San Biagio della Cima

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San Biagio della Cima
comune
San Biagio della Cima – Stemma
San Biagio della Cima – Veduta
Panorama di San Biagio della Cima
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Imperia-Stemma.png Imperia
Amministrazione
Sindaco Luciano Biancheri (Lista civica "Il paese delle rose") dal 26/05/2014
Data di istituzione 1861
Territorio
Coordinate 43°49′06.94″N 7°38′58.75″E / 43.818594°N 7.649653°E43.818594; 7.649653 (San Biagio della Cima)Coordinate: 43°49′06.94″N 7°38′58.75″E / 43.818594°N 7.649653°E43.818594; 7.649653 (San Biagio della Cima)
Altitudine 100 m s.l.m.
Superficie 4,31 km²
Abitanti 1 329[1] (31-12-2015)
Densità 308,35 ab./km²
Comuni confinanti Camporosso, Dolceacqua, Perinaldo, Soldano, Vallebona, Vallecrosia
Altre informazioni
Cod. postale 18036
Prefisso 0184
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 008053
Cod. catastale H780
Targa IM
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 584 GG[2]
Nome abitanti sanbiagini
Patrono san Biagio
Giorno festivo 3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Biagio della Cima
San Biagio della Cima
San Biagio della Cima – Mappa
Posizione del comune di San Biagio della Cima nella provincia di Imperia
Sito istituzionale

San Biagio della Cima (San Giàixu in ligure[3]) è un comune italiano di 1.329 abitanti[1] della provincia di Imperia in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di San Biagio della Cima è disposto lungo il crinale che discende dal monte Santa Croce (356 m.), la "cima" alla quale farebbe riferimento il toponimo. Il torrente Verbone è il principale affluente del territorio sanbiagino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

San Biagio della Cima nel Italia romana. Regio IX Liguria de Nizza a La Spezia.
Il territorio della Regio IX Liguria Augustea, de Nizza a La Spezia.
San Biagio della Cima nel Regno d'Italia (781-1014).
San Biagio della Cima nella Repubblica di Genova. La Liguria occidentale annessa per il Ducato di Savoia en 1388.
San Biagio della Cima nella Repubblica di Genova en 1796.
San Biagio della Cima nel Regno di Sardegna en 1843.

La comunità e il villaggio di San Biagio vengono citati per la prima volta nel 1259[4]. Amministrativamente fu dominio feudale dei Conti di Ventimiglia[4] e, successivamente, sotto la diretta dipendenza del Comune di Ventimiglia[4].

Nel 1686[4] fu ufficialmente riconosciuta dalla Repubblica di Genova la Magnifica Comunità degli Otto Luoghi: Bordighera, Borghetto San Nicolò, Camporosso, San Biagio della Cima, Sasso, Soldano, Vallebona e Vallecrosia si smarcarono dal controllo comunale ventimigliese in una sorta di piccolo territorio indipendente, ma sotto il patronato di Genova e tale rimase sino alla caduta della repubblica nel XVIII secolo[4].

Con la dominazione napoleonica la comunità di San Biagio rientrò nel cantone di Bordighera nella giurisdizione delle Palme[4], con Sanremo come capoluogo; nel 1803 passò nell'XI cantone della Roja nella giurisdizione degli Ulivi (capoluogo Oneglia)[4]. Dal 1805, con il passaggio della Repubblica Ligure nel Primo Impero francese, San Biagio rientrò nel cantone bordigotto del Dipartimento delle Alpi Marittime[4]. Fu annesso al Regno di Sardegna nel 1815[4] dopo il Congresso di Vienna del 1814, a seguito della caduta di Napoleone Bonaparte. Facente parte del Regno d'Italia dal 1861, dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel I mandamento di Bordighera del circondario di Sanremo facente parte della provincia di Nizza (poi provincia di Porto Maurizio e, dal 1923, di Imperia)[4].

Con regio decreto del 1862[5] assume l'attuale denominazione di San Biagio della Cima.

Nel 1923 il comune viene soppresso e unito al comune di Vallecrosia[6]; nel 1925 l'ente sanbiagino viene ricostituito[7]. Nel 1928[8] riceve il territorio dell'ex comune di Soldano, quest'ultimo poi nuovamente separato da San Biagio della Cima e ricostituito nel 1946[9].

Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità montana Intemelia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale dei Santi Fabiano e Sebastiano e Biagio nel centro storico di San Biagio

