Cesio (Italia)

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Cesio
comune
Cesio – Stemma
Cesio – Veduta
Panorama di Cesio
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Imperia-Stemma.png Imperia
Amministrazione
Sindaco Fabio Natta (Lista civica "Per Cesio") dal 26/05/2014
Data di istituzione 1925
Territorio
Coordinate 44°00′28.63″N 7°58′31.69″E / 44.007953°N 7.975469°E44.007953; 7.975469 (Cesio)Coordinate: 44°00′28.63″N 7°58′31.69″E / 44.007953°N 7.975469°E44.007953; 7.975469 (Cesio)
Altitudine 530 m s.l.m.
Superficie 8,86 km²
Abitanti 279[1] (31-12-2016)
Densità 31,49 ab./km²
Frazioni Arzeno d'Oneglia, Càrtari, Colle San Bartolomeo
Comuni confinanti Caravonica, Casanova Lerrone (SV), Chiusanico, Pieve di Teco, Testico (SV), Vessalico
Altre informazioni
Cod. postale 18022
Prefisso 0183
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 008018
Cod. catastale C578
Targa IM
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 416 GG[2]
Nome abitanti cesaini o cesiaschi
Patrono santa Lucia
Giorno festivo 13 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cesio
Cesio
Cesio – Mappa
Posizione del comune di Cesio nella provincia di Imperia
Sito istituzionale

Cèsio (Cêxi in ligure[3][4]) è un comune italiano di 283 abitanti[1] della provincia di Imperia in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Cesio è situato nell'alta valle del torrente Impero, sul fianco sinistro del rio Tresenda, lungo la vecchia strada del colle di Nava, a 5 km dal valico di colle San Bartolomeo. Tra le vette della zona il monte Arosio. Valicando il passo del Ginestro (677 m s.l.m.) è possibile il raggiungimento della val Merula e quindi la provincia di Savona.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'antico toponimo di Cesio potrebbe essere identificato con il termine Céxeno[5], citato nel 1150 in merito alla riscossione delle decime religiose presso il territorio della valle del Maro. Intorno al XIV secolo il nome mutò in Cezio[5], così come attesterebbe un documento del 1346[5] indicante un certo Facius Ferrerius de Cezio.

Secondo altri il nome deriverebbe dal dialettale Cexi (ceci), ancora oggi utilizzato per indicare il nome del paese, e sarebbe dovuto al fatto che prima della coltivazione intensiva dell'ulivo, quella dei ceci era la coltivazione più diffusa

Percorso storico[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del centro storico cesiasco

Le prime testimonianze scritte sul borgo di Cesio compaiono nel XII secolo[5] quando il territorio, appartenente al vescovo della diocesi di Albenga[5], è citato tra i borghi della valle di Oneglia e del Maro in merito alle riscossioni delle decime. Amministrativamente Cesio era inserita nella cosiddetta Castellania di Monte Arosio[5] assieme alle località di Gazzelli, Chiusanico, Torria e Chiusavecchia e altri borghi della vicina val Merula. Nel XIII secolo tutta l'area cesiasca entrò a far parte dei territori feudali dei conti di Ventimiglia[5] nella valle del Maro e di Oneglia; furono i conti ventimigliesi ad erigere presso le vette del monte Arosio, monte Baraccone e monte Torre e presso la frazione di Cartari una serie di fortificazioni per l'avvistamento e possibilmente di difesa[5].

Nel 1233[5] fu tra i borghi fondatori del nuovo centro di Pieve di Teco, mentre al 9 ottobre 1301[5] risale la cessione del feudo da parte del signore del Maro Oberto di Ventimiglia a Federico Doria per la somma di 1600 lire genovesi[5]; la Signoria dei Doria su Cesio continuò oltre al 1576[5]. In tale anno mentre Oneglia e la sua valle furono cedute al Ducato di Savoia del duca Emanuele Filiberto[5]; (incluso il borgo di Arzeno[5] mentre Cartari rimase tra i possedimenti della Repubblica di Genova[5].) Cesio, unitamente alla vicina Testico, rimase signoria particolare del Doria marchese di Cirié e ciò sino al 1735.

Annessa al successivo Regno di Sardegna dal 1735[5][6] la comunità di Cesio assistette tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, in occasione dei primo scontri correlati alle campagne napoleoniche in Italia, a cruente e sanguinose battaglie sul suo territorio come quella del 6 maggio del 1800 dove Austriaci e Francesi si scontrarono per il dominio delle terre; l'esercito d'oltralpe, sconfitto, si dovette ritirare a Nizza[5]. O, ancora, nel 1801 quando circa cinquecento predoni provenienti dalle vicine valli Arroscia, Lerrone e Oneglia misero a ferro e fuoco il paese tra uccisioni, furti di bestiame e devastazioni[5].

Con la dominazione napoleonica le municipalità di Cesio, Arzeno e Cartari (quest'ultimo unito a Calderara, frazione odierna di Pieve di Teco) confluirono tra il 1801 e il 1803 nella Repubblica Ligure[5] andando a costituire il II cantone di Val di Maro nella Giurisdizione degli Ulivi. Nel 1804 la municipalità di Cesio fu soppressa e unita alla municipalità di Torria[6].

