Borghetto d'Arroscia

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Borghetto d'Arroscia
comune
Borghetto d'Arroscia – Stemma Borghetto d'Arroscia – Bandiera
Borghetto d'Arroscia – Veduta
Panorama di Borghetto
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Liguria.svg Liguria
ProvinciaProvincia di Imperia-Stemma.png Imperia
Amministrazione
SindacoLuca Ronco (Lista civica "Rinnovare Borghetto") dal 06/06/2016
Data di istituzione1861
Territorio
Coordinate44°03′26.57″N 7°58′54.31″E / 44.057381°N 7.981753°E44.057381; 7.981753 (Borghetto d'Arroscia)Coordinate: 44°03′26.57″N 7°58′54.31″E / 44.057381°N 7.981753°E44.057381; 7.981753 (Borghetto d'Arroscia)
Altitudine155 m s.l.m.
Superficie25,94 km²
Abitanti455[1] (30-4-2017)
Densità17,54 ab./km²
FrazioniGavenola, Gazzo, Leverone, Montecalvo, Ubaga, Ubaghetta
Comuni confinantiAquila di Arroscia, Caprauna (CN), Casanova Lerrone (SV), Pieve di Teco, Ranzo, Vessalico
Altre informazioni
Cod. postale18020
Prefisso0183
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT008009
Cod. catastaleA993
TargaIM
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)
Cl. climaticazona D, 1 483 GG[2]
Nome abitantiborghettini
Patronosan Marco Evangelista
Giorno festivo25 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Borghetto d'Arroscia
Borghetto d'Arroscia
Borghetto d'Arroscia – Mappa
Posizione del comune di Borghetto d'Arroscia nella provincia di Imperia
Sito istituzionale

Borghetto d'Arroscia (O Borghetto d'Areuscia in ligure, Burghettu nella variante locale[3]) è un comune italiano di 455 abitanti[1] della provincia di Imperia in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio borghettino è situato nel fondovalle del torrente Arroscia, a monte della confluenza del rio Calabria con il torrente principale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Panorama della frazione di Leverone

L'attestazione del toponimo è datata al 1496[4] e cioè quando compare per la prima volta in un atto la dicitura latina ecclesia Sanct Marci de Burghetto.

Alla caduta dell'Impero romano d'Occidente (476) anche il territorio di Borghetto fu interessato dalle invasioni barbariche[4], a cui seguirono le dominazioni da parte dei Longobardi[4] - nel 643 - e dei Franchi fino all'888[4]. Nel periodo carolingio entrò assieme ad altri paesi del fondovalle fra i possedimenti del Contado di Albenga[4] e, successivamente, nella Marca Arduinica sotto giurisdizione dello stesso comitato albenganese[4].

La fondazione di un primo insediamento stabile avvenne probabilmente in epoca altomedievale[4] grazie allo spostamento di buona parte di quella popolazione che, in origine dimorante sulla costa, preferì stanziarsi in questa parte del territorio della media valle Arroscia e che poté sfruttare la nuova forza lavoro legato alla presenza lungo il torrente di un buon numero di mulini, officine e ferriere, oltreché lo sfruttamento agricolo e di raccolta dei frutti.

Con la dissoluzione della marca il feudo di Borghetto fu sottoposto al controllo dei marchesi di Clavesana[4]. Nel 1233 anche la popolazione borghettina partecipò assieme ad altri borghi della valle Arroscia alla fondazione di Pieve di Teco[4]. A partire dal 1522 la Repubblica di Genova acquisì definitivamente il feudo di Borghetto che fu sottoposto alla giurisdizione del capitaneato di Pieve di Teco, seguendone quindi le sorti genovesi sino alla dominazione napoleonica di fine XVIII secolo.

Con la dominazione francese il territorio borghettino rientrò dal 2 dicembre 1797 all'interno della Repubblica Ligure[4]. Dal 28 aprile del 1798 fece parte del VI cantone, con capoluogo Ranzo, della Giurisdizione di Centa e dal 1803 centro principale del III cantone di Pieve nella Giurisdizione degli Ulivi[4]. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Montenotte.

Nel 1815 il territorio fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel V mandamento di Pieve di Teco del circondario di Porto Maurizio facente parte della provincia di Porto Maurizio (poi provincia di Imperia, dal 1923). Aggregato nel 1886 l'ex territorio comunale di Ubaga, nel 1928[5] gli furono aggregate le soppresse municipalità di Ranzo e Aquila d'Arroscia, poi ricostituiti nel 1947[6].

Durante le fasi cruciali della seconda guerra mondiale vi fu un'intesa attività partigiana che operò assieme ad alcuni distaccamenti della I Brigata "Silvio Bonfante"[4]. Nel particolare fu il partigiano Rajmond Rossi ("Ramon") a far saltare nella notte del 6 ottobre 1944 il ponte di Borghetto allo scopo di interrompere i collegamenti stradali, in previsione di uno scontro che poi avvenne nei pressi di Vessalico, delle varie colonne di soldati tedeschi dimoranti nella valle.

Subisce gli ultimi aggiustamenti al territorio comunale nel 1949[7] quando gli fu aggiunta la frazione di Gavenola, distaccata da Aquila d'Arroscia, mentre al 1955 è datata l'ufficializzazione della dicitura di "Borghetto d'Arroscia"[8].

