San Biagio della Cima
| San Biagio della Cima comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Simone Rotolo (lista civica San Biagio insieme) dal 10-6-2024 |
| Data di istituzione | 1861 |
| Territorio | |
| Coordinate | 43°49′06.94″N 7°38′58.75″E |
| Altitudine | 100 m s.l.m. |
| Superficie | 4,31 km² |
| Abitanti | 1 292[1] (28-2-2026) |
| Densità | 299,77 ab./km² |
| Comuni confinanti | Camporosso, Dolceacqua, Perinaldo, Soldano, Vallebona, Vallecrosia al Mare |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 18036 |
| Prefisso | 0184 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 008053 |
| Cod. catastale | H780 |
| Targa | IM |
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa)[2] |
| Cl. climatica | zona D, 1 584 GG[3] |
| Nome abitanti | sanbiagini |
| Patrono | san Biagio |
| Giorno festivo | 3 febbraio |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
San Biagio della Cima (San Giàixu in ligure[4]) è un comune italiano di 1 292 abitanti[1] della provincia di Imperia in Liguria.
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio di San Biagio della Cima è disposto lungo il crinale che discende dal monte Santa Croce (356 m), la "Cima" alla quale farebbe riferimento il toponimo. Il torrente Verbone è il principale affluente del territorio sanbiagino.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]
La comunità e il villaggio di San Biagio vengono citati per la prima volta nel 1259[5]. Amministrativamente fu dominio feudale dei Conti di Ventimiglia[5] e, successivamente, sotto la diretta dipendenza del Comune di Ventimiglia[5].
Nel 1686[5] fu ufficialmente riconosciuta dalla Repubblica di Genova la Magnifica Comunità degli Otto Luoghi: Bordighera, Borghetto San Nicolò, Camporosso, San Biagio della Cima, Sasso, Soldano, Vallebona e Vallecrosia si smarcarono dal controllo comunale ventimigliese in una sorta di piccolo territorio indipendente, ma sotto il patronato di Genova e tale rimase sino alla caduta della repubblica nel XVIII secolo[5].
Con la dominazione napoleonica la comunità di San Biagio rientrò nel cantone di Bordighera nella giurisdizione delle Palme[5], con Sanremo come capoluogo; nel 1803 passò nell'XI cantone della Roja nella giurisdizione degli Ulivi (capoluogo Oneglia)[5]. Dal 1805, con il passaggio della Repubblica Ligure nel Primo Impero francese, San Biagio rientrò nel cantone bordigotto del Dipartimento delle Alpi Marittime[5]. Fu annesso al Regno di Sardegna nel 1815[5] dopo il Congresso di Vienna del 1814, a seguito della caduta di Napoleone Bonaparte. Facente parte del Regno d'Italia dal 1861, dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel I mandamento di Bordighera del circondario di Sanremo facente parte della provincia di Nizza (poi provincia di Porto Maurizio e, dal 1923, di Imperia)[5].
Con regio decreto del 1862[6] assume l'attuale denominazione di San Biagio della Cima.
Nel 1923 il comune viene soppresso e unito al comune di Vallecrosia[7]; nel 1925 l'ente sanbiagino viene ricostituito[8]. Nel 1928[9] riceve il territorio dell'ex comune di Soldano, quest'ultimo poi nuovamente separato da San Biagio della Cima e ricostituito nel 1946[10].
Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità montana Intemelia.
Simboli
[modifica | modifica wikitesto]
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica dell'11 giugno 1997.[11]
Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]
Architetture religiose
[modifica | modifica wikitesto]- Chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano nel centro storico sanbiagino. La parrocchiale secondo alcune fonti storiche sembrerebbe risalente al 1497[12], ma fu completamente ampliata e modificata nelle forme ellittiche nel 1777[12] su progetto di Andrea Notari[12]. Nel 1784 la chiesa fu abbellita da stucchi da Pietro Notari e Pietro Lucchesi[12]. All'interno è conservata una statua in legno, attribuita all'ambito dello scultore genovese Anton Maria Maragliano[12], raffigurante san Sebastiano, databile alla seconda metà del XVIII secolo[12].
- Oratorio di Nostra Signora Assunta nel centro storico sanbiagino, già sede della confraternita dei disciplinanti bianchi o dei battuti, quest'ultima risalente al XVI secolo[13]. Al 1619[13] risale la costruzione di un nuovo coro mentre un nuovo rifacimento della struttura primaria cinque-seicentesca avvenne nel periodo a cavallo tra il Settecento e i primi decenni dell'Ottocento[13]. Conserva la statua raffigurante Nostra Signora Assunta, realizzata a Torino e benedetta e collocata il 15 agosto 1899[13].
- Chiesa di San Biagio, ubicato nei pressi del locale cimitero. L'edificio è uno dei più antichi del territorio[13] e risalente al Duecento[13]. Tra le opere conservate una tela del sanremese Giovanni Battista Capoduro raffigurante il santo con alle sue spalle un'illustrazione del borgo di San Biagio della Cima nel 1834[13].
- Santuario di Nostra Signora dei Dolori, al di fuori del centro storico, nel quartiere di Bosio. La struttura, il cui primo impianto è risalente al Settecento[13], presenta una facciata in stile barocco. Conserva due gruppi lignei e numerosi ex voto alle pareti.
- Cappella dell'Annunciata, immersa tra uliveti e boschi, presso un crinale a ridosso del sentiero per il colle della Crovairola. L'edificio è d'epoca tardo medievale[13].
- Cappella di Santa Croce, presso l'omonimo monte, detta "la Cima". La chiesa fu voluta da Giambattista Maccario (poi padre Vitaliano) nei primi decenni dell'Ottocento[13].