Annessi al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 i territori furono inseriti nel Dipartimento di Montenotte sotto l'arrondissement di Porto Maurizio[5].

Nuovamente inglobati nel Regno di Sardegna dal 1815, così come stabilito dal Congresso di Vienna del 1814, e con Cesio nuovamente comune autonomo da Torria[6], confluirono nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 i tre comuni furono divisi in due diversi mandamenti: Cesio e San Bartolomeo ed Arzeno nel I mandamento di Borgomaro; Cartari-Calderara nel V mandamento di Pieve di Teco, entrambi del circondario di Porto Maurizio facente parte della provincia di Porto Maurizio e, con la sua costituzione, della successiva provincia di Imperia. Tra il 1923 e il 1925 il comune di Cesio fu unito al territorio comunale di Chiusavecchia come frazione[6].

Gli ultimi aggiustamenti territoriali risalgono al 1929[5] quando gli fu annesso l'ex comune di Arzeno d'Oneglia (San Bartolomeo fu unita, come frazione, al comune di Caravonica) e la frazione di Cartari (Calderara divenne invece frazione di Pieve di Teco).

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana dell'Olivo e, con le nuove disposizioni della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008[7], fino al 2011 della Comunità montana dell'Olivo e Alta Valle Arroscia.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Cesio (Italia)-Stemma.png
« Quadripartito, Nel PRIMO, un'aquila ad ali spiegate col capo rivoltato; nel SECONDO, di giallo, all'albero naturale; nel TERZO, tre bande rosse su fondo oro sovrastate da una fascia blu con tre palle rosse e un stella dorata al centro; nel QUARTO, d'azzurro, al castello posto su una collina uscente dai fianchi »
(Descrizione araldica dello stemma[8])


Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santa Lucia

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di Santa Lucia nel centro storico del capoluogo. Eretta in stile tardo barocco e ad unica navata, conserva l'antica fonte battesimale del Quattrocento e alcune tele databili tra il Cinquecento e il Seicento.
  • Oratorio di San Giovanni Battista nel centro storico del capoluogo.
  • Santuario della Beata Vergine Addolorata nel capoluogo, ma ubicato in zona collinare tra uliveti. Il primo impianto dell'edificio è risalente al XIII secolo e fu l'unica parrocchiale di Cesio fino al 1585. Spostato il titolo nella nuova chiesa di Santa Lucia, il santuario venne ampliato ad unica aula e preceduto da un piccolo portico nel corso del XVII secolo. Conserva un'immagine ritraente la Madonna dei sette dolori tra i santi Giovanni Battista e Maria Maddalena e il corpo di Gesù.
  • Cappella di San Gottardo nella zona cimiteriale del capoluogo.
  • Chiesa parrocchiale di San Benedetto nella frazione di Arzeno d'Oneglia. Ha la particolarità di avere il campanile in pietra a vista che viene attraversato dal vicolo pedonale che congiunge piazza del Popolo con la piazzetta della chiesa.
  • Oratorio di Arzeno d'Oneglia, posto di fianco alla chiesa parrocchiale ed alla piazza principale del borgo, recentemente restaurata a cura della popolazione del paese.
  • Cappella di San Martino nella frazione di Cartari.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti a Cesio sono 32[10], pari all'11,59% della popolazione totale, così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[11]:

  1. Albania, 21

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è costituito, oltre il capoluogo, dalle tre frazioni di Arzeno d'Oneglia, Cartari e Colle San Bartolomeo per un totale di 8,86 km2.

Confina a nord con il comune di Vessalico, a sud con Chiusanico, ad ovest con Pieve di Teco e Caravonica e ad est con Casanova Lerrone (SV) e Testico (SV).

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Basa la sua principale attività economica sull'attività agricola specie nella olivicoltura, viticoltura e, seppur con minore importanza, sulla pastorizia.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Cesio è attraversato principalmente dalla strada provinciale 95 la quale permette il collegamento stradale ad ovest con i territori comunali di Caravonica e Pieve di Teco innestandosi con la provinciale 20 presso il Colle San Bartolomeo e a sud con Chiusanico (SP 95 e SP 29).

Attraverso il valico del passo del Ginestro, lungo la provinciale 23, è inoltre possibile il collegamento con la val Merula, nella provincia savonese, e con il centro di Testico.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1995 Ernesto De Guglielmi Democrazia Cristiana, poi Partito Popolare Italiano Sindaco
1995 1999 Ernesto De Guglielmi Lista civica di centro Sindaco
1999 2004 Ernesto De Guglielmi Lista civica Sindaco
2004 2014 Roberto Barla Lista civica "Uniti per Cesio-Arzeno-Cartari-Colle" Sindaco
2014 in carica Fabio Natta Lista civica "Per Cesio" Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Cesio fa parte dell'Unione dei comuni della Val Merula e di Montarosio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2015
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 198.
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u Fonte dal libro di Andrea Gandolfo, La provincia di Imperia: storia, arti, tradizioni. Volume 1, Peveragno, Blu Edizioni, 2005.
  6. ^ a b c d Fonte dal Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Artistiche, siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 29 ottobre 2013.
  7. ^ Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008
  8. ^ Fonte dal sito Araldica Civica.it, araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  11. ^ Dati superiori alle 20 unità

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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