Isolabona

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Isolabona
comune
Isolabona – Stemma Isolabona – Bandiera
Isolabona – Veduta
Panorama di Isolabona
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Imperia-Stemma.png Imperia
Amministrazione
Sindaco Dario Faraone (Lista civica "Rinnovare si può") dal 26/05/2014
Data di istituzione 1861
Territorio
Coordinate 43°52′46″N 7°38′20.03″E / 43.879444°N 7.638897°E43.879444; 7.638897 (Isolabona)Coordinate: 43°52′46″N 7°38′20.03″E / 43.879444°N 7.638897°E43.879444; 7.638897 (Isolabona)
Altitudine 106 m s.l.m.
Superficie 12,35 km²
Abitanti 689[1] (30-11-2016)
Densità 55,79 ab./km²
Comuni confinanti Apricale, Dolceacqua, Pigna, Rocchetta Nervina
Altre informazioni
Cod. postale 18035
Prefisso 0184
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 008032
Cod. catastale E346
Targa IM
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 502 GG[2]
Nome abitanti isolesi
Patrono santa Maria Maddalena
Giorno festivo 22 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Isolabona
Isolabona
Isolabona – Mappa
Posizione del comune di Isolabona nella provincia di Imperia
Sito istituzionale

Isolabona (L'Isora in ligure[3]) è un comune italiano di 689 abitanti[1] della provincia di Imperia in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Isolabona è situata in val Nervia, tra i comuni montani di Rocchetta Nervina, a nord, e Dolceacqua a sud. Esso si presenta come il tipico borgo montano ligure, arroccato su un monte e racchiuso da una cinta fortificata. Le strette vie mettono in comunicazione le due piazze principali, chiamate Piazza Piccola e Piazza Grande. Nella prima è presente una fontana ottagonale del 1486, mentre sulla seconda si affacciano l'oratorio e la chiesa parrocchiale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Mappa del dipartimento delle Alpi Marittime (1793) con Isolabona nel cantone di Perinaldo
Mappa dello stesso dipartimento francese (1805) con Isolabona nel cantone di Dolceacqua

Il toponimo Isolabona deriva dall'unione dei termini "insula" cioè isola, perché il paese è collocato su una sorta di isolotto definito dal torrente Nervia e un suo affluente, il Merdanzo, e "bona" (traduzione letterale del termine "buona") per la proverbiale cordialità ed ospitalità dei suoi abitanti e per il clima mite.

Un primo insediamento - denominato genericamente con il termine castellum[4] e, probabilmente, localizzabile nei pressi dell'odierno cimitero urbano[5] ove è situata la chiesa di San Giovanni Battista[5] - è citato all'inizio del XIII secolo[4]. Al 1287, con l'acquisto del territorio apricalese da parte di Oberto Doria[4], la comunità di Isolabona (che dalla pieve progressivamente si sviluppò più nel fondovalle, intorno al locale castello[5]) venne unita a quella di Apricale[4] all'interno del Marchesato di Dolceacqua[4]; tale unione amministrativa dei due borghi perdurò fino al 1573[4]. Al 1524 risale, invece, il passaggio del marchesato dolceacquese nel Ducato di Savoia[4].

Con l'annessione del contado di Nizza alla Prima Repubblica francese, nel 1793[4], Isolabona entrò a far parte del cantone di Perinaldo[4] (distretto di Mentone), poi di Monaco nel dipartimento francese delle Alpi Marittime[6][4].

Nel 1805[4] restò nel cantone di Dolceacqua (che sostituì Perinaldo come capoluogo), ma passò nel nuovo distretto di Sanremo[4], dello stesso dipartimento, esteso a est per annessione di una parte della Repubblica Ligure[7].

Alla caduta del Primo Impero francese, nel 1815, tornò al Regno di Sardegna[4], come stabilito dal Congresso di Vienna, e successivamente nel Regno d'Italia, dal 1861[4]. La municipalità di Isolabona fu sottoposta nel III mandamento di Dolceacqua del circondario di Sanremo della provincia di Nizza[4] (poi provincia di Porto Maurizio dopo la cessione alla Francia del territorio nizzardo).

Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità montana Intemelia.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Isolabona-Stemma.png
Isolabona-Gonfalone.png

« D'azzurro, alla torre rossa con due palchi, merlata alla guelfa, aperta e finestrata di nero, collocata su di un prato verde e sormontata da una corona d'oro all'antica »

(Descrizione araldica dello stemma[8])

« Drappo di azzurro... »

(Descrizione araldica del gonfalone[8])

Lo stemma ufficiale e il gonfalone sono stati approvati con l'apposito Decreto del Presidente della Repubblica datato al 16 agosto del 1952[8].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santa Maria Maddalena nel centro storico di Isolabona

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena nel centro storico di Isolabona. La struttura originale è di un edificio del tardo medioevo[9], di cui restano le colonne nella cantoria. L'edificio venne rimaneggiato nel corso del Settecento nelle forme barocche[9], ma conservandone le parti antiche medioevali, e ancora nella metà dell'Ottocento[9]. Fu eretta al titolo di parrocchia nel 1641 dal vescovo di Ventimiglia monsignor Lorenzo Gavotti.
  • Oratorio di Santa Croce nel centro storico di Isolabona, nei pressi della parrocchiale, datato alla fine del XV secolo[9] ma rifatto nelle forme barocche nel XVIII secolo[9] e ancora rimaneggiato nella metà del XIX secolo[9].
  • Santuario di Nostra Signora delle Grazie, al di fuori del centro storico, lungo la strada provinciale 64. Costruito nel tardo medioevo[9], presenta un portico dorico seicentesco affrescato dal pittore Giovanni Cambiaso[9].
  • Chiesetta di San Giovanni Battista. Di origine romanica e situata all'interno del cimitero urbano, conserva un affresco tardo quattrocentesco raffigurante il Battesimo di Cristo[9].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Ponte di origine tardo medievale, detto del Molino, costruito con un'unica arcata e con piccola edicola al centro, permette l'attraversamento sul torrente Nervia e l'accesso al centro storico isolese.
  • Fontana pubblica nel centro storico isolese, datata al 1486 come attestato dalla datazione ivi incisa, formata da una vasca dalle forme ottagonali e da una centrale colonna che a sua volta sorregge una vaschetta marmorea.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello di Isolabona. La postazione militare (prima) e residenziale (poi) fu costruita nel corso del XIII secolo dai feudatari Doria per la difesa del borgo, in una zona sopraelevata a nord-est del borgo storico. Il castello - citato assieme ad Isolabona a partire dal 1287 - si presenta con un corpo di fabbrica di forma esagonale, in pietra arenaria, con portale ad arco acuto e da un'alta torre quadrangolare aperta da feritoie. La struttura subì gravosi danni durante il terremoto di Diano Marina del 1887 e solamente nel 1989 sono stati avviati progetti concreti di restauro e di consolidamento. Le sale del castello ospitano durante la stagione estiva rassegne teatrali, musicali e culturali.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Il castello dei Doria
La fontana ottagonale del 1486 nel centro storico isolese

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti ad Isolabona sono 92[11], pari al 13,61% della popolazione totale, così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[12]:

  1. Albania, 33

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Gli interni affrescati da Giovanni Cambiaso del santuario di Nostra Signora delle Grazie

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • "Festival Internazionale delle Arpe", nel mese di luglio, presso il castello di Isolabona.
  • Torneo di balun (pallone elastico), a fine luglio.

Persone legate a Isolabona[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è da una superficie territoriale di 12,35 km².

Confina a nord con il comune di Pigna, a sud con Dolceacqua, ad ovest con Pigna, Rocchetta Nervina e Dolceacqua, ad est con Pigna ed Apricale.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del centro storico e del castello doriesco

L'economia di Isolabona è prevalentemente agricola, dedite alla coltivazione e produzione di vini rossi, il Rossese, e olio di oliva.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Isolabona è attraversato principalmente dalla strada provinciale 64 che permette il collegamento con Dolceacqua, a sud, e Pigna verso nord. Altra arteria provinciale è la SP 63 per Apricale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1995 Danilo Veziano Democrazia Cristiana, poi Partito Popolare Italiano Sindaco
1995 2004 Danilo Veziano Lista civica Sindaco
2004 2009 Sandro Pastor Lista civica Sindaco
2009 2014 Danilo Veziano Lista civica "Paese con fontana e castello" Sindaco
2014 in carica Dario Faraone Lista civica "Rinnovare si può" Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Posizione del comune di Isolabona nell'Unione dei comuni delle Valli Nervia e Roja e nella provincia di Imperia

Isolabona fa parte dell'Unione dei comuni delle Valli Nervia e Roja.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2016.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Fonte dal Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Artistiche, siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 4 ottobre 2017.
  5. ^ a b c Fonte dal sito istituzionale del comune di Isolabona, comuneisolabona.it. URL consultato il 4 ottobre 2017.
  6. ^ Alain Otho, "Les divisions anciennes des Alpes-Maritimes (2)", Bulletin de l'Association généalogique des Alpes-Maritimes, 23, 09/2013
  7. ^ Décret du 15 Messidor an XIII, Bulletin des lois vol. 37, p. 84
  8. ^ a b c Fonte dal sito Araldica Civica.it, araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  9. ^ a b c d e f g h i Fonte dal libro di Enzo Bernardini, Villaggi di Pietra. Viaggio nell'entroterra della Riviera dei Fiori, San Mauro (TO), Tipografia Stige, 2002.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  12. ^ Dati superiori alle 20 unità

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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