è ubicato nel tratto finale del torrente Cervo, lungo la valle Steria che risulta circoscritta, a nord e verso levante, dalla valle del torrente Merula, nella provincia savonese, e dal bacino dell'Evigno lungo il versante opposto. Assieme ad altri sette comuni è compresa nel comprensorio del Golfo dianese.

Il nucleo storico cervese, completamente ristrutturato salvaguardando le caratteristiche originarie del borgo, sorge sulle pendici delle colline di fronte al mare.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcune fonti storiche locali il toponimo Cervo deriverebbe dalla parola latina Servo, ossia "offrire servizi", già presente su alcune insegne o tavole risalenti all'Impero romano. L'attuale denominazione si ebbe nel tardo Cinquecento con il passaggio dalla lingua latina al volgare.

Abitato dall'età preistorica dai Liguri Ingauni, a seguito della conquista della Liguria nel 181 a.C. da parte delle legioni romane, il primitivo borgo di Cervo divenne un importante centro grazie alla sua posizione elevata ed alla presenza di alcune sorgenti. Caduto l'Impero romano d'Occidente nel 476, dopo vari saccheggi e devastazioni perpetrati da orde barbariche, sul territorio cervese e circostante s'insidiarono i Bizantini che incentivarono la ripresa sociale ed economica, nonché provvedendo ad una nuova fase di difesa con la costruzione di fortificazioni lungo i valichi e sulla costa; a questo periodo risalirebbe la torre ancora oggi visibile in cima all'abitato di Cervo.

Assalti pirateschi saraceni interessarono questa zona del ponente ligure tra la fine del IX e la prima metà del X secolo, devastazioni che costrinsero numerosi abitanti della costa a trovare rifugio presso i primi nuclei fortificati sulle colline. Nello stesso periodo il borgo di Cervo, in seguito allo smembramento dell'Impero carolingio, fu inserito nel Contado di Albenga all'interno della Marca Arduinica.

Scorcio del centro storico

Nel 1204 si proclamò libero comune sottoponendosi alla protezione della Repubblica di Genova e proprio quest'ultima assegnò, nel 1330, il feudo ai Cavalieri di Malta. L'anno seguente gli stessi cavalieri vendettero il borgo al marchese Lazzaro Doria. La proprietà fu in seguito conquistata dal marchese Enrico Del Carretto, discendente della famiglia Clavesana, e soltanto nel 1384 il feudo ritornò ad essere dominio della repubblica genovese. Sì costituì pertanto una salda alleanza tra la popolazione e Genova, tanto che nel 1425 i Genovesi concessero a Cervo il diritto di eleggere propri podestà locali.

Subì nel XVI secolo, come altre località liguri sulla costa, improvvisi sbarchi dei pirati saraceni, attratti dai notevoli traffici commerciali cervesi del corallo; i pescatori locali si erano infatti specializzati in questo tipo di attività. Il corallo veniva pescato nei mari della Corsica e della Sardegna e da Cervo veniva riesportato per la lavorazione, che avveniva soprattutto a Genova e Livorno[5].

Caduta la Repubblica di Genova, la nuova municipalità di Cervo rientrò dal 2 dicembre 1797 nella Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 fece parte del V cantone, come capoluogo, della Giurisdizione del Capo delle Mele e dal 1803 centro principale della Giurisdizione degli Ulivi. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 fu inserito nel Dipartimento di Montenotte.

Nel 1815 Cervo fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel II mandamento di Diano Marina del circondario di Porto Maurizio facente parte della provincia di Porto Maurizio (poi provincia di Imperia, dal 1923).

Il Reale Decreto n. 2769 del 6 dicembre 1923[6] stabilì la soppressione della municipalità cervese in favore del suo accorpamento nel comune di Diano Marina; un successivo decreto reale - il n. 1533 del 7 agosto 1925[7] - decretò la ricostituzione del comune di Cervo. Al 1947[8] risalgono gli ultimi aggiustamenti al territorio comunale cervese con la ricostituzione dei due comuni di San Bartolomeo del Cervo (dal 1968, San Bartolomeo al Mare) e di Villa Faraldi.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Cervo (Italia)-Stemma.png
Cervo (Italia)-Gonfalone.png
« Troncato d'azzurro su rosso, alla fascia d'oro attraversante sulla partizione, il PRIMO punto al cervo passante, il SECONDO a due rami di palma decussati, il tutto d'oro »
(Descrizione araldica dello stemma[9])
« Drappo di bianco... »
(Descrizione araldica del gonfalone[9])