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Alta Valle Arroscia e, con le nuove disposizioni della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008[9], fino al 2011 della Comunità montana dell'Olivo e Alta Valle Arroscia.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Borghetto d'Arroscia-Stemma.png
Borghetto d'Arroscia-Gonfalone.png

« D'argento, attraversato da una banda azzurra ondulata e con sei stelle, sempre d'azzurro, disposte ai lati, tre sopra e tre sotto »

(Descrizione araldica dello stemma[10])

« Drappo partito di azzurro e di bianco »

(Descrizione araldica del gonfalone[10])

Lo stemma è stato concesso con il decreto del Presidente della Repubblica datato al 28 luglio 1955[10].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di San Marco Evangelista
  • Chiesa parrocchiale di San Marco Evangelista nel capoluogo. L'attuale rivisitazione in stile barocco è databile al XVII secolo, così come l'attiguo campanile. Al suo interno il fonte battesimale, in pietra nera lavorata, è poggiato su una colonna.
  • Oratorio della parrocchiale di San Marco Evangelista, a fianco della stessa.
  • Chiesa di San Bernardino da Siena nella frazione di Gazzo.
  • Cappella di Sant'Appollonia nella frazione di Gazzo.
  • Chiesa di San Colombano nella frazione di Gavenola. Fondata dai monaci colombaniani di Bobbio, si collegava anticamente con i monasteri del basso Piemonte assieme alla chiesa di Santa Brigida.
  • Santuario dei Santi Cosma e Damiano lungo la provinciale per Vessalico. Costruito nel XIX secolo su un pilone preesistente del XVII secolo presso Gavenola, dove in epoca antica era situato un edificio appartenente sempre ai monaci di san Colombano, si trova sull'omonimo colle a 1069 m s.l.m.
  • Chiesa parrocchiale di San Bernardo nella frazione di Leverone.
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio abate nella frazione di Ubaga. Al suo interno è custodito un polittico di Pietro Guido datato al 1537 e un fonte battesimale in pietra del 1504.
  • Chiesa di San Lorenzo nella frazione di Ubaghetta.
  • Chiesa di San Giovanni Battista nella frazione di Montecalvo.
  • Chiesetta di San Cosimo.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Ponte d'epoca romana presso il torrente Arroscia.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti a Borghetto d'Arroscia sono 54[12], pari all'11,44% della popolazione totale.

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Borghetto d'Arroscia ha conseguito la certificazione del proprio sistema di gestione ambientale conformemente alla norma ISO 14001[13].

Persone legate a Borghetto d'Arroscia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Lucifredi (Genova, 1909 - Genova, 1981), politico e docente, era originario della frazione borghettina di Gazzo.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è costituito, oltre il capoluogo, dalle frazioni di Gavenola, Gazzo, Leverone, Montecalvo, Ubaga e Ubaghetta per una superficie territoriale di 25,94 km²[14].

Confina a nord con i comuni di Caprauna (CN), a sud con Casanova Lerrone (SV), ad ovest con Pieve di Teco e Vessalico e ad est con Aquila d'Arroscia e Ranzo.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Si basa principalmente sull'attività agricola. Nel territorio viene inoltre coltivato l'ulivo della varietà taggiasca e la vite. Si effettua anche la raccolta del sottobosco, specie i funghi e le castagne, oltre la produzione di legname e l'allevamento bovino.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Borghetto d'Arroscia è attraversato principalmente dalla strada provinciale 453 della Valle Arroscia che gli permette il collegamento stradale con Ranzo, ad est, e con Vessalico ad ovest. Nel 2001 è stata inaugurata la variante all'abitato, realizzata con la costruzione di due viadotti sul torrente Arroscia (150 m ciascuno) e di due gallerie (rispettivamente 350 m e 850 m).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 1946 Mario Bruna Sindaco
1946 1947 Ferdinando Casa Sindaco
1947 1947 Silvio Cepollini Comm. straord.
1947 1949 Silvio Cepollini Sindaco
1949 1954 Gio Batta Baldoino Sindaco
1954 1958 Filiberto Massone Sindaco
1958 1962 Innocenzo Pesce Sindaco
1962 1978 Pier Giorgio Lucifredi Sindaco
1978 1979 Ottavio Cepollini Sindaco
1979 1979 Reuccio Rainaldi Sindaco
1979 1993 Nicolò Elena Democrazia Cristiana Sindaco
1993 1997 Mauro Ferrari Democrazia Cristiana, poi Partito Popolare Italiano Sindaco
1997 2001 Mauro Ferrari Lista civica Sindaco
2001 2011 Paolo Ronco Lista civica Sindaco
2011 2016 Augusto Forno Lista civica "Per Borghetto" Sindaco
2016 in carica Luca Ronco Lista civica "Rinnovare Borghetto" Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Borghetto d'Arroscia fa parte dell'Unione dei comuni dell'Alta Valle Arroscia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l Fonte dal libro di Andrea Gandolfo, La provincia di Imperia: storia, arti, tradizioni. Volume 1, Peveragno, Blu Edizioni, 2005.
  5. ^ Regio decreto 13 settembre 1928, n. 2272
  6. ^ 21 gennaio 1947, n. 70
  7. ^ 7 aprile 1949, n. 243
  8. ^ Decreto del presidente della Repubblica 3 giugno 1955, n. 582
  9. ^ Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008
  10. ^ a b c Fonte dal sito Araldica Civica.it, su araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  13. ^ Fonte dal sito Ambiente in Liguria
  14. ^ Fonte dallo statuto comunale di Borghetto d'Arroscia, su comune.borghettodarroscia.im.it. URL consultato il 18 novembre 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN244778097
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