- Cappella della Madonna del Rosario in località Bernà, del XIX secolo[13]. La costruzione, come da documento redatto dal locale parroco Giacinto Maccario, è risalente al 1888[13] o comunque alla fine del secolo in ottemperanza di un precedente voto. Sopra l'altare è conservato un dipinto della Madonna del Rosario e altri due quadri raffiguranti san Pietro e san Giacinto.
- Cappella di San Sinforiano, di epoca tardo medievale[13]. Un atto notarile del 1623[13] cita l'edificio che venne in quel periodo ricostruito ex novo a causa del cattivo stato di manutenzione della struttura già presente. Fu nuovamente restaurata nei primi anni del XIX secolo[13].
- Cappella privata della Madonna della Neve. Ubicata nella località di Sanferian, è una costruzione ad un'unica aula risalente ad un periodo a cavallo tra il Seicento e l'inizio del Settecento[13].
Architetture civili
[modifica | modifica wikitesto]In via Provinciale 37 si trova l'abitazione che fu dello scrittore Francesco Biamonti, centro di documentazione gestito dall'Associazione Amici di Francesco Biamonti[14]. Dal 2016 è nato nel paese il Parco Biamonti[15], un ente che fa capo al Comune e all'Associazione Amici di Francesco Biamonti, e che allestito un sistema interattivo segnaletico dei vari luoghi del borgo e delle campagne circostanti legati alla vita e alle opere dello scrittore.
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[16]

Etnie e minoranze straniere
[modifica | modifica wikitesto]Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2019, i cittadini stranieri residenti a San Biagio della Cima sono 85[17], così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[18]:
- Marocco, 32
Geografia antropica
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio comunale è costituito dal solo capoluogo per una superficie territoriale di 4,31 km²[19].
Confina a nord con il comune di Dolceacqua, a sud con Vallecrosia al Mare, ad ovest con Camporosso, e ad est con Perinaldo, Soldano, Vallebona e Vallecrosia al Mare.
Economia
[modifica | modifica wikitesto]Nei secoli scorsi la principale attività economica del borgo fu per lo più legata all'attività agricola e vinicola; diffusa infatti fu la produzione del vino Rossese, oggi integrata con l'avviata attività della floricoltura.
Infrastrutture e trasporti
[modifica | modifica wikitesto]Strade
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio comunale di San Biagio della Cima è attraversato principalmente dalla strada provinciale 59 che permette il collegamento con Vallecrosia, a sud, e con Soldano a nord.
Mobilità urbana
[modifica | modifica wikitesto]La mobilità urbana di San Biagio della Cima è garantita dalla linea Ventimiglia-Camporosso-Vallecrosia-Vallecrosia Alta-San Biagio della Cima-Soldano-Perinaldo.
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 18 giugno 1985 | 26 maggio 1990 | Germano Biamonti | lista civica | Sindaco | |
| 26 maggio 1990 | 24 aprile 1995 | Germano Biamonti | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Germano Biamonti | lista civica | Sindaco | |
| 14 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Paola Maccario | lista civica | Sindaco | |
| 14 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Mauro Anfosso | San Biagio nel Terzo Millennio (lista civica) |
Sindaco | |
| 8 giugno 2009 | 26 maggio 2014 | Massimo Salsi | Il paese delle rose (lista civica) |
Sindaco | |
| 5 giugno 2014 | 26 maggio 2019 | Luciano Biancheri | Il paese delle rose (lista civica) |
Sindaco | |
| 27 maggio 2019 | 10 giugno 2024 | Luciano Biancheri | Il paese delle rose (lista civica) |
Sindaco | |
| 10 giugno 2024 | in carica | Simone Rotolo | San Biagio insieme (lista civica) |
Sindaco | |
Gemellaggi
[modifica | modifica wikitesto]San Biagio della Cima è gemellata con:
Camps-la-Source, dal 2005.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ↑ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Artistiche, su siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 25 ottobre 2017.
- ↑ Regio decreto 26 ottobre 1862, n. 942
- ↑ Regio decreto 6 dicembre 1923, n. 2769
- ↑ Regio decreto 7 agosto 1925, n. 1533
- ↑ Regio decreto 15 aprile 1928, n. 904
- ↑ 22 novembre 1946, n. 438
- ↑ San Biagio della Cima, decreto 1997-06-11 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 19 giugno 2022.
- 1 2 3 4 5 6 Fonte dal libro di Enzo Bernardini, Villaggi di Pietra. Viaggio nell'entroterra della Riviera dei Fiori, San Mauro (TO), Tipografia Stige, 2002.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 Fonte dal libro di Carlo Crignola, San Biagio della Cima e le sue chiese, Ventimiglia, Tipografia Alba, 2016.
- ↑ http://www.sulletraccedibiamonti.it
- ↑ https://www.parcobiamonti.it
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- ↑ Cittadini stranieri residenti secondo i dati Istat del 31-12-2019, su demo.istat.it. URL consultato il 7 aprile 2021.
- ↑ Dati superiori alle 20 unità
- ↑ Fonte dallo statuto comunale di San Biagio della Cima, su comunedisanbiagio.com. URL consultato il 25 ottobre 2017 (archiviato dall'url originale il 25 ottobre 2017).
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikiquote contiene citazioni di o su San Biagio della Cima
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su San Biagio della Cima
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comune.sanbiagiodellacima.im.it.
- San Biàgio della Cima, su sapere.it, De Agostini.
| Controllo di autorità | GND (DE) 1327310260 |
|---|