Lo stemma è stato concesso con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri datato al 18 dicembre del 1981[9].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista nel centro storico. Conosciuta come la "chiesa dei Corallini" perché eretta anche grazie ai proventi della pesca del corallo, fu costruita tra i secoli XVII e XVIII, ed è il maggior monumento barocco del Ponente Ligure e domina un ampio braccio di mare con un suggestivo effetto scenografico.
  • Chiesa di San Nicola da Tolentino nel capoluogo. Secondo alcuni studi la sua costruzione primitiva fu eretta sulle rovine di un antico tempio pagano.
  • Ex oratorio di Santa Caterina d'Alessandria nel centro storico, eretto nel XIII secolo quale chiesa parrocchiale del borgo. Si presenta con una costruzione ad unica navata di architettura romanica.
  • Ex oratorio di San Carlo nel centro storico. Sconsacrato e adibito ad altri usi, fu rivisto nel 1645 quando la struttura fu rivista nello stile dorico e corinzio.
  • Ex oratorio di San Sebastiano, non più presente ma probabilmente ubicato presso la foce del torrente Steria. L'edificio religioso fu citato, quindi ancora esistente, in un documento del XVII secolo.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Morchio. La sua costruzione risale al XVII secolo presentandosi come il classico palazzo in stile genovese, arricchito dal pregiato portale in ardesia. L'edificio fu fatto erigere dal senatore della Repubblica di Genova Falcone Morchio, famiglia celebre del borgo cervese fin dal XIII secolo. Oggi il palazzo è sede del municipio.
  • Palazzo del Duca. Il palazzo, detto semplicemente Palazzo Duca, fu costruito nel XIX secolo e presenta sotto l'ampio porticato un perfetto lastricato costituito da piccoli ciottoli in pietra marini, tipica pavimentazione di alcune ville e palazzi signorili della Liguria.
  • Palazzo Viale-Citati. Conosciuto anche come Palazzo del Vento, fu un'elegante residenza di una delle famiglie più importanti di Cervo, attive nel settore marinaro. Costruito nel XVIII secolo è arricchito da pregiati affreschi del pittore Francesco Carrega di Porto Maurizio. Dal 2004 il piano nobile di palazzo Viale è stato dichiarato casa comunale e sede - su richiesta - per celebrazioni matrimoniali civili.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Il castello dei Clavesana, sede del museo etnografico del Ponente Ligure.
  • Castello dei Clavesana, alle spalle del centro storico cerviese, edificato dagli omonimi marchesi attorno al XIII secolo, inglobando nella costruzione un antecedente torre in stile romanico. Il castello è sede, tra gli altri usi, del museo etnografico del Ponente Ligure.
  • Torre del Capo o di Sant'Antonio, sulla punta di capo Cervo. Edificata verso la metà del XVII secolo, la torre fungeva da controllo anti saraceno di quel tratto di costa che va da capo Berta a capo Mele. Parzialmente demolita, i ruderi della torre rilevano ancora la sua forma circolare, alta circa due metri, che si ergono tra la folta vegetazione del capo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Il panorama in una cartolina illustrata dei primi anni sessanta

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti a Cervo sono 122[11], pari al 10,27% della popolazione totale, così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[12]:

  1. Albania, 32

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è stato recensito come uno dei borghi più belli d'Italia[13].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Un arco sul mare

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo etnografico del Ponente Ligure "Franco Ferrero". Le sale del museo, dedicate all'etnografia della Riviera di Ponente, sono ubicate presso alcuni locali del castello dei Clavesana. L'esposizione museale, allestita negli anni ottanta del Novecento, presenta quotidiane scene di vita del XIX secolo relative all'artigianato, all'agricoltura, alla marineria e alla casa, con particolari attrezzi animati da manichini vestiti con costumi dell'epoca.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale di Cervo è costituito dal solo capoluogo per una superficie territoriale di 3,59 km².

Confina a nord con il comune di Andora (SV), a sud-est è bagnato dal mar Ligure e ad ovest con San Bartolomeo al Mare.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La principale risorsa economica del comune è l'attività legata al turismo, specie nel periodo estivo, e all'agricoltura, grazie alla discreta produzione di olio di oliva. Vengono inoltre prodotti locali vini quali il Pigato e il Vermentino.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Cervo è attraversato dalla strada statale 1 Via Aurelia che permette il collegamento stradale con Andora, ad est, e con San Bartolomeo al Mare ad ovest.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Cervo era dotata di una stazione ferroviaria, condivisa con San Bartolomeo al Mare, sulla linea ferroviaria Ventimiglia-Genova nel tratto locale compreso tra Ventimiglia e Savona. La fermata è stata dismessa nel dicembre 2016 con l'entrata in funzione della variante a doppio binario tra Andora e San Lorenzo al Mare.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1818 1829 Tommaso Viale Sindaco
1836 1842 Giuseppe Calvo Sindaco
1881 1904 Francesco Calvo Sindaco
nd nd Alessandro Ferri Sindaco
nd 1924 Federico Rittore Sindaco
1985 1995 Teresio Vigo Partito Comunista Italiano Sindaco
1995 1998 Teresio Vigo Partito Democratico della Sinistra Sindaco
1998 13 giugno 1999 nd Comm. straord.
1999 2009 Vittorio Desiglioli Lista civica Sindaco
2009 2014 Gian Paolo Giordano Lista civica "Albero d'ulivo con raccoglitrice" Sindaco
2014 in carica Gian Paolo Giordano Lista civica "Vivi Cervo" Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Cervo è gemellata con:

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Cervo fa parte dell'Unione dei comuni del Golfodianese e i suoi Borghi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2015
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 197.
  4. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  5. ^ Edoardo Grendi, Il Cervo e la repubblica, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1993, ISBN 88-06-12681-4
  6. ^ R.D. N. 2769 del 06/12/1923, elesh.it. URL consultato il 23 agosto 2014.
  7. ^ R.D. N. 1533 del 07/08/1925, elesh.it. URL consultato il 23 agosto 2014.
  8. ^ D.L.P. N. 980 del 20/08/1947, elesh.it. URL consultato il 23 agosto 2014.
  9. ^ a b c Fonte dal sito Araldica Civica.it, araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  12. ^ Dati superiori alle 20 unità
  13. ^ I Borghi più belli d'Italia, borghitalia.it. URL consultato il 23 agosto 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN128844583
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