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano nel centro storico sanbiagino. La parrocchiale secondo alcune fonti storiche sembrerebbe risalente al 1497[10], ma fu completamente ampliata e modificata nelle forme ellittiche nel 1777[10] su progetto di Andrea Notari[10]. Nel 1784 la chiesa fu abbellita da stucchi da Pietro Notari e Pietro Lucchesi[10]. All'interno è conservata una statua in legno, attribuita allo scultore genovese Anton Maria Maragliano[10], raffigurante san Sebastiano, databile alla seconda metà del XVIII secolo[10].
  • Oratorio di Nostra Signora Assunta nel centro storico sanbiagino, già sede della confraternita dei disciplinanti bianchi o dei battuti, quest'ultima risalente al XVI secolo[11]. Al 1619[11] risale la costruzione di un nuovo coro mentre un nuovo rifacimento della struttura primaria cinque-seicentesca avvenne nel periodo a cavallo tra il Settecento e i primi decenni dell'Ottocento[11]. Conserva la statua raffigurante Nostra Signora Assunta, realizzata a Torino e benedetta e collocata il 15 agosto 1899[11].
  • Chiesa di San Biagio, ubicato nei pressi del locale cimitero. L'edificio è uno dei più antichi del territorio[11] e risalente al Duecento[11]. Tra le opere conservate una tela del sanremese Giovanni Battista Capoduro raffigurante il santo con alle sue spalle un'illustrazione del borgo di San Biagio della Cima nel 1834[11].
  • Santuario di Nostra Signora dei Dolori, al di fuori del centro storico, nel quartiere di Bosio. La struttura, il cui primo impianto è risalente al Settecento[11], presenta una facciata in stile barocco.Conserva due gruppi lignei e numerosi ex voto alle pareti.
  • Cappella dell'Annunciata, immersa tra uliveti e boschi, presso un crinale a ridosso del sentiero per il colle della Crovairola. L'edificio è d'epoca tardo medievale[11].
  • Cappella di Santa Croce, presso l'omonimo monte, detta "la Cima". La chiesa fu voluta da Giambattista Maccario (poi padre Vitaliano) nei primi decenni dell'Ottocento[11].
  • Cappella della Madonna del Rosario in località Bernà, del XIX secolo[11]. La costruzione, come da documento redatto dal locale parroco Giacinto Maccario, è risalente al 1888[11] o comunque alla fine del secolo in ottemperanza di un precedente voto. Sopra l'altare è conservato un dipinto della Madonna del Rosario e altri due quadri raffiguranti san Pietro e san Giacinto.
  • Cappella di San Sinforiano, di epoca tardo medievale[11]. Un atto notarile del 1623[11] cita l'edificio che venne in quel periodo ricostruito ex novo a causa del cattivo stato di manutenzione della struttura già presente. Fu nuovamente restaurata nei primi anni del XIX secolo[11].
  • Cappella privata della Madonna della Neve. Ubicata nella località di San Ferian, è una costruzione ad un'unica aula risalente ad un periodo a cavallo tra il Seicento e l'inizio del Settecento[11].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti a San Biagio della Cima sono 87[13], pari al 6,54% della popolazione totale, così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[14]:

  1. Marocco, 35

Persone legate a San Biagio della Cima[modifica | modifica wikitesto]

L'oratorio dell'Assunta nel centro storico sanbiagino
  • Giuseppe Biamonti (San Biagio della Cima, 1762 - Milano, 1824), abate e scrittore, gli è stata dedicata una via del paese.
  • Francesco Biamonti (San Biagio della Cima, 1928 - San Biagio della Cima, 2001), scrittore.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è costituito dal solo capoluogo per una superficie territoriale di 4,31 km²[15].

Confina a nord con il comune di Dolceacqua, a sud con Vallecrosia, ad ovest con Camporosso, e ad est con Perinaldo, Soldano, Vallebona e Vallecrosia.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Nei secoli scorsi la principale attività economica del borgo fu per lo più legata all'attività agricola e vinicola; diffusa infatti fu la produzione del vino Rossese, oggi integrata con l'avviata attività della floricoltura.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale di San Biagio della Cima è attraversato principalmente dalla strada provinciale 59 che permette il collegamento con Vallecrosia, a sud, e con Soldano a nord.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

La mobilità urbana di San Biagio della Cima è garantita dalla linea Ventimiglia-Camporosso-Vallecrosia-Vallecrosia Alta-San Biagio della Cima-Soldano-Perinaldo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1999 Germano Biamonti Lista civica Sindaco
1999 2004 Paola Maccario Lista civica Sindaco
2004 2009 Mauro Anfosso Lista civica Sindaco
2009 2014 Massimo Salsi Lista civica "Il paese delle rose" Sindaco
2014 in carica Luciano Biancheri Lista civica "Il paese delle rose" Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

San Biagio della Cima è gemellata con:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2015
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ a b c d e f g h i j Fonte dal Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Artistiche, siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 25 ottobre 2017.
  5. ^ Regio decreto 26 ottobre 1862, n. 942
  6. ^ Regio decreto 6 dicembre 1923, n. 2769
  7. ^ Regio decreto 7 agosto 1925, n. 1533
  8. ^ Regio decreto 15 aprile 1928, n. 904
  9. ^ 22 novembre 1946, n. 438
  10. ^ a b c d e f Fonte dal libro di Enzo Bernardini, Villaggi di Pietra. Viaggio nell'entroterra della Riviera dei Fiori, San Mauro (TO), Tipografia Stige, 2002.
  11. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Fonte dal libro di Carlo Crignola, San Biagio della Cima e le sue chiese, Ventimiglia, Tipografia Alba, 2016.
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  14. ^ Dati superiori alle 20 unità
  15. ^ Fonte dallo statuto comunale di San Biagio della Cima, comunedisanbiagio.com. URL consultato il 25 ottobre 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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